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Guardando i TG
italiani ed i media
di tutto il mondo ci
si rende conto della
realtà, cioè che
sono tendenti a
creare terra
bruciata attorno a
Chavez e, di fatto,
a spaventare quanti
potrebbero
imbarcarsi verso una
simile avventura: il
socialismo.
La realtà virtuale (quella
dei media) è
profondamente
differente dalla
realtà, quella vera,
reale che viviamo a
Caracas. Io vivo a
Caracas ed anche per
ragioni
giornalistiche cerco
di partecipare a
tutte le marce,
anche quelle di
opposizione. Le
fantomatiche marce
degli studenti di
opposizione non
riesco proprio a
vederle.
Quello che si vede
in Italia non esiste.
L'opposizione
venezuelana non
esiste è solo
virtuale. Se in
Venezuela non ci
fossero le TV di
proprietà
dell'oligarchia che
trasforma una
piccola marcia di un
gruppuscolo
insignificante (numericamente)
di studenti di
opposizione io, che
vivo a Caracas, nel
centro di Caracas, a
lato dei grandi
ministeri, del
parlamento, non mi
sarei mai accorto di
niente! Quando vedo
nelle TV (degli
oligarchi) queste
favolose ed immense
marce di opposizione
spesso corro a
cercarle per
registrale!
Ti assicuro che la
partecipazione è
alquanto scarsa,
riducendosi a poche
migliaia, a volte
poche centinaia, a
volte decine di
partecipanti.
Ieri (03/11/2007)
l'opposizione ha
iniziato la campagna
contro la riforma
della costituzione
con una "grande
marcia" con comizio
conclusivo in
Avenida Victoria.
A Caracas esiste un
grande viale,
Avenida Bolivar,
oltre due chilometri,
luogo dove conclude
sempre le
manifestazioni
Chavez; sempre piu
spesso questo grande
immenso spazio è
insufficiente a
contenere la gente
che partecipa alle
manifestazioni di
Chavez, tanto che
per la prima volta
(credo al mondo) lo
scorso anno in
occasione della
chiusura
della campagna
elettorale
presidenziale la
folla annunciata era
tale che i
partecipanti furono
dirottati in 5 o 6
grandi spazi di
concentrazione ed il
candidato
presidenziale
(Chávez) è andato a
parlare in ognuno di
questi spazi. Per
fare un paragone con
Roma: immaginate
tanta gente
concentrata per dire
in 5 punti (Piazza
della Repubblica,
San Giovanni, Piazza
Spagna, Piazza
Navona, Piazza San
Pietro) ed un Prodi
a bordo di un'auto
che va a tutte
queste piazze
strapiene di gente.
Lo scorso anno
Chávez fu costretto
a fare ciò.
L'opposizione non
usa mai neppure una
delle 5 piazze/luoghi
di concentrazione
utilizzati da Chavez!
Non può
permetterselo. Ieri
è andata a cercarsi
una concentrazione
finale in avenida
Victoria, una strada
praticamente
insignificante per
grandezza e pur
trattandosi di
manifestazione
nazionale (sic) non
solo ha utilizzato
un luogo di
concentrazione
insignificante, ma
le stesse Tv
oligarchiche hanno
dovuto chiudere il
collegamento prima
delle dodici (sic e
contrasic!!!) per
non mostrare la
ridicolaggine
esistente, i 4 gatti
presenti. Anzi la TV
Venevision, quella
di Cisneros, socio
di Berlusconi e Bush
padre, per non
cadere nel ridicolo,
dopo il primo
collegamento
patetico
successivamente ha
del tutto snobbato
la manifestazione.
Solo Globovision ha
trasmesso fino alla
fine.
Se questa è la
partecipazione ad
una marcia nazionale
di tutta
l'opposizione,
immagina quale può
essere la
partecipazione di
una marcia di
studenti, dei
quattro figli di
papà della
oligarchia!
Circa lo
smantellamento del
diritto allo studio
con Chavez, di cui
parlano spesso i
media in italia è
cosa del tutto
assurda. Invitiamo a
leggere l'articolo:
L'Università arriva
a Cocorote dove
ci si può conto di
quanti soldi spende
lo stato venezuelano
per l'educazione: un
quarto del bilancio!
Esiste al mondo un
altro stato che
spende un quarto del
bilancio statale in
educazione? A voi la
risposta.
Ma al di la dei
numeri, è
inevitabile
sottolineare che in
questo paese prima
di Chavez governi
dittatoriali e
governi democratici
(che qui era
sinonimo di
dittatura; e' sotto
i governi
democratici di
Betancurt che sorge
la figura dei
desaparecidos in
America Latina; si
parla giustamente -
e fin troppo poco -
dei 3.000
desaparecidos della
dittatura di
Pinochet o dei
30.000 desaperecidos
argentini e si
dimenticano le
decine di migliaia
di desaparecidos in
Venezuela, dei
diecimila - forse -
morti del caracazo
del 1989) adottavano
la politica di
chiudere le scuole,
soprattutto quelle
tecniche. Le
Università erano
poche ed ottime,
come la USB, che non
aveva e non ha
niente da invidiare
ai più importanti
campus universitari
degli Usa, d'Italia
e del mondo. Peccato
che questa, come le
altre poche
esistenti, erano
destinate a poche
centinai di studenti,
figli della
oligarchia. Oggi -
ripeto l'invito a
leggere "Cocorote"
con Chavez la
situazione è
cambiata o sta
cambiando.
