La Patria Grande

Cultura digitale

Storia di Internet: dalle origini al web

Storia di Internet da ARPANET (1969) al TCP/IP e al web del CERN, con il primo collegamento italiano da Pisa nel 1986 e le prime reti dell'America Latina.

Redazione · Pubblicato il

Illustrazione di un terminale di computer d’epoca con tastiera e un modem telefonico.

Il 29 ottobre 1969, di sera, un programmatore dell’Università della California a Los Angeles, Charley Kline, provò a collegarsi a un computer dello Stanford Research Institute, a circa cinquecento chilometri di distanza. Doveva digitare il comando di accesso. Il sistema ricevette due lettere, «l» e «o», e poi si bloccò. Quelle due lettere sono considerate i primi dati trasmessi con successo su ARPANET, la rete da cui discende Internet. Il collegamento completo riuscì poco più tardi.

La storia di Internet comincia spesso da quell’episodio, ma le idee che lo resero possibile erano più vecchie, e la rete che oggi si usa ogni giorno sarebbe arrivata solo molto dopo.

Le idee degli anni Sessanta

Nel 1962 lo psicologo e informatico J. C. R. Licklider descrisse in una serie di promemoria quella che chiamava una «rete galattica»: un insieme di computer collegati a livello mondiale, attraverso il quale chiunque avrebbe potuto accedere rapidamente a dati e programmi da qualsiasi luogo. Nello stesso periodo Leonard Kleinrock lavorava alla teoria della commutazione di pacchetto, l’idea di spezzare i messaggi in piccoli blocchi indipendenti che viaggiano ciascuno per conto proprio e vengono ricomposti all’arrivo. Era un’alternativa alla commutazione di circuito dei telefoni, in cui una linea resta occupata per tutta la durata della chiamata.

Nel 1965 Lawrence Roberts dimostrò che era possibile far dialogare due computer lontani attraverso una linea telefonica. Un anno dopo Bob Taylor, all’agenzia per i progetti di ricerca avanzata del Dipartimento della Difesa statunitense, l’ARPA, avviò il progetto di una rete per condividere le risorse di calcolo tra centri di ricerca, e affidò a Roberts la direzione del programma.

ARPANET (1969–1990)

I nodi della rete erano minicomputer chiamati Interface Message Processor, costruiti dall’azienda di Cambridge Bolt Beranek and Newman. Il primo fu installato all’UCLA nel settembre 1969, il secondo allo Stanford Research Institute; alla fine dell’anno i computer collegati erano quattro, con l’aggiunta dell’Università della California a Santa Barbara e dell’Università dello Utah. La crescita fu rapida. Nel giugno 1970 i nodi erano nove, alla fine dello stesso anno tredici, e nel 1981 la rete contava più di duecento computer ospiti.

Le cifre, del resto, cambiano leggermente secondo chi le racconta. La cronologia dell’enciclopedia Treccani parla di una quarantina di calcolatori collegati già nel 1972, altre ricostruzioni di ventitré computer nel 1971: la differenza dipende da che cosa si conta, i nodi di commutazione o le macchine che vi erano appese. Quello che nessuno mette in dubbio è l’ordine di grandezza della crescita successiva. Nel 1984 i computer collegati superavano il migliaio, nel 1989 erano circa centomila.

All’inizio ARPANET usava un protocollo proprio, il Network Control Program, che permetteva l’accesso remoto e il trasferimento di file. Il problema emerse quando nacquero altre reti a commutazione di pacchetto, via radio e via satellite: ognuna parlava una lingua diversa, e collegarle tra loro richiedeva un linguaggio comune.

TCP/IP: una rete di reti (1973–1983)

La soluzione venne da Vinton Cerf e Robert Kahn, che tra il 1973 e il 1974 progettarono un’architettura aperta, fondata su un principio semplice e allora radicale: nessuna rete doveva sapere come funzionavano le altre, e nessun centro doveva controllare il traffico. Bastava che tutte adottassero le stesse regole per impacchettare, indirizzare e verificare i dati. Da quel lavoro nacque la coppia di protocolli TCP e IP, rifinita negli anni successivi con il contributo di altri ricercatori, tra cui Jon Postel.

