|
Ancora una volta la
Stampa, il giornale
della famiglia
Agnelli e della FIAT
esce con un articolo
che definire una
cretinata è poco.
Verrebbe da usare
ben altro termine,
che per rispetto dei
lettori non
utilizziamo.
L'articolo, che
riportiamo in calce,
si intitola "Chávez
contro l'alcol, il
popolo contro Chávez".
A parte la solita
stonante accusa di
populismo, che
dimostra tutta
l'ignoranza
dell'anonimo autore
(l'articolo non è
firmato) sulla
realtá venezuelana,
parteggiare per la
diffusione
dell'alcol è
veramente assurdo e
cretino.
L'alcol è di fatto
uno dei mali di
questo paese, la
causa di tanti
incidenti stradali e
non solo. Lo stesso
anonimo articolista
asserisce, in
chiusura
dell'articolo, che
il Venezuela è al
primo posto in
America latina per
il consumo di birra
e ai primissimi per
quello di alcolici
in generale. Allora,
non è normale che un
Governo serio pensi
di porre dei rimedi
ad uno dei peggiori
mali sociali del
proprio paese? Quale
modo migliore, se
non riducendo i
consumi? Di fronte
ad un male sociale
cosi evidente un
Governo che dovrebbe
fare? Starsene con
le mani in mano?
Oppure in nome del
Dio consumo (dell'alcol)
permettere che la
popolazione (la
parte dedita
all'alcol)
continui ad
ubriacarsi,
ammazzarsi ed
ammazzare? Non è logico intervenire
per tentare di
arginare il
problema?
Inoltre, per
continuare la tesi
dell'articolista che
scrive ignorando
totalemnte dei fatti
venezuelani, c'è da
aggiungere che lo
stesso vuole
attribuire dei
meriti o demeriti al
Governo Chavez,
quando in realtá
Chavez, in questo
caso, non ha nessun
merito visto che la
cosidetta "Ley Seca"
esiste da tempi
immemori! La Ley
seca, ossia la legge
che proibisce la
vendita di alcolici
in determinate
occasioni e periodi
non è stata emanata
oggi, ma è vecchia,
vecchissima! Si
informi,
l'articolista! Si
informi!
Il popolo contro
Chávez, titola
l'articolista. Credo
che neppure il più
ubriacone si sia
ribellato contro
Chávez e meno che
meno il popolo che
vede in questo
provvedimento
qualcosa di
veramente utile. Con
questo provvedimento
è daccordo chiunque,
soprattutto le
classi medie e
dell'opposizione,
che sono le più colpite dagli
incidenti stradali,
causati da
conducenti che
abusano con gli
alcolici.
Scrivere contro un
provvedimento che
limita la vendita
dell'alcol (non
proibisce,
semplicemnte ne
limita la vendita
nel tentativo di
ridurre l'abuso) è veramente una
cretinata. La colpa,
però, non è dell'articolista, ma
di chi permette che
cretinate, anzi
ridicolezze del
genere vengano fatte
leggere ai lettori,
ossia di un
direttore, che nella
foga di attaccare
Chavez, scade nel
ridicolo. In ogni
caso se
l'articolista ed il
direttore Anselmi
voglionoi cadere nel
ridicolo e farsi
ridere addosso sono
liberi di farlo.
Qualsiasi lettore sa
giudficare.
Comunque è da segnalare che
non è la prima volta
che questo giornale
attacca il
Venezuela, come piú
volte da noi
denunciato.
Terminiamo chiedendo
all'Ambasciatore
della Repubblica
Bolivariana del
Venezuela in Italia
di far sentire la
propria voce contro
un giornale che sta
sistematicamente
cercando di
screditare il
Governo Chavez ed il
Venezuela.
La email
dell'Ambasciata
della Repubblica
Bolivarina del
Venezuela in Italia
è la segunte:
embaveit@iol.it.
Inviatiamo i nostri
lettori ad unirsi a
noi in questa
rischiesta, inviando
una email
all'ambasciata con
la quale chiedere
una protestare
formale verso il
quotidiano "La
Stampa".
E se il Governo del
Venezuela se ne
uscisse con la "ridicolaggine"
di proibire la
vendita delle auto
FIAT in Venezuela?
Cosa ne penserebbe
il signor Anselmi,
direttore de La
Stampa? Ai signori
de La Stampa
chiediamo di
smetterla con questi
ridicoli articoli. |