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Come è a
conoscenza di tutto il mondo, Hugo Chávez vincerà le
prossime elezioni del 3 dicembre;
nessuno, ma neppure il più convinto degli oppositori
pensa di poter vincere questa elezione. L'elezione di
Chávez è dunque ampiamente scontata. La campagna
elettorale dell'opposizione, in cui comunque gli USA
(si gli USA!) hanno investito un
sacco di dollari, in realtà è
molto blanda ed è portata avanti senza convinzione
proprio perchè tutti sanno che non possono vincere;
tutti sanno che il popolo è dalla parte di Chávez.
I candidati alla presidenza sono
tanti: 21 quelli ancora in lizza; ma di questi a parte Chávez, solo Manuel
Rosales e Benjamin Rausseu, noto comico conosciuto con il soprannome di Conte
del Guachero hanno qualche punto percentuale. Il Conte terzo nei sondaggi non
raggiunge il 2%; il secondo dei contendenti, Manuel Rosales, il cosidetto
candidato unico dell’opposizione partiva con una base di circa il 30%; a tanto
ammontava, più o meno, la somma di tutti i partiti di opposizione, stando ai
sonfaggi di inizio agosto, periodo del lancio delle candidature. Col passare dei
giorni, questa percentuale si è via via assottigliata e Rosales oggi è dato a
non più del 15/17%.
Rosales è un unomo solo, sempre
più solo; il suo comando di campagna, costituito dai principali rapprsentanti
dei partiti di opposizione ormai da tempo hanno smesso di accompagnarlo. Per non
bruciarsi completamente, i suoi compagni di campagna, tra i quali importanti
esponenti dell’opposizione, come Julio Borges e Teodoro Petkoff, preferiscono
non farsi vedere o fotografare assieme a lui. La sua assoluta solitudine è
l’aspetto prevalente della campagna elettorale del candidato di opposizione. Lo
scorso fine settimana ha annullato le manifestazioni previste nello Stato Lara,
adducendo motivi metereologici avversi; la verità è probabilmente un’altra: la
assoluta mancanza di partecipazione popolare ha convinto il candidato a
desisdere dall’idea di organizzare manifestazioni nello Stato Lara, fortemente
schuierato col Presidente Chávez.
L’unica nota di questa campagna
viene dalle enormi manifestazioni che accompagnano ogni uscita del Presidente in
carica. Qui, in Venezuela quasi ogni settimana si assiste alla inaugurazione di
qualche grande opera pubblica: una linea della metropolitana a Caracas o di
qualche altra grande città; una linea ferroviaria; un liceo; una universita; un
grande impianto per la produzione dell’energia dell’elettrica; un impianto di
acqua potabile; un ponte ... tutte opere gigantesche che neppure l’opposizione
più retrogade (quella della televisione commerciale) riesce più a dire che si
tratta di operazioni elettoralistiche. L’inagurazione imminente del secondo
Ponte sull’Orinoco, equivalente per grandezza al Ponte di Messina, per fare un
esempio, i cui lavori sono iniziati anni fa e per pura coincidenza terminati in
questo momento di campagna elettorale, nessuno può permettersi di dire che la
sua inaugurazione è una operazione elettoralistica.
L’unica stupidezza che riescono
a dire, sempre e solo i mezzi di informazione commerciale, è che si tratta di
lavori progettati dai governi precedenti a Chávez. Si, è vero! Molte di queste
opere erano state pensate 30 o quaranta anni fa, ma nessuno si era sognato di
realizzarle concretamente. Era necessario l’arrivo di Chávez, che con la sua
politica è riuscito a far si che gli ingenti fiumi di dollari derivanti dalla
vendita del petrolio e delle altre materie prime, invece di finire nelle mani, o
meglio nelle tasche e nelle banche di poche famiglie oligarchche, vengano
utilizzati per la costruzione di opere pubbliche e per opere di carattere
sociale.
Subito dopo l’inaugurazione del
secondo ponte, iniziano i lavori per la costruzione del terzo che terminerà fra
alcuni anni, sicuramente in prossimità di qualche elezione, visto che qua si
vota praticamente tutti gli anni e tutte le volte è una vittoria sempre più
schiaggiante per Chávez ed i partiti a lui collegati. Inaugurata, qualche
settimana fa, la linea 4 del metro di Caracas, è imminente l’inizio dei lavori
per il suo prolungamento che arriverà a servire anche una delle zone più
esclusive di Caracas, Las Mercedes, zona abitata dalla borghesia, ma fortemente
intasata dal traffico, per cui la realizzazione di questa ennesima grande opera
non può che far accrescre i consensi verso Chávez anche tra le classi piu alte e
privilegiate.
