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Cultura tra Italia e America Latina: internet, cinema e storie

Sezione cultura in italiano: la storia di Internet dal primo collegamento di Pisa, Totò e il cinema, Garibaldi e Gramsci tra Italia e America Latina.

Redazione · Pubblicato il

Illustrazione di una piazza italiana con portici, una fontana e un campanile.

Il 30 aprile 1986, dalla sede pisana del CNUCE, il centro di calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche, il ricercatore Antonio Blasco Bonito inviò un comando di verifica verso gli Stati Uniti e ricevette risposta da Roaring Creek, in Pennsylvania. Fu il primo collegamento italiano a Internet. Il segnale viaggiava su reti terrestri e via satellite e passava per un grande router, il «Butterfly Gateway», messo a disposizione dal governo statunitense, che permetteva di comunicare con il protocollo TCP/IP. I giornali non ne parlarono: le prime pagine di quei giorni erano occupate dall’incidente nucleare di Černobyl’.

La sezione Cultura raccoglie le voci in italiano che non riguardano direttamente la politica o l’economia del Venezuela. Sono temi diversi tra loro. Li tiene insieme un criterio semplice: raccontano come idee, tecnologie e personaggi abbiano attraversato l’Atlantico, in una direzione o nell’altra, e come siano stati ricevuti dall’altra parte.

La rete: dalle origini al web

La voce principale della sezione è la storia di Internet, che ripercorre la nascita della rete dalle origini al web e si sofferma anche sul primo collegamento di Pisa. L’episodio del 1986 dice molto del modo in cui la rete fu percepita per anni: un progetto sperimentale, di interesse quasi esclusivamente accademico, senza alcuna eco sulla stampa. La commemorazione ufficiale sarebbe arrivata molto più tardi, quando il Consiglio nazionale delle ricerche ha ricordato l’anniversario del collegamento come l’ingresso dell’Italia nella rete mondiale.

Tra le voci spagnole dedicate ai media, quella sul cierre de RCTV ricostruisce un episodio venezuelano: la concessione dell’emittente scadde il 27 maggio 2007, Radio Caracas Televisión chiuse le trasmissioni in chiaro alle 23.59 dopo 53 anni di attività e pochi secondi dopo, già il 28 maggio, sulla stessa frequenza iniziò a trasmettere il canale pubblico TVes.

La storia della rete e quella dei mezzi di comunicazione non coincidono, ma pongono domande simili: chi possiede un’infrastruttura, quali pubblici riesce a raggiungere e in che modo una tecnologia modifica la circolazione delle notizie e della cultura. Il primo collegamento italiano del 1986 ebbe inizialmente un significato tecnico e accademico; la diffusione successiva del web trasformò invece l’accesso quotidiano a testi, immagini e discussioni. Una cronologia aiuta a non sovrapporre questi momenti diversi.

Le pagine non presentano Internet come una forza autonoma e inevitabile. La rete dipende da ricerca, collegamenti, istituzioni e usi sociali; allo stesso modo, una radio o una televisione hanno una storia fatta di concessioni, programmi, lavoro e pubblico. Mettere accanto le due voci consente di leggere le date senza ridurle a una semplice successione di invenzioni.

Il cinema: Totò e «Vot’Antonio»

Totò nacque a Napoli il 15 febbraio 1898 e morì a Roma il 15 aprile 1967, dopo quasi cinquant’anni di teatro, cinema e televisione e circa 97 film. All’anagrafe era Antonio Vincenzo Stefano Clemente; in seguito assunse il cognome de Curtis e una lunga serie di titoli nobiliari, fino a una firma completa che comincia con «Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito» e non finisce lì. Il pubblico lo chiamava «il principe della risata».

Uno dei suoi personaggi più citati è Antonio La Trippa, il candidato monarchico de «Gli onorevoli», diretto da Sergio Corbucci nel 1963, con Peppino De Filippo, Gino Cervi, Walter Chiari e Franca Valeri. Il film è una satira politica costruita su cinque candidati. La Trippa, onesto ed eccentrico, fa campagna in una cittadina di provincia gridando lo slogan «Vot’Antonio» dalla finestra del bagno, con un imbuto come megafono e una voce gutturale che il film ripete fino all’ossessione. Quando scopre gli accordi poco puliti dei dirigenti del suo partito, li denuncia durante il proprio comizio e rinuncia di fatto all’elezione.

A quella scena è dedicata una voce in spagnolo, «Vota Antonio La Trippa», che racconta il film, il personaggio e la biografia di Totò per un pubblico di lingua spagnola.

La comicità di Totò è utile anche come documento culturale, non soltanto come repertorio di battute. In «Gli onorevoli» il candidato e gli altri personaggi trasformano la campagna elettorale in una gara di slogan, promesse e scambi di favore. Il bersaglio della satira non è un’elezione identificabile, ma un insieme di gesti riconoscibili: la ricerca del consenso, il linguaggio enfatico e la distanza fra dichiarazioni pubbliche e accordi privati. Questo è il motivo per cui la scena continua a essere citata fuori dal suo contesto italiano.

La pagina non usa il film per dare un giudizio sulle elezioni reali. Lo colloca invece tra le opere che hanno rappresentato la politica attraverso il teatro e il cinema. Il collegamento con una voce in spagnolo permette di seguire come un riferimento della cultura popolare italiana sia stato spiegato a lettori di un’altra lingua, senza separarlo dal suo autore, dal suo regista e dall’epoca in cui fu realizzato.

