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Subito dopo la morte di Muin Bsiso, un
compositore egiziano cantava: “Muin, voce delle vittime / riempi la mia
con la tua voce”. E’ stato sepolto al Cairo: non poté mai tornare nella
città dove era nato e nella cui storia la famiglia affonda le sue radici.
Muin Bsiso fa paura anche da morto.
Fin da giovanissimo milita nel Partito
Comunista Palestinese. Conosce la prigione, la guerra, l’occupazione, gli
assedi e i massacri, ma continua instancabile la sua lirica combattiva e
insieme delicata. Per Bsiso la poesia è impegno sociale e politico al
fianco delle vittime. Quando nel 1982 le truppe israeliane assediano
Beirut, un gruppo di scrittori pubblica un foglio letterario “al-Ma‘raka”
(La battaglia) e sceglie due versi di Bsiso come motto della nuova
pubblicazione: “Aqbalu fa-la musawama / al-majd lil-muqawama” (Sono venuti,
che nessuno contratti / gloria alla resistenza).
Tra il 1952 e il 1983 ha pubblicato 29
volumi di poesia e di teatro in versi. Il testo che qui viene presentato,
La tragedia
di Guevara, è una sintesi dell’opera
teatrale in versi “Ma’sat Guevara” (Il Cairo, ed. Dar al-Hilal, 1969).
La versione italiana, curata da Wasim
Dahmash, è pubblicata per la prima volta su aljazira.it
(W.D.)
La
tragedia di Guevara
Personaggi:
-
L’ufficiale
- Reálo
- Il
vecchio contadino F. A.
- Altro
contadino F.C.
- Ramón
-
Marianna
- Il
poliziotto
-
Fernando
- Amádo
- Il coro
Atto I
Scena I
Lo stupro
L’ufficiale:
Guevara … Guevara… Guevara…
Che cosa ti
fa piangere?
Ti spaventa
l’abito nero?
Ti spaventa
la mia maschera?
Guarda!...
Adesso cambio questo vestito…
Getto via la
maschera..
Comparirò
sotto altre sembianze… Guarda!
Ho cambiato
il vestito…
Guarda!
Adesso sono Babbo Natale!
Non mi
riconosci ancora?
Sono Babbo
Natale… Babbo Natale… Babbo Natale!
L’abbiamo
mummificato e profumato!
Non temere
il suo odore!
Non temere
che apra gli occhi…
Che parli!
Abbiamo
esaminato tutte le sue ferite.
E scoperto,
in una cripta nella sua carne,
Armi,
francobolli, una bottiglia di vino e carte.
E sotto le
unghie abbiamo trovato parole cifrate,
Scritte con
inchiostro bianco!
E sotto il
berretto piccioni viaggiatori!
Adesso
esaminiamo le gambe!
Prendi
questa bambola!
Prendila…
Prendila!
Un dollaro
soltanto!
Ci è costata
una montagna d’oro darti la caccia!
Guevara …
Guevara… Guevara…
Reálo:
Che cosa è successo?
F. A.:
È successo quello che hai visto!
Di questi
tempi nessuno sa che cosa succede!
Ho due figli.
Il primo
nell’inferno della miniera.
Il secondo
nel paradiso della polizia.
Scrive con
le orecchie, con gli occhi e con i piedi!
Mio figlio è
un informatore!
Reálo:
E Guevara… Chi è?
F.A.:
Non lo so.
Noi viviamo
senza sapere…
E moriamo
senza sapere…
Reálo:
Ma io devo sapere chi è quell’uomo, chi è Guevara!
F.A.:
Reálo, chiedi e pagherai un paniere di uova,
E l’unico
gallo rimasto sul tetto!
Io non
voglio chiedere!
I fogli
Ramón:
Prendete questi fogli!
F. A.:
Che cosa c’è in questi fogli?
Ramón:
Non sai leggere?
F.
A.: Non ho mai letto una sola parola!
F.
C.: Prendili tu!
F.
A.: Al nostro villaggio ci è stato detto…
Di non
leggere!
Di ascoltare
ma non parlare!
F.