Probabilmente l’esempio piu
evidente di come siano cambiate le cose in questo paese è rappresentato
dall’autostrada che collega Caracas all’aereoporto. L’autostrada costruita dal
dittatore Perez Jimenez oltre mezzo secolo fa, fu completamente abbandonata fino
al punto che il ponte più importante è letteralmnte crollato nell’era Chávez; si
è cercato invano di farlo sopravvivere fino al completamnto della nuova
autostrada, ma tutto è risultato vano: 50 anni adi totale abbandono non hanno
permesso il suo salvataggio neppure momentaneo, per arrivare al fatidico maggio
2007, data prevista per l’inaugurazione della nuova autostrada.
A parte i benefici materiali, le
grandi opere sotto gli occhi di tutti, c’è un motivo ben più importante che
spinge il popolo a votare per il suo presidente: Chávez ha dato dignità e
speranza ad un popolo che per i governi precedenti semplicemnte non esisteva. In
questo paese si sono avuti governi, presidenti, dittatori che si ricordavano del
popolo semplciemnte per reprimerlo; presidenti/dittatori che chiudevano le poche
scuole esistenti affinche il popolo rimanesse nell’ignoranza. Ricordiamo che in
Venezuela, sotto i governi democratici della IV Repubblica, dal 1961 in poi,
nasce la figura dei desaparecidos in America Latina.
Come potrebbe il popolo
rivoltarsi contro Chávez? Attualmente, non credo esista al mondo un presidente
più amato di quello venezuelano. C’è da dire anche che così come è amato dalla
maggioramza, altrettanto è odiato dalla minoranza oligarchica di questo paese,
abituata a spartirsi le ingenti risorse, lasciando le briciole alla poca classe
media e praticamente niente di niente per la stragrande maggioranza della
popolazione.
Che dire dell’opposizione? Due
sono le certezze: la prima è che nessun candidato dell’opposizione ha la
possibilità di vincere queste elezioni; l’altra certezza è che l’oligarchia non
accetta e non accetterà mai di cedere il potere. Quindi, nella consapevolezza
della sua sconfitta elettorale, è piu che certo che abbiano dei piani segreti,
preparati col Governo USA e la CIA.
La sparizione di Rosales
Recentemente si è parlato di una
possibile sparizione, ossia omicidio del candidato Rosales. Sicuramente molto
presto questo candidato Manuel Rosales dovrà sparire, ma dietro le sbarre di una
cella; infatti la magistratura ha accertato l’enorme corruzione e sperpero di
denaro pubblico che ruota attorno alla sua gestione come Governatore della
Regione Zulia: ingenti quantità di denaro pubblico venivano utilizzati per
l’arricchimento personale, dei propri familiari e del proprio clan; ha scoperto
proprietà in Spagna e negli USA e perfino aerei privati acquistati coi soldi
dello Stato, utilizzati per l’arricchimento personale, invece che per opere
pubbliche. Dunque Rosales se non sparisce dietro una cella, sicuramente deciderà
di sparire per non finire in galera.
Purtoppo c’è da segnalare che in
questo paese nessuno finisce in galera! Alla faccia della dittatura di cui
Chávez è accusato dall’opposizione. Si può fare un colpo di stato; si può
decidere di andare ad occupare la televisione pubblica; si può organizzare una
serrata che provoca migliaia di milioni di dollari di danno al paese; si può
andare ad occupare una ambasciata ... ; per tutti questi reati, commessi davanti
agli occhi del mondo, praticamente nessuno è finito in galera.
In questo paese, nel 2002, il
Governatore dello Stato Miranda, Riqui Mendoza, occupò la televisione pubblica e
circola liberamente; il sindaco del Municipio Baruta, Capriles Radoski, fu
protagonista dell’assalto ad una ambasciata, l’ambasciata di Cuba, eppure dopo
essersi fatto qualche giorno di carcere è uscito in attesa di un giudizio che
probabilemnte non arriverà mai! Lo stesso Manuel Rosales è uno dei firmatari del
famoso decreto con il quale il dittatore Carmona il breve (per essere rimasto in
carica solo 47 ore) aveva dissolto tutti i poteri pubblici; ossia è di fatto uno
dei principali golpisti; eppure circola liberamente ed è addirittura candidato
alla Presidenza della Repubblica!
