|
La globalizzazione neoliberista, le spietate logiche del mercato e la strategia
della guerra preventiva e permanente hanno fatto assumere al fenomeno delle
migrazioni dimensioni di massa. In Europa vivono e lavorano circa 15 milioni di
migranti che fuggono la fame, la miseria, le guerre e le persecuzioni che
caratterizzano i propri paesi d’origine. In questi paesi le risorse sono
sistematicamente depredate e privatizzate. L’Europa sino ad oggi ha risposto
considerando i migranti sotto la doppia veste di potenziali nemici da respingere
e di mano d’opera facilmente fruttabile da accogliere secondo le esigenze del
mercato del lavoro.
Non si tratta di una contraddizione, ma di una esplicitazione della logica della
massima flessibilità e della precarizzazione dei lavoratori con cui cerca di
fronteggiare la crisi del modello neoliberista. Siamo convinti che i migranti
vanno considerati non come “invasori” che possono inquinare la nostra identità,
ma come elementi di un ponte culturale fra le diverse realtà del mondo. Se
l’Europa vuole avere un ruolo politico, economico e culturale autonomo e non
subalterno agli Stati Uniti, deve attribuire ai migranti dignità di cittadini
con parità di diritti rispetto agli autoctoni e stabilire con i paesi di
provenienza dei migranti legami di alleanza.
Sulla base di quanto detto proponiamo:
-
La
cittadinanza europea di residenza
-
Il
riconoscimento del diritto d’Asilo
-
La
regolarizzazione di tutti gli immigrati e visti per ricerca di lavoro
-
La
sottrazione di competenze ai Ministeri degli Interni
-
La
chiusura dei CPT
I
CPT diffusi, con denominazioni diverse, in tutta Europa, sono illegittimi in
quanto impongono una detenzione per reati amministrativi, perché sono luoghi di
segregazione che sfuggono al controllo dei mezzi di informazione, perché
favoriscono affari poco trasparenti attraverso la privatizzazione della loro
gestione. Sono teatro di violenze, intimidazioni e controllo farmacologico dei
migranti che spesso reagiscono con disperato autolesionismo. Questi centri vanno
chiusi in tutta l’Europa e non devono neppure essere trasferiti nei paesi di
provenienza dei migranti a seguito di accordi/ricatto di sostegno economico con
i governanti di tali paesi.
Riteniamo inoltre che né la razzista legge Bossi-Fini-Mantovano né qualsiasi
altra legge al mondo possa inosservate il rispetto dei diritti umani; sulla base
di questo chiediamo la abrogazione della legge e l’abolizione dei CPT qui e
altrove.
|