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Tra gli annunci
fatti da Hugo
Chávez, durante
l'ultima visita a
Cuba, vi è uno che è
stato del tutto "dimenticato"
dai grandi media.
Chávez ha annunciato
di aver firmato un
decreto
presidenziale per la
creazione di una
impresa mista
cubano-venezuelana,
che avrà per
obiettivo installare
e mantenere un
sistema di
telecomunicazioni
fra i due stati.
Inoltre, ha
annunciato che il
lancio del satellite
venezuelano "Simon
Bolivar",
previsto ad agosto
2008, servirà per
incentivare le
telecomunicazioni ed
alleviare, in
qualche modo, la
dipendenza dalle
multinazionali, non
solo del Venezuela,
ma anche degli altri
paesi dell'America
Latina. In sostanza,
questa nuova impresa
mista ed il lancio
del satellite
venezuelano
serviranno per
sviluppare le
telecomunicazioni ed
Internet,
soprattutto a Cuba,
dove a causa del
blocco economico
targato USA, questo
servizio è
costosissimo ed è
poco sviluppato.
Hugo Chavez è
tenacemente
impegnato nella
diffusione di
Internet; sa bene
che Internet, base
della consocenza e
della formazione
delle coscienze, è
un'arma potente
nelle mani del
proletariato, per
cui è deciso a
svilupparne la
diffusione. Non è un
caso la
nazionalizzazione
della CANTV, la
impresa venezuelana
delle
telecomunicazioni:
uno degli obiettivi
è proprio quello di
portare Internet e
l'ADSL, l'alta
velocità, in ogni
angolo del paese,
cosa che la impresa
privata
difficilmente poteva
fare. Tutti sappiamo
che una impresa
privata sviluppa e
porta un servizio
solo nelle zone ove
è conveniente
economicamente;
ossia una impresa
privata essendo
fondata unicamente
sul profitto, non
porta, ad esempio
Internet e l'alta
velocità ad un
paesino di pochi
abitanti, magari
sperduto tra le
montagne delle Ande,
o la foresta
dell'Amazzonia o
nell'immensa pianura
venezuelana perchè
per essa rappresenta
più spese che
introiti.
E' una regola che
ovviamente non vale
solo per il
Venezuela, ma per
tutto il mondo,
compresi i paesi
sviluppati. A tale
regola non sfugge,
ovviamente, nemmeno
l'Italia, paese
tecnologicamente
avanzato, dove
l'alta velocità
esiste da anni. La
Telecom Italia, però,
è una multinazionale,
presente in oltre 40
paesi del mondo,
compreso il
Venezuela attraverso
la Digitel Tim, e
non sfugge alla
regola del servzio
fornito solo se
altamente
remunerativo. Ampie
zone d'Italia non
hanno l'alta
velocità. La prova?
Basta entrare alla
pagina di
Alice ed
inserendo,
nell'apposito spazio,
un qualsiasi numero
di telefono si può
verificare se nella
zona del numero
inserito è
disponibile il
servizio ADSL.
L'ADSL, l'alta
velocità, in Italia
non è attivata
ovunque.
L'esclusione, però
non riguarda
solamente i piccoli
paesini sperduti
nelle alpi o negli
appennini, cosa di
per sé criticabile,
in quanto esclude e
discrimina i
cittadini, in base
alla zona di
residenza. Basta
inserire il numero
di telefono di una
media città
italiana, qual'è ad
esempio Lucera, in
provincia di Foggia,
oltre 30.000
abitanti (tra i 500
Comuni più grandi
d'Italia, su 8.101)
per rendersi conto
che l'alta velocità
è arrivata solamente
nelle grandi città.
Infatti, inserendo
un numero telefonico
di Lucera otteniamo
la seguente risposta:
"Siamo spiacenti, ma
il numero telefonico
inserito non è in
una zona in cui il
servizio ADSL è
disponibile". E non
e' finita! Viene
aggiunta la seguente
informazione: "Se
vuoi collegarti ad
Internet h 24 in
modalità dial-up,
richiedi Teleconomy
Internet. Con la
linea telefonica di
base (RTG) navighi
fino a 56kb/s
pagando solo 12 ? al
mese (IVA inclusa).
