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Foto e servizio
tratto interamente
da
Selvas,
Settembre 2006
Sommario:
-
DA CHI ERA
COSTITUITA
L’OPPOSIZIONE...
-
...E I RAPPORTI CON
L’UNIONE EUROPEA
-
LE CONSEGUENZE DELLA
SOSPENSIONE DEGLI
AIUTI
-
IL COLPO DI STATO
-
LE PRINCIPALI
CONSEGUENZE DEL
COLPO DI STATO ED I
RISULTATI DEL “BUON
GOVERNO” DI LATORTUE
-
IL RUOLO
DELL’INFORMAZIONE
-
I RISCHI CHE CORRE
IL NUOVO PRESIDENTE
ELETTO, RENÉ PRÉVAL
-
PERCHE’ LO ABBIAMO
FATTO?
Pochi in Europa
conoscono i fatti
che hanno preceduto
il violento colpo di
stato ad Haiti il 29
febbraio 2004 e le
condizioni che ne
hanno permesso
l’attuazione; quasi
nessuno è al
corrente del ruolo
che ha avuto
l’Unione Europea.
La destabilizzazione
del Paese, che aveva
esattamente come
scopo quello di
impedire ad Aristide
di governare e
quindi di
estrometterlo, non
importa a quale
costo, è iniziata
almeno nell’anno
2000, tesi sostenuta
anche da Ramsey
Clark (1) nella sua
analisi del 1 Marzo
2004 (2):
“Rimuovere il
Presidente Jean
Bertrand Aristide
dalla sua carica, è
un progetto al quale
l’amministrazione
Bush stava lavorando
da almeno tre anni”
Per comprendere i
fatti ed il ruolo
dell’UE è
fondamentale
conoscere cosa sia
successo nel 2000.
Dopo 5 anni di
governo del partito
Lavalas durante la
presidenza di René
Préval, la scadenza
sia del Parlamento
sia del mandato
Presidenziale
richiedevano nuove
elezioni, che si
sono svolte: le
legislative a maggio
e luglio 2000 e le
presidenziali a
novembre 2000.
Il primo turno delle
legislative si è
svolto il 21 maggio
2000 sotto il
controllo di
osservatori
internazionali
dell’OAS (Organizzazione
degli Stati
Americani) e
dell’organizzazione
Gallup (USA). Le
prime dichiarazioni
degli osservatori
sostenevano la
correttezza dello
svolgimento e del
risultato, che
vedeva il partito
Fanmi Lavalas,
sostenitore di Jean-Bertrand
Aristide, in
schiacciante
vantaggio (Haitiprogres
(3)
del 24 maggio 2000).
Dopo pochi giorni,
prima il
Dipartimento di
Stato USA, seguito
subito dopo dagli
stessi osservatori
dell’OAS, cambiavano
idea sostenendo
illegittima la
procedura seguita
per il conteggio che
aveva portato alla
nomina di 8 senatori,
7 del partito Fanmi
Lavalas, ed 1
indipendente (Haitiprogres
del 07 giugno e del
28 giugno 2000 e
Analisi (4) di Brian
Concannon (5),
procedura identica a
quella delle
elezioni precedenti,
del 1990 e del 1995,
che non aveva mai
dato adito ad alcuna
perplessità da parte
degli osservatori
internazionali.
Uno dei senatori è
stato rieletto nel
novembre 2000 e gli
altri 7 si sono
dimessi nel luglio
del 2001: ogni
controversia quindi
avrebbe dovuto
essere risolta.
Ma così non è stato.
L’opposizione, forte
delle contestazioni
internazionali sulle
elezioni del maggio
2000, ha boicottato
ogni ulteriore
processo elettorale:
quello del secondo
turno delle
legislative del
luglio 2000 per il
ballottaggio fra i
candidati che non
avevano superato il
50% delle preferenze
nel primo turno, che
si è comunque svolto,
confermando il
successo indiscusso
del partito Fanmi
Lavalas; quello
delle presidenziali
del novembre 2000
che hanno visto
Aristide vittorioso
con il 92% delle
preferenze ed una
partecipazione del
60% dell’elettorato
(l’OAS non ha
monitorato queste
elezioni, che si
sono svolte sotto il
controllo della
Coalizione
Internazionale degli
Osservatori
Indipendenti).
Le elezioni
presidenziali non
sono mai state
contestate, tranne
che dall’opposizione
che le aveva
boicottate: nessuno
avrebbe avuto alcuna
base per trovare una
qualsivoglia ragione
di contestazione
(Haitiprogres del 06
dicembre 2000).
Ogni tentativo del
governo, nel 2001,
di tenere ulteriori
elezioni per coprire
i seggi lasciati
liberi dai 7
senatori
dimissionari è stato
boicottato ed
impedito
dall’opposizione ed
i seggi sono rimasti
vacanti.
DA
CHI ERA COSTITUITA
L’OPPOSIZIONE...
L’opposizione era
composta da 15
piccoli partiti, che
avevano poco in
comune fra di loro,
ma che sono stati
spinti ad associarsi,
dopo il maggio 2000,
nella coalizione
Convergenza
Democratica dall’IRI
(International
Republican Institute),
che insieme al NED (National
Endowment for
Democracy) e
all’USAID (US Agency
for International
Development) sono le
tre istituzioni
degli Stati Uniti,
abbondantemente
finanziate dal
Governo, dal quale
dipendono, che hanno
come scopo quello di
“promuovere la
democrazia”
Tali partiti avevano
ottenuto,
complessivamente,
meno del 12% delle
preferenze.
L’altra opposizione
era costituita dal
Gruppo dei 184,
definita “società
civile”. Il Gruppo
dei 184 riuniva e
riunisce
associazioni vere o
create “ad hoc”,
televisioni e radio,
tutte con un unico
denominatore:
l’essere
strettamente legate
alla élite
affaristica, che
sosteneva i Duvalier
e che non ha mai
sopportato Aristide.
