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Nicaragua
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La vittoria di
Ortega
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La vittoria del
Frente Sandinista (FSLN)
è irreversibile e
Daniel Ortega è
nuovamente
Presidente della
Repubblica. L'ultima
apparizione pubblica
del Consejo Supremo
Electoral (CSE)
riguarda il 92 per
cento dei voti.
Testo e foto
Giorgio Trucchi,
itanica, LPG,
11/11/2006
Léase tambien en
español Triunfo del
FSLN: análisis y
preocupaciones de
Arnaldo Zenteno,
ALAI-AMLATINA |
Nicaragua - La
vittoria di Ortega è
irreversibile
La vittoria del
Frente Sandinista (FSLN)
è irreversibile e
Daniel Ortega è
nuovamente
Presidente della
Repubblica.
L'ultima apparizione
pubblica del Consejo
Supremo Electoral
(CSE) riguarda il 92
per cento dei voti.
Daniel Ortega
mantiene il 38,07%
dei voti, seguito da
Eduardo Montealegre
con il 29%.
José Rizo si ferma
al 26,21%, mentre
Edmundo Jarquín
raggiunge il 6,44%.
Quasi nulla la
presenza di Edén
Pastora (0,27%).
Nell'elezione per
deputati, il FSLN
scende di mezzo
punto percentuale
(37,59), mentre si
livella la
situazione
all'interno del
liberalismo (PLC
26,47% e ALN
26,72%). La Alianza
MRS ottiene l'8,69%.
Questi dati sembrano
indicare che
numerose persone che
hanno votato
Montealegre, hanno
poi optato per i
deputati del MRS e
quindi, i voti
portati via al FSLN
non supererebbero il
3-4%.
Secondo questi
risultati, la
ripartizioni dei
seggi all'interno
della futura
Asamblea Nacional
potrebbe vedere il
FSLN con 37 deputati,
la ALN con 27 (25,
più Montealegre come
secondo classificato
nelle elezioni e
Bolaños come
Presidente uscente),
il PLC con 23 e la
Alianza MRS con 5.
Con questa
situazione non si
altererebbe il
panorama politico
all'interno del
Parlamento.
Liberali ed MRS non
avrebbero comunque i
voti sufficienti per
riformare la
Costituzione o le
Leggi di carattere
costituzionale (come
la Legge Elettorale)
e nemmeno per
eleggere le cariche
dei principali
Poteri dello Stato.
Potrebbero invece
approvare o
respingere, senza il
consenso del FSLN,
qualsiasi legge
ordinaria proposta
dal Potere Esecutivo
(Presidente e
Governo) o dalle
Commissioni
Parlamentari.
È quindi probabile che
ci si troverà di
fronte a una
riedizione ed
intensificazione del
Patto/Accordo FSLN e
PLC, questa volta
però con il Frente
Sandinista a
rivestire il ruolo
di partito di
maggior peso, visto
la deludente prova
del PLC in queste
elezioni e i pochi
deputati (rispetto
ai 41 che ha
attualmente) a
disposizione.
L'ipotesi dell'asse
FSLN/PLC, invece di
un'unione del
liberalismo in
opposizione a
Ortega,
permetterebbe al PLC
di mantenere le sue
quote all'interno
dei Poteri dello
Stato, eleggendo le
principali cariche
con i voti del FSLN.
Tutto questo,
comunque, dipenderà
anche da cosa
accadrà all'interno
del PLC dopo questa
sconfitta elettorale
e anche da come e se
Alemàn riuscirà a
mantenere nuovamente
unito il partito e
soprattutto, i suoi
deputati.
Una fuga verso
Montealegre
altererebbe tutto il
panorama fino ad ora
descritto
Sembra anche
calmarsi la
situazione
all'interno del
paese.
L'Ambasciata degli
Stati Uniti, dopo
lunghe e segrete
riunioni con i due
candidati liberali
per cercare di
ribaltare il
verdetto delle urne
ed andare al
ballottaggio, ha
fatto marcia
indietro rispetto
alle dichiarazioni
rilasciate durante
le prime ore della
notte di domenica.
