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Attilio Folliero,
LPG, 08/11/2007
In Venezuela il vero
problema non è la
riforma in sè, ma la
lotta di classe: da un
lato una maggioranza
consolidata, che si
raccoglie attorno ai
principi del
socialismo, proposto
da Hugo Chavez e
dall'altro la
minoranza
oligarchica e le
classi proprietarie
che si oppongono con
tutte le forze, con
tutti i mezzi.
Per capire realmente
la situazione è
necessario
considerare anche
l'elemento
internazionale. La
riforma
costituzionale in
Venezuela ha
attirato
l'attenzione e
l'avversione di
tutte le oligarchie
del mondo, di qui la
forte concentrazione
di notizie verso il
Venezuela in tutti i
media del mondo,
tutte ovviamente
tendenti a parlar
male di Chávez e
della riforma.
La riforma in
Venezuela ha un
forte connotato
internazionale: i
principi proposti
creeranno un
precedente per tutto
il proletariato
mondiale, per cui
una volta approvati
in Venezuela, i
proletari del mondo,
soprattutto dei
paesi sviluppati,
avranno un modello
da seguire per le
loro rivendicazioni.
La riforma in
Venezuela si fonda
su alcuni principi,
che apporteranno
notevoli benefici al
popolo ed alle
classi subalterne:
-
in tema di
miglioramento della
qualità della vita,
la giornata
lavorativa passerà
dalle attuali 44 a
36 ore settimanali,
per massimo 6 ore
giornaliere nelle
imprese la cui
produzione è a ciclo
continuo, dove verrà necessariamente
introdotto un quarto turno. Se
passa la riforma in
Venezuela i
lavoratori italiani
e di qualsiasi paese
del mondo che
lavorano su tre
turni negli
altiforni, per
esempio, saranno
fortemente e
giustamente indotti,
visto il precedente,
a richiedere la
diminuzione
dell'orario di
lavoro e la
ristrutturazione
della giornata
lavorativa su
quattro turni,
invece dei tre
attuali. E' chiara
l'implicazione
mondiale e
l'avversione delle
oligarchie di tutto
il mondo.
-
Sempre in tema di
sicurezza sociale,
ci sono numerosi
miglioramenti anche
per i lavoratori
autonomi, per
esempio i tassiti,
gli artigiani, i
venditori ambulanti...
che saranno dotati
di un fondo di
sicurezza,
finanziato a metà
dallo stato, con cui
saranno dotati degli
stessi diritti di un
lavoratore
dipendente: ferie,
malattie e vacanze
retribuite, pensione
e numerosi altri
benefici, come il diritto al
mutuo a tasso agevolato,
cestaticket ...
-
Altro fondamentale
cambio strutturale:
l'eliminazione
dell'autonomia della
Banca Centrale.
L'autonima della
Banca Centrale, in
qualsiasi paese del
mondo, è pura
ipocrisia, in quanto
il banco centrale è
si autonomo verso le
autorità governative
del paese, ma è
completamente
dipendente dal Fondo
Monetario
Internazionale e
dalla Banca Mondiale.
La stessa ipocrisia
accade in Italia ed
in tutti gli altri
paesi del mondo. Con
la riforma si
afferma il principio
della indipendenza
dagli organismi
internazionali (FMI
e BM), mentre perde
l'autonomia interna.
-
Altro fondamentale
principio previsto
da questa riforma,
che fa tremare
moltissimo le classi
oligarchiche di
tutto il mondo: una
reale ed effettiva
riduzione del potere
delle autorità, a
qualsiasi livello,
presidente compreso,
a favore di un reale
potere del popolo;
il popolo
organizzato avrà non
solo più potere
politico, ma anche e
soprattutto potere
economico; sarà il
popolo che gestirà
direttamente una
serie di attività ed
investimenti. Dalla
democrazia
rappresentativa si
passa ad una reale
protagonismo diretto
di democrazia
partecipativa, cosa
che fa tremare anche
alcuni governatori
ed alti esponenti
dello stesso partito
di Chávez, che di
fronte alla forte
perdita di potere,
si stanno ribellando
(Ramon Martinez,
Governatore dello
Stato Sucre e
Didalco Bolivar,
Governatore dello
Stato Aragua). Tali
principi, una volta
ammessi
nell'ordinamento
venezuelano,
determineranno la
forte riduzione del
potere di tutte le
autorità, compresa
quella presidenziale
a favore del popolo;
ovviamente ciò
spaventa anche le
oligarchie e le
classi politiche di
tutto il mondo.
-
La nuova geografia
umana punta a
riorganizzare la
societa al fine di
migliorare la
qualità della vita
nelle grandi città,
che oggi affogano
nel traffico e
nell'assembramento
umano. La gente si
sposta verso le
grandi città perchè
lì trova tutti i
servizi. La nuova
costituzione prevede
che tutte le zone,
anche quelle rurali,
interne, e
fortemente isolate,
possano svilupparsi,
al fine di offire a
tutti i cittadini i
servizi e le
opportunità di cui
hanno bisogno, senza
necessità di
spostarsi per andare
a cercarli nelle
grandi città. In
questo modo si
eviterà la pressione
umana sui grandi
agglomerati urbani,
permettendo il
miglioramento della
qualità della vita
dei cittadini. In
Italia, tale
principio non
sarebbe accettato
facilmente: città
che di fatto
perderebbero
importanza, non
tollererebbero una
simile situazione;
ricordiamo che ci
furono grandi
rivolte solamente
perchè una città
perse il ruolo di
capoluogo (Rivolte
di Reggio Calanbria
nel 1970);
immaginiamo cosa
possa significare
riordinare tutti i
servizi in modo da
assicurarli anche ai
piccoli centri; un
tribunale, un
ospedale, una scuola,
una fabbrica anche
in un luogo isolato,
con la conseguente
perdita di
importanza
dell'attuale città,
appare normale che
la perdita di
privilegi non
aggrada a qualcuno.
Ciò favorirà da un
lato lo sviluppo di
un'area arretrata,
dall'altro rende la
vita più umana e
vivibile sia alla
popolazione della grande città,
che a quella del
piccolo centro
isolato.
-
Altro importante
aspetto della
riforma: la reale
uguaglianza di tutti
i cittadini,
qualunque sia
l'origine; la
riforma riconosce
che il popolo
venezuelano è il
frutto di una
mescola di tre
grandi ceppi:
l'indigeno,
l'europeo e
l'afrodiscendente.
Di conseguneza una
reale uguaglianza
dei tre cepppi.
Anche questi
principi egalitari
avranno forti
influenze
internazionali;
pensiamo ai paesi a
forte immigrazione,
dove i ceppi di
origine africana,
per esempio o
asiatica, saranno
invogliati a
reclamare,
giustamente, una
reale uguaglianza.
E' dunque chiaro
perchè le oligarchie
mondiali ed i media
mondiali hanno
incrementato la loro
attenzione verso il
Venezuela, ed è
cresciuto il numero
di articoli che
tendono a parlare
male di Chávez, al
fine di screditarlo.
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