I membri più
rappresentativi di
tale élite sono
André Apaid, Charles
Henry Baker e
Reginald Boulos. Si
riporta qui di
seguito un estratto
dell’analisi dello
studioso e scrittore
canadese Michel
Chossudovsky sul
Gruppo dei 184 (da
“La
Destabilizzazione di
Haiti” (6):
Il Gruppo dei 184 è
guidato da Andre (Andy)
Apaid, nato negli
Stati Uniti da
genitori Haitiani. (Haiti
Progres, http://www.haiti-progres.com/eng11-12.html)
Andy Apaid durante
l'era di Duvalier,
partendo dall'idea
di pagare il lavoro
il minimo possibile,
ha fondato uno delle
più grandi ditte di
esportazione di
materiale
d'assemblaggio: le
industrie Alpha.
Questi sweatshop (letteralmente:
i laboratori del
sudore, ovvero
fabbriche
semiclandestine dove
si lavora in regime
di totale
sfruttamento e senza
alcuna garanzia)
producono articoli
tessili e assemblano
materiale
elettronico per
alcune ditte
americane, tra cui
la Sperry/Unisys,
l'IBM e la Remington
and Honeywell. Apaid
è il più potente
datore di lavoro di
tutta Haiti e
possiede una forza
lavoro di circa 4000
operai. I salari
retribuiti dalle
fabbriche di Andy
Apaid sono molto
bassi e
corrispondono a 68
centesimi di dollaro
al giorno (Miami
Times, 26 Febbraio
2004).
Si pensi che la paga
minima corrente è di
circa 1,50 dollari
al giorno:
"Il National
Labor Committee, con
base negli Stati
Uniti, è stato il
primo a denunciare
lo scandalo degli
sweatshop. Alcuni
anni fa le fabbriche
situate nelle zone
di libero scambio
spesso pagavano al
di sotto del minimo
salariale e gli
operai erano
costretti a lavorare
78 ore alla
settimana." (Daily
News, New York, 24
Feb 2004)
Apaid è stato un
fedele sostenitore
del colpo di stato
militare del 1991.
Sia la "Convergenza
democratica" che il
G-184 presentano dei
punti in comune con
il FLRN (gli ex
squadroni di morte
del FRAPH)
capeggiato da Guy
Philippe. Il FLRN è
conosciuto anche per
aver ricevuto dei
fondi dalla comunità
finanziaria di Haiti.
In altre parole, tra
l'opposizione civile
che sostiene di
essere non violenta
e l'FLRN
paramilitare non c'è
una vera e propria
divisione a tenuta
stagna. In verità
l'FLRN sta
collaborando con la
cosiddetta "Piattaforma
Democratica".
...E I RAPPORTI CON
L’UNIONE EUROPEA
I rapporti con l’UE,
già nel 2000, non
erano idilliaci. Gli
accordi imposti al
Governo Haitiano per
ottenere aiuti e
finanziamenti dalla
BEI (Banca Europea
per lo Sviluppo)
erano perfettamente
allineati con la
politica del Fondo
Monetario
Internazionale:
licenziamento di
11.000 dipendenti
pubblici,
privatizzazione
delle principali
aziende pubbliche
(energia, acqua etc…),
revisione (leggi:abolizione)
delle tariffe
doganali (7): alcune
aziende pubbliche
non sono mai state
privatizzate.
Nel 2000 l’UE aveva
preteso che la
stampa delle schede
elettorali fosse
affidata ad una
azienda europea,
mentre il Governo
Haitiano l’aveva
affidata ad una
azienda di Haiti,
la Imprimerie
Deschamps. Dopo
questo increscioso
episodio, il Governo
Haitiano ha
rifiutato qualsiasi
tipo di
finanziamento da
parte dell’UE
relativo allo
svolgimento delle
elezioni (Reuters –
4 gennaio 2000). Non
risulta, dalle
cronache di allora,
che vi siano stati
osservatori UE alle
elezioni.
Dopo le
contestazioni
seguite alle
elezioni, sopra
descritte, l’Unione
Europea ha scelto di
seguire le decisioni
del governo degli
USA e di bloccare i
fondi destinati al
Governo Haitiano per
la sicurezza
alimentare, in un
Paese dove la
mortalità per
denutrizione,
soprattutto
infantile, è
altissima e per le
infrastrutture,
fondamentali in un
Paese dove le strade
sono pochissime e
difficilmente
percorribili,
ritenendo violato
l’articolo n. 9
dell’accordo di
Cotonou.
(decisione del
Consiglio
dell’Unione Europea
n. 2001/131/CE del
29.01.2001 ,
reiterata negli anni
successivi con
decisione n.
2002/131/CE del
21.01.2002, n.
2003/53/CE del
10.01.2003 e n.
2003/916/CE del
22/12/2003) (8)
L’accordo di
Cotonou (9) (dal
nome della località
africana, nello
Stato del Benin,
dove l’accordo è
stato sottoscritto
il 23 giugno 2000),
riguarda i rapporti
di cooperazione fra
l’Unione Europea ed
i Paesi di Africa,
Carabi e Pacifico (definiti
ACP). L’art. 9 si
riferisce al buon
governo, alla
democratizzazione ed
al rispetto dei
diritti umani, e
cita espressamente:
“Il buon governo,
sul quale si fonda
il partenariato
ACP-UE, ispira le
politiche nazionali
e internazionali
delle parti e
costituisce un
elemento
fondamentale del
presente accordo. Le
parti convengono che
solo i gravi casi di
corruzione, attiva e
passiva, previsti
dall'articolo 97,
costituiscono una
violazione di tale
elemento."