In una conferenza
stampa ha fatto
sapere di voler
aspettare le
relazioni dei più
importanti organismi
di osservazione
nazionale e
internazionale prima
di emettere una
dichiarazione
ufficiale e
definitiva.
I due candidati
della destra
nicaraguense (PLC e
ALN) hanno invece
seguito strade
diverse.
José Rizo del PLC ha
iniziato la giornata
di martedì accusando
il Consejo Supremo
Electoral (CSE) di
manipolare i
risultati finali e
di non voler far
conoscere i dati del
voto rurale, zona da
cui il suo partito
attinge la maggior
parte di voti.
Militanti del PLC
sono scesi in strada
a bruciare copertoni
e ad ostacolare il
passaggio dei
veicoli.
Rizo si è dichiarato
sicuro del secondo
posto e a pochi
punti percentuali di
Ortega (il CSE lo dà
ormai a 12 punti di
distanza), giurando
e spergiurando che
ci sarà il
ballottaggio tra lui
ed Ortega.
L'impressione è ci
sia da parte del PLC
il disperato
tentativo di
palliare la cocente
sconfitta, non solo
con Ortega, ma
soprattutto nei
confronti di
Montealegre, che si
erge come nuova
forza vincente del
liberalismo.
Inoltre è probabile
che stia tentando di
mantenere unito il
partito e ritardare
la resa dei conti
che, comunque,
avverrà molto
presto.
Eduardo Montealegre,
dopo la diffusione
del conteggio veloce
di Etica y
Transparencia, ha
iniziato a parlare
di un buonissimo
risultato del suo
partito e di opzione
maggioritaria
all'interno del
liberismo.
Inoltre, di fronte
alla scalata dei
toni di PLC, ha
deciso di accettare
pubblicamente la
vittoria di Ortega e
si è recato alla
Segreteria Nazionale
del FSLN per
congratularsi con il
futuro Presidente
della Repubblica.
Durante il suo
discorso ha detto
che "sono venuto con
vari membri della
nostra Alianza per
salutare il
Presidente Daniel
Ortega e il
Vicepresidente Jaime
Morales Carazo.
Abbiamo detto che
lavoreremo attraverso
un'opposizione
costruttiva,
intelligente, onesta
e democratica.
Faremo opposizione
su quelle cose che
non garantiscano la
stabilità, la
tranquillità, la
democrazia e
appoggeremo le
misure a favore
della gente più
povera e bisognosa.
Noi crediamo che il
Nicaragua debba
avanzare e non
retrocedere. La
popolazione del
Nicaragua, che tanto
ha sofferto, ha
bisogno
dell'appoggio
internazionale e di
chi vuole un
Nicaragua migliore.
È importante essere
venuti a riconoscere
ciò che ormai è
inevitabile, in base
ai dati emessi oggi
dal CSE e da quelli
del nostro conteggio
parallelo.
In nome della ALN mi
congratulo con l'ex
Presidente Ortega e
con Jaime Morales
Carazo per avere
trionfato in queste
elezioni".
Ortega ha fatto un
breve discorso. "Stiamo
ricevendo questa
vista capeggiata da
Eduardo Montealegre, come
un segnale molto
chiaro dei
nicaraguensi di
voler lavorare per
il bene del paese.
Dobbiamo dare
al Nicaragua un
segnale di stabilità
e che, al di sopra
della politica, ci
sia al primo posto
l'impegno che
abbiamo assunto di
tirar fuori il
Nicaragua dalla
povertà.
Tutti condividiamo
questo obiettivo,
abbiamo lottato in
tutti questi anni e
sentiamo che si
stanno creando le
condizioni per
creare una nuova
cultura politica,
che ci porti ad agire
in mezzo alla
diversità e alle
differenze, con
spirito costruttivo,
mettendo al primo
posto il Nicaragua e
la gente povera.