In Italia, per fare un paragone,
quei quattro scalmanati leghisti che qualche anno fa salirono sul Campanile di
Venezia, dichiarandolo territorio libero della Serenissima Repubbblica di
Venezia sono rimasti in carcere per anni. Qua, nessun golpista è finito in
galera, tranne il solo Carlos Ortega, poi evaso ed oggi è l’ennesimo uccello di
bosco di questa Repubblica.
A dire la verità fino in fondo,
non è vero che nessuno finisce in galera: quattro giovani che nel 2004 hanno
abbattutto la statua di Cristoforo Colombo sono rimasti 8 mesi in galera e
potrebbero essere condannati a nuemrosi anni di carcere. Purtoppo – e bisogna
gridarlo forte - in Venezuela si permette l’impunità. Le principali 4
televisioni commerciali a carattere nazionale, dal 2001 hanno smesso di fare
televisione, per occuparsi 24 ore al giorno di politica antigoverno. Se non ci
fossero state queste televisioni, il popolo Venezuelano si sarebbe unito
completamente attorno al suo presidente riformatore, che con le sue riforme sta
favorendo anche la classe media.
Ovviamente, queste televisioni
rappresentano l’oligarchia ed è il vero partito di opposizione in Venezuela. In
qualsiasi altro paese, Italia compresa, a queste televisioni sarebbe stata
ritirata la licenza da anni. Qui si permette di disinformare e di alterare la
verità impunemente. Si permette che organizzino la preparazione dei colpi di
stato, di attentati ed omicidi. È certo, per ammissione stessa dei protagonisti
ed in vivo e in diretta la mattina del 12 aprile del 2002 ed in numerose altre
occasioni, che le TV commerciali hanno avuto un ruolo determinante nella
realizzazione del Colpo di Stato dell’11 aprile 2002; hanno avuto un ruolo
fondamentale nella serrata del dicembre 2002-gennaio 2003; il proprietario di
Globovision, principale canale di opposizione, Nelson Mezerani, banchiere ed
oligarca è il presunto mandante dell’omicidio del giudice Danilo Andreson, che
indagava su tutti i principali “misteri” del Venezuela.
Questa è la realtà del
Venezuela: le 4 principali TV commerciali per 24 ore ripetono da 5 anni di
essere in un paese dittatoriale che reprime la libertà di stampa! Quando fanno
finta di informare, l’informazione è completamente distorta, manipolata;
forniamo solo un esempio, che si verifica puntualemnte tutte le volte che Chávez
indice una manifestazione nella Avvenida Bolivar di Caraacas. Questa larga
arteria viaria praticamente attraversa tutta Caracas da est ad ovest e nella
parte centrale che va dall’Hotel Hilton al Palazzo di Giustizia, per più di due
chilometri, è di solito utilizzata da Chávez per concludere le proprie
manifestazioni. Per quanto questa arteria sia immensa, di fatto ogni volta è
incapace di contenere tutta la gente che va alle manifestazioni di Chávez.
Ebbene, puntualemnte le TV commerciali in ogni manifestazione di Chávez,
ripetono lo stesso formato: un giornalista in diretta, sul posto a commentare la
scarsa presenza di pubblico e le immagini che passano a testimoniarlo; solamente
che le immagini sono sempre registrate tre o quattro ore prima, quando
evidentemente l’immenso viale non poteva essere pieno; ovviamente la realtà è
ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti.
Fino al 2002, anche
l’opposizione utlizzava questo spazio, con un successo di pubblico certamente
non paragonabile alle manifestazioni di Chávez, però poteva utilizzarlo perchè
aveva un seguito abbastanza consistente. Oggi, Rosales per la sua manifestazione
elettorale più importante, la manifestazione di Caracas non ha utilizzato questo
spazio, proprio perchè il seguito è cosi scarso che avrebbe fatto una figuraccia
se avesse indetto la manifestazione in questo luogo così grande. È una verità
inconfutabile.
