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Clara Rojas e
Consuelo González
sono state liberate
dalla FARC, le Forze
Armate
Rivoluzionarie della
Colombia.
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Nel video il
momento della
liberazione (Fonte
Telesur)
La liberazione č
avvenuta a San José
de Guaviare, nel sud
est della Colombia (mappa
a lato). Secondo gli
accordi presi tra la
FARC ed il mediatore
Chavez, le due donne
venivano rilasciate
a condizione di
essere portate a
Caracas.
Estremamente emotivo
il momento della
liberazione. Le
immagini di Telesur
(vedasi il video
sopra) mostrano il
momento della
separazione dei
prigionieri dai loro
carcerieri: sembra
piů un saluto, un
arrivederci, una
separzione fra
persone che si
vogliono bene; non
sembra il distacco
di due donne che
sono state tenute
prigioniere, contro
la loro volontŕ per
ben sei anni. E'
evidente che le due
prigioniere, di alto
livello politico
(Clara Rojas era
candidata alla
vicepresidenza, in
coppia con la
candidata
presidenziale Ingrid
Betancurt) hanno
compreso,
probabilemnte, che sono
state vittime degli
eventi storici,
della lunga guerra
civile che
attanaglia la
Colombia da 60 anni.
I loro carcerieri,
uomini e donne, sono
a loro volta
prigionieri della
giungla e degli
eventi.
Dopo la loro
liberazione nella
selva colombiana,
due elicotteri
venezuelani, con le
insegne della croce
rossa, autorizzati
dal governo
colombiano a
sorvolare il
territorio, hanno
riscattato le due
donne. Nel primo
pomeriggio sono
arrivate in suolo
venezuelano ed
esattamente
all'aereoporto di
Santo Domingo, nella
regione Tachiara ai
confini con la
Colombia. Un aereo,
le ha condotte
prontamente
all'aereoproto di
Caracas dove sono
arrivate alle 4.30.
Un'ora dopo erano a
Miraflores, il
palazzo presidenziale
dove hanno
incontrato il
presidente Chávez.
L'incontro di Clara
Rojas e Consuelo
Gonzalez con Hugo
Chávez č stato
alquanto breve, non
piů di venti,
venticinque minuti.
Chávez ha dichiarato
che non ha voluto
trattenerle troppo
tempo per poter
permettere alle due
donne di incontrarsi prima possibile
ed in privato con i
propri familiari,
che sognavano questo
momento da oltre
cinque anni.
Emmanuel, il
figlio di Clara
Rojas
Gli accordi con la
FARC prevedevano,
per la fine dello
scorso anno, la
liberazione, oltre
dei due ostaggi
liberati oggi, anche
quella del
figlioletto di Clara
Rojas, conosciuto
col nome di
Emmanuel. Ricordiamo
la liberazione
doveva avvenire
verso la fine
dell'anno scorso e
secondo un
comunicato emesso
dalla FARC, non si
era potuta
concretizzare per il
fatto che il Governo
di Uribe,
contrariamente a
quanto accordato,
aveva continuato le
operazioni militari
nella zona della
possibile
liberazione. In tali
condizioni, non solo
era pericoloso per i
soldati della FARC
condurre i
prigionieri dal
luogo della
detenzione al luogo
della liberazione,
ma era pericoloso
per gli stessi
prigionieri. Per
salvaguardare la
vita dei prigionieri
oltre che quella dei
guerriglieri, la
FARC ha
momentaneamente
desistito dall'idea
di liberarli.
Uribe, il presidente
della Colombia,
rivelň al mondo che
i guerriglieri della
FARC erano dei
bugiardi, che non
solo non avevano
nessuna intenzione
di liberare i
prigionieri, ma
addirittura non
ptevano liberare il
bambino, in quanto
non era in loro
possesso. Il bambino
era nelle mani del
governo colombiano e
le analisi del DNA
confermavano che era
effettivamente il
figlio di Clara
Rojas. Con la prova
in mano che la FARC
mentiva, il
discredito mondiale
verso i guerrigileri
č stato totale. In
realtŕ la FARC aveva
promesso anche la
liberazione del
bambino di 5 anni,
ma non aveva mai
detto il luogo.
A speigare la esatta
vicenda di Emmanuel
ci ha pensato oggi
la madre del
bambino, Clara
Rojas, dopo la sua
liberazione.
