Alma mater
martedì, 10 giugno 2008 18:34:49
Edito por Asociación Civil "LPG"
Responsable: Attilio Folliero

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Mentre in Italia sono all’ordine del giorno gli scandali degli esami truccati per l’accesso all’università, che si avvia ad essere riservata nuovamente solo alle classi elitesche, in Venezuela Chávez lancia un programma per permettere concretamente a tutti i Venezuelani (e non solo) di accedere all’educazione universitaria. Un articulo che spiega la nuova missione "Alma Mater" e fa il punto sulla situazione dell'educazione in Venzuela. Non manca un breve accenno alla situazione economica italiana.

Attilio Folliero, LPG, Caracas, 02/10/2007

Venezuela: l’università arriva a Cocorote

di Attilio Folliero *

Cocorote? Sono in Venezuela da circa sei anni e non mi era mai capitato di ascoltare questo nome. È una delle 1.134 parroquias  del Venezuela.  Prima di proseguire, per facilitare la comprensione è bene soffermarsi a spiegare brevemente la suddivisione amministrativa di questo paese, che in un prossimo articolo sarà oggetto di una approfondita analisi in relazione alla riforma costituzionale, che introduce un concetto di geografia umana totalmente nuovo, concetto che dovrà necessariamente essere ripreso anche dagli altri stati del mondo, per il bene dell’umanità.

1 – Suddivisione amministrativa del Venezuela

Il Venezuela è diviso amministrativamente in 24 regioni, che prendono il nome di Estado, tra i quali vi è il Distrito Capital; a queste 24 regioni andrebbe aggiunta  una venticinquesima, denominata Dependencias Federales, ossia il terriorio costituito dalle isole che amministrativamente non sono autonome, ma come dice il nome sono territori dipendenti direttamente dallo stato centrale. Ogni regione è divisa in Municipios, equivalente alla nostra provincia. In totale i Municipi sono 336 e sono suddicvisi amministrativamente in parroquias, che sono di fatto i nostri Comuni. Le parrocchie, i Comuni sono in totale 1.114. Infine, la parroquia può essere divisa in jefaturas, che equivalgono alle nostre circoscrizioni o municipi, come si chiamano a Roma le circoscrizioni. Come in Italia, dove solo i Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti possono istituire le circoscrizioni, così in Venezuela solo le grandi parrocchie possono suddividersi in jefaturas.

2 – Cocorote

Precisato ciò, diciamo subito che Cocorote è una piccola provincia della regione Yaracuy, che prende il nome dell’omonima citta capolugo. Il comune di Cocorote è stato citato da Chávez, perchè sarà sede di una delle nuove 58 università previste dall’ultima missione lanciata dal governo e denominata Alma Mater.

Dopo aver ascoltato il nome di questo comune a me del tutto sconosciuto, cosi come pure ad altri venezolani (ho appurato ciò attraverso una piccola inchiesta, senza alcuna valenza scientifica, nell’ambito delle mie conoscenze) sono entrato prontamente in Internet per cercare informazioni. Ebbene, Cocorote è una provincia (utilizzo la terminologia italiana, per essere compreso più facilmente) di recente costituzione che prende il nome dall’omonimo comune capoluogo. Ovviamente sulla scarsa conoscenza di questo luogo, accanto alla dimensione estremamente piccola e la lontanza da qualsasi centro di influenza incide anche il fatto che sia stata costituita recentemente. La provincia di Cocorote, nella regione Yaracuy è infatti nata dalla separazione con la provincia di San Felipe ed ha solamente 135 chilometri quadrati e 35.668 abitanti (dati del censimento venezuelano del 2001) e pertanto rappresenta una provincia piccola. La presenza italiana è alquanto scarsa in questa parte del Venezuela: all’ultimo censimento erano censiti solo 16 italiani. Oggi gli abitanti sono saliti a circa 45.000 abitanti, ma rimane pur sempre una piccola provincia.

Hugo Chávez ha citato il nome di questa provincia in relazione al lancio di questa nuova Missione Alma Mater, che ha per obiettivo il miglioramento della qualità dell’educazione universitaria e la possibilità per tutti i venezuelani (e non solo) di accedere concretamente all’educazione universitaria. Infatti, questa missione prevede la costruzione di 58 nuove università in ogni parte del paese, anche in quelle zone scarsamente popolate e praticamente sconosciute, qual’è il caso di Cocorote. 

