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Ad un mese esatto
dal referendum
riguadante
l’approvazione della
riforma
costituzionale
proposta dal
presidente Chavez ed
ampliata dal
Parlamento, sulla
base delle proposte
presentate da gruppi,
movimenti e singoli
cittadini, si è
aperta ufficialmente
la campagna
referendaria in
Venezuela. Il
risultato del
referendum appare
del tutto scontato,
ossia il popolo
ratificherà con
un’ampia maggioranza
la riforma. Anche a
guardare le marce di
apertura della
campagna elettorale
dell’opposizione e
dei simpatizzanti
del governo, sembra
scontato il
risultato. Durante
il discorso di
apertura della
campagna, Hugo
Chavez ha parlato
anche della
trattativa per
l'accordo umanitario
in Colombia.
Attilio Folliero,
LPG, Caracas,
04/11/2007 |
|
Ad un mese esatto
dal referendum
riguadante
l’approvazione della
riforma
costituzionale
proposta dal
presidente Chavez ed
ampliata dal
Parlamento, sulla
base delle proposte
presentate da gruppi,
movimenti e singoli
cittadini, si è
aperta ufficialmente
la campagna
referendaria in
Venezuela. Il
risultato del
referendum appare
del tutto scontato,
ossia il popolo
ratificherà con
un’ampia maggioranza
la riforma. Anche a
guardare le marce di
apertura della
campagna elettorale
dell’opposizione e
dei simpatizzanti
del governo sembra
scontato il
risultato.
Ieri, l’opposizione
ha aperto la
campagna elettorale
con una marcia ed un
comizio conclusivo
in una anonima via
del centro di
Caracas: la Avenida
Victoria. Mentre la
sede finale delle
marce dei
simpatizzanti di
Chavez è sempre il
più grande spazio
esistente a Caracas,
ossia la Avenida
Bolivar,
l’opposizione di
volta in volta cerca
nuove soluzioni,
nuovi spazi, nel
tentativo di
nascondere la
mancanza di
partecipazione. Ieri
la marcia si è
conclusa in questa
via del centro
capace di accogliere
poche migliaia di
manifestanti. Pur
trattandosi di una
manifestazione
nazionale, ancora
una volta
l’opposizione ha
dimostrato di avere
uno scarso seguito.
Anche mediaticamente
è stato un
fallimento. L’unica
televisione che ha
coperto l’evento è
stata come al solito
Globovision,
televisione
praticamente
clandestina in
Venezuela, nel senso
che ha indici di
ascolto bassisimi,
anche perchè
visibile in chiaro, nelle
sole città di
Caracas e Maracaibo.
A testimonianza
dello scarso seguito
di questa marcia, la
più importante Tv di
questo paese,
Venevision di
proprietà del
multimilionario
Gustavo Cisneros,
profugo cubano dopo
la vittoriosa
rivoluzione di Fidel
Castro e principale
protagonista del
colpo di stato del
2002, ha
praticamente del
tutto snobbato
questa marcia per
non cadere nel
ridicolo. Anche un
quotidiano come
El Universal,
fortemente impegnato
ad avversare Chavez,
ha dato scarso
rilievo alla notizia,
rilegandola
solamente in fondo
alla prima pagina.
Mentre in Venezuela
i rapporti di forza
sono chiari e
scontati, con una
opposizione
disperata che
semplicemte ha in
mente il colpo di
stato, all'estero,
in Italia, per
esempio i media
danno ampio rilievo
a marce e marcette
senza seguito; in
questi giorni,
ancora si parla
delle favolose marce
degli studenti di
opposizione,
nascondendo la
realtà, sotto gli
occhi tutti in
venezuela:
neppure una
manifestazione di
carattere nazionale,
quale era la marcia
di ieri, è riuscita
a richiamare
l'attenzione.
L'oposizione è
disperata, sapendo
che non riuscirà mai
a vincere sul
terreno delle
elezioni, per cui
pensa solamente a
soluzioni violente: basta ascoltare le
dichiarazioni
dell’avvocato Hernan
Escarra, esponente
dell’opposizione e
fratello del più
noto Carlos Escarra,
deputato
filochavista, che ha
parlato di “marcia
senza ritorno”. Di
fatto è stata una
marcia con scarsa
partecipazione di
pubblico, però gli
scalmanati che hanno
partecipato alla
marcia si sono ben
messi in evidenza, distruggendo
l’arredo urbano e
danneggiando
numerose macchine e
vetrine; non sono
mancati i tentativi
di aggressione alle
forze dell’ordine,
anzi, come
docmentato dai
filmati, c’è perfino stato il
tentativo di dare
fuoco ad un auto con
all’interno i
militari, sfiorando
la tragedia.
La marcia dei
simpatizzanti di
Chavez si è svolta
in assoluta
normalità e grande allegria.
Chávez ha
parlato di oltre un
milione di
partecipanti. Nel
discorso conclusivo Chavez
ha fatto riferimento
non solo ad
aspetti
organizzativi e
tattici della
campagna
referendaria, che
sarà sostenuta dal costituente
Partito
Socialista Unito del
Venezuela, ma ha
duramente risposto
agli atti vandalici
dei simpatizzanti
dell’opposizione,
invocando gli organi
competenti
(magistratura e
ministro degli
inetrni) ad
intervenire
per reprimere ed
isolare i vandali;
si è rivolto anche a quei
media che non
accettano la
democrazia, il
risulato elettroale
scontato, e puntano
tutto sulla
destabilizzazione ed
il colpo di stato. Era
chiaro il
riferimento a
Globovision, che
parla apertamnente
di un necessario
rovesciamento di
Chavez, a tutti i
costi ed al
mensionato Escarra
ed alla sua ignobile
consegna: "marcia
senza ritorno".
Nel suo discorso c’è
stato anche un
breve, ma
significativo
accenno agli
sviluppi della
trattativa per la
soluzione umanitaria
in Colombia. Ha
rivelato che sono
già in Venezuela
esponenti delle FARC, le Forze
Armate
Rivoluzionarie,
della ELN, Esercito
di Liberazione
Nazionale, altro
importante gruppo di
partigiani ed un
emissario del
presidente francese.
Nelle prossime ore,
potremmo assistere a
sviluppi positivi
circa la vicenda dei
sequestrati in
Colombia, tra cui la
ex candidata
Betancurt, di
origine francese ed
italiana (bisnonno
italiano e cittadina
onoraria di Roma). |