Innanzitutto ha
relatato il momento
della nascita, che č
stato sommamente
difficile. Aiutata
da un infermiere
della FARC, č stato
necessario un
cesareo. il parto č
stato cosě difficile
e pericoloso che si
č temuto per la vita
del bambino, il
quale ha avuto un
braccio fratturato
proprio per le
difficolta durante
la nascita. Clara
Rojas, dopo il parto
č rimasta
immobilizzata a
letto per 40 giorni.
Quando si č
ristabilita lei
stessa ha chiesto
piů volte al comando
della FARC ed allo
stesso Marulanda,
attrverso varie
lettere, di
consegnare il
bambino a sua madre.
Riteneva che la
selva non era il
luogo piů adatto per
un neonato. Per
motivi di salute, il
bambino fu portato
via dalla selva e
consegnato ad una
famiglia che lo ha
cresciuto. La madre,
Clara Rojas non
sapeva dove fosse
perň le veniva
assocurato che stava
bene.
Il punto č proprio
questo: la FARC
aveva comunicato che
il bambino sarebbe
stato liberato ed
evidentemente
materialemnte lo
avrebbe "liberato"
la famiglia che lo
aveva in affidamento.
Se non fosse
intervenuto il
governo di Uribe,
nessuno avrebbe
avuto niente da
ridire. Invece,
l'intervento di
Uribe che mirava a
screditare la FARC e
Chavez, č servito
per dire che la FARC
mentiva, che non
aveva intenzione di
liberare nessuno e
che non potevano
liberare il bambino
perchč non era in
suo possesso. Clara
Rojas ha provveduto
a spiegare come sono
andate le cose.
Ingrid Betancurt
Clara Rojas ha anche
parlato di Ingrid
Betancurt, la
candidata
presidenziale
sequestrata assieme
a lei. Trascorsero
insieme i
primi due anni; poi
fuorno unite ad
altri prigionieri.
In seguito per la
vicenda del figlio
Clara roja venne
separata dal resto
del gruppo e da tre
anni non vede la
Betancurt.
Oggi lei e' stat
liberata e si augura
che presto possa
tornare libera anche
Ingrid Betancurt e
tutti gli altri
prigionieri.
Assieeme alla
liberazione delle
due donne, la FARC
ha consegnato anche
la prova della
esistenza in vita di
altri sedici
sequestrati, tra i
quali figura il
capitano Guillermo
Solórzano,
comandante della
Polizia Nazionale
colombiana.
I risvolti
politici
Il presidente Chávez
ha avuto modo di
parlare
telefonicamente con
le due donne, appena
liberate nella
selva. Non solo,
Chávez
ha potuto scambiare
telefonicamente
alcune parlare anche con un
combattente della
FARC, cui ha
chiesto di salutargli
Marulanda, il capo
della FARC e di
continuare le
conversazioni per
liberare altri
sequestrati.
Ricordiamo che sono
in mano della FARC
circa 750 persone,
compresi alcuni
stranieri, come i
militari
statunitensi.
Stando alle
dichiarazioni di
Chávez e della
senatrice colombiana
Piedad Cordoba, il
prossimo passo
consiste nel cercare
un accordo per
liberare tutti i
civili sequestrati
dalla FARC. Dopo di
che lo scambio dei
prigionieri di
guerra: da un lato i
combattenti della
FARC in mano al
governo colombiano,
dei quali alcuni
sono stati estradati
negli Stati Uniti,
dall'altro la
liberazione dei
militari colombiani
e statunitensi in
mano alla FARC.
Il
vero obiettivo che
sta cercando di
raggiungere Chavez č di
carattere politico: pacificare la
Colombia, ossia
mettere la parola
fine ad una delle
piů lunghe guerre
che ha insanguinato
non solo il
continente
latinoamericano, ma
il mondo intero;
infatti, la guerra civile in
Colombia dura da
60 anni, dal momento
in cui il 9 aprile
del 1948 fu
assassinato Jorge
Eliecer Gaitan
(foto a lato).
La guerra civile in Colombia
č anche la scusa per
l'ingerenza militare
statunitense in
America Latina:
infatti, attravreso
il Plan Colombia
prima ed Piano
Patriottico adesso,
l'esercito
statunitense č
presente
massicciamente in
Colombia ed il
Venezuela si ritrova
la forza armata
statunitense alla
propria frontiera.
Pacificare la
Colombia significa
anche liberare
l'America Latina
dall'ingerenza
statunitense.
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