C.: Al nostro villaggio ascoltiamo e non parliamo!
Il
poliziotto parla!
Sua moglie
parla!
Il cane suo,
la gatta!
Noi, invece,
ascoltiamo!
Ramón:
Questi fogli dicono:
Guevara è stato ucciso…
Per tutti i
contadini!
Evviva
Guevara!
Dite questo,
Alla gente
del villaggio!
Ramón:
È meglio che ve ne andiate adesso…
Se arrivasse
la polizia…
Vi
porterebbe in prigione.
Reálo:
In prigione?
F.A.:
E perché dovrebbero portarci in prigione?
Non abbiamo
fatto niente!
Noi
ascoltavamo!
Ramón:
Guevara ha dato la vita per voi!
Per voi è
morto Guevara!
F.A.:
Esiste forse un uomo che muore per i contadini?
Solo il
contadino muore!
F.C.:
E se Guevara fosse un contadino?
Come me,
come te?
F.A.:
E perché l’hanno ucciso allora?
Perché è
morto?
Credimi,
solo il contadino muore!
Se nell’orecchio
gli crescesse la lingua morirebbe!
Se nella
bocca gli crescesse un orecchio morirebbe!
Se Guevara
era un contadino,
Dio abbia
misericordia di lui!
Ramón:
Che cosa aspettate?
Hanno rubato
le campane della vostra chiesa!
Hanno rubato
le cosce delle vostre donne!
Hanno
affilato il coltello e vengono per evirarvi!
Gli occhi
dei vostri bambini,
bottoni dei
loro soprabiti!
Hanno ucciso
i vostri figli!
Che cosa
aspettate?
Che cosa è
successo al nostro villaggio?
Reálo:
La polizia è dappertutto!
Tra il
contadino e sua moglie!
Ramón:
Hanno arrestato un contadino che scriveva!
E un altro
che distribuiva questi fogli,
Li attaccava
ai muri.
Reálo:
Non ti ho mai visto prima al nostro villaggio!
Ramón:
Sono un contadino,
Sono stato
lontano per anni, ma adesso sono tornato.
F.A.:
Ramón! Sei tornato!
Sei tornato
per pagare!
Ramón:
Zio, non dobbiamo pagare più!
Reálo:
Se noi contadini non paghiamo, chi pagherà?
F.A.:
Che cosa succede al contadino se non paga?
Chi lo
protegge dalla polizia?
Ramón:
Se non paghiamo noi, non avrà lo stipendio il poliziotto,
Nemmeno
l’ufficiale!
F.A.:
Ci frusteranno fino a morire se non paghiamo!
Staremo in
prigione fino ad ammuffire!
Ramón:
Dobbiamo pur vedere!
F.A.:
Vedere che cosa?
Reálo:
Guarda, la polizia mette i contadini davanti al carro!
F.A.:
Un contadino era!
Un contadino
scalzo!
Reálo:
Adesso ha le scarpe!
F.A.:
E alla cintura è appesa una pistola!
Guarda
l’ufficiale davanti al carro!
L’occupazione
L’ufficiale:
Non dirò una parola di più!
La legge è
legge!
La legge
dice testualmente:
Chiunque
scriva, stampi, legga, distribuisca
Fogli senza
il timbro della polizia sarà punito!
Chiunque dia
rifugio a chi porta fogli, chiunque gli dia da mangiare,
Chiunque lo
nasconda alla polizia sarà punito!
Loro non
sono per niente di voi!
Loro sono in
carcere adesso!
Si sono messi i
vestiti dei contadini e sono venuti al villaggio!
Attenti,
quindi, attenti!
Non toccate
il fuoco!
Maledetto
chi ha attaccato quei fogli!
Maledetto
chi li ha portati!
Maledetto
chi li legge!
Maledetto
chi li possiede!
Se quei
fogli dovessero apparire di nuovo sui muri,
In questo
villaggio le donne incinte partoriranno,
topi e conigli!
Reálo:
Ho sei bambini
La
maledizione non colpirà il ventre di mia moglie!
L’ho già
chiuso!
F.A.:
Zitto!
