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Arrivati alla 22ma votazione per designare chi sostituirà l'Argentina nel Consiglio di Sicurezza della Nazioni Uniti, si impone un'evidenza: gli Stati Uniti non sono riusciti ad imporre chi rappresenterà l'America Latina. L'automatismo che ha sempre funzionato si inceppa perchè il Venezuela dispone di uno zoccolo duro di 77 Paesi, tra cui spiccano Cina, Russia e Brasile.

Tito Pulsinelli, LPG, 18/10/2006

 
 mercoledì 18 ottobre 2006

Tito Pulsinelli: Arrivati alla 22ma votazione per designare chi sostituirà l'Argentina nel Consiglio di Sicurezza della Nazioni Uniti, si impone un'evidenza: gli Stati Uniti non sono riusciti ad imporre chi rappresenterà l'America Latina. L'automatismo che ha sempre funzionato si inceppa perchè il Venezuela dispone di uno zoccolo duro di 77 Paesi, tra cui spiccano Cina, Russia e Brasile.
 
Dopo il pareggio a 93 voti della prima giornata, si è intensificata la pressione a tutto campo degli Stati Uniti, arrivando all'estremo che i membri della loro delegazione sedessero al lato degli ambasciatori dei Paesi più vulnerabili nel momento in cui votavano.
Gli agenti del servizio di sicurezza sono arrivati al punto di avvicinarsi nei corridoi ad ogni capannello di delegati per registrane le conversazioni. Nessuno sforzo è stato risparmiato, oltre a quelli normali delle promesse di concessioni o minacce di sospensione di accordi.
 
Nonostante questo, il Venezuela ha dietro di sè un blocco di 77 Paesi, molti dei quali fanno parte dei Non Allineati, oltre al Mercosu e all'area del Caribe. e raccoglie i consensi della Lega araba e dell'Organizzazione delle nazioni africane. Non certo dell'Egitto o del Marocco, ma di quei Paesi arabi e africani in grado di difendere l'autonomia e l'indipendenza nei confronti degli Stati Uniti.
 
Se fossero i valori civili o i diritti umani a guidare le scelte delle nazioni, il Guatemala non sarebbe stato preso nemmeno in considerazione, visto che i responsabili dell'eccidio di 200mila persone nel corso della trentennale repressione anti-guerrigliera, circolano a piede libero e sono protagonisti della vita politica del Paese centro-americano.
Proprio per questo, Washington ha scelto il Guatemala come candidato di prima scelta, ma il gioco non è riuscito.
 
Le votazioni all'ONU sono state sospese fino a giovedì, e per tentare di sbloccare la situazione si cerca un terzo candidato di consenso Uruguay o republica Dominicana), ma Chavez ha già annunciato che il Venezuela non si  ritirerà, perchè il cambiamento profondo dell'ONU non può essere negoziato.
 
La posizione iniziale dell'Italia era orientata all'astensione, si ignora come ha votato nell'ultima ronda.

 

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