|
Il climatologo
norvegese
Olav Orheim,
nella foto (1),
già presidente dell’Istituto Polare Norvegese ed attualmente
segretario esecutivo del “Anno Polare Internazionale della Norvegia”
in una intervista
rilasciata alla
agencia di stampa cinese xinhua ha avvertito il mondo che i ghiacciai
del Polo Nord potrebbero ritirarsi interamente già la próxima estate, se
si ripetessero le alte temperaturae raggiunte l'estate scorsa.
Orheim ha detto
chiaramente: “Il risultato
delle multiple osservazioni realizzate durante le settimane più calde
della scorsa estate ha evidenziato un calo della superificie totale dei
giacciai dell'Oceano Glaciale Artico fino a 3 milioni di chilometri. Tale cifra, prima dell'anno 2000 ammontava mediamente a 7,5 milioni di
chilometri, il che dimostra che a partire dall'anno 2000 si è accellerato il ritrmo del riscaldamento globale. La situazione va di male
in peggio" Ed ha aggiunto: "Se la temperatura media annuale di quest'anno
in Norvegia si mentiene ai livelli dello scorso anno, tutto lascia pensare
che la cappa di gelo del Polo Nord si ritirerà totalmente durante i giorni piu caldi dell'estate. E' molto probabile che
ciò accada". (2)
Queste le parole dell'illustre scienziato norvegese
che da oltre 40 anni studia i ghiacciai.
E’ un dato di fatto
incontestabile che i ghiacciai perenni del Polo Nord si stiano sciogliendo.
Lo scioglimento, dovuto al riscaldamento globale, sta avvenendo in una
maniera cosi veloce che è ormai avvertibile anche alla semplice analisi
delle foto satellitari scattate da un anno all’altro.
|

Foto del Polo Nord, 21/09/2005 |

Foto del Polo Nord, 16/09/2007 |
Come si può
osservare, è chiarissimo il ritiro dei ghiacciai del polo nord in soli due
anni. Ma tale effetto non è visibile solamente al polo nord, anzi in altri
luoghi della terra il fenomeno è ancora più accentuato.
|

Foto del Kilimanjaro scattata nel 1993 |

Foto del Kilimanjaro scattata nel 2000 |
La superificie dei
ghiacciai perenni del Kilimanjaro, la montagna più alta dell'Africa si è
ridotta dell'83% in soli 7 anni, fra il 1993 ed il 2000.
La causa?
La causa è da
ricercare nell'innalzamento della temperatura globale del pianeta. La
temperatura si innalza per vari motivi, alcuni indubbiamente naturali sui quali l'uomo non può intervenire, quali ad esempio il rilascio
nell'atmosfera del calore interno del pianeta o l'irraggiamento solare. Ma
accanto a tali fattori naturali, vi sono altri che stanno enormemente
accellerando il fenomeno, come l'enorme quantità di gas di scarico immessa nell'atmosfera a
causa dello sviluppo industriale; tra questi gas di scarico il più
incriminato è sicuramente l'anidiride carbonica (CO2).
Anche se alcuni scienziati, come
quelli al soldo della American Enterprise Institute (3) si affannano
a negare la relazione tra
gas di scarico, prodotti dal nostro sviluppo insostenibile
e l'innalzamento globale della temperatura, il
grafico sottostante che mostra, per gli ultimi 1000 anni,
la temperatura sulla terra e la quantità di anidride carbonica immessa nell'atmosfera, sembra confermare
pienamente la relazione.

Nel momento in cui sul
pianeta Terra si consolida l'attuale sistema economico capitalistico (a partire dal secolo XIX), basato sull'accumulazione ed il
consumismo sfrenato, inizia anche la crescita esponenziale dei gas di scarico,
(CO2) e della temperatura. Nel grafico sembra evidente la relazione fra
aumento delle immisioni di anidride
carbonica (in azzurro) ed innalzamento della temperatura (in rosso).
Mentre politici e capi di
stato di tutto il mondo perdono tempo in chiacchiere inutili, la terra, il
nostro unico pianeta, sta subendo trasformazioni che stanno mettendo a
rischio la sopravvivenza della specie umana e della vita intera sul
pianeta.
In tempi molto brevi,
questione di pochi decenni e forse pochi lustri, lo scioglimento dei
ghiacciai dei poli determineranno l'innalzamento degli oceani di almeno un
metro, con la conseguenza che la maggior parte delle attuali città costiere saranno sommerse dalle acque. Tra il 15% ed il 20% della
popolazione mondiale, ossia circa un miliardo di persone, sarà costretta a spostarsi
e cercare nuovi spazi,
nuove città dove vivere, con tutte le conseguenze immaginabili.
Francamente non sappiamo
se la situazione è irreversibile, ma è certo che fino a quando ci sarà l'attuiale sistema economico capitalistico sul pianeta
terra, la
situazione andrà di male in peggio.
Attilio Folliero,
LPG, Caracas,
07/03/2008
Note
(1) Le foto a corredo dell'articolo sono di fonte
agencia cinese xinhua (Dr.
Olav
Orheim,
in alto a sinistra, e le due foto del polo nord) e
wikipedia (le
restanti tre). Ritornare
(2)
Il testo dell''intervista a
Olav Orheim è
di fonte
xinhua (nostra traduzione dallo spagnolo). Ritornare
(3) La
American Enterprise Institute è un istituto di ricerca fondato dalla Exxon.
La
Slynation ha accusato la Exxon di aver fondato questo Istituto di
ricerca allo scopo di finanziare scienziati impegnati a confutare la tesi
del cambiamento climatico. Leggasi a tal proposito l'articolo "La
Exxon Mobil all'attacco del Venezuela" Ritornare |