Ringraziamo Dio per
questa opportunità
che ci sta dando,
per costruire un
Nicaragua
riconciliata,
dialogando, cercando
il consenso in mezzo
alle differenze.
Affinché fluiscano
gli investimenti e
siamo a favore di
qualsiasi tipo di
investimento,
dialogando con i
vari gruppi
economici e sociali,
per unirci ed
attaccare la povertà
e dare lavoro.
Riconosciamo questo
gesto di Eduardo
Montealegre, un
gesto che mostra un
comportamento
dignitoso,
coraggioso, dove è
chiaro che non si
può parlare di
vincitori e vinti. È
un processo in cui
dobbiamo lavorare
insieme per il bene
del Nicaragua" (Ascolta
audio originale su
www.itanica.org )
La gente ha
immediatamente
invaso le strade,
potendo liberare
così la propria
gioia, in parte
repressa per due
giorni in attesa dei
risultati ufficiali.
Mercoledì sarà il
gran giorno dei
festeggiamenti, che
coincidono con
l'anniversario della
morte del capo
storico e ideologo
del FSLN, Carlos
Fonseca Amador.
Durante la giornata di
ieri, invece il
nuovo Presidente del
Nicaragua, Daniel
Ortega, aveva fatto
la sua prima
apparizione per
ringraziare la
presenza nel paese
di Jimmy Carter, con
il suo organismo di
osservazione
elettorale.
Dopo l'incontro ha
rilasciato una breve
dichiarazione.
"Vorrei che da parte
di tutti ci fosse la
disponibilità a
lavorare insieme per
eliminare la povertà
in Nicaragua. Vorrei
anche rassicurare il
settore privato, chi
investe nel nostro
paese, nazionali o
stranieri.
Il Nicaragua vuole
migliorare e vuole
sviluppare relazioni
con tutta la
comunità
internazionale.
Fino a che il CSE
non si pronuncerà,
bisogna mantenere la
calma e tenere
pazienza. Dobbiamo
essere rispettosi
della legge e ci
sembra che il
processo di
scrutinio vada bene
e continua a
camminare.
Non esiste nessuna ombra
sulla regolarità di
queste elezioni, non
ci sono denunce di
frodi e tutti stanno
dicendo che queste
elezioni sono state
pulite e che la
partecipazione al
voto è stata
massiccia".
Fuori dall'Hotel
Intercontinental
Metrocentro una
grande quantità di
simpatizzanti del
FSLN ha aspettato il
leader sandinista
per salutarlo e
fargli sentire la
loro gioia.
Dopo la lettura
degli ultimi dati da
parte del CSE, la
gente è scesa
nuovamente per le
strade della
capitale ed esiste
una certa impazienza
per poter
festeggiare una
vittoria attesa da
16 lunghi e
difficili anni.
Daniel Ortega
continua comunque ad
aspettare i
risultati finali del
CSE prima di
dichiararsi
vincitore.
L'Unione Europea ha
confermato ciò che
aveva già espresso
nei giorni
precedenti e cioè la
totale regolarità
del processo
elettorale. Ha anche
approfittato
dell'occasione della
presentazione del
Comunicato
Preliminare
dell'osservazione
elettorale, per
esprimere dei
giudizi che vanno
oltre le semplici
elezioni e che
toccano il sistema
elettorale
nicaraguense e i
suoi organi più
importanti.
Secondo Claudio Fava,
capo missione della
UE "il popolo
nicaraguense ha
avuto un
atteggiamento di
impegno e di volontà
democratica. Un
elemento
importante è che per
la prima volta la
guerra non è stata
la protagonista di
queste elezioni. Il
ricordo della guerra
si sta allontanando
sempre di più.
Più del 50 per cento
dei nicaraguensi non
hanno vissuto questa
triste esperienza e
speriamo che ci si
lasci alle spalle
questo ricordo.