“Le parti
attribuiscono
particolare
importanza ai
cambiamenti in corso
e alla continuità
dei progressi
conseguiti. Questa
valutazione
periodica tiene
conto del contesto
economico, sociale,
culturale e storico
di ciascun paese”.
L’articolo 96
determina le misure
appropriate da
intraprendere in
caso di violazione
degli obblighi
derivanti
dall’accordo e cita
espressamente:
“Con
l'espressione "misure
appropriate"
utilizzata nel
presente articolo
s'intendono le
misure adottate in
conformità del
diritto
internazionale e
proporzionate alla
violazione. Nella
scelta di tali
misure si
privilegiano quelle
che pregiudicano
meno l'applicazione
del presente accordo.
Resta inteso che la
sospensione
costituisce l'ultima
risorsa”.
Le contestazioni
elettorali non sono
contemplate
dall’accordo, nelle
decisioni del
Consiglio dell’UE
non sono stati
contestati allo
Stato Haitiano gravi
casi di corruzione o
violazioni dei
diritti umani.
L’accordo di Cotonou
non è quindi stato
violato da Haiti, ma
dall’Unione Europea
che ha deciso la
sospensione degli
aiuti senza una
reale motivazione.
La cifra complessiva
che era stata
destinata al Governo
Haitiano ed
illegittimamente mai
stanziata ammonta
globalmente, secondo
l’Haiti Progres a
200 milioni di Euro.
L’europarlamentare
scozzese Sig.ra
Glenys Kinnock,
tramite
l’interrogazione
scritta E-0969/01
del 30.03.01 (10) ha obiettato sulla
decisione,
affermando,
correttamente, che
le procedure
elettorali non
costituiscono
violazione
dell’accordo: la
risposta del
commissario allo
sviluppo di allora,
Sig. Poul Nielson
, fornita il 1°
giugno 2001 riporta
le seguenti frasi:
“Dopo le elezioni
legislative del 21
maggio 2000, che,
secondo quanto
dichiarato nella
relazione degli
osservatori
internazionali
(OSA), si sono
svolte in maniera
irregolare, l'Unione
ha invitato Haiti a
tenere consultazioni,
che sono iniziate il
26 settembre.
L'Unione ritiene che
uno degli elementi
fondamentali
dell'articolo 9
dell'accordo di
Cotonou (rispetto
dei diritti umani,
dei principi
democratici e dello
Stato di diritto)
sia stato violato”
“La cooperazione
con Haiti continua;
l'invio degli aiuti
non viene interrotto.
Le misure adottate
non devono
penalizzare la
popolazione; gli
aiuti diretti al
bilancio destinati
al governo sono
stati sospesi e i
fondi disponibili
(52 milioni di euro)
sono stati
riorientati verso
progetti a carattere
sociale di cui
beneficeranno
direttamente i
cittadini.”
“Nel caso di
Haiti, la decisione
è stata adottata non
soltanto a causa
delle procedure
elettorali applicate,
ma anche a seguito
dell'inosservanza
dei principi
democratici
fondamentali durante
le elezioni
legislative e
presidenziali e del
verificarsi di
numerose
irregolarità, quali
frodi, intimidazioni
e la nomina di un
Consiglio elettorale
non rappresentativo”.
La risposta del Sig.
Nielson non è
coerente con quanto
indicato nelle
Decisioni del
Consiglio
dell’Unione Europea,
né con quanto
effettivamente
accaduto, in quanto:
1) L’OSA o OAS (Organizzazione
degli Stati
Americani)
contestava solo le
procedure seguite
per l’elezione degli
otto senatori, come
descritto più sopra.
2) A proposito
dei fondi
riorientati a favore
dei cittadini,
sui vaghi ed
alquanto confusi
rapporti dell’Unione
Europea circa gli
stanziamenti per
progetti nei Paesi
ACP sono citati
fondi destinati ad
Haiti, ma senza
chiarire se siano
stati stanziati, se
relativi a progetti
approvati, se
effettivamente spesi.
L’EDF (fondo europeo
per lo sviluppo o
european development
fund) riporta la
decisione della
Commissione Europea,
del dicembre 2001,
di stanziare 28
milioni di Euro a
favore di un piano
per l’educazione di
base (11).
Gli stessi 28
milioni però si
ritrovano nel
“Rapport Annuel
2002” (12) della Delegazione Europea
ad Haiti, non ancora
spesi, insieme ad
altri fondi, 35
milioni di Euro,
programmati per il
2003. Nel rapporto
ci sono anche
lamentele per la
mancata
privatizzazione
dell’Azienda
pubblica per la
produzione e
distribuzione
dell’energia
elettrica.
Nuovamente, gli
stessi 28 milioni di
Euro si ritrovano
nel “Rapport Annuel
2004” (13)
In realtà il
progetto ha avuto
inizio solo alla
fine del 2003, è
stato subito
interrotto ed è
stato posto
effettivamente in
essere solo dopo il
colpo di stato. Per
la maggioranza degli
altri fondi è
avvenuta la stessa
cosa.
3) La Decisione
del Consiglio
dell’Unione Europea
cita solo le
irregolarità
riportate dal
rapporto dell’OAS in
relazione al
(presunto) mancato
rispetto della legge
elettorale per la
designazione delle
cariche di senatore
al primo turno. Il
Sig. Nielson si è
inventato le
“numerose
irregolarità, frodi
(mai segnalate dagli
osservatori),
intimidazioni e la
nomina di un
Consiglio elettorale
non rappresentativo
(non ne facevano
parte i membri del
Fanmi Lavalas, il
partito di Aristide)
per giustificare
qualcosa che non si
può giustificare?