Estado Yaracuy

 

Municipios Estado Yaracuy: (1) Municipio Arístides Bastidas; (2) Municipio bolívar; (3) Municipio Bruzual; (4) Municipio Cocorote; (5) Municipio Independencia; (6) Municipio José Antonio Páez; (7) Municipio La Trinidad; (8) Municipio Manuel Monge; (9) Municipio Nirgua; (10) Municipio Peña; (11) Municipio San Felipe; (12) Municipio Sucre; (13) Municipio Urachiche; (14) Municipio Veroes

3 – Le missioni in Venezuela

Ricordiamo che le missioni sono nate come strumento per interventi straordinari, per affronte e risolvere problemi sociali urgenti, che se avessero seguito le normali procedure burocratiche, nell’ambito delle azioni dei rispettivi ministeri competenti, avrebbero necessitato di molto tempo e sicuramente non avrebbe raggiunto l’obiettivo. Con la riforma costituionale in discussione, se approvata, le missioni assumeranno rango costituzionale e da interventi straordinari e momentanei diventeranno strumenti permanenti dello stato, sia pure inquadrati nei rispettivi settori dell’amministrazione pubblica (ministeri). In sostanza assumendo il rango costituzionale, se cambia il Governo questi strumenti sociali non potranno essere smantellati, a meno che non si modifichi la costituzione.

Tra le missioni più famose, ricordiamo:

-       nel campo della sanità, Barrio Adentro nata per garantire l’accesso alla sanità a tutti i venezuelani, indipendentemente dal proprio ceto sociale; tra l’altro, grazie a questa missione tutte le famiglie hanno la possibilità di accedere ad un medico di base, l’equivalente del nostro medico di famiglia; la Mission Milagro, che ha permesso alle persone più umili di poter essere operate alla vista; anteriormente erano moltissimi i venezuelani che non venivano operati per esempio di semplice cataratta, per mancaznza di possibilità economiche ed erano quindi condannate alla cecità; tale missione, come molte altre, è aperta non solo ai cittadini venezuelani, ma anche ai cittadini poveri di altri paesi latinomericani ed e´del tutto gratuita; 

-     nel campo dell’educazione: la Mision Robisnon, con cui è stato affrontato e sradicato l’analfabetismo; la Mision Ribas e la Mision Sucre sono nate per permettere l’accesso alla scuola superiore ed all’università, a tutti gli studenti che in passato erano esclusi dall’acceso agli studi superiori;

-        per affrontare il problema della povertà e la sottoalimentazione furono create le case di alimentazione e soprattutto la Mision Mercal, per la distribuzione di beni alimentari di prima necessità a prezzi controllati.

Per un quadro completo delle missioni, vedasi la sezione dedicata a questo argomento.

4 - Mision Alma Mater

Alma Mater ha dunque per obiettivo l’accesso all’università per tutti i venezuelani, senza doversi muovere dalla propria zona di residenza. È prevista la costruzione di 58 nuovi istituti universitari in 5 anni, da qui al 2012. Anche questa missione prevede la solidarietà internazionale: tra i 58 nuovi istituti universitari c’è l’Università del Sud, cui potranno accedere i giovani di altri paesi dell’America Latina, per esempio del Perù o del Messico, dove i locali governi liberali non hanno piani di sviluppo dell’educazione universitaria per tutti. 

Ogni università sarà dotata di tutti i servizi indispensabili, comprese mense, residenze universitarie e struttore sportivo-ricreative. Emblematico di questa missione è l’enorme spazio dell’ippodromo di Caracas: 60 ettari adibiti solamente alle corse dei cavalli e che adesso saranno utilizzati per costruire una grande struttura universitaria nella periferia di Caracas, in una zona in forte sviluppo, servita dal metro e dalla nuovissima stazione ferroviaria centrale. 

Accanto a questi 58 nuovi istituti universitari, la missione prevede lo sviluppo ed il miglioramento delle aldee universitarie, che già oggi ascendono a 1.435 in ogni parte del paese. Le aldee universitarie di fatto sono dei corsi universitari istituiti senza costruire università, ma utilizzando strutture esistenti, come scuole e licei, dove i corsi saranno svolti in orari serali e comunque senza compromettere la normale attività scolastica. 

La missione Alma Mater non si limita alla costruzione di nuove univesrità, ma rappresenta un approccio completamente diverso verso l’accesso all’educazione universitaria. Ogni Venezuelano che si diploma avrà un posto garantito all’università. Ed è prevista anche la totale eliminazione delle prove d’ingresso, degli esami d’accesso e di tutti gli inutili sbarramenti, che trovano giustificazione solamente nella necessità di assicurare l’ingresso ai privilegiati quando l’accesso all’università è limitato e non è garantito a tutti. Quando i posti sono limitati è necessario selezionare ed introdurre esami d’accesso, che hanno sostanzialemnte non la finalità di selezionare i migliori (come si affannano a giustificare i paladini delle politiche neo-liberali), ma garantire l’accesso ai privilegiati. 