Fino ad ora le
elezioni si sono
sviluppate in modo
pacifico,
competitivo e con
gestione elettorale
appropriata. C'è
stata grande
partecipazione al
voto e si è vista
anche una certa
allegria tra la
gente, la quale non
si è fatta
coinvolgere dai toni
spesso accesi ed
esagerati, con duri
attacchi personali,
espressi da alcuni
candidati durante la
campagna elettorale.
Nei seggi i
procedimenti di
suffragio sono stati
rispettati. Il
conteggio nei seggi è
stato lento, ma si è
realizzato in modo
trasparente. E'
degno di nota il
numero poco
significativo di
impugnazioni dei
risultati nei seggi.
Dobbiamo però anche
aggiungere alcune
cose.
La comunicazione dei
dati da parte del
CSE si sta
dimostrando
inadeguata per il
tempo che sta
trascorrendo.
Stiamo aspettando i
risultati finali.
Rispetto al futuro
bisogna fare delle
riforme che
suggeriremo nella
nostra relazione
finale.
Alcune cose le
possiamo già dire.
La Legge Elettorale
del Nicaragua è
disegnata per dare
spazio unicamente a
un sistema politico
con la presenza di
due partiti politici
e non aiuta la
partecipazione di
forze politiche
emergenti. E' una
contraddizione. Ci
sono cinque partiti
che formeranno il
prossimo Parlamento
e con una legge
elettorale disegnata
solo per due.
Questo ha portato ad
alcune conseguenze
come l'elevato grado
di politicizzazione
del Consejo Supremo
Electoral (CSE) a
favore del FSLN e
PLC. Questo ha
creato
preoccupazione,
dubbi e lamentele
sulla sua capacità
di attuare come
organismo
indipendente e
libero dal controllo
dei partiti.
La preparazione
delle elezioni è
stata adeguata, ma
ci sono stati
problemi rispetto
alla distribuzione
dei documenti
d'identità per
votare e ha dato
origine a una
distribuzione
selettiva a favore
del FSLN e PLC in
alcune zone del
paese.
Sono problemi
strutturali di
questo organismo e
non congiunturali.
E' una
contraddizione da
risolvere.
Bisogna anche
parlare
dell'ingerenza di
attori stranieri in
queste elezioni. Noi
crediamo che sia da
condannare,
soprattutto perché
sono attori
stranieri e crediamo
che bisogna
sostenere
l'opportunità di un
popolo e di tutti i
popoli di poter
eleggere il proprio
Presidente e i
propri deputati
senza aver paura o
dover sentire la
presenza, a volte
pesante, di attori
che non sono
nazionali, non sono
attori istituzionali
di questo processo
politico".
Una prima analisi
del voto
Secondo i dati fino
ad ora in possesso,
il Frente Sandinista
perde una certa
quantità di punti
percentuali (dal 43%
del 2001 al 38% di
oggi) e non sembra
riuscire ad
aumentare il numero
totale di voti,
segno che la Alianza
MRS è riuscita ad
accaparrarsi una
parte del voto
sandinista, anche se
molto meno di quanto
si aspettasse.
Se si tiene poi
presente che dal
2001 al 2006 ci sono
circa 500 mila nuovi
potenziali elettori
(giovani) e
dell'enorme campagna
di alleanze del FSLN
per attirare il voto
di settori legati
storicamente
all'antisandismo (ex
Contra, popolazione
miskita della Costa
Atlantica, liberali
e conservatori),
l'importante e
indiscutibile
vittoria elettorale
non è dovuta quindi
a un aumento
sostanzioso dei voti
per il FSLN, ma
soprattutto
all'abilità del
Frente Sandinista di
dividere il voto
della destra (unita
raggiungerebbe
nuovamente la
maggioranza con il
55%), all'essere
riuscito a negoziare
con il PLC, a cambio
di benefici
personali per l'ex
Presidente Arnoldo
Alemán, la riduzione
della percentuale
minima per essere
eletto al 35%. meno
sembra aver pesato
l'aver saputo
trasformare la
propria immagine di
partito ex
guerrigliero e
violento a nuova
espressione, a volte
molto stucchevole,
di pace e
riconciliazione.