I fondi che
sicuramente sono
stati spesi,
elargiti da
Europeaid (14) (Ufficio
di Cooperazione
dell’Unione
Europea), sono i
773.000 Euro a
favore della
“Iniziativa della
Società Civile” (ISC),
gruppo di
associazioni vere o
create appositamente,
legate e guidate da
Apaid e da Desroches,
o da membri di
partiti appartenenti
alla “Convergenza
Democratica”
(Denuncia dell’Haiti
Support Group (15)
e rapporto UE sulla
avvenuta
realizzazione del
progetto)(16),
che hanno ricevuto
anche 3 milioni di
dollari dall’USAID (US
Agency for
International
Development), che
dipende direttamente
dal Dipartimento di
Stato.
D’altra parte, i
rapporti di
“collaborazione” fra
l’Unione Europea,
tramite l’Europeaid
e l’USAID risalgono
a molti anni fa (Rapporto
Europeaid 2001)
(17)
I fondi europei
quindi non sono
andati a favore
della popolazione,
ma a discapito della
stessa, poiché hanno
contribuito a
sostenere il gruppo
dei 184 che,
come scritto da
Chossudovsky, da
Haiti Progres e come
noto agli Haitiani,
hanno cooperato con
i paramilitari che
hanno invaso il
Paese nel febbraio
del 2004 devastando
ogni cosa e
massacrando i pochi
poliziotti, male
armati, che hanno
tentato di opporsi,
oltre a migliaia di
persone.
LE
CONSEGUENZE DELLA
SOSPENSIONE DEGLI
AIUTI
I 200
milioni di Euro
bloccati dall’UE,
insieme ai 500
milioni di dollari
bloccati da parte
degli Stati Uniti e
dalla Banca
Interamericana per
lo Sviluppo, su
imposizione degli
Stati Uniti (si
ricorda che Haiti è
il Paese più povero
del continente
americano) hanno
provocato danni alla
popolazione, ridotta
alla fame,
difficilmente
riparabili. Inoltre
il blocco degli
aiuti, un vero e
proprio embargo
economico, che ha
costretto Aristide a
gestire il Paese in
condizioni
finanziarie
disastrose, è stato
uno degli elementi
determinanti che
hanno condotto al
colpo di stato del
febbraio 2004.
Si
riportano qui alcune
testimonianze e
denunce:
Paul Farmer (18)
“Chi ha destituito
Aristide”(19):
“Eppure soltanto
un mese fa (l’anno è
il 2004) si è potuto
finalmente leggere
su un quotidiano
statunitense che il
congelamento degli
aiuti può aver
contribuito al
rovesciamento del
governo haitiano. Il
7 marzo il Boston
Globe ha scritto:
Oggi il governo di
Haiti, che ha la
responsabilità di
otto milioni di
persone, ha un
budget annuale di
circa 300 milioni di
dollari ? inferiore
a quello di
Cambridge, una
cittadina di poco
più di 100.000
abitanti. E mentre
gli haitiani tentano
di formare un nuovo
governo, molti
dicono che il suo
successo dipenderà
largamente dalla
misura e dalla
rapidità con cui gli
aiuti fluiranno nel
paese… Molti dei
sostenitori di
Aristide, in Haiti e
all’estero,
sostengono con
rabbia che la
comunità
internazionale, e
gli Stati Uniti in
testa, hanno
abbandonato la
nascente democrazia
proprio quando ne
aveva più bisogno.
Molti poi credono
che lo stesso
Aristide sia stato
il bersaglio delle
sanzioni economiche
de facto, proprio
mentre Haiti stava
iniziando a
risistemare le
proprie finanze.
Avrebbe fatto comodo
alle tradizionali
élite haitiane ed ai
loro alleati
all’estero se
Aristide, che è
stato costretto a
esercitare la sua
presidenza in una
condizione di
penuria
inimmaginabile,
fosse stato
abbandonato dal suo
stesso popolo. Ma i
sondaggi Gallup del
2002, i cui
risultati non sono
mai stati resi
pubblici, hanno
dimostrato che, a
dispetto dei suoi
errori, egli resta
il politico di gran
lunga più popolare e
fidato. Dunque che
cosa si può fare per
quelli che, con
orrore della destra
repubblicana,
continuano a votare
per lui?”
Dal
film-documentario di
Nicolas Rossier
“Aristide end the
Endless Revolution” (20)
“ I think that
the decision to cut
off aid to Haiti in
2000 was a decision
that wasn’t just
American, by the way,
but which Europe
agreed to, is
directly responsible
for the
disintegration of
Haitian institutions
and the weakness
that would allow 200
armed criminals to
overthrow the
government...The
problem is that if
you don’t provide
the funding you’ve
got to provide the
troops. You don’t
have an alternative
in Haiti. It’s too
weak to isolate and
cut-off assistance
unless you’re
prepared to follow
that up with a
military
intervention.”
EXPERT IN
PEACE BUILDING -
JAMES DOBBINS
Traduzione in
breve:
“Penso che la
decisione di
tagliare gli aiuti
ad Haiti nel 2000
fosse non solo
Americana, ma
condivisa
dall’Europa e che
sia direttamente
responsabile della
disintegrazione
delle istituzioni
Haitiane e della
debolezza che ha
permesso a 200
criminali armati di
rovesciare il
governo…
Non è sufficiente
isolare e tagliare
l’assistenza a meno
che si sia preparati
ad intervenire
militarmente”

Cité Soleil, la
zona più povera di
Haiti
Ma
la responsabilità
dell’UE, già
gravissima, non si
ferma qui.
L’Unione Europea,
seguendo gli Stati
Uniti ed il Canada
ha continuato a
pretendere che il
Presidente Aristide
si accordasse con
l’opposizione (i
partiti della
Convergenza
Democratica) ed
indicesse nuove
elezioni, imponendo
un preciso
calendario, come
richiesto dall’OAS (indicato
sulla decisione del
Consiglio
dell’Unione Europea
n. 2002/131/CE del
21.01.2002).