Con la linea ISDN,
utilizzando entrambi
i canali, navighi
fino a 128kb/s,
pagando solo 24 ? al
mese (IVA inclusa)".
Mentre in Italia ci
sono zone, dove i
cittadini navigano
alla stratosferica
velocità di 20 mega,
a Lucera, che non è
proprio un villaggio
di quattro gatti,
sperduto e
dimenticato da Dio
si naviga a 56kb! La
causa? Semplice! Per
la grande
multinazionale
Telecom Italia (cosi
come qualsiasi altra
multinazionale del
mondo) al momento
non è ancora
economicamente
conveniente servire
con l'ADSL, una
media città ialiana
qual'è Lucera.
Al Ministro italiano
delle
telecomunicazioni
chiediamo se sia
lecito che una
multinazionale come
la Telecom lasci una
media città
italiana, come
Lucera, senza l'adsl?
E c'e di piu'! Nel
precedente governo,
quello di Berlusconi,
che ha lasciato il
potere solamente 500
giorni fa circa,
c'era tra i ministri,
un tale Stanca,
vicepresidente
mondiale della IBM,
nativo proprio di
Lucera e chiamato ad
informatizzare la
pubblica
amministrazione
italiana, quindi
anche quella di
Lucera.
Se non ci riesce il
vicepresidente
mondiale della IBM,
in funzione di
ministro, a far
arrivare l'alta
velocità a Lucera,
chi debbono invocare
i lucerini? Hugo
Chávez?
In Venezuela
l'obiettivo della
nuova CANTV, dopo
aver ridotto le
tariffe telefoniche
dal 10 al 30% (rcordiamo
che la
nazionalizzazione è
avvenuta di fatto il
primo giugno di
quest'anno) è di
arrivare entro la
fine di quest'anno a
collegare ad
Internet un milione
di computer (dai
circa 100.000 di
inzio anno). Una
impresa pubblica non
ha per obiettivo il
profitto, ma cerca
di servire le utenze,
cerca di portare il
servizio (qualunque
esso sia) a tutti i
cittadini,
indipendentemente
dalla sua
collocazione
geografica o se vive
in una zona
economicamente non
conveniente.
È
possibile che il
Venezuela, questo
paese
sottosviluppato, in
cui l'ADSL è
arrivata solo
quest'anno, finisca
per portare l'alta
velocità a ogni
cittadino prima che
il grande paese
super sviluppato,
qual è l'Italia, a
causa della presenza
di una società
telefonica
multinazionale,
presente in oltre 40
stati del mondo, che
nega l'alta velocità
a una parte
consistente di
cittadini italiani
solamente perchè
vivono in zone non
convenienti
economicamente.
Anzi, c'e il rischio
concreto che la
tanta criticata
Cuba, per la sua "feroce
dittatura" che
reprime la libertà e
la diffusione di
Internet, possa
arrivare a portare
l'alta velocità a
tutti i cittadini,
prima dell'Italia.
Tale rischio è serio
proprio per
l'accordo firmato da
Chavez nella sua
ultima visita a
Cuba.
Che strano che
nessun media
occidentale ne abbia
parlato! Ancora più
strano che il
Corriere della Sera,
abbia tirato fuori
la storia dei
ragazzi della
Generazione Y il
giorno dopo la
visita di Chavez a
Cuba.
I
ragazzi della
Generazione Y si
fingono stranieri
per entrare nei
grandi hotel,
riservati appunto
solo agli stranieri
ed unici ad avere un
accesso alla rete,
ovviamente
costosissimo, a sei
dollari l'ora. Oggi,
a Cuba, degli undici
milioni di abitanti
(dice il Corriere ed
è vero) solo 200.000
accedono ad internet.
Però nulla dice
circa le cause
dell'alto costo di
accesso e della
scarsa diffusione
dela rete. Per il
Corriere, ovviamente
è colpa della
dittatura che
censura e reprime
l'accesso a
Internet.
