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Opinione di Sergio Ruggieri MARE DI PACE |
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I risultati delle recenti elezioni
comunali hanno fatto passare in secondo piano un evento molto grave
che si sta svolgendo davanti alle nostre coste.
Infatti è in corso una esercitazione
militare iniziata il primo giugno che si concluderà il dodici di
questo mese.
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- I risultati delle recenti elezioni
comunali hanno fatto passare in secondo piano un evento molto grave
che si sta svolgendo davanti alle nostre coste.
Infatti è in corso una esercitazione
militare iniziata il primo giugno che si concluderà il dodici di
questo mese.
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- Si tratta, come ci hanno informato gli
organi di stampa nei giorni scorsi, di “Adrion 16”, la prima
esercitazione navale che vede per la prima volta insieme le Marine
militari di Albania, Croazia, Grecia, Italia, Serbia, Montenegro e
Slovenia.
La manovra militare è figlia del vertice internazionale che si tenne
nella nostra città nella primavera del 2000, la “Conferenza
interministeriale di Ancona sulla sicurezza e lo sviluppo dei paesi
dell’aerea ionico-driatica”.
Questa conferenza fu allora giustamente contestata da più di trenta
associazioni della nostra regione che diedero vita al cartello “Maggio
2000”, un controvertice che nel protestare contro chi aveva ancora le
mani sporche di sangue per la guerra umanitaria in Kosovo e in Serbia,
proponeva una visione alternativa di tutta l’aerea attraverso lo
slogan “Adriatico: Per un mare di diritti”.
Oggi a sei anni di distanza si dà vita
ad una esercitazione assurda e provocatoria.
Infatti non vediamo nessun legame tra la dichiarata volontà di
“cooperazione tra i paesi dell’aerea” e la rivendicazione di
“sicurezza e stabilità politica” di cui si parla nella presentazione
delle manovre militari.
Per noi il concetto di cooperazione tra i popoli ha come
presupposto il rifiuto di qualunque logica militarista e guerrafondaia.
Di quale sicurezza si parla e da chi dovrebbe difenderci la
marina militare?
Forse la prova muscolare vuole essere una garanzia, una barriera verso
i tanti migranti che ostaggi della malavita organizzata arrivano da
noi disperati, in fuga da fame e guerre e che spesso pagano con la
vita questi drammatici viaggi verso un futuro migliore?
Sono loro i “nemici” oggetto di questa esercitazione?
La Regione che positivamente ha rifiutato di costruire nei nostri
territori quei veri e propri lager che sono i CPT, non ha nulla da
dire?
E i partiti
della sinistra che governano il territorio marchigiano non credono sia
opportuno prendere le distanze da “Adrion 16”?
E ancora.
In tempi in cui si chiede ai cittadini di
tirare la cinghia, di fare sacrifici, quanto verrà a costare questa
esercitazione ai contribuenti?
Invece di continuare a spendere soldi per le forze armate, per il
settore militare, non sarebbe più giusto spostare questi investimenti a
favore della spesa sociale?
La Città in
Comune nel denunciare tale situazione,
esprime la più ferma condanna nei confronti di questa manovra militare,
inutile e pericolosa.
Invita tutte le forze democratiche amanti della pace, le associazioni
pacifiste, i cittadini e le cittadine a prendere le distanze da questo
tipo di politica figlia di quella logica interventista che in Iraq come
in altre parti del mondo sta portando morte e distruzione.
IL
COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL SINCOBAS DI ANCONA E L’ASSOCIAZIONE
CULTURALE PUNTO ROSSO DI JESI –SINISTRA EUROPEA
- FACENDO PROPRIA TALE DENUNCIA – MERAVIGLIATI DALL’ASSORDANTE SILENZIO
DEL MONDO POLITICO A PARTIRE DA QUELLO DI “SINISTRA” – DISTRIBUIRA’ I
PROSSIMI GIORNI TALE TESTO NEI LUOGHI DI LAVORO ED IN TUTTE LE SEDI
D’INCONTRO POLITICO- RICHIEDE LA CONVOCAZIONE URGENTE DELLA CONSULTA
DELLA PACE DEL COMUNE DI JESI- NELLE INIZIATIVE PER IL REFERENDUM SULLE
MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE RIVENDICA LA NECESSITA’ DEL RISPETTO DELL’ART.
11. TROPPE VOLTE DISATTESO.
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