Comunicato Stampa
Conti
pubblici
- IL MINISTRO PADOA SCHIOPPA PROMETTE
LACRIME E SANGUE
- A RISCHIO I RINNOVI DEI CONTRATTI
PUBBLICI
- SILENZIO SUL DESTINO DEI PRECARI
- SULLE PENSIONI: LA PADELLA O LA
BRACE?
Il
ministro Padoa Schioppa promette lacrime e sangue per rispettare gli
impegni presi dal precedente governo con l'Europa sui conti pubblici
italiani. Niente richiesta di sconti né rateizzazioni all'Unione
Europea quindi, anzi bisogna restare «a testa alta e a schiena
dritta». Peccato che per i
lavoratori accettare la ricetta del ministro significhi chinare la
testa e piegare ulteriormente la schiena.
Pensioni, rinnovi
contrattuali dei dipendenti pubblici e precariato sono alcuni dei
temi su cui il mondo del lavoro si aspetta dal nuovo qualche
risposta concreta in tempi rapidi. Se il buon giorno si vede dal
mattino invece il rischio di interventi in “continuità” con il
governo che se n’è appena andato potrebbero prevalere.
Nessun piano con scadenze
certe e interventi strutturali efficaci si profila all’orizzonte.
Anzi, voci insistenti riferiscono che il Governo non avrebbe
alcuna intenzione di stanziare in tempi stretti i fondi necessari al
rinnovo dei contratti di tutti i dipendenti pubblici scaduti già da
oltre 5 mesi.
In questa “sagra” di
dichiarazioni e contro dichiarazioni chi rischia
di rimanere stritolato negli ingranaggi
sono proprio le lavoratrici ed i lavoratori pubblici, stabili e
precari.
I primi
perché senza rinnovi in tempi rapidi subiranno un’ulteriore
riduzione del potere d’acquisto dei loro inflazionati stipendi,
gli altri perché se non ci sarà un intervento tempestivo del
Governo che modifichi le norme draconiane contenute nella
Finanziaria rischiano di essere
addirittura mandati a casa, altro che stabilizzazione!.
Blocco delle assunzioni,
contenimento della spesa del personale, imposizioni centrali,
sui piani occupazionali degli enti locali, sono le misure
contestate a suo tempo dall’opposizione al governo Berlusconi.
Ora che l’opposizione di allora è al governo serve la coerenza di
farle saltare per togliere così l’alibi alle amministrazioni
locali di centro-destra, ma occorre dirlo, anche molte di
centro-sinistra, di usare le norme contenute nella finanziaria come
argomento principe per fare ciò che in realtà molte farebbero lo
stesso: esternalizzare i servizi.
Che dire poi, a proposito
di dichiarazioni a ruota libera, su un tema delicato e che
interessa
tutto il
mondo del lavoro quale quello delle
pensioni?
Tra Draghi che propone di
innalzare l’età pensionabile e il ministro Damiano che promette di
consentire una uscita flessibile dai 57 ai 60 anni riducendo il già
ampiamente ridotto rendimento pensionistico cosa dovrebbero
scegliere i lavoratori? La padella o la brace?
La soddisfazione dei
lavoratori per aver mandato a casa Berlusconi non può durare in
eterno se oltre a lui non si manda in fretta a casa anche il
berlusconismo.
Ufficio Stampa Sincobas
Sindacato intercategoriale
dei comitati di base - SINCOBAS