Madre Terra
martedì, 14 ottobre 2008 04:05:09
Edito por Asociación Civil "LPG"
Responsable: Attilio Folliero

Principal Arriba Madre Terra violazione
de 26/05/2006
Page Rank Check

Principal
Arriba

MigliorBlog.it
EURO-TOPLIST
Politics
Top Blogs
BlogRankers.com
Politics blogs
Blog
Russian America Top. Рейтинг ресурсов Русской Америки.
素材RANKING

DOSSIER PATRIAGRANDE
Petrodolares Dossier

  Emigración Ceseiv
Indígenas
de América
Dossier Haití

Madre terra mapuche

di Lorenzo Navarra

Per i media italiani la scoperta degli indios mapuche, in Cile e Argentina, è datata 1998. Durante i mondiali di calcio di Francia un minuscolo centravanti cileno con la faccia da indio saltò verso il cielo e fece gol all'Italia. Si chiamava Marcelo Salas, di Temuco. Quell'anno lo portò a giocare nella Lazio Sergio Cragnotti. I tifosi lo chiamavano Matador; i giornali più semplicemente con il nome della sua gente, "mapuche"; e narravano la storia di colore del ragazzino povero salito agli onori del mondo battendosi in campo, lontano dalla sua gente e dalla sua terra disperata.

Anche Alex Lemun era nato a Temuco ed era un mapuche. Anche lui si batteva in campo. Ma non per fare gol, per la sua terra. Per la terra dei suoi padri. Lo hanno ammazzato che non aveva neanche 17 anni. Lo hanno ammazzato i carabineiros perché il 7 novembre scorso insieme ad altri della comunità Montuti Mapu aveva occupato il fondo Santa Alicia, terra mapuche in mano alla multinazionale Mininco. I militari - tutto il mondo è paese - gli hanno sparato perché, secondo il loro rapporto di servizio, aveva il volto coperto ed era armato di sassi. Gli hanno sparato e l'hanno lasciato agonizzante a terra.
Alex è morto dopo cinque giorni di agonia a Temuco, in ospedale. "Io continuerò a lottare per la terra. Mio figlio è un eroe nella lotta per la difesa del nostro sangue", ha detto il padre. Un'organizzazione di lotta dei mapuche ha dichiarato: "Siamo convinti che il sangue sparso nella lotta per il recupero del nostro territorio ancestrale sia la dignità che emerge da questi spiriti generosi e ribelli." I mapuche si stanno organizzando, dicono i giornali locali del sud del Cile. E le multinazionali si preparano a difendersi...

Un'altra storia vede Benetton contro una famiglia mapuche della Patagonia. I Benetton delle bellissime pubblicità democratiche e mondialiste. I Benetton che possiedono un milione di ettari nella regione australe della Patagonia. Si tratta di una battaglia legale tra la multinazionale e la famiglia Curiñanco - Rúa Nahuelquir per occupazione illegale di un terreno appartenente alla suddetta multinazionale.

I fatti: in agosto Atilio Curiñanco e sua moglie Rosa Rúa Nahuelquir vanno dalle autorità competenti della città di Esquel e chiedono di poter occupare un terreno del demanio pubblico, conosciuto come Santa Rosa, ubicato a Leleque sulla strada nazionale argentina, numero 40. Le autorità autorizzano e la famiglia inizia a lavorare la terra tirando su una piccola fattoria, dissodando la zona e piantando patate, fagioli, grano, mais e diversi altri ortaggi.

In settembre il fulmine a ciel sereno. L'uomo di Benetton, Ronald MacDonald, amministratore della estancia Leleque di proprietà della famiglia Benetton, presenta una denuncia e il procedimento finisce nelle mani del giudice José Luis Colabelli del Tribunale di Esquel. E in attesa delle decisioni il terreno viene sgomberato e i beni sequestrati.
Chi ha ragione? La Holding Benetton che solo in Patagonia possiede quasi un milione di ettari di terreno o i Curiñanco che hanno un'auto, una casa nel barrio Vepam e lo stipendio di un operaio.

E' all'interno di questo processo che si legge lo scontro finale del sistema: da una parte un popolo indigeno che difende la sua identità e non rinuncerà mai al diritto di seguire a sviluppare la cultura della propria mapu (terra). Dall'altra il lato oscuro della globalizzazione (con una evidente complicità tra gruppi di imprenditori, politici di turno e forze di sicurezza).

Chi ha ragione? Chi vincerà? Domande oziose, dice un mio amico in vena di profezie. Vince chi ha i soldi, i giudici, la polizia e tutto il resto. E snocciola i casi che conosce a memoria: vincono gli israeliani sui Palestinesi, Bush su tutto il mondo, e per restare alle nostre cosucce, Previti, Berlusconi con tanto di Cirami. Perché mai, in un mondo ordinato secondo i voleri della potenza economica e militare, dovrebbe porsi il dubbio che non vinca Benetton?

Invece no. Può vincere Benetton o il suo Ronald patagone con qualunque ciramità argentina, ma non ha ragione. E altre famiglie mapuche e altri indios, o contadini o gente del mondo alzeranno la testa e sfideranno la sconfitta sicura. Fino a quando la sconfitta non sarà più tanto sicura.

Fecha insercion/data inserimento: 29/05/2006
Add to Google Reader or Homepage
Add to Technorati Favorites

LPG NUKE

Sitios Amigos

Intercambio Link

Colaboradores

Música y canciones

DEBATE ABIERTO
promovido por
La Patria Grande
Diario Vea
Grupos sociales
Con
Adán Chávez
G. García Ponce
R. Hernández