Aristide ha
accettato ma
l’opposizione, forte
dell’appoggio della
“comunità
internazionale” ha
sempre rifiutato, in
particolare le nuove
elezioni in quanto
ben consapevole che
le avrebbe perse,
questa volta senza
alcuna speranza di
trovare scuse. Nel
mese che ha
preceduto il golpe,
Aristide aveva anche
accettato le ultime
imposizioni della
solita “comunità
internazionale”,
cioè di formare un
governo insieme
all’opposizione, ma
anche questa
soluzione è stata
rifiutata. L’unico
obiettivo della
“Convergenza
democratica”,
ovviamente
coincidente con
quello di USA,
Canada, Unione
Europea erano le
dimissioni di
Aristide: queste
Aristide le ha
giustamente
rifiutate, essendo
stato eletto
democraticamente da
un’altissima
percentuale di suoi
connazionali.
Esiste inoltre una
testimonianza del
giornalista
investigativo
canadese Anthony
Fenton, persona
molto precisa, che
sostiene:
“Sono
onestamente certo
che ci fosse un
rappresentante
dell’Unione Europea
all’incontro
“l’iniziativa di
Ottawa” nel gennaio
2003, durante il
quale è stato
pianificato il
cambio di regime”.
L’Unione Europea,
all’inizio del 2004,
nel pieno della
crisi che ha
preceduto il colpo
di stato, ha
rilasciato due
dichiarazioni di
pura facciata, e
alla luce di quanto
avvenuto poco dopo,
quantomeno ipocrite,
senza fare nulla di
concreto per evitare
il peggio, ma
accusando il governo
legittimo di essere
l’unico responsabile
della situazione.
La prima è la
risoluzione del
Parlamento Europeo
del 15 gennaio
2004 (21), nella
quale i parlamentari
dichiarano:
“Questo paese è
il più povero del
continente
americano, con l'80%
della popolazione
che vive al di sotto
della soglia di
povertà e il livello
più basso della
regione in termini
di aspettativa di
vita,
alfabetizzazione e
indicatori di
salute”
“I deputati,
condannando tutte le
violenze e gli
assassinii politici
di cui Haiti soffre
da anni e domandando
a tutte le parti
coinvolte il
rispetto dei diritti
umani, esortano il
governo haitiano,
l'opposizione e la
società civile a
impegnarsi in un
dialogo costruttivo,
eventualmente nel
quadro di una «Conferenza
internazionale», al
fine di spianare la
strada ad elezioni
legislative”
“Il Parlamento,
inoltre, deplora il
fatto che la polizia
e il sistema
giudiziario non
abbiano affrontato
gli attivisti del
partito al potere
responsabili di
violenza politica e
chiede che venga
condotta
un'inchiesta
indipendente e
trasparente sulle
accuse di violazioni
dei diritti umani
commesse dalla
polizia, dalle forze
di sicurezza, dagli
attivisti politici e
dalle milizie. A
tale proposito,
esorta il governo
haitiano a
sciogliere le
milizie e le bande
armate che seminano
terrore, a porre
fine alla corruzione
e a impegnarsi nella
lotta contro il
traffico di droga”
“Il Parlamento,
infine, chiede che
la Commissione
intensifichi il suo
aiuto sul piano
umanitario e
sanitario a Haiti e
fornisca
un'assistenza
specifica alle
vittime di violenza,
come pure che si
avvii una
cooperazione, in
particolare nei
settori
dell'istruzione e
della sanità, non
appena siano
ottemperate le
condizioni stabilite
nell'accordo di
Cotonou.”
Peccato che i
nostri
europarlamentari si
siano dimenticati
che la situazione
sociale disastrosa
fosse la diretta e
inevitabile
conseguenza
dell’embargo
economico contro un
Paese - come
sostengono loro
stessi - dove l’80%
della popolazione
vive sotto la soglia
della povertà; che
le violenze, da
parte di gruppi sia
pro che anti-governativi,
fossero frutto della
voluta
destabilizzazione
del Paese e che la
polizia (5.000
agenti per 8 milioni
di abitanti)
operasse in
condizioni
disastrose, sempre a
seguito della
assoluta mancanza di
fondi.
Le “milizie e le
bande armate” che il
Governo avrebbe
dovuto “sciogliere”
erano soprattutto
legate al Gruppo dei
184 e sostenute,
quantomeno, dagli
Stati Uniti.
L’aiuto sul “piano
umanitario e
sanitario” era
pressoché
inesistente a causa
dell’embargo imposto
da oltre 3 anni.
La seconda
dichiarazione è
relativa
all’assemblea
parlamentare
tenutasi ad Addis
Abeba il 18 febbraio
2004 con i Paesi
ACP (22) richiesta
con urgenza dal
CARICOM (associazione
dei Paese Caraibici).
L’UE conclude
dichiarando il suo
supporto
all’iniziativa del
Caricom per ottenere
l’invio immediato di
truppe straniere,
onde evitare il
rovesciamento del
governo
costituzionale, come
richiesto con
urgenza anche dal
Presidente Aristide
all’ONU. I Paesi del
Caricom hanno
dichiarato
espressamente che
non avrebbero mai
accettato alcun
cambiamento del
Presidente in Haiti,
se non tramite
metodi democratici
(non hanno mai
riconosciuto il
governo ad interim
ed hanno sospeso
Haiti
dall’associazione).
Le truppe straniere
sono effettivamente
arrivate, da Stati
Uniti, Canada,
Francia e Cile, ma
solo dopo che il
Presidente Aristide
è stato prelevato
con la forza, e non
in supporto del
governo
costituzionale.