Grazie a questa missione, l’educazione superiore ed universitaria non è più vista come uno strumento per il raggiungimento di uno status sociale, per ascendere nella scala sociale. L’individuo deve potersi superare, crescere individualmente per poter far crescere la collettività. In sostanza la crescita dell’individuo rappresenta la crescita di tutta la collettività, ossia la sua crescita apporta benefici a tutti, a tutta l’umanità.

5 – La Concentrazione della popolazione ed accenni alla geografia umana

Con questo strumento, l’educazione universitaria di qualità e gratuita arriverà concretamente in ogni rincone del paese, a tutta la popolazione venezuelana, anche a quella che vive nelle zone più sperdute e spopolate dell’immenso terriorio venezuelano, grande tre volte l’italia, ma con una popolazione che è meno della metà e soprattutto fortemente concentrata (Tabella 1). Uno dei grandi problemi del Venezuela è proprio la forte concentrazione e lo spopolamento della maggior parte del territorio. Facendo un confronto con l’Italia, scopriamo che la popolazione concentrata nelle 13 principali città è il 15,97% in Italia ed il 37,30% in Venezuela. I dati riguardano i rispettivi censimenti del 2001 e sicuramente il fenomeno si è accentuato in Venezuela in questi ultimi anni. 

In una economia capitalistica, i servizi (dagli ospedali, alle università, alle scuole superiori, alle biblioteche, ai grandi uffici pubblici, ecc.) sono fortemente concentrati nelle zone ad alta densità; con la scusa che non sarebbe redditizio investire in zone scarsamente popolate, di fatto si discrimina questa parte di popolazione, la quale di fronte alla mancanza di opportunità e la necessità di accedere a deterimanti servizi, reagisce spostandosi anch’essa verso i grandi centri urbani, aggravando la situazione delle grandi città del mondo che stanno letteralmente scoppiando. 

La nuova geografia umana proposta da Chávez mira a degongestionare le città, costruendo città a muisura d’uomo (abbiamo già anticipato che approfondiremo il tema). La politica di Chávez sta pensando ad assicurare i servizi essenziali direttamente in loco, senza importare se la zona è sacarsamente abitata. Per evitare che i giovani di Cocorote, che ho adottato come simbolo del riscatto dei piccoli centri, abbandonino la propria residenza, ad esempio per poter studiare, ecco che lo stato interviene a costruire in loco una moderna università. Ovviamente i frutti di questa politica non sono visibili nel breve periodo, ma sortiranno effetti nel medio e lungo termine. 

Tabella 1 – Concentrazione della popolazione nelle principali 13 città d’Italia e del Venezuela. Dati dei rispettivi censimenti del 2001. 

Italia

Venezuela

Città

Popolazione Censimneto 2001

Città

Popolazione Censimneto 2001

Roma

2.546.804

Caracas

2.762.759

Milano

1.256.211

Maracaibo

1.219.927

Napoli

1.004.500

Barquisimeto

895.989

Torino

865.263

Valencia

742.145

Palermo

686.722

Ciudad Guayana

646.541

Genova

610.307

Maturìn

404.649

Bologna

371.217

Maracay

396.125

Firenze

356.118

Barcelona

359.984

Bari

316.532

Cumana

304.823

Catania

313.110

Ciudad Bolivar

292.833

Venezia

271.073

Puerto la Cruz

206.957

Verona

253.208

Guarenas

188.135

Messina

252.026

Los Teques

178.702

13 Grandi Città

9.103.091

13 Grandi Città

8.599.569

Totale Italia

56.995.744

Totale Venezuela

23.054.210

% pop. 13 su Totale

15,97%

% pop. 13 su Totale

37,30%

Fonte: Istat Italia - INE Venezuela

È importante precisare che al progetto di aldee universitarie non sono interessate solo piccole e sperdute città, ma anche grandi città, come Caracas, dove le aldee sono già attive e dislocate sul terriorio, al fine di decongestionare le università esistenti e trovare spazio per i nuovi iscritti.

Viene introdotto, dunque un concetto completamente nuovo. Fino all’avvento del governo Chávez, le università esistenti in Venezuela erano pochissime e concentrate nelle grandi città, con pochissimi posti a disposizione, rispetto alla popolazione e di fatto riservate solamente alle classi alte. Con l’avvento di Chávez viene introdotto il principio dell’accesso all’educazione superiore ed universitaria per tutti e gratuita, attrraverso le varie missioni e la costruzione dell’università bolivariana.

Con questa nuova missione si fa un notevole passo avanti per il concreto accesso  all’eduzacione superiore: l’università arriva in ogni rincone del paese, cercando di rispondere anche ai bisogni formativi del terriorio; nelle varie zone e regioni vengono istituite non solo università generalistiche (legge, economia, ingegneria, medicina ...), ma specifiche: se la zona è interessata dall’attività petrolifera o dall’attivtà agricola, o dal tursimo, vengono creati corsi legati a queste attività.

