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26/02/2008
Il collettivo
AlterIta di Città
del Messico e la
comunità italiana
denunciano
l’indebito uso
commerciale della
canzone Bella Ciao!
in Messico e
Argentina
(Di Fabrizio Lorusso)
Come frutto del
rinnovato attivismo
politico e sociale
della comunità
italiana in Messico
ed in particolare
dei gruppi di
docenti di lingua e
cultura italiana in
questo paese, sono
state promosse
numerose iniziative
di sensibilizzazione
che lentamente hanno
suscitato
l’interesse di un
gran numero di
cittadini italiani e
messicani informati
attraverso il
quindicinale “Il
Sole d’Italia”,
giornale
completamente in
italiano stampato in
Yucatan, dal blog
dell’attivo
collettivo di
professori,
accademici e
giornalisti AlterIta
(1) (http://alteritamessico.blogspot.com/)
e dall’uso crescente
delle reti di
e-mail, utilissime
in una realtà fatta
di dispersione
geografica e
frammentazione.
I gruppi organizzati
degli italiani in
Messico, pur non
rappresentando una
maggioranza numerica
significativa, hanno
fatto sentire la
propria voce
pubblicamente in
diverse occasioni
guadagnandosi un
ruolo più
istituzionale,
legittimo e
accettato anche di
fronte agli
interlocutori
tradizionali come
l’Ambasciata, i
parlamentari eletti
all’estero, il
Comites (comitato
eletto che
costituisce il primo
livello di
rappresentanza degli
italiani all’estero)
e il CGIE (Consiglio
generale Italiani
all’Estero) (2). In
questo senso risulta
utile continuare con
questa opera
informativa e di
sensibilizzazione su
temi sociali e
politici che, se da
una parte esulano
dalla realtà
italiana in senso
stretto, dall’altra
sono invece
fondamentali per la
comunità italiana in
Messico e per altre
che seguono i
processi e gli
esperimenti in atto
in terra azteca.
In particolare,
l’iniziativa più
recente e meritevole
di diffusione
riguarda un
comunicato che sta
circolando in
Messico (firmato da
AlterIta)
denunciando una nota
multinazionale (Coca
Cola Company) che ha
recentemente
realizzato uno spot
televisivo il quale,
per promuovere il
suo nuovo prodotto
chiamato Aquarius
(lo riporto per
dovere di cronaca),
utilizza le note di
una celebre canzone
popolare italiana,
la conosciutissma
Bella Ciao!. Questo
spot é attualmente
trasmesso dai canali
televisivi
commerciali
messicani ed
argentini.
Già di per sé,
l’appropriazione di
una melodia popolare
per finalità di
lucro appare come
una scelta
discutibile in
quanto rappresenta
l’utilizzo di un
patrimonio
collettivo per un
puro e semplice
guadagno privato.
Questo caso
specifico ci fa
indignare visti i
protagonisti della
storia. Da un alto
la Coca-Cola Company,
dall’altro la
canzone Bella Ciao!
La prima è una nota
multinazionale degli
alimenti e delle
bevande, che ha
saputo in questi
anni diventare una
delle imprese più
presenti e ricche a
livello globale.
Tale compagnia ha
dimostrato spesso di
esserci riuscita a
scapito delle
comunitá produttive
e di consumatori dei
paesi in cui è
presente.
La seconda é una
traccia musicale e
della memoria
collettiva mondiale
ormai insostituibile,
parte del vasto
canzioniere della
guerra partigiana
contro il regime
fascista e contro
l’occupazione
nazista in Italia
durante la Seconda
Guerra Mondiale.
La canzone,
inizialmente diffusa
solo in certi
territori liberati
dalla lotta
partigiana, ha
tuttavia assunto un
ruolo da
protagonista nel
secondo dopoguerra,
attraversando lotte
e movimenti sociali
che in Italia hanno
costruito la sudata
democrazia che oggi,
ancora una volta, si
rimette in
discussone nel
contesto della
ricorrente crisi
politica italiana. E
seppur meno cantata
nell’Italia di oggi,
negli ultimi
vent’anni Bella Ciao!
ha attraversato mari
e monti per imporsi
come canto delle
resistenze e le
lotte per la
democrazia e contro
ogni fascismo nel
mondo intero. Oggi
Bella Ciao! si canta
in spagnolo in tutta
l’America Latina,
riuscendo a rompere
i muri che si
erigono sulle
frontiere visto che
gira anche una
celebre traduzione
all’inglese negli
USA. Non é la prima
volta, né sará
l’ultima, che questa
o molte altre
aziende si
appropriano di note,
linguaggi, modi,
saperi e desideri
che sono parte delle
specificità
nazionali e
culturali dei popoli
del mondo. Il
collettivo AlterIta
e i gruppi che
stanno aderendo alla
denuncia non
vogliono farsi
sorprendere dal
facile tentativo di
dimenticare, lasciar
perdere, far passare.
E’ quindi da
rifiutare
l’associazione di
Bella Ciao! ad
un’azienda le cui
pratiche commerciali
e lavorative sono
oggetto di
molteplici denunce
per violazioni dei
diritti umani in
diverse parti del
mondo e che, volente
o nolente, s’è fatta
portatrice di un
modello di consumo
pericoloso e di una
visione della vita
assolutamente falsa
e senza memoria. La
memoria che, invece,
desideriamo
sostenere è fatta di
dignità, pace e
libertà, nella
speranza che le note
di Bella Ciao!
possano continuare a
condurre questi
valori nei remoti
angoli del globo per
la costruzione di
meno spot televisivi
e più società giuste
e libere.
(1)
Il collettivo di
italiani in Messico
AlterIta è composto
da Carlo Almeyra,
Andrea Cirelli,
Manuela Derosas,
Matteo Dean,
Fabrizio Lorusso,
Edoardo Mora,
Barbara
Origlio.Tutti sono
professori di lingua
e cultura italiana
in Messico e
parallelamente
svolgono attività
accademiche,
giornalistiche e di
diffusione culturale.
(2)
Alcuni esempi:
raccolta di firme
contro la discussa
partecipazione
dell’Italia al
Festival Humanitas
di Oaxaca lo scorso
anno (http://www.articolo21.info/rassegne/generale21052007/Art00042.htm
e
http://www.infonodo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=11111&Itemid=58);
la promozione di
accordi etici per le
attività educative (http://indy-lo.ortiche.net/?q=node/3711);
l’invio di
comunicati e la
convocazione o
partecipazione a
conferenze su temi
politici importanti
(http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=5771);
infine l’appello
agli imprenditori
italiani in visita
in Messico (http://liguria.indymedia.org/node/703) |