L’ufficiale:
Se quei fogli dovessero di nuovo apparire,
Tutte le
galline del villaggio,
Smetteranno
di fare uova!
Faranno
sassi!
Reálo:
Se questa maledizione dovesse cadere sul villaggio,
Nemmeno tu
potrai mangiare uova!
F.A.:
Reálo!
L’ufficiale:
Reálo! Reálo!
Vi avverto!
Maledetto
chi ha attaccato quei fogli!
Maledetto
chi li porta!
Maledetto
chi li legge!
Maledetto,
maledetto, maledetto!
Ora andate!
L’isteria
Marianna:
Che cosa vi ha detto?
Reálo:
Ha maledetto tutti i contadini!
F.C.:
La maledizione ha colpito il villaggio!
Marianna:
Il seme suo è nel mio ventre. Perché dovrebbe maledire il mio ventre?
Mi ha
gettato per terra e mi ha arato.
Ha gettato
il suo seme nel mio ventre.
Perché
maledice il mio ventre?
Maledetto
lui e suo padre!
Dov’è adesso?
Ramón:
Marianna!
Marianna:
Il suo seme è nel mio ventre!
Maledetto
lui e suo padre!
Dov’è adesso?
Ramón:
Che cosa è successo a Marianna?
Marianna! Sono Ramón!
Marianna:
Quanti autunni sono passati?
Ramón:
Sono tornato!
Marianna:
Hai tardato!
Ramón:
Ho tardato, ma sono tornato, Marianna!
Marianna:
I suoi occhi brillavano.
Le mani
erano fredde.
Ramón:
Chi è?
Marianna:
Mi ha arato, mi ha sporcato!
Maledetto
lui e suo padre!
Ramón: Alzati, alzati Marianna! Sono tornato per suonare
insieme le campane!
Marianna:
Guevara… Guevara… Guevara!
Ramón:
Alzati Marianna! Suoniamo le campane!
Era luna
crescente e quando l’hanno ucciso è diventata piena.
È diventata
luna piena.
È diventato
luna piena.
Marianna:
Era luna crescente e quando l’hanno ucciso è diventata piena.
È diventata
luna piena.
È diventato
luna piena.
Scena
II
La banana
Il poliziotto:
Che cos’è questo?
Marianna:
Che cos’è questo? È una banana!
Il poliziotto:
Una banana o un candelotto di dinamite?
Marianna:
Un candelotto di dinamite?
Tu vaneggi!
Il poliziotto:
Che c’è dentro?
F.A.:
Un cannone e un carro armato!
Il poliziotto: Lo
so io che cosa c’è dentro!
Su, vieni
con me!
Marianna:
Dove?
Il poliziotto:
Questo è affare mio! Su!
L’ufficiale:
È più stupido di una pietra!
Lasciala!
Posso
chiedere adesso,
Che cosa
succede?
Marianna:
Ha acciuffato un candelotto di banana nella mia mano!
L’ufficiale:
Mi dispiace. Che cosa può sapere un contadino a cui è stato chiesto,
Di fare il poliziotto?
Impara in
fretta però!
Sbuccia
questo candelotto!
Mangialo!
Sbuccialo e
mangialo!
Il
carcere
L’ufficiale: Allora? Ancora non ha scritto nessuno?
In dieci
giorni, nessuno ha scritto una parola!
A che cosa
servono le mani e i piedi?
E questo
cane?
Il poliziotto:
Uno di loro ha sporcato questi fogli.
L’ufficiali: Sporcato? Come?
Il poliziotto:
Sporcato!
L’ufficiale: Sporcato!
Il poliziotto:
E Reálo…
L’ufficiale: Reálo, ha scritto Reálo?
Dove sono i
fogli?
Di corsa!
Il poliziotto:
Non ha scritto sui fogli!
L’ufficiale: E dove ha scritto allora?
Il poliziotto:
Ha scritto sulle pareti della cella.
All’alba, a
mezzogiorno e ogni sera,
Scrive.
Io con le
mani cancello.
Il mio cane
con la lingua cancella.
Reálo si rifiuta di cancellare,
Quanto
scrive.
