Monarchia
martedì, 21 ottobre 2008 01:24:31
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Repubblica o Monarchia?

Circolo Bolivariano "José Carlos Mariategui" – Napoli (Italia)

Ogni tanto, in verità sempre più spesso, ci capita di leggere sui giornali, i principali giornali italiani, articoli infamanti, nella migliore delle ipotesi perversamente ambigui che dimostrano la fondamentale ignoranza e/o malafede, faciloneria, superficialità e assoluta assenza di etica degli estensori dei suddetti.

Da ultimo, in ordine di tempo, non di gravità, poniamo all'attenzione il caso del noto opinionista da 'prima pagina' Sandro Viola che nel suo articolo su "La Repubblica" del 8 ottobre 2008 "La lezione del re per i talk-show" professando la sua ammirazione/fascinazione per il Borbone Juan Carlos, pone nello stesso calderone il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Hugo Chávez, leader della rivoluzione venezuelana, processo di trasformazione socialista della società in pieno sviluppo, e la squalificata categoria dei rappresentanti politici in Italia. Concordiamo pienamente nel merito della critica sull'inutilità di certi nostrani talk-show, salotti ad uso e consumo dei vacui politicanti di turno, ma ciò che offende l'umana intelligenza è la assoluta pretestuosità con la quale il Viola – forse di vergogna? – tira in ballo per i capelli, la figura del Presidente Chávez. 

Ci viene il sospetto che il vero scopo non sia quello di mettere in evidenza la mediocrità dei rappresentanti istituzionali italiani ma di trovare l'occasione - in maniera demagogica, con accuse insultanti e totalmente gratuite perché prive di qualsiasi argomentazione - di infamare il corso politico venezuelano attraverso l'attacco macchiettistico e quindi poco serio, alla figura del mandatario bolivariano. L'aspetto palesemente ridicolo è che nell'articolo sono presenti profusioni di simpatia, stima, ed esaltazione quasi servile nei confronti dell'anacronistico real Borbone, cosa che ci fa un po' specie su una testata che, se le parole hanno ancora un senso, chiamandosi "La Repubblica" (forse sarebbe il caso di ribattezzarla "La Monarchia"?) dovrebbe avere un atteggiamento tendenzialmente più rispettoso nei confronti di un rappresentante del popolo eletto democraticamente alla presidenza passando per una decina di consultazioni elettorali, piuttosto che esaltare la figura del rappresentante della monarchia spagnola, che, notoriamente, come in qualsiasi monarchia, non è certo stato eletto da nessun popolo sovrano, ma che, anzi, deve la sua sovrana esistenza al dittatore fascista Francisco Franco.

Ci fa ulteriore specie notare - come non farlo! - che il suddetto Viola nella sua strumentale polemica, violando le più elementari regole deontologiche di un giornalismo che si rispetti, non si perita affatto di esplicitare il contesto in cui si è espressa "la reale" volgarità borbonica del porqué no te callas!? gridata nei confronti di Chávez, ovvero l'accusa di filogolpismo che il Presidente venezuelano stava rivolgendo nella riunione di chiusura del XVII Vertice Iberoamericana svoltasi nel novembre 2007 in Cile, all'allora Premier dello Stato spagnolo Aznar che non aveva avuto alcuna remora nel difendere il principale protagonista del colpo di stato in Venezuela dell'aprile 2002, Carmona Estanga, Presidente della Fedecamaras (l'equivalente della CONFINDUSTRIA italiana).

Risibile risulta poi la chiosa finale dell'articolo lì dove si afferma che Chávez sarebbe uno di quei personaggi indifferenti a quel che accade di serio nel mondo, la bocca spalancata e l'espressione tronfia per essere lì seduti ad uno o ad un altro talk-show; molto altro si può dire di Chávez tranne che non affronti argomenti di sommo interesse nei suoi lunghi interventi, appassionati, argomentati, schietti e diretti, relativi alle sorti dei popoli dell'America latina e del mondo, in qualsiasi caso, uno dei pochi leader mondiali che valga la pena davvero ascoltare, cosa che purtroppo, la nostra 'libera informazione' ancora non ci consente, ma in tutta evidenza anche questo è il segno dei tempi (a noi tocca leggere "La polemica" di Viola Sandro).

Tale atteggiamento deontologicamente squallido, in chiara malafede, ci porta inevitabilmente con forza a sospettare che questi articoli non siano casuali ma che abbiano una matrice comune, diretti da una campagna scientificamente organizzata di disinformazione, profumatamente finanziata da parte di organismi interni alla CIA, come il NED (National Endowment for Democracy) che hanno organizzato una vera e propria filiera giornalistica internazionale di cui fanno parte organizzazioni come la francese Rsf (Reporters sans frontières), il cui presidente Robert Menard, ha candidamente ammesso di ricevere annualmente finanziamenti per quattro milioni di dollari, una rete in cui, a questo punto, temiamo possa essere finita anche "La Repubblica" visti i numerosi precedenti di articoli ugualmente grossolani come quello di cui qui ci siamo occupati, ad esempio, i numerosi e "puntuali" reportages, dossier e quant'altro dall'America latina di Omero Ciai, altro evidente esempio di giornalismo di bassa intensità, deontologicamente inqualificabile; quello che ci sta a cuore sono i lettori di orientamento progressista che quotidianamente hanno come base di riferimento informativo il quotidiano La Repubblica, e la preoccupazione che questi possano in buona fede scambiare come obiettivi e 'ideologicamente neutri' articoli e reportages dall'America latina che probabilmente non sono altro, invece, che dispacci di agenzia della CIA e che, di conseguenza, non fanno altro che rappresentare l'interesse geopolitico, e ci si consenta il termine, imperialista del governo degli Stati Uniti.

Come conclusione, che altro di meglio ci può venire in mente se non investire Viola Sandro con un duro, durissimo ¿porqué no te callas tu?

Circolo Bolivariano "José Carlos Mariategui" – Napoli (Italia)

Napoli, 9 ottobre 2008

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