IL
COLPO DI STATO
Dopo
il lungo periodo di
destabilizzazione,
di manifestazioni
spesso molto poco
spontanee, di
disinformazione, di
incitamento alla
ribellione da parte
delle radio di
proprietà di membri
del gruppo dei 184
(la società civile,
secondo l’UE), di
scontri molto
violenti fra gruppi
pro e anti
governativi, il 5
febbraio 2004 un
gruppo composto da
qualche centinaio di
personaggi, alcuni
dei quali noti
criminali latitanti,
molto ben armati ed
addestrati, sono
entrati ad Haiti
dalla confinante
Repubblica
Dominicana. A
guidarli era Guy
Philippe,
trafficante di
droga, addestrato in
una base militare
USA in Ecuador,
insieme a Jodel
Chamblain, già capo
del FRAPH (Front
Révolutionnaire pour
l'Avancement et le
Progrès Haïtiens)
corpo paramilitare
responsabile dei
massacri durante la
dittatura di Cedras
e con la
“consulenza” di
Emmanuel Constant,
collaboratore della
CIA, che vive
tranquillamente nel
Queens, nonostante
le ripetute
richieste di
estradizione da
parte dello Stato di
Haiti, sempre
ignorate (23).
Gli stessi hanno
ucciso tutti i
poliziotti che hanno
incrociato e tutti i
membri e sostenitori
Lavalas che hanno
potuto, distruggendo
tutte le strutture
che erano state
realizzate dai
governi democratici
ed aprendo le
carceri. Dalle
stesse sono usciti i
criminali,
condannati per reati
gravissimi,
appartenenti ai
corpi paramilitari
responsabili dei
massacri degli anni
1991-1994 (dittatura
del gen. Cedras),
che si sono uniti ai
loro “liberatori”.
Dopo quasi un
mese di massacri,
nella notte fra il
28 ed il 29 febbraio,
il Presidente
Aristide, la sua
consorte e tutti
coloro che si
trovavano nella sua
residenza sono stati
prelevati con la
forza dai militari
degli Stati Uniti,
fatti salire su di
un aereo e
trasportati nella
Repubblica del
Centrafrica, dove
sono rimasti
prigionieri per
alcuni giorni, sotto
il controllo di
truppe straniere,
non africane, ma non
meglio identificate.
L’intervento di
alcuni
allarmatissimi amici
di Aristide, come il
fondatore del
Transafrican Forum,
Randall Robinson,
della senatrice USA
Maxine Waters ed
altri, hanno
permesso la loro
liberazione e, dopo
una temporanea
permanenza in
Giamaica, si sono
trasferiti nella
Repubblica del Sud
Africa.
Secondo la
testimonianza di
Jean-Bertrand
Aristide e secondo
la situazione
creatasi nei giorni
immediatamente
successivi al 29
febbraio,
l’intenzione era di
ucciderlo (24).
Il Presidente, prima
del suo sequestro, è
stato costretto a
firmare una lettera
di dimissioni “volontarie”,
scritta in creolo e
rivelatasi poi,
secondo coloro che
conoscono bene
questa lingua,
quella Haitiana, non
una reale lettera di
dimissioni (il tutto
troppo simile al
tentato golpe di due
anni prima in
Venezuela: in
Venezuela il
Presidente Chavez
aveva la fedeltà di
gran parte
dell’esercito e,
soprattutto, era
rimasto nel Paese;
ad Haiti l’esercito
era stato sciolto da
Aristide, in quanto
non era mai stato
fedele alla
Costituzione e non
aveva mai difeso i
diritti degli
Haitiani, ed il
Presidente portato
in Africa)
Nota: Articoli
più dettagliati sul
colpo di stato, a
firma Noam
Chomsky, Michel
Chossudovsky, Paul
Farmer, Brian
Concannon, Naomi
Klein e altri
sono, tradotti in
italiano, sul sito
www.aristide-haiti.it

L'occupazione
militare
immediatamente
successiva al golpe
(foto da
haitiaction.net)
Gli Stati Uniti
hanno poi imposto un
“governo ad interim”
presieduto da un
uomo d’affari,
cittadino degli
Stati Uniti, di
genitori haitiani,
Gérard Latortue:
molti dei suoi
ministri erano
legati ai Duvalier.
Il loro scopo
principale era di
riportare il Paese
nelle condizioni di
rispondere alle
richieste del Fondo
Monetario
Internazionale e di
eliminare il maggior
numero di membri o
sostenitori Lavalas
possibile: hanno
adempiuto ai loro
compiti. Gli Stati
Uniti, il Canada,
l’Unione Europea
possono esserne
soddisfatti.
Il Paese è rimasto
sotto violenta
occupazione militare
da parte di USA,
Canada, Francia,
Cile per 3 mesi. Il
1 giugno 2004 i
militari di questi
Stati sono stati
sostituiti dalla
forza multinazionale
ONU della Minustah (Mission
des Nations Unies
pour la
Stabilisation en
Haïti), sempre
militare, guidata
dal Brasile, che è
accusata però di
avere appoggiato la
violenta repressione
della polizia
haitiana e di azioni
criminali commesse
direttamente come la
strage del 6 luglio
2005 a Cité Soleil
(23 morti accertati,
50 secondo i
testimoni).
La
versione ufficiale
fornita dall’UE sui
fatti relativi al
golpe non è degna
dell’Istituzione
(25)
L’Unione Europea
sostiene che:
“Il Presidente
Aristide ha
rassegnato le
dimissioni ed ha
richiesto agli USA
aiuto per lasciare
Haiti, temendo per
la sua vita”
”Un consiglio di tre
membri, uno
rappresentante la
comunità
internazionale, uno
il governo e uno
l’opposizione hanno
selezionato i 7
membri del Consiglio
di Persone Eminenti,
i quali hanno
designato Latortue,
un neutrale ed
indipendente Primo
Ministro”.
