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23/11/2008, Attilio Folliero, Elezioni in Venezuela: primi risultatii. I socialisti vincono, ma pesano le sconfitte di Caracas e di Miranda |
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La Patria Grande è in ristrutturazione ed appena possibile tornerà ad essere attualizzata quotidianamente Elezioni in Venezuela: i risultati Articolo precedente: http://www.lapatriagrande.net/venezuela_elecciones_2008_elezioni.htm
Anche nello Stato Tachira ha vinto l'opposizione, dove Cesar Pérez Vivas ha ottenuto il 49,54%, mentre il socialista Leonardo Salcedo si è fermato al 48,04%. In conclusione, l'opposiszione ha trionfato in 5 stati, oltre ad aver conquistato il Distretto Metropolitano di Caracas. I socialisti hanno vinto in 17 stati, oltre che nel Comune di Caracas. Quattro anni fa i risultati erano stati migliori per il movimento di Chavez: solo due regioni erano state conquistate dall'opposizione; è pure vero che, nel trascorsod ella legislatura 5 dei governatori eletti tra le file del chavismo passarono all'opposizione. I risultati, stato per stato al finale dell'articolo. Altro risultato che farà discutere, all'interno del partito socialista, è la perdita del Municipio Sucre, nello stato Miranda, dove il candidato Carlos Ocariz di Primero Justicia, partito di opposizione dell'estrema destra ha vinto su Jesse Chacón Escamillo, esponente di primo piano del partito socialista, essendo stato più volte ministro. Anche questa volta "Petare", la più grande baraccopoli dell'America Latina, così come lo scorso anno per il referendum costituzionale, ha girato le spalle al progetto popolare di Chavez ed ha scelto come proprio sindaco la destra più estrema. La rivoluzione in Venezuela è decisamente ad un bivio. La rivoluzione bolivariana esce di fatto sconfitta dalle elezioni regionali, non tanto nei numeri, perchè in fondo vince nella stragrande maggioranza delle regioni, quanto da un punto di vista qualitativo. Perde fortemente nel distretto metropolitano di Caracas; perde nello stato Miranda e perde nuovamente nello Stato Zulia, oltre che nello stato Nuova Sparta, dove la sconfitta era ampiamente prevista. Ancora non si conoscono i risultati del Tachira e di Carabobo, quest’ultima regione, assieme allo Zulia, la più industrializzata de paese. Emblematica di questa sconfitta è la perdita del governo della città metropolitana di Caracas, dove per la prima volta, da quando c’è Chávez le elezioni vengono vinte dall’aopposizione. Ricordiamo che Alfredo Peña, notorio esponente dell’opposizone prima dell’attuale “sindaco metropolitano” Juan Barreto Cipriani, in realtà venne eletto tra le file del chavismo e solo in seguito passò all’opposizione. Questa volta, però l’opposizione vince sonoramente, sconfiggendo tra l’altro quell'Aristobulo Isturitz che fu l’esponente del partito socialista più suffragato nell’elezioni della esecutivo del partito e nelle primarie. Diventa o meglio ritorna ad occupare il ruolo di sindaco, e per la terza volta in vita sua, Antonio Ledezma, personaggio di spicco della Quarta Repubblica. Il governo di Ledezma si caratterizzò per la forte repressione verso la “buhoneria”, ossia i venditori ambulanti che proliferavano a Caracas, non essendoci alcuna alternativa di lavoro. La repressione fu durissima verso questa categoria di persone, che i più poveri, i più emarginatti della società; in una sua prima dichiarazione ha parlato di lotta alla delinquenza, sicuramente sta pensando anche alla repressione di questa categoria di persone. Ovviamente nella sconfitta ha pesato la parte orientale della città di Caracas, che geograficamente risiede sotto la giurisdizione della regione Miranda, dove ha governato Diosdado Cabello. La sua è stata una gestione alquanto