Mi sputa in
faccia.
Sputa sul
muso al cane e si rifiuta di cancellare,
Quel che
scrive.
L’ufficiale: Uno di loro ha sporcato quei fogli.
L’altro
scrive sui muri.
La guardia
cancella… E…
Fernando?
Il poliziotto:
Fernando è impazzito!
L’ufficiale: Impazzito?
Impazzito
Fernando?
E Amádo? È
impazzito anche Amádo?
scrive sui
muri della cella?
Il poliziotto:
Vomita tutto il tempo,
E chiede del
signor ufficiale.
L’ufficiale: Portalo qui subito!
Il poliziotto:
L’ufficiale ti vuole.
Muoviti!
Amádo:
Salvami!
Il poliziotto:
Alzati!
L’ufficiale: Nessuno ti salverà,
Se non
scrivi!
Amádo:
Come faccio a scrivere?
Tu mi
conosci.
Chiedi a
tutti i contadini del nostro villaggio.
Se uno di
loro dice che Amádo,
Legge o
scrive,
Io leggerò e
scriverò!
L’ufficiale: Tu devi scrivere!
Amádo:
Che cosa devo scrivere?
Come faccio
a scrivere?
Scrivi tu
per me!
Scrivi
qualcosa per il povero Amádo!
Il poliziotto:
Alzati! Alzati!
L’ufficiale:
Non uscirai da questa cella,
Finché non
avrai scritto! E scriverai!
Amádo:
Scrivi qualcosa per me!
Scrivi una
parola per il povero Amádo!
Scrivi
qualcosa per me!
Scrivi una
parola per il povero Amádo!
Scena
III
Casa del vecchio
contadino
F.A.:
Le mie palme sono scuoiate.
Il poliziotto:
Anch’io,
Ho i piedi
gonfi.
F.A.:
I tuoi piedi sono gonfi,
A forza di
inseguire i contadini.
Stai sempre
camminando dietro la gente.
Pianti i
tuoi occhi e le tue orecchie,
nei piedi
scalzi dei contadini.
Il poliziotto:
I miei piedi, i miei occhi, le mie orecchie mi danno da mangiare!
F.A.:
A tuo fratello, nel cuore della miniera,
Le sue palme
gli danno da mangiare!
Da un mese
non si sa niente di lui.
Il poliziotto:
La polizia tiene sotto assedio la miniera.
F.A.:
In quella miniera sono apparsi dei fogli?
Il poliziotto:
No, ma i minatori hanno scioperato.
F.A.:
E tuo fratello?
Il poliziotto:
Ha scioperato anche lui.
Tu lo
conosci!
Lo conosco
anch’io!
Hanno ucciso
due poliziotti e ne hanno feriti cinque.
La polizia
risponderà.
I fucili
della polizia risponderanno.
F.A.:
E tuo fratello?
Fa’ qualcosa
per tuo fratello!
Tu sei della
polizia.
Il
poliziotto ascolta il poliziotto!
Va’ alla
miniera!
Il poliziotto:
Persino il generale,
Non può far
niente!
Adesso devo
andare.
F.A.:
Dove?
E tuo
fratello?
Il poliziotto:
Non avrebbe dovuto fare il minatore!
Doveva fare
il contadino, oppure…
F.A.:
Oppure fare il poliziotto, come te!
Davanti a te
non posso nemmeno sognare!
Il poliziotto:
Perché dovresti sognare?
Perché
sognare?
Il nostro
villaggio non sognava.
Dormiva
l’intera notte senza sognare.
Quando ha
cominciato a sognare,
Sono apparsi
quei fogli sui muri.
I minatori
hanno scioperato!
F.A.:
Fa’ qualcosa per tuo fratello!
Il poliziotto:
Non avrebbe dovuto sognare!
F.A.:
Un figlio in paradiso.
Un figlio
all’inferno.
Un figlio
nel paradiso della polizia.
Un figlio
nell’inferno della miniera.
Entra Ramón.
F.A.:
Ramón! La miniera è circondata! Il villaggio affonda nel fango!
