Chavez una minaccia
martedì, 21 ottobre 2008 01:22:44
Edito por Asociación Civil "LPG"
Responsable: Attilio Folliero

Principal Arriba El Alba Castro - Chavez Venezuela - Cuba Venezuela - Brasil Venezuela - Uruguay Venezuela - Bolivia Venezuela - Argentina Petrocaribe I Aniversario Alba Especie Humana Chavez una minaccia Tres del ALBA
de 26/05/2006
Page Rank Check
Free counter and web stats

Principal
Arriba

DOSSIER PATRIAGRANDE

Petrodolares Dossier
  Emigración Ceseiv
Dossier Haití
Indígenas
de América

Música y canciones

DEBATE ABIERTO
promovido por
La Patria Grande
Diario Vea
Grupos sociales
Con
Adán Chávez
G. García Ponce
R. Hernández
Perchè Chávez rappresenta una minaccia?

Chávez oggi rappresenta una minaccia, soprattutto per gli Stati Uniti. Il motivo? Come i Sandinisti in Nicaragua, e come il moderato Allende in Cile, Chávez offre l'alternativa di una società migliore

di John Pilger (The Guardian)

Ho passato le recenti settimane a filmare i quartieri vicino alle colline di Caracas, quelle strade formate da case di cemento che sfidano la forza di gravità e le piogge torrenziali, emergendo nel buio della notte come lucciole nella nebbia. Si dice che Caracas sia una delle città più pericolose del mondo, ma io non ho affatto avuto paura; i più poveri hanno accolto me e i miei colleghi con il calore tipico dei venezuelani, ma anche con l’inconfondibile confidenza caratteristica di un popolo che crede che il cambiamento sia possibile, e che ancora dà valore a parole come “riforma”, “democrazia popolare”, “equità”, “giustizia sociale” e sì, “libertà”. Concetti nobili che ormai hanno perso ogni significato nell’Occidente in cui viviamo.

Una notte di un mesetto fa, in una stanza vuota (fatta eccezione per una lampada al neon blu fluorescente) ho sentito pronunciare le suddette parole pronunciate da Ana Lucia Fernandez, 86 anni, da Celedonia Oviedo, 74, e da Mavis Mendez, 95. Una donna più giovane, Sonia Alvarez, 33 anni, è venuta accompagnata dai suoi due bambini. Un anno fa nessuno di loro sapeva leggere o scrivere: ora studiano matematica. Per la prima volta nell’era moderna il Venezuela ha il 100% di alfabetizzazione.

Lo scopo è stato raggiunto grazie ad un programma nazionale chiamato “Mision Robinson”, appositamente studiato per adulti e ragazzi ai quali era stata negata una scolarizzazione. La “Mision Ribas”, inoltre, sta assicurando l’istruzione superiore, chiamata baccalaureato (i nomi Robinson e Ribas fanno riferimento ai leader dell’indipendenza venezuelana del 19esimo secolo).

Sono state aperte numerose università – alcune sono state chiamate “università del popolo”, altre sono state intitolate a Simon Bolivar, il liberatore; così facendo si è riusciti a far conoscere alla gente i “grandi tesori della mente, la storia, l’arte e la musica, cose che non sapevamo nemmeno esistessero”, mi ha confessato una volta un genitore. Sotto la guida di Hugo Chávez il Venezuela è diventato il più grande produttore di petrolio che impiega le entrate derivanti dall’oro nero per aiutare le classi più povere.

Mavis Mendez, nei suoi 95 anni di vita, ha visto succedersi molti governi e ha assistito a come decine di miliardi di dollari di petrolio potessero fluire verso Miami, di pari passo alla discesa dell’America Latina nella più profonda povertà – dal 18% del 1980 al 65% del 1995, tre anni prima che Chávez fosse eletto. “Le nostre vite non contavano”, afferma Mavis. “Vivevamo e morivamo senza aver ricevuto la minima istruzione, senza acqua corrente e con pochissimo da mangiare. Quando ci ammalavamo, i più deboli morivano. A est della città, dove si trovano le grandi case, noi eravamo praticamente invisibili, o addirittura temuti. Ora sono in grado di leggere e scrivere il mio nome, e anche di fare qualcosa in più; qualsiasi cosa dicano i giornali o le classi ricche, ora abbiamo piantato il seme della vera democrazia, e sono immensamente felice di aver potuto assistere a tutto questo”.

I governi latino-americani spesso sono soliti aprire un’assemblea costituente che possa scrivere una carta costituzionale per garantire legittimità ai propri esecutivi. Quando fu eletto, nel 1998, Chávez fece lo stesso per de-centralizzare il potere e assegnarlo al popolo, che non ne aveva mai goduto. Così, egli cominciò a smantellare le preesistenti sovrastrutture politiche corrotte – prerequisito necessario per imprimere una svolta all’economia. La predisposizione di “missioni sociali” per far crollare la vecchia e corrotta burocrazia è un espediente tipico della straordinaria politica che sta cambiando – pacificamente – il Venezuela. Si tratta di una “rivoluzione boliviana”, non molto diversa da quelle che hanno instaurato la democrazia in Europa nel dopoguerra.

Chávez, ex generale dell’esercito, era ansioso di dimostrare che egli non era un altro generale “di ferro”. La sua prima promessa, infatti, è stata quella di rimettere ogni decisione alla volontà del popolo. Nel suo primo anno da presidente ha ottenuto un numero sorprendente di consensi elettorali: in occasione del referendum in cui si doveva decidere se indire o meno una nuova costituente; nelle elezioni per l’assemblea; nel secondo referendum in cui si doveva ratificare la nuova costituzione.