incolore. Cabello non è certo amato dal popolo chavista. Ricordiamo che il congresso costituente del Partito Socialista (PSUV), cui parteciparono migliaia di delegati da tutto il paese, aveva, tra l’altro, il compito di eleggere 60 membri, tra i quali successivamente i 5 milioni di iscritti al partito, mediante elezioni avrebbe scelto i quindici membri della segreteria nazionale; ebbene il congresso non espresse il suo nome. Tale nome fu imposto dall’alto da Chávez che lo incluse nelal lista degli elegibili alla segreteria. Nelle successive elezioni, benchè il suo nome era stato proposto dal leader, veniva trombato e di fatto non è tra i 15 membri della segreteria. Chavez lo ha imposto nuovamente nelle elezioni primarie e praticamente la sua elezione a candidato del partito per la regione Miranda fu scontata non essendoci in lista alcun candidato conosciuto. Anche la scelta del candidato per la regione Nuova Sparta, in sostanza l’isola turistica di Margherita, è responsabilità di Chavez. E’ vero che i candidati del partito furono scelti in elezioni primarie, ma è pure vero che alcuni di questi sono stati imposti dall’alto e di fatto nelle primarie avevano la strada spianata, senza un vero candidato alternativo. Il candidato chavista nell’isola Margherita era personaggio improponibile, per la sua traiettoria passata, personaggio molto chiacchierato; mai condannato, ma i sospetti a volte, soprattutto in politica, rimangono e pesano. Tra l’altro questo è un paese dove nessun corrotto e mai finito in galera; lo stesso governatore eletto nella regione Miranda, Henrique Capriles Radoski, in qualsiasi paese del mondo starebbe in galera per i fatti relativi al colpo di stato del 2002 ed in particolare per il suo ruolo di primo piano nell’assalto ad una ambasciata, quella di Cuba, fatto delittuoso ampiamente documentato dalle telecamere di tutte le televisioni venezuelane. La regione Zulia rappresenta un caso a se. Si tratta di una delle regioni più ricche del Venezuela e di tutta l’America Latina, per essere la regione petrolifera per eccellenza, ma dove la poverà è sempre stata abbondante. Durante la prima elezione regionale, sotto l’era Chavez questa regione scelse il candidato “chavista”, quel Francisco Arias Cardenas, amico fraterno di Chavez, ma altrettanto squallido personaggio della vita politica venezuelana. La sua gestione nella regione Zulia fu così “chiacchierata” che nella coseguente elezione la vittoria dell’opposizione, per mano di Manuel Rosales, fu di fatto scontata. Questo personaggio dopo il passaggio all’opposizione è ritornato tra le file del chavismo; ma la sua famosissima e teatrale accusa contro il “dittatore” Hugo Chavez, l’11 aprile del 2002, è rimasta nella memoria del popolo chavista e mai gli verrà perdonata. Oggi il chavismo, nello stato Zulia, presentava come candidato l’italo-venezuelano Giancarlo Di Martino, ben visto da tutti e sicuramente ottima persona. ma che nulla ha potuto contro il “clientersimo” impiantato dal governatore uscente di questa regione, il quale non potendosi ripresentare per aver raggiunto il limite delle due legislature, ha candidato un suo uomo di fiducia. Se la magistratura facesse il regolare corso, Manuel Rosales, lasciato il palazzo presidenziale regionale dovrebbe finire diritto in galera per illecito arricchimento. Dei “delitti” di Manuel Rosales ha indagato anche il Parlamento nazionale, attraverso una apposita commisione parlamentare d'inchiesta. Però, si sa che il Venezuela non è un paese normale, dove chi ruba o assale un’amabasciata va a finire in galera e pertanto neppure Rosales finirà dietro le sbarre. L’altra importante regione industriale del Venezuela, il Carabobo, elettoralmenete era in mano ad un “chavista”, l’ex generale Luis Acosta Carles, poi