Il passaggio avvenne in un giorno solo. Il 1° gennaio 1983, il cosiddetto flag day, tutti i computer di ARPANET abbandonarono il vecchio protocollo e adottarono il TCP/IP. Molti storici indicano questa data come la vera nascita di Internet, intesa come rete di reti. Nello stesso periodo cominciò a prendere forma il sistema dei nomi di dominio, che sostituisce gli indirizzi numerici con nomi leggibili come quelli che oggi terminano in .it o in .com.

Negli anni successivi il baricentro si spostò dal mondo militare a quello accademico. La National Science Foundation statunitense creò nel 1986 la rete NSFNET, che rese obbligatorio il TCP/IP per le università finanziate e favorì la concorrenza tra fornitori; ARPANET fu dismessa nel 1990, quando ormai era soltanto una parte di un insieme molto più grande.

Pisa, 30 aprile 1986

L’Italia si collegò a Internet il 30 aprile 1986, verso le 18, dal CNUCE di Pisa, il Centro nazionale universitario di calcolo elettronico. Il centro era nato nel 1965 attorno all’esperienza della Calcolatrice Elettronica Pisana e a un grande calcolatore IBM 7090 ottenuto in prestito dall’università, e fungeva da servizio di calcolo per gli atenei italiani oltre a condurre ricerche proprie, dalla linguistica all’informatica musicale. Il gruppo pisano poté acquistare l’apparato necessario, un gateway chiamato Butterfly, grazie a un finanziamento statunitense che, secondo le ricostruzioni, lo stesso Robert Kahn aveva sostenuto presso i suoi superiori.

L’Italia fu così il quarto paese europeo a entrare nella rete. Sui giornali dell’epoca la notizia passò quasi inosservata, e solo molti anni dopo la data sarebbe stata ricordata come l’inizio di Internet nel paese. Dal 1987 al 1992 il CNUCE gestì anche il dominio nazionale .it, su delega dell’autorità internazionale per l’assegnazione dei nomi, sotto la responsabilità del suo direttore, Stefano Trumpy. Il centro confluì nel 2000 nell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del CNR, e il dominio .it resta oggi affidato al Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Negli stessi anni prese forma la rete della ricerca italiana, il GARR. Il progetto fu ideato nel 1986, formalizzato dal ministero nel 1988 e divenne pienamente operativo all’inizio del 1991. L’accesso dei privati arrivò più tardi, nei primi anni Novanta, con i primi fornitori commerciali, tra cui Video On Line, seguita da I.net, Galactica, Italia Online e MC-link.

Il web al CERN (1989–1993)

Fino all’inizio degli anni Novanta usare Internet significava conoscere comandi, indirizzi e programmi diversi per ogni servizio. Nel marzo 1989 Tim Berners-Lee, un informatico britannico del CERN di Ginevra, presentò una proposta per gestire le informazioni del laboratorio attraverso documenti collegati da rimandi ipertestuali. Con il belga Robert Cailliau sviluppò l’idea, e alla fine del 1990 il sistema funzionava: c’erano il linguaggio HTML per scrivere le pagine, il protocollo HTTP per trasmetterle, un server e il primo browser, chiamato WorldWideWeb. Dal gennaio 1991 il software fu distribuito ad altri istituti di ricerca e nell’agosto dello stesso anno fu reso disponibile all’intera rete.

Conviene distinguere, a questo punto, due cose che il linguaggio comune tende a confondere. Internet è l’infrastruttura, il web è uno dei servizi che vi funzionano sopra, come la posta elettronica, che esisteva già da oltre un decennio.