Italia e America Latina: Garibaldi e Gramsci

Il legame più antico tra la storia italiana e quella sudamericana porta il nome di Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza il 4 luglio 1807 e morto a Caprera il 2 giugno 1882. Arrivato a Rio de Janeiro tra la fine del 1835 e l’inizio del 1836, servì la Repubblica Riograndense, ottenne il 4 maggio 1837 una lettera di corsa e dal 1843 guidò a Montevideo la Legione italiana, che adottò le camicie rosse durante l’assedio della città. Tornò in Italia nel 1848. Da quegli anni nacque il soprannome di «eroe dei due mondi».

Antonio Gramsci, nato ad Ales, in Sardegna, il 22 gennaio 1891, non mise mai piede in America Latina. Arrestato dal regime fascista l’8 novembre 1926, scrisse in carcere i «Quaderni» che sarebbero stati pubblicati dopo la sua morte, avvenuta a Roma il 27 aprile 1937. La voce spagnola Bolívar, Garibaldi y Gramsci mette a confronto i tre nomi e i modi in cui sono stati letti da una sponda all’altra dell’oceano.

I tre nomi non appartengono alla stessa generazione né svolsero lo stesso ruolo. Bolívar fu protagonista delle guerre d’indipendenza sudamericane, Garibaldi combatté in Sudamerica prima di diventare una figura del Risorgimento, Gramsci elaborò la propria riflessione nell’Italia del Novecento. Accostarli significa osservare come idee, esperienze politiche e simboli nazionali abbiano viaggiato tra contesti diversi; non significa cancellare le differenze fra le loro vite o attribuire loro un unico programma.

Questa distinzione è particolarmente importante quando un autore o un eroe storico viene richiamato nel dibattito politico. Le citazioni successive possono cambiare significato a seconda del luogo e del periodo. La voce collegata invita quindi a partire dai testi e dagli episodi documentati, e a considerare le interpretazioni come parte della storia della loro ricezione.

La comunità italo-venezuelana

Una parte della cultura italiana in Venezuela vive nelle istituzioni fondate dagli emigrati del dopoguerra: le Case d’Italia presenti in diverse città, il Centro Italo-Venezolano, la squadra di calcio Deportivo Italia, l’Istituto Italiano di Cultura e la Camera di commercio venezolano-italiana. La loro storia si intreccia con quella delle ondate migratorie descritte nella pagina Italiani in Venezuela.

Chi cerca la musica troverà, in spagnolo, la voce sulla nueva canción latinoamericana e la biografia del cantautore venezuelano Alí Primera.

Un criterio di collegamento

Le pagine raccolte qui non pretendono di rappresentare tutta la cultura italiana né tutta quella latinoamericana. Il loro punto comune è il passaggio di persone, opere e conoscenze tra le due sponde dell’Atlantico: un ricercatore che collega Pisa alla rete mondiale, un combattente italiano che vive a Montevideo, un film napoletano raccontato in spagnolo, una comunità che fonda istituzioni in Venezuela. Ogni caso ha fonti e limiti propri, indicati nella relativa voce.

Per orientarsi è utile seguire i rimandi tematici invece di cercare una linea unica. La storia della migrazione porta alla pagina Italiani in Venezuela; la storia politica e intellettuale conduce agli articoli in spagnolo; i temi della comunicazione rimandano alle pagine su Internet e sui media. In questo modo la sezione mantiene un perimetro leggibile, ma resta collegata al resto dell’opera.

La scelta delle lingue fa parte di questo percorso. Un titolo italiano può essere spiegato in spagnolo quando la fonte, il pubblico storico o il contesto principale si trovano nell’altra lingua; una voce italiana può a sua volta offrire un punto d’ingresso a chi conosce il paese attraverso l’emigrazione, il cinema o la ricerca. I rimandi indicano questo passaggio senza fingere che ogni testo abbia un equivalente diretto.

Le fonti elencate al termine delle pagine consentono di distinguere i dati documentati dalle letture che ne sono state date. È un passaggio essenziale soprattutto per i temi politici e per le figure storiche, sui quali le interpretazioni sono numerose. La sezione propone collegamenti e contesti verificabili; lascia alle fonti il compito di sostenere le affermazioni più specifiche.

Anche per questo le date, i nomi e i titoli sono accompagnati da rimandi: rendono possibile verificare il contesto senza ridurre la cultura a un semplice elenco di riferimenti.

L’elenco delle voci della sezione segue qui sotto.

Domande frequenti

Quale argomento unisce le pagine di Cultura?

Le pagine seguono la circolazione di persone, opere e conoscenze tra Italia e America Latina: tecnologia, cinema, migrazioni e storia delle idee.

Quando avvenne il primo collegamento italiano a Internet?

Il 30 aprile 1986 il CNUCE di Pisa stabilì un collegamento TCP/IP con gli Stati Uniti; l'episodio è ricordato come l'ingresso dell'Italia nella rete Internet.

Perché Totò compare in una sezione sull'America Latina?

La pagina collega una voce italiana sul cinema a un articolo in spagnolo che spiega il personaggio di Antonio La Trippa e il suo contesto satirico.

Esiste una versione italiana di ogni articolo spagnolo?

No. Le pagine collegate sono indicate nella lingua in cui sono disponibili; quando esiste un equivalente diretto, il sito mostra anche il collegamento tra le due versioni.

Fonti

  1. CNR, «35 anni di Internet italiano. Quando il Cnr si collegò per la prima volta con gli Usa»
  2. Wikipedia, «Gli onorevoli»
  3. Wikipedia, «Totò»
  4. Wikipedia, «Giuseppe Garibaldi»
  5. Wikipedia, «Antonio Gramsci»
  6. Wikipedia, «Italo-venezuelani»
  7. Wikipedia, «Cierre de RCTV»