Con una destra
compatta, Daniel
Ortega avrebbe
nuovamente perso con
un distacco molto
pesante.
Il fattore "Daniel
Ortega", come
immagine mediatica e
caudillista,
abbinata alla
capacità della
moglie, Rosario
Murillo, di gestire
l'intera macchina
elettorale e
l'enorme meccanismo
dei rapporti con i
settori più
disparati della
società nicaraguense,
includendo la Chiesa
cattolica, ha
obbligato gli altri
candidati ad
utilizzare, come
unica "arma", quella
del discredito
personale,
riproponendo l'ormai
consumato e sempre
meno attendibile
tema del "pericolo
Daniel Ortega" e
della guerra degli
anni 80.
In una popolazione
dove l'immagine del
candidato molte
volte risulta essere
più importante del
Programma, Ortega
sembra essere
riuscito a mantenere
l'appoggio della
maggioranza del voto
storico sandinista e
di parte della
popolazione non
militante, ormai
stanca delle
promesse di
candidati liberali
che, in un modo o
nell'altro, sono
vincolati
direttamente ai
governi precedenti.
Sarà ora da valutare
come il nuovo
Presidente del
Nicaragua saprà
districarsi nel
difficile compito di
dare risposte
immediate alla base
che l'ha votato, che
sicuramente si
aspettano molto di
più di quello che
realmente potrà fare,
e allo stesso tempo,
gestire i difficili
rapporti con
l'imprenditorialità
locale e straniera e
soprattutto, con gli
Organismi finanziari
internazionali che
mantengono il
Nicaragua sotto un
rigido e ferreo
controllo politico-economico.
Chi sicuramente esce
sconfitto da queste
elezioni è il
Partido Liberal
Constitucionalista (PLC).
Dimezza i voti ed i
suoi deputati ed al
suo interno potrebbe scatenarsi
un regolamento di
conti.
Molto dipenderà da
quanto Arnoldo
Alemán riuscirà a
gestire questa
sconfitta, che
assume l'immagine
del fallimento di
una politica di
partito legata al
proprio caudillo,
caduto in disgrazia
e messo in un angolo
dal FSLN. Non è
certo un segreto che
questa vittoria è in
parte stata servita
su di un piatto
d'argento dallo
stesso Alemán.
Perdendo la grande
influenza e la
maggioranza che fino
ad ora conservava
nella Asamblea
Nacional, il PLC si
trova ora di fronte
al dilemma di unirsi
alla ALN per
boicottare il nuovo
governo sandinista o
più probabilmente,
riproporre l'Accordo/Patto
con il FSLN da una
posizione
d'inferiorità e
mantenere così fette
di potere
all'interno dei
Poteri dello Stato.
Eduardo Montealegre
esce vincente da
queste elezioni,
dimostrando di
essere la figura
emergente del
liberalismo e
proponendosi al
paese come la nuova
alternativa al PLC.
Avrà inoltre il peso
di provare con i
fatti la sua
opposizione al Patto
all'interno del
Parlamento, dove
sarà deputato.
Per la Alianza MRS
il risultato è
sicuramente
inferiore alle
aspettative.
Non è comunque
un'esperienza
negativa, in quanto
per la prima volta
un partito che nasce
dall'esperienza
sandinista riesce a
ottenere una
discreta percentuale
di voti e a far
eleggere 5 o 6
deputati.
Per questa Alianza
sarà ora
fondamentale il
lavoro che
svolgeranno
all'interno della
Asamblea, ma
soprattutto riuscire
a definirsi in
termini politici,
dimostrando di
essere veramente
un'alternativa al
FSLN nei contenuti e
nel modo di
intendere e far
politica.
|
Desde/Dal
11/11/2006
Leído/letto

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