La svolta arrivò il 30 aprile 1993, quando il CERN rese la tecnologia del web liberamente utilizzabile, senza diritti né licenze. Pochi mesi dopo il National Center for Supercomputing Applications dell’Università dell’Illinois pubblicò Mosaic, il primo browser grafico di larga diffusione, capace di mostrare testo e immagini nella stessa pagina. In meno di un anno comparvero migliaia di siti. Nel 1995 la National Science Foundation smise di finanziare la dorsale della rete e Internet passò definitivamente nelle mani degli operatori commerciali. Il governo della rete, intanto, aveva trovato una forma propria: nel 1991 era nata l’Internet Society, l’associazione internazionale che da allora accompagna lo sviluppo degli standard. I numeri degli utenti raccontano il resto della storia. Alla fine del secolo, nel 1999, le persone collegate erano circa duecento milioni; nel 2021 avevano superato i 5,3 miliardi, secondo le stime riportate nelle cronologie più diffuse.

C’è una coincidenza che le cronologie di rado segnalano: il collegamento di Pisa e la liberalizzazione del web al CERN cadono nello stesso giorno, il 30 aprile, a sette anni di distanza. Non c’è alcun legame tra i due fatti; è soltanto uno di quei dettagli che rendono le date più facili da ricordare.

L’America Latina in rete

In America Latina i primi collegamenti arrivarono qualche anno dopo l’Italia, e quasi sempre attraverso le università. Il primato viene attribuito al Messico. Il Tecnológico de Monterrey si collegò alla rete accademica del Texas tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989; le fonti messicane divergono sulla data esatta, e alcuni pionieri hanno proposto di celebrare il 12 ottobre 1988, mentre il quotidiano El Norte di Monterrey diede la notizia il 19 dicembre di quell’anno. Il 20 luglio 1989 la UNAM, l’università nazionale di Città del Messico, stabilì il proprio collegamento via satellite con un’antenna di 3,7 metri.

In Brasile e in Cile la prima tappa fu BITNET, una rete accademica che non usava ancora il TCP/IP ma collegava le università al resto del mondo. In Cile Florencio Utreras, dell’Università del Cile, realizzò il collegamento a BITNET nel 1987, dopo i primi esperimenti del 1986 tra l’Università del Cile e l’Università di Santiago; il dominio .cl era stato assegnato nel 1986 al dipartimento di informatica dell’ateneo. In Brasile il Laboratorio nazionale di calcolo scientifico si collegò via BITNET all’Università del Maryland nel 1988, lo stesso anno in cui la fondazione di ricerca dello Stato di San Paolo, la FAPESP, si connetteva al Fermilab di Chicago; nel 1989 nacque la Rete nazionale di ricerca, e nel 1995 fu autorizzato l’uso commerciale della rete. In Cile il servizio commerciale era partito due anni prima, nel 1993.

La storia della rete nella regione ha anche un’anticipazione curiosa. Nel 1971 il Cile sperimentò il progetto Synco, un sistema per trasmettere in tempo reale i dati dell’economia verso un centro di controllo, che fu distrutto dopo il colpo di Stato del 1973. Non era Internet e non ne è un antenato diretto, ma mostra che l’idea di governare l’informazione attraverso una rete circolava anche fuori dagli Stati Uniti.

Per gli altri paesi della regione, compreso il Venezuela, le date dei primi collegamenti accademici variano secondo le fonti e restano da ricostruire con precisione. Sulle comunità italiane nel paese sudamericano si veda la pagina sugli italiani in Venezuela; altri temi di storia e cultura sono raccolti nella sezione Cultura e nella pagina principale in italiano. Anche la moneta ha seguito un percorso simile di infrastruttura invisibile diventata quotidiana, come racconta la pagina sul dollaro come valuta di riserva.

La cronologia italiana, intanto, ha ancora un punto aperto: il nome di chi, quel pomeriggio del 1986 a Pisa, digitò il primo comando verso gli Stati Uniti non compare in nessuna delle ricostruzioni enciclopediche consultate.

Domande frequenti

Quando è nata Internet?

Non esiste una data unica. Il 29 ottobre 1969 avvenne il primo collegamento tra due computer di ARPANET, all'UCLA e allo Stanford Research Institute. Il 1° gennaio 1983 ARPANET adottò in blocco il protocollo TCP/IP, ed è questa la data che molti storici indicano come nascita di Internet nel senso attuale: una rete di reti con un linguaggio comune.