È così che un cittadino della piccola provincia di Corocote, che mai prima di Chávez avrebbe sognato di poter accedere all’educazione universitaria, oggi non solo ha tale possibilità, ma non dovrà neppure spostarsi per frequentare i corsi, perchè l’unviesrita sarà costruita sotto casa!

6 – Spesa pubblica per l’eduacazione in Venezuela

Investire in educazione e particolarmente in educazione superiore rappresenta la base per assicurare lo sviluppo di un paese. Il Venezuela è uno stato ricco di risorse; lo è sempre stato, però i proventi derivanti da queste ricchezze, finendo nelle mani di poche famiglie oligarchiche, non erano destinati ad investimenti produttivi e moltiplicatori qual’è l’investimento in educazione, per cui il Venezuela paese ricco si è trovato nel recente passato (Caracazo, 27/02/1989) a fare i conti con una popolazione che letteralmente moriva di fame e che come ultima spiaggia per sopravvivere non ha avuto altra scelta che l’assalto al forno, di manzoniana memoriana o per dirla con termini non graditi al libersimo, ha dovuto far ricorso all’esproprio proletario, ossia per poter mangiare non ha avuto altra scelta che assaltare i negozi, saccheggiare quel poco che c’era da saccheggiare e molti sono morti sotto i colpi della repressione del ministro della Difesa o degli Inetrni di turno. Migliai furono i morti del caracazo, forse diecimila.

Dall’avvento di Chávez, i proventi delle risorse, in primis quelle petrolifere, sono state investiti in educazione, salute, alimentazione, sviluppo dell’agricoltura e della produzione in generale.

Qualcuno semplicisticamente attribuisce la bonanza economica del Venezuela al petrolio ed ai prezzi alti di questo prodotto, per cui vaticina che allo scendere i prezzi il Venezuela avrà enormi problemi. Niente di più falso e sbagliato: 

  • prima di tutto perchè i prezzi petroliferi difficilmente potranno scendere; ormai l’umanità deve abiturasi a costi del petrolio che non potranno più scendere sotto i trenta dollari e meno che meno alla vergognosa cifra di 7 dollari, quanto costava il petrolio venezuelano nel momento delll’insediamento di Chávez, nel 1999; anzi è molto probabibile che ai ritmi della domanda esistente, presto il petrolio arriverà ai 100 dollari; oggi siamo ad oltre 80 dollari;
  • in secondo luogo il governo sta investendo massicciamente proprio in educazione ed attività destinate allo sviluppo endogeno, sostenibile e compatibile con l’ambiente e basato sui prodotti legati al terriotorio. Prima di Chávez, la spesa pubblica per l’educazione rappresentava circa il 3% del PIL; con Chávez tale investimento è sempre stato superiore al 4%, per assestarsi ad oltre il 5% nel 2006 (Tabella 2). Per il 2007 dovrebbe crescere ancora, arrivando al 7%. Infatti, se prendiamo in considerazione il bilancio preventivo dello Stato (Tabella 3), la spesa pubblica relativa al ministero dell’Educazione e Sport, assieme a quella del Ministero dell’Educazione Superiore è del 24%. Praticamente in Venezuela quasi un quarto della spesa pubblica è investita in educazione.

Tabella 2 – Venezuela: spesa pubblica in Educazione (% sul PIL). Anni 1996 - 2006. 

Anno

Governo

% spesa per educazione su PIL

1996

Altri

2,2

1997

3,6

1998

3,4

1999

Governo Chávez

4,1

2000

4,5

2001

4,8

2002

4,8

2003

4,6

2004

4,9

2005

4,1

2006

5,1

Fonte: SISOV

Tabella 3 – Venezuela: Bilancio Preventivo 2007 (Presupuesto 2007) 

N

Sector

Bolívares

%

Dólares

1

Ministerio del Interior y Justicia

25.301.157.375.413

21,97%

11.767.980.175

2

Ministerio de Educacion y Deportes

18.593.636.935.168

16,14%

8.648.203.226

3

Ministerio de Finanzas

17.472.678.008.588

15,17%

8.126.826.981

4

Ministerio de Educacion Superior

9.042.393.473.041

7,85%

4.205.764.406

5

Ministerio del Trabajo y Seguridad Social

8.799.093.500.000

7,64%

4.092.601.628

6

Ministerio de Salud

6.024.321.650.106

5,23%

2.802.010.070

7

Ministerio de Defensa

5.517.715.527.112

4,79%

2.566.379.315

8

Ministerio de Planificacion y Desarrollo

4.557.742.705.338

3,96%

2.119.880.328

9

Ministerio de Infraestructura

3.282.656.528.316

2,85%

1.526.816.990

10

Tribunal Supremo de Justicia

2.744.553.575.414

2,38%

1.276.536.547