Chávez vincerà con una
maggioranza assoluta queste elezioni. L’oligarchia e, dietro di lei il governo
Bush e la CIA, non lasceranno niente di intentato per cercare di sconfiggere
Chávez. Certamente non possono sconfiggere Chávez sul terreno elettorale.
Come si diceva prima, si è
parlato di un possibile piano per uccidere Rosales ed addebitare la colpa a
Chávez. In questo caso si potrebbero sospendere le elezioni ed il nuovo
candidato dell’opposizione riuscirebbe vincitore perche il popolo si renderebbe
conto che Chávez altro non è che un assassino. Questo più o meno si è detto e
scritto, riportato anche da più parti in Italia. L’assassisinio di Rosales per
mano della stessa opposizione e della CIA, facendo ricadere la colpa su Chávez,
è una ipotesi che è circolata. Molti esponenti del Governo o vicni si sono detti
preoccupati; oggi stesso il sindaco di Maracaibo, la capitale della Regione
Zulia, di cui è Governatore Rosales, il signor Giancarlo Di Martino, di chiare
origini italiane e appartenete alla coalizione che appoggia il presidente
Chávez, ha dichiarato che bisogna proteggere il candidato Rosales.
Personalemnte non ritengo che
questa sia la soluzione che adotterà la CIA. Non credo per un motivo molto
semplice: nessuno, ma proprio nessuno crederebbe alla accusa che Chávez sia il
mandante di questo supposto omicidio. Il popolo sa bene che Chávez è in netto
vantaggio, quindi non ha nessun interesse ad eliminarlo fisicamente. Inoltre,
per Chávez, Rosales rappresenta il candidato ideale; non avrebbe potuto sperare
di meglio; qualsiasi altro candidato sarebbe stato capace di raccogliere più
consensi, quindi Chávez non ha proprio nessun interesse alla sua eliminazione
fisica ed il popolo è pienamente cosciente di questo.
Sono stati avanzati paragoni con
il Messico del 1994, ma ritengo che siamo di fronte a situazioni completamente
differenti: il popolo venezuelano ha una coscienza e difficilmente potrebbe
essere ingannato con un simile stratagemma.
L’omicidio di Chávez
L’opposizione ha sicuramnte
pianificato delle azioni sporche, tra le quali indubbiamente la più sporca di
tutte è l’omicido dello stesso Chávez. L’oligarchia venezuelana, il governo di
Bush e la CIA, sanno perfettamente che l’unico modo per sbarazzarsi di Chávez è
eliminarlo fisicamente, ammazzarlo.
Proprio ieri, il presidente
Chávez, parlando ad una immensa marea umana nella piazza più grande del
Veneuzela, a Valencia, nella Regione Carabobo, ha dichiarato che in caso di una
sua eliminazione fisica, il popolo sa cosa deve fare: accellerare la via al
socialismo.
Alla CIA ed alla oligarchia
venezuelana non interessa la conseguenza di una possibile assassinio del
presidente Chávez, che per certo determinerebbe una guerra civile; alla CIA ed
alla oligarchia interessa solo eliminarlo politicamente e fisicamente.
Il Colpo di Stato
Altro possibile scenario: una
ripetizione del colpo di stato dell’11 aprile del 2002. L’opposizione già sta
gridando all’imbroglio elettorale; negli Stati Uniti stanno circolando falsi
sondaggi elettorali in cui si afferma che il candidato Rosales è dato fortemente
in vantaggiato su Chávez; ovviamente quanto di più falso. Perchè stanno
circolando all’estero questi falsi sondaggi, così lontani dalla realtà? Semplice:
per preparare il terreno; diffondendo l’idea che Rosales sia in vantaggio, la
sera del tre dicembre, di fornte al risultato reale (la maggioranza assoluta di
Chávez) l’opposizione griderà all’imbroglio e l’opinione pubblica mondiale
crederà all’imbroglio perchè tutti i sondaggi che gli erano stati somministrati
davano in forte vantaggio il candidato oppositore. Chávez ha vinto grazie ad un
imbroglio! Pertanto l’opinione pubblica mondiale non si opporrebbe alle
possibili azioni di forza e violenza che l’opposizione metterebbe in atto in
Venezuela.
È ciò che sta pensando
l’opposizione: azioni di violenza per la strada (la cosiddetta guarimba) ed un
possibile tentativo di colpo di stato, ripetendo lo schema dell’11 aprile.