La risposta ad
un'ultima
inquietudine:
l'elezione
presidenziale a vita!
Niente di più falso;
la riforma non
prevede nessuna
elezione
presidenziale a vita.
I carichi vitalizi
qui non sono ammessi,
come in Europa...
vedasi il re di
Spagna o
d'Inghilterra o in
Italia Andreotti,
ininterrottamente al
potere dal 1945 o un
Napolitano (per
citare una persona
che mi sta simpatica
...) che bazzica nei
palazzi del potere
da sempre. O non è
così?
La riforma prevede
semplicemente che
una persona possa
candidarsi a
presidente della
repubblica tutte le
volte che lo
desidera; ovviamente
deve avere
l'appoggio del
popolo sia per
potersi candidare ed
un appoggio ancora
maggiore per poi
essere eletto.
Perchè in Francia un
cittadino sulla
carta (la
Costituzione) ha la
possibilità di
candidarsi quante
volte vuole e qui
no? Dove sarebbe la
dittatura?
Tra l'altro, in
Venezuela, una
persona non solo per
essere eletto deve
avere l'appoggio
maggioritario del
popolo, come in
tutte le democrazie,
ma è l'unico paese
al mondo dove esiste
la possibilità di
revocare il
presidente eletto a
metà del mandato
presidenziale, basta
che lo richiedano
solamente un 20% di
elettori. E tale
regola riguarda
tutte le cariche di
natura elettiva. Se
fosse esistita una
regola del genere
negli USA? Il signor
Bush con indici di
popolarità
bassissimi non
sarebbe stato
revocato se fosse
esistita realmente
questa possibilità
del referendum negli
USA? A voi la
riflessione.
In Venezuela
l'opposizione non ha
neppure il 20% reale,
perchè se lo avesse
avuto, pochi mesi
fa, in occasione
della raccolta delle
firme per indire il
referendum
revocatorio
contro parlamentari,
sindaci, governatori,
consiglieri a tutti
i livelli...
l'opposizione non
solo non ha potuto
revocare nessuno, ma
addirittura nella
maggior parte dei
casi neppure ha
pensato di iniziare
la raccolta delle
firme perchè sapeva
che non avrebbe mai
e poi mai avuto la
forza di convincere
il 20% degli
elettori della
circoscrizione! Gli
unici referendum
sono scattati contro
un parlamentare ed
alcuni sindaci del "chavismo"
proposto dagli
stessi chavisti per
liberarsi di
chavisti
incompetenti o
corrotti.
Questa è la realtà
vera, non la realtà
virtuale che viene
proposta dai media
italiani e del mondo
per demonizzare il
socialismo.
Per i media del
mondo, controllati
dall'oligarchia
mondiale, e che con
la caduta del muro
di Berlino avevano
osannato non la
sconfitta del
comunismo e del
socialismo reale (nessuna
sconfitta perchè
quei modelli non
erano né socialismo
realizzato né tanto
meno comunismo) ma
alla vittoria
dell'ideologia del
capitalismo, Chávez
dà fastidio perchè
ha ripreso in mano
la bandiera del
socialismo, un
sistema economico
differente ed
alternativo al
capitalismo
imperante ovunque,
anche in Venezuela.
Quando il socialismo
sembrava per i
grandi media morto e
sepolto, spunta
Chávez ed è questo
che dà fastidio.
L'oligarchia farà di
tutto per farlo
fuori, per far fuori
il modello che lui
propugna e pertanto
deve screditarlo in
tutti i modi. Ora
sta alla
intelligenza delle
persone non
limitarsi ad
ascoltare ciò che
dicono i media
ufficiali, ma ad
andare alla fonte.
Oggi Intenet
permette tutto
questo ed è anche
per questo che
iniziano a pensare
ad una limitazione
di Internet; in
Italia si è parlato
di una
regolamentazione per
esempio.
Chavez invece sta
lottando
disperatamente
contro le
multinazionali per
diffondere Internet
a tutte le
latitudini, anche a
Cuba, dove per i
media italiani e
mondiali la mancanza
di Internet è dovuta
alla repressione del
dittatore Fidel
Castro. A tal
proposito invito a
leggere un articolo
proprio su tale
questione:
Chávez e lo sviluppo
di Internet in
America Latian e a
Cuba.
E' fondamentale per
il proletariato
mondiale saper
utilizzare e
conoscere Internet.
Altro che reprimerlo!
AF, Caracas,
04/11/2007
PS Se la marcia
nazionale di ieri
dell'opposizione
avesse avuto un
minimo di successo,
oggi i quotidiani di
opposizione
avrebbero la foto a
nove colonne, in
prima pagina;
considerato che tale
marcia nazionale è
stata un fracasso
enorme 'El
Universal', per
citare uno, ne da
notizia in fondo
alla prima pagina,
rimandando poi alle
pagine interne! In
Venezuela cercasi
opposizione a Chavez
disperatamente. |