Qual è stato il primo messaggio inviato su ARPANET?

La sera del 29 ottobre 1969 il programmatore Charley Kline, all'UCLA, tentò di collegarsi al computer dello Stanford Research Institute digitando il comando di accesso. Il sistema si bloccò dopo le prime due lettere, «lo», che restano così i primi dati trasmessi con successo sulla rete. Il collegamento completo riuscì poco dopo.

Chi ha inventato il protocollo TCP/IP?

Il protocollo è opera principalmente di Vinton Cerf e Robert Kahn, che tra il 1973 e il 1974 ne definirono l'architettura aperta, pensata per collegare reti diverse tra loro senza un controllo centrale. Negli anni successivi lo sviluppo coinvolse altri ricercatori, tra cui Jon Postel. ARPANET lo adottò come standard il 1° gennaio 1983.

Internet e web sono la stessa cosa?

No. Internet è l'infrastruttura, cioè l'insieme delle reti che comunicano con il TCP/IP. Il World Wide Web è un servizio che funziona sopra Internet: un sistema di documenti collegati da link e consultati con un browser tramite il protocollo HTTP. La posta elettronica, per esempio, è nata prima del web e non ne fa parte.

Chi ha inventato il World Wide Web?

Tim Berners-Lee, un fisico e informatico britannico che lavorava al CERN di Ginevra. Presentò la sua proposta nel marzo 1989 e alla fine del 1990 aveva un sistema funzionante, con il primo browser e il primo server. Il collega belga Robert Cailliau contribuì a sviluppare e promuovere il progetto all'interno del laboratorio.

Quando si è collegata l'Italia a Internet?

Il 30 aprile 1986, verso le 18, dal CNUCE di Pisa, il Centro nazionale universitario di calcolo elettronico legato all'Università di Pisa e al CNR. L'Italia fu il quarto paese europeo a collegarsi. L'evento ebbe scarsissima eco sulla stampa dell'epoca e fu celebrato soltanto molti anni dopo, quando Internet era diventata un fenomeno di massa.

Chi gestiva il dominio .it agli inizi?

Dal 1987 al 1992 il dominio nazionale .it fu gestito dal CNUCE di Pisa su delega dell'autorità internazionale per l'assegnazione dei nomi, con la responsabilità di Stefano Trumpy, direttore del centro. Oggi il dominio fa capo al Consiglio Nazionale delle Ricerche, che lo gestisce attraverso il Registro .it con sede a Pisa.

Quale fu il primo paese dell'America Latina a collegarsi a Internet?

Il primato viene attribuito al Messico. Il Tecnológico de Monterrey si collegò alla rete accademica del Texas tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, e il 20 luglio 1989 la UNAM stabilì il proprio collegamento via satellite. In Brasile e in Cile i primi collegamenti accademici passarono invece per la rete BITNET tra il 1987 e il 1989.

Perché il 30 aprile 1993 è una data importante?

Quel giorno il CERN rese liberamente utilizzabile, senza diritti né licenze, la tecnologia del World Wide Web. La decisione permise a chiunque di creare server e browser. Pochi mesi dopo l'NCSA pubblicò il browser grafico Mosaic, e in meno di un anno comparvero migliaia di siti. Per coincidenza, cade nello stesso giorno del collegamento italiano del 1986.

Fonti

  1. Internet Society, «A Brief History of the Internet»
  2. Treccani, Enciclopedia, «Internet»
  3. Wikipedia (en), «ARPANET»
  4. Wikipedia (en), «World Wide Web»
  5. Wikipedia (it), «Storia di Internet»
  6. Wikipedia (it), «Internet in Italia»
  7. Wikipedia (it), «CNUCE»
  8. Wikipedia (en), «Internet in Italy»
  9. Wikipedia (es), «Internet en México»
  10. Wikipedia (es), «Internet en Chile»
  11. Wikipedia (pt), «Internet no Brasil»