Il 71% della popolazione ha approvato ognuno dei 396 articoli che hanno permesso a Mavis, Celedonia, Ana Lucia e ai suoi nipoti di vedersi riconoscere quei diritti umani di base, garantiti ora anche alla gente di colore e ai figli di matrimoni misti. “Gli indigeni – recita la nuova costituzione – hanno il diritto di mantenere le proprie pratiche economiche, basate sulla reciprocità, sullo scambio e sulla solidarietà... e di definire le loro priorità...”.

Il piccolo libro rosso della costituzione venezuelana è diventato un best-seller per le strade. Nora Hernandez, che lavora nel barrio [quartiere, NdT] chiamato Petate, mi ha portato nel supermercato statale locale, fondato con le entrate derivanti dal petrolio, dove i prezzi sono almeno la metà rispetto a quelli praticati nelle normali catene commerciali. Con orgoglio mi mostra articoli della costituzione riportati sul retro dei pacchetti delle saponette. “Non si può tornare indietro”, si legge in uno.

Nel barrio La Vega mi sono fermato ad ascoltare un’infermiera, Marcella Machado, una robusta donna di colore di 45 anni dotata di una favolosa risata, e insieme abbiamo parlato dei più svariati argomenti – dai senzatetto alla guerra in Iraq. Quello stesso giorno è stato inaugurato la missione “Madres de Barrio”, un programma mirato a sconfiggere la povertà che colpisce le madri single. Sotto la costituzione, le donne hanno il diritto di essere pagate per il proprio lavoro, e possono ottenere prestiti da una banca speciale. Da questo mese [giugno, NdT], le casalinghe senza reddito potranno ricevere uno stipendio di circa 120 dollari. Non c’è da stupirsi se Chávez ha vinto otto tra elezioni e referendum in otto anni rafforzando di volta in volta la sua maggioranza – praticamente un record mondiale.

È il leader politico sudamericano più famoso in occidente, probabilmente nel mondo. Per questo è sopravvissuto, sorprendentemente, al colpo di stato spalleggiato da Washington nel 2002. Mariella, Celedonia, Nora e centinaia di migliaia di altre persone sono uscite dai loro barrios per chiedere che l’esercito si comportasse lealmente. “Il popolo mi ha salvato” – dice Chávez. “Lo hanno fatto nonostante i giornali fossero tutti contro di me e mi avessero accusato senza sapere cosa fosse realmente successo. Un’eroica azione di cui si è resa protagonista la democrazia popolare, non c’è bisogno di dire altro”.

L’odioso attacco a Chávez, che un paio di settimane fa è stato a Londra, è cominciato, ed è partito dai proprietari delle tv private e dei giornali venezuelani, i quali vorrebbero abbattere il governo. Le insensate accuse a Chávez pubblicate sul Times e sul Financial Times fanno seguito ai servizi di Channel 4 dello scorso aprile, quando il presidente venezuelano era accusato di tramare la costruzione di una bomba atomica insieme all’Iran. Una fantasia assurda. Il reporter scherniva le politiche per la riduzione della povertà e presentava Chávez come un buffone, mentre Donald Rumsfeld lo paragonava a Hitler, senza che nessuno intervenisse. Tony Blair è stato eletto da un quinto degli aventi diritto e ha causato la morte di decine di migliaia di iracheni. Nonostante ciò può continuare a diffondere tranquillamente le sue idee politiche nel mondo.

Chávez rappresenta una minaccia, soprattutto per gli Stati Uniti. Come i Sandinisti in Nicaragua, che hanno basato la loro rivoluzione sul movimento cooperativo britannico, e come il moderato Allende in Cile, Chávez offre l’alternativa di una società migliore. In altre parole, rappresenta la “minaccia” di un buon esempio in un continente dove la collettività ha a lungo sofferto la dipendenza economica da Washington. Nei giornali americani degli anni ottanta, la “minaccia” del piccolo stato del Nicaragua era seriamenta dibattuta, finchè non venne messa da parte. Ora la stessa cosa accade per il Venezuela.

Una pubblicazione a cura dell’esercito americano, “Doctrine for Asymmetric War against Venezuela”, descrive Chávez e la rivoluzione boliviana come “la più grande minaccia dai tempi dell’Unione Sovietica e del comunismo”.

Quando ho detto a Chávez che ormai gli Stati Uniti avevano fatto il loro tempo in America Latina, lui ha replicato così: “Sì, e il mio assassinio non sarebbe una sorpresa. Ma ormai l’impero è in crisi, e i venezuelani resisterebbero ad un attacco. Noi chiediamo solo il sostegno di tutti i veri democratici”.

John Pilger, celebre giornalista e scrittore australiano, è autore de 'Un paese segreto'.

Fonte: The Guardian / Nuovimondimedia

Tradotto da Elena Cortellini per Nuovi Mondi Media

Add to Google Reader or Homepage
http://www.wikio.it
Add to Technorati Favorites

LPG NUKE

Sitios Amigos

Intercambio Link

Colaboradores

MigliorBlog.itEURO-TOPLISTClassifica di siti - Iscrivete il vostro!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
 News & Journalism - Top Blogs Philippines
Blogalaxia
TopOfBlogs
PoliticsTop BlogsBlogRankers.com
Politics blogs
BlogPolitics BlogsRussian America Top. Рейтинг ресурсов Русской Америки.
Free Gifts Top 100
My BlogCatalog BlogRank素材RANKINGClassement des sites Francophones