”I Paesi del CARICOM
hanno richiesto
all’ONU un’
inchiesta sulle
circostanze relative
alla partenza di
Aristide”
Le dichiarazioni
sopra riportate sono
difficilmente
accettabili in
quanto:
1) Nemmeno le
maggiori agenzie di
stampa
internazionali
ed i maggiori
giornali
statunitensi
sostengono più la
tesi della fuga
volontaria di
Aristide: parlano
quantomeno di
“circostanze
controverse” in
relazione alla sua
partenza. Solo il
governo degli Stati
Uniti e l’Unione
Europea continuano a
sostenere tale
versione dei fatti.
2) Quale fosse il
rappresentante del
Governo facente
parte del “Consiglio
di tre membri” è
ignoto ed è comunque
ben poco credibile
che vi fosse
realmente. Sul fatto
che Latortue sia
stato neutrale ed
indipendente, non ci
sono commenti, solo
i fatti.
3) La Comunità
dei Paesi Caraibici
(CARICOM) ha
richiesto all’ONU
un’inchiesta
indipendente sulle
circostanze relative
alla partenza del
Presidente Aristide,
ma l’Unione Europea
non riporta che la
stessa richiesta è
stata avanzata dai
53 Paesi dell’Unione
Africana e dal
Venezuela, cioè più
di un terzo dei
Paesi membri
dell’ONU. L’ONU non
ha mai risposto.
Il 19 e 20 luglio
2004, presso la sede
della Banca Mondiale,
a Washington, si è
tenuta una « conferenza
dei donatori »
comprendente
l’USAID, la Banca
Mondiale, il Fondo
Monetario
Internazionale, la
Banca Interamericana
per lo sviluppo,
l’Unione Europea,
l’ONU. Sono
stati stanziati a
favore del “governo
ad interim” più di 1
miliardo di dollari,
dei quali 220,
divenuti
successivamente 325,
da parte dell’Unione
Europea, che è così
diventata il maggior
“donatore”.
Da ricordarsi
che la stragrande
maggioranza di
questi fondi sono
prestiti che gli
Haitiani dovranno
restituire con gli
interessi (Haitiprogres
del 21.07.2004).
I soldi che erano
stati bloccati per
anni con la scusa di
“frode elettorale”
sono stati
consegnati senza
problemi ad un
governo illegittimo.

Manifestazioni di
protesta per
richiedere il
ritorno di Aristide
ed il ripristino
dell'ordine
costituzionale
Il
Commissario allo
Sviluppo dell’Unione
Europea, Louis
Michel, si è
recato ad Haiti il
29 marzo 2005
ed ha rilasciato una
dichiarazione stampa
dove sostiene, fra
l’altro(26):
“Saluto il
coraggio con il
quale il Presidente
della Repubblica
Boniface Alexandre,
ed il Primo
Ministro, Gérard
Latortue, hanno
intrapreso le
riforme politiche ed
economiche
indispensabili per
assicurare la
stabilità del Paese”.
“Apprezzo i
progressi compiuti,
in particolare in
materia di buon
governo economico,
che ha permesso in
particolare la
ripresa delle
relazioni con le
istituzioni di
Bretton-Woods” (FMI,
Banca Mondiale).
Il Sig. Michel ha
avuto una grave
amnesia riguardo i
tanto decantati
diritti umani, che
sono stati violati,
secondo l’UE, da
Jean-Bertrand
Aristide e dal suo
governo così
gravemente da essere
oggetto di sanzioni
che hanno pesato in
modo intollerabile
sulla popolazione
haitiana, mentre gli
assassinii
sistematici, le
torture, le migliaia
di prigionieri
politici durante il
governo di Latortue
non sono più state
considerate
violazioni dei
diritti umani.
Perché il Sig.
Michel non ha
visitato il
penitenziario
nazionale di Port-au-Prince?
Il 21 ottobre del
2005 Bruxelles ha
ospitato un’altra
“conferenza
internazionale su
Haiti”(27) che
sancisce i vincoli
ai quali si troverà
già soggetto il
nuovo governo eletto,
vincoli
appositamente creati
dagli accordi fra le
“istituzioni
finanziarie
internazionali” ed
il “governo ad
interim” di Latortue,
il quale dimostra
così di avere
effettivamente
svolto il lavoro del
quale era stato
incaricato da chi lo
ha posto a governare
il Paese, ed il
ruolo dell’Unione
Europea non si può
certo definire
secondario.
O il nuovo governo
accetterà le
imposizioni, o
provocherà una
rottura con
conseguenze ormai
troppo facilmente
immaginabili.
In particolare, i
cosiddetti “Paesi
donatori” dichiarano:
“La Conferenza di
Bruxelles mira a
rafforzare il quadro
di cooperazione fra
Haiti e i donatori
per consolidare le
acquisizioni
perseguite durante
il periodo di
transizione e
proseguire, con il
prossimo governo, le
azioni e riforme
intraprese nel
quadro di
cooperazione
interinale (Cadre de
Cooperation
Interimaire - CCI),
quadro che
identifica i bisogni
prioritari di Haiti
che la comunità
internazionale si è
impegnata a
finanziare con più
di 1 miliardo di
dollari USA”
“Allo scopo di
lasciare al prossimo
governo il tempo ed
i mezzi per
perseguire le
riforme, in modo che
non vi siano
interruzioni nel
programma, conviene
prevedere una
estensione del CCI
per un ulteriore
anno, fino alla fine
del 2007.”