Ramón:
Il villaggio affonda nel fango!
F.A.:
Ramón, tu capisci questo villaggio?
Il villaggio
vuole acqua, non inchiostro.
Semi, non
parole.
Vestiti, non
fogli.
Ramón:
E tu lo capisci questo villaggio?
Capisci che
cosa hanno fatto a Marianna?
Capisci tuo
figlio?
F.A.:
Era qui poco fa.
Ramón:
Non sto parlando del poliziotto!
F.A.:
Parli di José,
José, mio
figlio, assediato nella miniera?
Ramón:
Non c’è più miniera!
F.A.:
Che cosa?
Ramón:
L’hanno distrutta con i carri armati!
F.A.:
E José?
Figlio mio, José!
Ramón:
José… Amico mio,
Nove mesi,
Nove mesi
nel ventre di tua moglie,
Ha aspettato
per nascere,
Per venire
al mondo.
È venuto.
Che cosa ha trovato José?
Ha trovato
un villaggio come un gallo evirato.
La forma è
quella del gallo.
La voce è di
rospo.
Le zampe
affondano nel fango.
La palude
raggiunge il collo.
In questo
villaggio il cane abbaia.
Il contadino
non alza la voce, non parla.
F.A.:
Abbi pietà di me! Parla!
Ramón:
Non ha parlato lui?
F.A.:
Lui chi?
Ramón:
Tuo figlio, il poliziotto.
F.A.:
Ha detto che la miniera era in sciopero,
Che la
polizia avrebbe risposto.
Ramón:
Ha risposto.
Anche lui ha
risposto.
F.A.:
Ha risposto anche lui?
Ramón:
Ha risposto con gli occhi:
Due chiavi
che aprivano le porte dei contadini.
Non chiedi
dove sono adesso,
Fernando… Amádo…Reálo...
F.A.:
Reálo… José,
Mio figlio José.
Ramón:
Da oggi in poi non taceremo più!
F.A.:
Ramón!
Atto II
Scena IV
Il sogno
Il
coro: Come donna ubriaca,
Il calice
nella destra,
La falce
nella sinistra
Come donna
ubriaca, barcolla, inciampa, cade,
Si rialza,
Come donna
caduta nel fango,
Il nostro
villaggio è una donna ubriaca,
Il nostro
villaggio è una donna nel fango.
Il
coro: Finché questa donna barcolla e cade,
Finché
questa donna sta nel fango,
Noi tutti
barcolliamo, cadiamo.
Noi tutti
siamo nel fango.
Marianna:
Il fango è su tutte le facce.
Il fango è
su tutte le mani.
Maschere di
fango,
Su visi di
fango.
Faccia
vedere la mano,
Faccia
vedere il viso,
Chi di noi
non è coperto di fango.
Marianna:
Chi di voi fa un passo per sostenere Marianna?
Nessuno fa
un passo,
Nessuna
avanza.
Che cada
Marianna!
Il
coro: Tutti sono passati.
Hanno
lasciato Marianna nel fango.
Tutti noi
siamo nel fango.
Tutti noi
nel fango.
Marianna:
Tutti sono passati.
Tutti sono
passati.
Il
coro: Ecco il viaggiatore in sella al cavallo,
Appare
quando il fulmine abbraccia l’albero.
Cade
l’albero per dare la vita ad altro albero.
Appare
quando il terremoto abbraccia la vecchia terra,
Per dare la
vita alla vergine terra.
Era luna
crescente e quando l’hanno ucciso è diventata piena.
È diventata
luna piena.
È diventato
luna piena.
Ramón:
Chi crede si alzi!
Che avete?
Siete inchiodati alla terra?
La sedia è
il vostro letto, la vostra bara?
Solleviamoci!
Chi crede si
alzi! Chi crede si alzi!
Scena V
Casa del vecchio
contadino
F.A.:
È questo che succede al contadino?
È questo il
destino del contadino?
Ho dato a
questa terra maledetta,
La carne del
petto, la carne delle spalle.
Che cosa mi
ha dato la terra?
Mi ha dato
due figli.
Due figli.
