Correa: Avrebbero liberato
Ingrid B. in Ecuador
Il Presidente dell’Ecuador ha
replicato con la rotura delle relazioni diplomatiche alla catena di
gravi accuse lanciate dal generale Naranjo, capo della Polizia Nazionale
della Colombia.
Costui, basandosi sul presunto
contenuto dei computer rinvenuti sul luogo dell’uccisione di Raul Reyes
e di altri 19 membri della FARC, aveva denunciato oscuri legami del
ministro della difesa dell’Ecuador con la guerriglia.
Rafael Correa ha replicato con
sdegno alle insinuazioni provenienti da Bogotà, ed ha rivelato che il
leader della FARC trucidato era il contatto per le trattative
finalizzate alla liberazione dei prigionieri. Ha inoltre rivelato che le
trattative erano a buon punto, e che nel corso di questo mese di marzo
sarebbe stata liberata Ingrid Betancourt ed altri 12 ostaggi, tra cui il
figlio del profesor Moncayo ed altri militari colombiani. La loro
liberazione doveva avvenire in Ecuador.
L’Ecuador ha ricevuto la
solidarietà di tutti i Paesi latinoamericani che –con differenti
sfumature- hanno condannato l’incursione militare ordinata dal governo
di Uribe e dei Santos.
Segnalano che si tratta di un
pericoloso precedente per istaurare l’inaccettabile “dottrina
antiterrorista” nella regione. Solo il governo degli Stati Uniti
continua a definire “incidente diplomatico” quello che gli tutti gli
altri caratterizzano come violazione della legalità internazionale.
Il Presidente Correa ha detto
con chiarezza che l’Ecuador è l’aggredito, e non deve dare nessuna
spiegazione all’aggressore, perchè il suo governo ha partecipato ad una
notoria iniziativa umanitaria congiuntamente con altri Paesi, tra cui
la Francia e il Venezuela.
La “guerra dei computer”
scatenata dal generale Naranjo è una cortina fumogena per limitare i
danni, e stornare l’attenzione dalla difficile situazione in cui si è
messo il governo di Uribe e dei superfalchi Santos.
L’isolamento di Bogotà è emerso
con nitidezza e sarà ancor più evidente nel conclave dei Paesi americani
che si riunisce oggi.
Chi è il generale Naranjo? E’ un
alto ufficiale su cui si stagliano da tempo molte ombre, e che la stampa
colombiana ha sempre sospettato come un colluso con il narcotraffico.
Uno dei suoi fratelli, infatti, è rinchiuso attualmente in un carcere
tedesco per contrabando di cocaina.
Rodríguez Chacín, ministro degli
Interni del Venezuela, ha rivelato che il narcos colombiano Wilmer
Contrera –detto El Jabon- recentemente assassinato da sicari in
territorio venezuelano, ha lasciato un computer che i killer hanno
dimenticato di recuperare.
In quel computer si evidenziano
i contatti frequenti tra il capo della Polizia Nazionale colombiana e il
trafficante assassinato.
E’ il caso di
dire, che chi di computer fersisce, di computer perisce…o che ai
computer si può far dire quel che si vuole, soprattutto dopo la
defunzione dei loro proprietari.
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