Fabrizio Lorusso, Il Messico campesino e il NAFTA 14 anni dopo. La
sfida asimmetrica dell’agricoltura dopo l’apertura totale del commercio
con gli Stati Uniti
Le organizzazioni contadine, sindacali e sociali che hanno
partecipato all’imponente manifestazione (stimate da 150 a 200mila
persone) a Città del Messico lo scorso 31 gennaio hanno accettato
l’apertura del dialogo con il Governo, il Ministro del Lavoro, Javier
Lozano, e il nuovo Ministro degli Interni, Juan Camilo Mouriño, per
cercare una via d’uscita ai numerosi problemi sociali ed economici che sta
provocando la caduta delle barriere commerciali per i prodotti base della
dieta e dell’identità nazionale come il mais, il riso, il latte e i
fagioli.
Il Messico campesino e il NAFTA 14 anni dopo. La
sfida asimmetrica dell’agricoltura dopo l’apertura totale del commercio
con gli Stati Uniti
Le organizzazioni contadine, sindacali e sociali che hanno
partecipato all’imponente manifestazione (stimate da 150 a 200mila
persone) a Città del Messico lo scorso 31 gennaio hanno accettato
l’apertura del dialogo con il Governo, il Ministro del Lavoro, Javier
Lozano, e il nuovo Ministro degli Interni, Juan Camilo Mouriño, per
cercare una via d’uscita ai numerosi problemi sociali ed economici che sta
provocando la caduta delle barriere commerciali per i prodotti base della
dieta e dell’identità nazionale come il mais, il riso, il latte e i
fagioli. Mentre dall’altra parte del Rio Bravo, negli USA, si erigono muri
per cercare di arginare il flusso migratorio senza nemmeno pensare a
soluzioni più efficaci ed integrali che aiutino l’economia messicana e
riducano il fenomeno, la liberalizzazione del commercio tra Usa, Canada e
Messico, spinta dal NAFTA o TLCAN (Trattato di Libero Commercio
dell’America del Nord firmato nel 1994), arriva al suo auge con
l’abbattimento delle tasse all’import-export, prevista da quest’anno anche
per tutti i prodotti agricoli.
Gli agricoltori nordamericani potranno così competere
“liberamente” con i messicani partendo da una superiorità storica in
termini di produttività e sovvenzioni statali 20 volte maggiori. E’ un
problema molto simile a quello che deve affrontare l’Unione Europea, in
cui l’agricoltura è altamente sovvenzionata, ogni volta che si propone una
negoziazione commerciale con i paesi africani che sfocia spesso in
frizioni diplomatiche. Nel caso nordamericano, questi fattori vengono
drammatizzati dalle carenze endemiche dell’agricoltura messicana, divisa
tra un’immensa massa di contadini “poco produttivi” e scarsamente
appoggiati dallo Stato, spesso costretti ad emigrare lasciando in patria
dei veri e propri “villaggi fantasma”, ed alcuni grossi produttori che
guardano con favore al business dell’esportazione di prodotti come
l’avocado o la frutta tropicale.
Il Ministro dell’Agricoltura, Alberto Cardenas, ha
annunciato degli stanziamenti addizionali di circa 30milioni di euro per
sostenere i piccoli e medi produttori di mais e fagioli in risposta alle
crescenti proteste popolari. Il Ministro ha affermato polemicamente che
già dall’anno scorso era stato proposto un dialogo nazionale
sull’agricoltura e che “tutti gli attori che oggi ripudiano le proposte
governative nel 2007 lodarono e riconobbero la risposta del ministero per
risolvere alcune delle questioni più annose”. Sempre in tono polemico con
i movimenti sociali pro-campo, lo stesso Cardenas aveva dichiarato,
dopo le manifestazioni del 31 gennaio, che non “era mai venuto a
conoscenza delle richieste concrete dei contadini” e che quindi non poteva
esprimere opinioni in merito.
Nonostante i finanziamenti si possano considerare un
semplice palliativo temporaneo e i tavoli di negoziazione tra i contadini
e il Governo siano appena stati aperti, le grandi proteste nazionali,
unite al costante rincaro del prezzo della tortilla che colpisce le
classi più povere, hanno potuto in qualche modo smorzare i toni sprezzanti
del ministro e portare al centro dell’attenzione il tema dell’agricoltura
bistrattata. Inizialmente le richieste sindacali e di categoria erano
orientate a una rinegoziazione del NAFTA, ma questo punto è stato scartato
per le difficoltà legali e la scarsa volontà politica. Ciononostante, come
dichiara la CNC (Confederacion Nacional Campesina) in un comunicato, “è
stato fatto un passo importante verso l’avvio di una discussione
costruttiva con le associazioni contadine e cittadine in favore della
sovranità alimentare, i diritti dei lavoratori e le libertà democratiche”.
Alle inquietudini della popolazione per i rincari negli
alimenti, si aggiungono anche due difficili questioni che restano aperte:
da una parte l’incremento esponenziale delle coltivazioni di mais
transgenico che non è ritenuto assolutamente affidabile per la salute
umana nel lungo periodo e sta provocando aspre reazioni in tutto il mondo,
e, dall’altra, il tema scottante dei biocombustibili, come l’etanol,
che stanno provocando l’aumento dei prezzi visto che si dedicano sempre
più terre coltivabili alla “benzina alternativa” e non per nutrire la
popolazione.