La miniera
al primo ha dato
Cinque
pallottole nel petto.
Che cosa
aspetta l’altro figlio?
Che cosa
aspetta l’altro figlio?
Il poliziotto:
Padre, padre!
F.A.:
Dov’è tuo fratello?
Il poliziotto:
I fogli coprono i muri del villaggio.
La polizia è
dappertutto.
I contadini
hanno visto qui l’uomo sospetto.
Qui, in
questa casa.
Dov’è adesso?
F.A.:
Dov’è tuo fratello adesso?
Il poliziotto:
Padre!
Ti chiedo
dell’uomo sospetto.
La polizia
lo ricerca.
Salviamo le
nostre teste.
F.A.:
Tuo fratello non ha salvato la testa!
Il poliziotto:
Se non lo denunci,
Io denuncio
te.
Ti
tortureranno fino alla morte.
Tu non sai
che cosa succede in quelle camere segrete.
Ma io so.
F.A.:
Che cosa sai tu?
Il poliziotto:
Conosco quelle camere segrete.
F.A.:
Ma non conosci le pubbliche piazze,
Dove è
caduto tuo fratello,
Ucciso con
il piombo della polizia.
Vattene!
Il poliziotto:
Padre!
Fallo per
me!
Dimmi dov’è
adesso l’uomo sospetto!
Fallo per
me!
F.A:
Non so nemmeno come si chiama!
Non so dove
vive!
Il poliziotto:
È lui che ha ucciso mio fratello!
Lui e quei
fogli!
F.A:
Perché, tuo fratello è stato ucciso da un foglio?
Da una
pallottola?
Il poliziotto:
Padre!
Nessuno
saprà che hai parlato!
Che hai
svelato il segreto!
Parla, prima
che sia troppo tardi!
Il poliziotto:
Se tu parlassi ora!
F.A:
E se parlassi!
Tu non sarai
generale!
Tu non sarai
ufficiale!
Forse ti
troverai qualche moneta d’argento in tasca.
Ma sarai
sempre un poliziotto. Vattene!
Il poliziotto:
Padre!
F.A:
Io non abbandono questa casa!
Il contadino,
in questo villaggio,
Aspetta la
pioggia,
E aspetta
gli assassini.
Aspetta la
pioggia,
E aspetta
gli assassini.
Entra
Ramón.
Ramón:
Mi inseguono,
Tuo figlio è
con loro.
I poliziotti
e tuo figlio, è uno di loro.
Prendi
questi fogli!
Potrebbero
sfondare la porta.
Se dovessi
salvarmi tornerò a prenderli.
Se mi
acciuffano verrà qualcuno a riprenderli.
Attento a
che nessuno li veda.
Se cadessero
nelle loro mani,
Saresti
torturato fino alla morte.
Devo
andarmene adesso.
Ricordati il
petto bucato di José!
Nascondi
questi fogli nel petto!
Casa di
Marianna
Marianna:
Nessuno mi conosce tranne te.
Nessuno
tranne te conosce la mia sofferenza.
Quanto è
facile scrivere della corona di spine!
Del calice
di aceto!
Quanto è
difficile ornarsi con la corona di spine!
Bere il
calice di aceto!
Quanto è
facile battere un chiodo!
Quanto è
difficile un chiodo nella palma!
Nessuno mi
conosce tranne te.
Nessuno
tranne te conosce la mia sofferenza.
Siamo nati
per vivere. Perché morire?
Ramón:
Morire per vivere!
Marianna:
Tu sanguini!
Eccoli! Sono
arrivati!
Ramón:
Potranno prendermi ma non prenderanno i miei sogni!
Marianna:
Era luna crescente e quando l’hanno ucciso è diventata piena.
È diventata
luna piena.
È diventato
luna piena.
Scena
VI
Il carcere
L’ufficiale: Siediti, siediti!
L’ufficiale: Dov’è tuo padre?
Non sai dov’è
andato?
Non sai
perché è fuggito dal villaggio?
L’ufficiale: So che non hai chiuso gli occhi,
Mai,
Che non hai
tappato le orecchie.
So che tuo
fratello José,
È caduto
alla miniera.