L’opposizione sta già organizzando una marcia per l’indomani della diffusione
dei risultati elettorali, suppostamente scaturiti da un imbroglio; una marcia,
attizzata dai mezzi di comunicazione, che chiede l’allontanamento di Chávez,
vincitore delle elezioni grazie all’imbroglio. Lo schema prosegue con una
imboscata da parte di francotiratori, sicari paramilitari fatti arrivare dalla
Colombia. Quindi una strage annunciata da addebitare al presidente Chávez. Non
si tratta di fantapolitica, ma di uno schema messo a punto dalla CIA e già
sperimentato proprio in Venezuela (11/04/2002).
Chávez – e con questo allertiamo
l’opinione pubblica italiana e mondiale – non ha bisogno di imbrogli per vincere
le elzioni; ha la maggioranza assoluta. Chiunque arriva in Venezuela può
rendersene facilmente conto. In ogni caso, anche se l’opposizione, con l’aiuto
della CIA, sta organizzando questo tentativo di colpo di stato, preceduto da
situazioni di violenza di strada (guarimba) bisogna anche dire che il popolo e
lo Stato sono perfettamente consci dei pericoli all’orizzonte; quindi vedo
estremamnte difficile che possa avere successo un colpo di stato, anche se
ovviamente l’opposizone è capace di generare tutta la violenza possibile e
pensabile.
C’è ancora uno scenario, che
abbiamo lasciato per ultimo perchè pone in primo piano l’intervento diretto
degli USA. Anche in questo caso, come nei precedenti, non siamo di fronte a
delle ipotesi, ma di fronte a piani segreti, scoperti e rersi di pubblico
dominio nei mesi scorsi.
La possibile invasione del
Venezuela ad opera degli USA.
Lo schema, ossia la scusa per
intervenire sarebbe data dalla proclamazione dell’indipendneza dello Stato
Zulia, in nome dell'autodeterminazione dei popoli.
Ovviamente il Governo centrale non potrebbe mai
accetattre ciò e quindi interviene a difesa dell'integrità dello Stato.
Gli USA avrebbero la scusa per intervenire militarmente a difendere questa
supposta autodeterminazione del popolo dello Zulia.
Certo, appare alquanto difficile
al momento per gli Stati Uniti aprire un nuovo fornte di guerra sul versante
venezuelano. Gli Usa non sono stati capace di porre ordine
in Iraq, quindi vedo molto piu difficile un intervento diretto in Veneuela.
Gli Usa non hanno la forza militare per una invasione in Venezuela,
almeno in questo momento che sono impegnati in Iraq e
Afganistan ed hanno il problema dell'Iran e della
Corea del nord. Gli USA sono una potenza aereonautica, ma con la sola
aereonautica e il bombardamento a tappeto non si conquistano i Paesi, i territori;
lo ha dimostarto la guerra in Iraq,
lo ha dimostrato recentemente l'invasione del Libano ad opera di Israele.
Anche questa ipotesi non la vedo praticabile per l’immediato. Sicuramente più
avanti, quasi con la imminente scadenza del mandato presidenziale di Bush, che a
quel punto non avrebbe più niente da perdere, potrebbe aprirsi la prospettiva di
una invasione statunitense.
A mio avviso, per l’immediato,
rimane un unico possibile scenario aperto: l’omicidio del presidente.
Ci sono altri avvenimenti che
sono denunciati e resi di pubblico dominio: strani incidenti stradali, aumentati
enormemente rispetto alla media; pare ci siano camionisti pagati per provocare
incidenti di traffico in punti nevralgici della circolazione, non tanto per fare
dei morti, quanto per provocare code e ritardi da condurre al nervosismo
generale la popolazione; molto spesso e senza alcuna giustificazione si stanno
verificando degli scompensi negli impianti di distribuzione dell’elettricità;
inoltre sono enormenete aumentate le vendite di alcol e birre, così come delle
droghe. Tutte misure per generare un controllo sulle coscienze della gente.
E non dimentichiamo – per
concludere – che in Venezuela esiste il voto elettronico; ciò significa che i
dati viaggiano lungo le linee telefoniche, di proprietà dell’impresa telefonica
CANTV, multinazionale privatizzata, dietro la quale ci sono i più grandi
oligarchi del Venezuela.
Caracas, 23/10/2006 |