Arrivati al 95% della contabilizzazione dei voti, Alan Garcia si é
affermato come nuovo Presidente peruviano, con un margine di vantaggio
ridotto al 5%. Gli istituti di sondaggio gli attribuivano un 20% in piú
piú rispetto ad Ollanta Humala che, sulla scorta del massiccio appoggio
nelle zone rurali e Andine, ha effettuato un notevole recupero.
La
partitia decisiva si é giocata nella capitale Lima, dove Alan Garcia ha
raccolto il grosso dei consensi, soprattutto capitalizzando i voti della
destra e dei seguaci di Fujimori. L’ex candidata conservatrice, infatti,
si é affrettata a rivendicare la paternitá del risicato successo di Alan
Garcia, sottolineando l’importanza decisiva del loro apporto.
Queste elezioni confermano due cose: la spaccatura netta tra il voto
urbano e capitalino, fortemente moderato e conservatore, e il fatto che
Lima decide ancora l’assegnazione della massima carica pubblica.
C’é un nuovo Presidente, il cui partito é inserito nell’Internazionale
socialista, ma che é stato eletto grazie all’appoggio decisivo della
destra e dei conservatori.
Ollanta Humala, dopo appena un anno sull’arena politica, ha mietuto
un ragguardevole successo, riuscendo a far coalizzare tutte le frazioni
politiche contro di lui, ed oggi si profila come il nuovo protagonista
della scena sociale peruviana.
Dietro di lui, si sono raccolti maggioritariamente i settori del Perú
rurale, indigeno, le Ande e l’Amazzonia, gli abitanti impoveriti delle
grandi periferie urbane che sono scampati all’emigrazione all’estero.
L’ex ufficiale, é oggi il leader di una coalizione sociale che si é
riunita attorno ad un programma anti-liberista, di difesa degli
idrocarburi e delle altre risorse naturali e, soprattutto molto compatta
nel rifiuto frontale al Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti.
E’ il nuovo protagonista.
Il ritorno di Alan Garcia alla testa del Perú, avviene sotto il segno di
una inoccultabile precarietá, dovuta non solo al ridotto margine dei
consensi, ma anche alla loro etereogeneitá. Il discorso del trionfo di
fronte ai militanti in festa, in cui Alan Garcia fustigava il malcostume
e la corruzione, risultava un pó surreale. A pronunciarlo non era un
leader della nuova leva, ma quello stesso che fu protagonista di quelle
pagine oscure e che é tornato alla vita pubblica solo grazie alla
prescrizione dei reati, non ad una asssoluzione giudiziaria.
Il leader Aprista ha riconosciuto la vastitá dell’appoggio del Perú
contadino e Andino al suo avversario ed ha detto che, per governare,
sará necessaria la concertazione. Resta da vedere se Alan Garcia si
riferiva al decisivo voto di destra o all’altro progetto di Paese
incarnato da Ollanta Humala.