Nessun'altra causa?
Leggendo
quell'articolo del
Corriere, c'è
qualcosa che non
quadra! Parla di
questi ragazzi che
clandestinamente
navigano in Internet
e scrivono i loro
blog al fine di
comunicare al mondo
la situzione di
Cuba; sfindano la
feroce repressione e
corrono il rischio
concreto di finire
in galera, se
scoperti.
I
blog della
Generazione y
che ha segnalato il
Corriere, per
esempio
http://www.desdecuba.com/generaciony/
non sono anonimi!
C'e il nome e
cognome della
titolare del blog,
la sua età, il suo
titolo di studio, la
città di residenza,
il link al giornale
dove lavora "Consenso"
e perfino la sua
foto! Che razza di
regime c'è a Cuba?
Il regime di
Pulcinella? Sta
dittatura c'è o non
c'è? Vorrei capirci
qualcosa per cui
chiedo ad
Alexandra Farkas,
l'autrice
dell'articolo, che
scrive da New York e
che immagino sia
stata a Cuba
centinaia di volte e
la conosce meglio
delle sue tasche (forse
solo Angela
Nocioni conoce
Cuba meglio di lei)
di farmi capire. Sti
ragazzi sfuggono
alla feroce censura,
fanno tutti sti giri,
travestimenti per
entrare in Hotel per
stranieri, lavorano
due settimane per
pagarsi una ora di
Intenet per andare a
farsi un blog su un
Server all'estero e
poi nel blog
lasciano nome,
cognome, indirizzo,
lavoro e foto come
se niente fosse. Ma
come? Sto regime
cosi feroce che è
stato capace di
vendere a Hugo
Chavez lampadine
superspaziali con
all'interno una
telecamera che
spiava tutte le case
dei venezuelani ed
ora sti ragazzi
della Generazione Y
firmano
tranquillamente i
loro blog antiregime,
lasciano le loro
foto, e non hanno
paura della feroce
repressione, della
galera?
Per chi non lo
sapesse il governo
veneuzelano ha
adottato una
politica, unica al
mondo, per il
risparmio energetico,
capace di sostituire
gratuitamente le
lampadine normali di
tutte le famiglie
venezuelane con le
costose lampade a
risparmio energetico;
queste lampade sono
il frutto di una
collaborazione con
Cuba e l'opposizione
venezuelana non
avendo argomenti per
attaccare questa
politica, apprezzata
da tutti, anche dai
detrattori di Chavez,
inventò che il vero
motivo di queste
lampadine era da
ricercare nel fatto
che servivano per
spiare le famiglie
venezuelane!
All'interno c'era
una sofisticatissima
telecamera che
inviava direttamente
i dati a Fidel
Castro, il quale, lo
scorso anno pur
moribondo, dalla sua
camera di ospedale
ricevava
direttamente sul suo
computer (immagino)
i dati di tutte le
famiglie venezuelane
e poteva così venire
a sapere tutto di
tutti i venezuelani!
E' grazie a questi
argomenti che
l'opposizione
politica venezuelana,
ormai vive solo nei
ricordi della gente
e nei sogni dei
padroni di
Globovision e
comnpagnia: è
letteralmente
sparita!
Per
la cronaca, uno dei
blog segnalati dal
Corriere è di una
ragazza (foto a
lato, tratta dallo
stesso blog) di nome
Yoani Sánchez,
classe 1975,
laureata in
Filologia, residente
a la Habana ed
indica perfino il
luogo di lavoro ...
C'è qualcosa che non
quadra in questa
dittatura cubana: "ferocissima
e repressiva",
che impedisce la
diffusione di
Internet .. e gli
oppositori aprono e
scrivono blog contro
il regime, lasciando
ogni evidenza per
essere rintracciati.
Non solo! Sta feroce
dittatura che fa di
tutto per reprimere
la libertà e
Internet firma
accordi con Chavez
per ... portare
finalmente Internet
a tutto il popolo
cubano. |