Correa betancourt
martedì, 21 ottobre 2008 01:24:00
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correa avrebbe liberato Ingrid betancourt in ecuador

Rafael Correa ha replicato con sdegno alle insinuazioni provenienti da Bogotà, ed ha rivelato che il leader della FARC trucidato era il contatto per le trattative finalizzate alla liberazione dei prigionieri. Ha inoltre rivelato che le trattative erano a buon punto, e che nel corso di questo mese di marzo sarebbe stata liberata Ingrid Betancourt ed altri 12 ostaggi, tra cui il figlio del profesor Moncayo  ed altri militari colombiani. La loro liberazione doveva avvenire in Ecuador.

Selvas, LPG, Caracas, 06/03/2008

Correa: Avrebbero liberato Ingrid B. in Ecuador

Il Presidente dell’Ecuador ha replicato con la rotura delle relazioni diplomatiche alla catena di gravi accuse lanciate dal generale Naranjo, capo della Polizia Nazionale della Colombia.

Costui, basandosi sul presunto contenuto dei computer rinvenuti sul luogo dell’uccisione di Raul Reyes e di altri 19 membri della FARC, aveva denunciato oscuri legami del ministro della difesa dell’Ecuador con la guerriglia.

Rafael Correa ha replicato con sdegno alle insinuazioni provenienti da Bogotà, ed ha rivelato che il leader della FARC trucidato era il contatto per le trattative finalizzate alla liberazione dei prigionieri. Ha inoltre rivelato che le trattative erano a buon punto, e che nel corso di questo mese di marzo sarebbe stata liberata Ingrid Betancourt ed altri 12 ostaggi, tra cui il figlio del profesor Moncayo  ed altri militari colombiani. La loro liberazione doveva avvenire in Ecuador.

L’Ecuador ha ricevuto la solidarietà di tutti i Paesi latinoamericani che –con differenti sfumature- hanno condannato l’incursione militare ordinata dal governo di Uribe e dei Santos.

Segnalano che si tratta di un pericoloso precedente per istaurare l’inaccettabile “dottrina antiterrorista” nella regione. Solo il governo degli Stati Uniti continua a definire “incidente diplomatico” quello che gli tutti gli altri caratterizzano come violazione della legalità internazionale.

Il Presidente Correa ha detto con chiarezza che l’Ecuador è l’aggredito, e non deve dare nessuna spiegazione all’aggressore, perchè il suo governo ha partecipato ad una notoria  iniziativa umanitaria congiuntamente con altri Paesi, tra cui la Francia e il Venezuela.

La “guerra dei computer” scatenata dal generale Naranjo è una cortina fumogena per limitare i danni, e stornare l’attenzione dalla difficile situazione in cui si è messo il governo di Uribe e dei superfalchi Santos.

L’isolamento di Bogotà è emerso con nitidezza e sarà ancor più evidente nel conclave dei Paesi americani che si riunisce oggi.

Chi è il generale Naranjo? E’ un alto ufficiale su cui si stagliano da tempo molte ombre, e che la stampa colombiana ha sempre sospettato come un colluso con il narcotraffico. Uno dei suoi fratelli, infatti, è rinchiuso attualmente in un carcere tedesco per contrabando di cocaina.

Rodríguez Chacín, ministro degli Interni del Venezuela, ha rivelato che il narcos colombiano Wilmer Contrera –detto El Jabon- recentemente assassinato da sicari in territorio venezuelano, ha lasciato un computer che i killer hanno dimenticato di recuperare.

In quel computer si evidenziano i contatti frequenti tra il capo della Polizia Nazionale colombiana e il trafficante assassinato.

E’ il caso di dire, che chi di computer fersisce, di computer perisce…o che ai computer si può far dire quel che si vuole, soprattutto dopo la defunzione dei loro proprietari.

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