Per commentare i risultati positivi del vertice del Gruppo di Rio riunitosi a Santo Domingo, un giornale venezuelano ha sparato in prima pagina "La guerra è finita". Non senza un'ironia che è fuori luogo. Zero morti, zero feriti, una catena di insulti, una insolita diplomazia-spettacolo,ma non solo.
Sono stati dispiegati sul
terreno non solo i mezzi della diplomazia, dell'informazione, ma anche
le truppe che avrebbero sigillato le due maggiori frontiere terrestri
della Colombia e -soprattutto- l'avrebbero privata di un intercambio
commerciale globale di 6 miliardi di dollari.
La combinazione simultanea di questi fattori ha mostrato l'isolamento
del governo di Uribe e l'impraticabilità della praxis "antiterrorista"
anche all'esterno delle sue frontiere. "La guerra è finita" con il
trionfo della dottrina della sovranità degli Stati e la sconfitta per
KO della "dottrina 11/9".
In America latina non è possibile -per ora- trapiantare la pratica
esogena della "guerra infinita" o la bestialità della "guerra
preventiva". Nessun Paese delle Americhe -salvo l'anglosfera Canada/Stati
Uniti- è interessato a favorire in qualsivoglia misura questa deriva
del diritto internazionale pubblic0 e dei diritti umani.
L'America latina si è affermata come una comunità politica reale,
mostrandosi come un attore che basa la credibilità su di un blocco
riunito attorno a due alleanze commerciali (Mercosur e CAN), una
struttura finanziaria come il Banco del Sur che va ad aggiungersi ad
altre, ed una unità geopolitica che ha fatto tanti passi avanti. Sono
maturi i tempi di una organizzazione di difesa militare regionale.
Il blocco del sud è il reparto avanzato dell'integrazione
latinoamericana ed ha dimostrato che è insufficiente l'ariete-Colombia
per minarne la solidità. La Colombia e le sue elites hanno fatto i
conti: bastano solo gli Stati Uniti (e il suo mercato) per il futuro?
Il cadavere di Raul Reyes ha un prezzo elevato per l'oligarchia
colombiana e per gli Stati Uniti che escono chiaramente sconfitti da
questa vicenda. Il Pentagono -per ora- non può applicare
meccanicamente i "modus operandi" del passato, nè illudersi di
trasferire sul teatro di operazione sudamericano la sceneggiatura
bellica del Medio oriente.
Il Venezuela e l'Ecuador non
sono Gaza, e la tuta mimetica di "Israele tropicale" si è dimostrata
grande per essere indossata dalla Colombia.
I chiodi che non hanno ancora chiuso la bara di Raul Reyes sono -invece-
il chiodo definitivo sui vaniloqui geopolitici del povero Bush, della
confraternita neocons e dell'unipolarismo. Ma non solo: è stata
archiviata la "dottrina Monroe".
Tito Pulsinelli







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