passato durante la legislatura praticamente all’opposizione. La lotta per la conquista della presidenza della regione è all’ultimo voto, fra Mario Silva, brillante conduttore televisivo del famoso programma “ La hojilla”, ma sicuramente discutibile la scelta di candidarlo a governatore, ed Hernrique Sala Feo, esponente di spicco dell’oligarchia valenciana e venezuelana. Anche nello Stato Tachira, la elezione si deciderà all’ultimo voto, fra il candidato socialista Leonardo Salcedo e Cesar Perez Vivas, esponente dell’opposizione. Dicevamo all’inizio che la sconfitta “chavista” è qualitativa, non certo numerica. Infatti numericamente non c’è storia. Il Partito Socialista, con oltre sei milioni di voti è di gran lunga il primo partito e conquista (al momento) 17 regioni; all’opposizione solo 4, oltre Zulia e Nuova Sparta, già nelle sue mani, si aggiunge Miranda ed il Distretto Metropolitano di Caracas, paragonabile ad una regione. Non solo: la vittoria del chavismo, numericamente è schiacciante. Come ha dichiarato lo stesso Chavez, nell'intervento realizzato dopo la lettura dei risultati da parte della Presidente del Consiglio Elettorale Nazionale, "in 8 regione il candidato socialista ha vinto con un margine di vantaggio compreso fra il 10% ed il 20%; in 4 con un margine ricompreso fra il 20% ed il 30%; in 2 fra il 30% ed il 40%; in altre 2 fra il 50% ed il 60% ed in 1 con oltre il 60% di vantaggo sul secondo". I numeri parlano chiaro: la vittoria dei socialisti è schiacciante. Inoltre non c’è stata l’astensione che caratterizza storicamente questo tipo di elezioni, che in passato è arrivata a superare anche il 70%; questa volta, invece oltre il 65% dei venezuelani è andato a votare. Ma l’aver perso Caracas e Miranda e non essere riusciti a conquistare lo Zulia è sintomo che ci sono delle crepe e dei segnali verso Chavez e la sua rivoluzione bolivariana. Già la sconfitta dello scorso anno nel referendum costituzionale aveva rappresentato un segnale d'avviso, che si rafforza adesso con questa "sconfitta". E se alle regioni già perse dovessero aggiungersi anche le due ancora in bilico, il campanello d’allarme suonerebbe ancora piu forte. I socialisti e Chavez sapranno ascoltarlo ed interpretarlo? Ritornando a Caracas, il neo eletto sindaco metropolitano (che comprende in totale 5 municipi) con il 52% dei voti, non è personaggio amato dall’opposizone e la sua elezione non ha provocato gioie e festeggiamenti tra i suoi elettori; è stato votato, soprattuto nella parte orientale della città, la parte abitata dalla classe media e dall’oligarchia carachegna, solamente perchè avversario del candidato di Chávez. Tutti, socialisti ed opposizione ricordano bene le sue due precedenti esperienze di sindaco di Caracas o Governatore della estinta Regine Capitale, che accorpava l’attuale regione Vargas e Caracas; all'epoca non era stato eletto da nessuno, in quanto la sua carica era di nomina presidenziale. Tutti, comunque parlavano male della sua gestione, socialisti ed opposizione e nessuno avrebber voluto averlo come sindaco, ma poi tra l'opposizione ha prevalso la “ragion di stato”, ossia l’essere il candidato anti-socialista e la classe media lo ha preferito. Anche il municipio Libertador, il municipio di Caracas vero e proprio, dove il socialista Jorge Rodriguez ha vinto, ma l’opposizione con il suo “giovane” rappresentante, l’eterno studente Stalin Gonzalez ha preso oltre il 40% ed è sicuramente una sorpresa perchè mai l’oposizione aveva preso tanti voti nella parte occidentale di Caracas, dove le baraccopoli la fanno ancora da padrone. Anche questo è un segnale forte per i socialisti e per Chavez. Di seguito, i dati regione per regione
Caracas, 23/11/2008 - Ore 23:55; attualizzato 24/11/2008 - Ore 9:30 (ultimo aggiornamento) |