Come vecchia
balena hanno pescato tuo padre.
L’hanno
pescato con una canna.
La carne di
tuo fratello ne era l’esca.
L’ufficiale: Tu conosci quella Marianna.
Non credevo
che quel presunto amico dei contadini,
Che stampava
quei fogli e li distribuiva,
Avrebbe
cercato rifugio nella sua stanza.
Quella
Marianna apre la finestra,
Apre la
porta,
E apre allo
sconosciuto le braccia.
Apre gli
occhi!
Chi
l’avrebbe mai detto?
L’avresti
mai detto tu?
Quella
Marianna,
Ha nascosto
Ramón.
Ha nascosto
il ribelle!
L’ufficiale: Tu non conosci quell’uomo!
Quel
senzapatria!
Ma io lo
conosco!
Io conosco
Ramón!
L’ufficiale: Bevi!
Beviamo!
Ha diritto
il poliziotto al brindisi del generale!
Che il
generale beva alla salute del poliziotto!
Ramón è
caduto!
Beviamo!
Quei fogli
non appariranno mai più!
Mai più
sciopereranno i minatori!
Marianna non
apparirà mai più!
L’ufficiale: Bevi!
Non fai
niente per tuo padre?
Non fai
niente per tuo fratello?
Il poliziotto:
Che cosa posso fare?
L’ufficiale: Bevi!
Ramón è là
in quella stanza!
Ramón…
Ramón…
Se resta in
vita Ramón,
Se vede
l’alba di domani Ramón,
Appenderei
tutte le mie medaglie,
Sui petti
dei cani di questo villaggio!
Se resta in
vita! Se vede l’alba di domani!
Va’! Prendi
questo fucile e va’!
L’ufficiale: Bevi!
Va’!
Questa è la
tua occasione!
Ché il tuo
ufficiale beva alla tua salute!
Ché il tuo
generale beva alla tua salute!
Bevi! Va’!
Questa volto
non lo puoi mancare!
Ramón è là,
in quella stanza.
Disarmato.
Ferito. In catene.
Va’!
L’esecuzione
Il poliziotto:
Alzati!
Ramón:
Dovevi bere,
Barcollare,
Ubriacarti
Per
uccidermi!
Perché tremi
adesso?
Quanti
bicchieri hai tracannato?
Uccidimi...
uccidimi adesso!
Il poliziotto:
Taci!
Ramón:
Tuo fratello José era mio compagno.
Tuo padre
mio amico.
Il poliziotto:
Taci!
Ramón:
Tu non mi farai tacere!
Persino le
pietre nella mia patria non taceranno!
Il poliziotto:
La tua patria!
Dov’è la tua
patria?
Ramón:
La mia patria è questa stanza dove morirò.
Il poliziotto:
Taci! Taci!
Ramón:
Prima di me c’era la rivolta.
Dopo di me
ci sarà l’insurrezione.
Sono un
padre, figli miei,
Come tanti
altri,
Ma io, la
notte di Natale,
Non porto
giocattoli, figli miei.
Anche Babbo
Natale,
Dopo la mia
morte,
Distribuirà
fucili e non ramoscelli,
Fulmini, non
candele.
Marianna,
Prima di me
c’era la rivolta.
Dopo di me
ci sarà l’insurrezione.
Lettera di Guevara ai suoi
figli
Miei cari,
se un giorno
leggerete questa lettera sarà perché non potrò essere con voi. Ricordate
poco di me e il più piccolo mi avrà dimenticato completamente.
Vostro padre era
coerente, si comportava seguendo le proprie idee, viveva per le sue
convinzioni.
Per essere bravi
rivoluzionari dovete studiare molto, dovete capire il mondo per poterlo
cambiare. La rivoluzione è la cosa più importante della vita. Da soli noi
non valiamo niente. La cosa più importante è non perdere il senso di
giustizia. Questa è la principale caratteristica del rivoluzionario.
Arrivederci, miei
cari. Spero di incontrarvi, un giorno. Vi abbraccio
Vostro
padre.
(traduzione di Wasim Dahmash)
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