“I meccanismi per la
prosecuzione del CCI
(quadro di
cooperazione
interinale) saranno
rinforzati. Questi
meccanismi di
coordinamento devono
diventare perenni e
il Comitato di
coordinamento del
CCI deve affermarsi
come organo
politico, di
decisione e di
orientamento.”
Infine, il 17
ottobre 2005, il
Consiglio
dell’Unione Europea
ha ripristinato gli
aiuti tagliati al
Governo legittimo
durante la
presidenza Aristide,
con decisione n.
2005/756/EC (28)
LE
PRINCIPALI
CONSEGUENZE DEL
COLPO DI STATO ED I
RISULTATI DEL “BUON
GOVERNO” DI LATORTUE

Obitorio di
Port-au-Prince
-
dal rapporto
dell'IJDH
-
Migliaia di persone
massacrate o
scomparse: le
speranze di
ritrovare vivi gli
scomparsi sono
uguali a zero.
Impossibile
stabilire, adesso,
quante siano le
vittime.
I dati reperibili
fanno ritenere che
le violenze
perpetrate in questi
due anni e le
vittime siano di
gran lunga superiori
a quelle, già
pesantissime, del
colpo di stato del
1991 (5.000 vittime)
ad opera dei
militari guidati dal
gen. Cedras. Nel
solo mese di marzo
2004 e nel solo
obitorio di
Port-au-Prince, sono
stati portati almeno
1.000 cadaveri:
altre centinaia di
cadaveri, spesso
mutilati e con
evidenti segni di
tortura sono stati
portati all’obitorio
ogni mese almeno per
tutto il 2004.
Seicento sono stati
segnalati nei primi
15 giorni del
settembre 2004
(www.haitiaction.net).
In questo tragico
conteggio non sono
incluse tutte le
persone assassinate
nelle altre città,
nelle campagne ed i
cadaveri gettati
direttamente nelle
discariche,
soprattutto in
quella di Titanyen
che più che una
discarica è
un’immenso cimitero:
un giorno forse
qualcuno deciderà di
ricoprirla e farne
un luogo in memoria
delle decine di
migliaia di
oppositori ai vari
dittatori che si
sono succeduti, dai
Duvalier a Cedras, a
Latortue che l’hanno
utilizzata per
liberarsi dei
cadaveri.
Un’inchiesta
pubblicata il 31
agosto 2006 dalla
rivista britannica
“The Lancet” (29) riporta una rigorosa
analisi statistica
eseguita dagli
studiosi Athena
Kolbe e Royce
Hutson della Wayne
State University,
school of social
work, di Detroit ,
che hanno
intervistato 1.260
famiglie, per un
totale di 5.720
persone in tutti i
quartieri di
Port-au-Prince. I
due studiosi hanno
stimato che fra il
giorno successivo al
colpo di stato (29
febbraio 2004) ed il
dicembre 2005,
quando l’inchiesta
si è conclusa, siano
state uccise, nella
sola area della
capitale, 8.000
persone.
- Almeno 3.500
prigionieri politici
per la sola ragione
di essere membri o
sostenitori del
partito Fanmi
Lavalas (quindi
sostenitori di
Aristide), oppure
semplicemente perché
poveri. Secondo
l’analisi dell’ONU
di aprile 2006 sono
3.500 i prigionieri
politici in carcere:
alcuni, secondo
l’associazione
AUMOHD (Association
des Universitaires
Motivés Pour Une
Haïti Des Droit –
sito
www.hurah.revolt.org
), sono
giovanissimi, hanno
14 – 16 anni.
Fra i prigionieri
politici si
segnalano l’ex capo
di governo durante
la presidenza di
Aristide, Ivon
Neptune ed il
ministro degli
interni Jocelerme
Privert
Secondo il “governo
ad interim”
l’equazione era
semplice: poveri=
sostenitori dei
Lavalas= criminali
da eliminare.
- Almeno 100.000
persone
costrette a vivere
nascoste o fuggite
all’estero.
- Decine di
Migliaia di stupri
– Quando i
paramilitari, gli
ex-militari ed anche
alcuni poliziotti
(la polizia ha
inglobato molti
ex-militari) si
recavano per
arrestare od
uccidere un
esponente Lavalas
senza trovarlo in
casa colpivano i
familiari,
soprattutto le
donne, stuprando
mogli, sorelle e
figlie, non importa
quale età avessero
le bambine. Spesso
le stesse venivano
poi assassinate.
L’entità dei crimini
di questo tipo è in
gran parte
sconosciuta. Le
donne sopravvissute
non hanno sporto
denuncia – a chi
avrebbero potuto
denunciare i
criminali protetti
dal “governo ad
interim”?
L’inchiesta
pubblicata su “The
Lancet” ha stimato
in 35.000 le vittime
di questo tipo di
violenze, nella sola
area di
Port-au-Prince: il
37% sono ragazzine
fra gli 11 ed i 17
anni e ben il 16%
bambine di età
inferiore agli 11
anni.
- I cosiddetti
“bambini di strada”,
sempre più numerosi,
prima ricoverati
nelle istituzioni
fondate da Aristide,
dove avevano anche
occasione di
studiare (tipo Fanmi
Selavi) assassinati,
torturati, venduti
(30)
-
Alfabetizzazione
degli adulti: il
piano di
alfabetizzazione
degli adulti,
gratuito (più del
50% della
popolazione è
analfabeta),
istituito da
Aristide è stato
cancellato.
- Scolarizzazione
dei bambini: i
costi del materiale
scolastico e dei
trasporti sono
pesantemente
aumentati, i sussidi
per le famiglie più
povere sono stati
eliminati:
tantissimi bambini
non possono più
frequentare la
scuola, che dovrebbe
essere obbligatoria,
o almeno così era
prima del golpe.
- Pagamenti agli
ex-militari:
11,000,000 (undici
milioni) di dollari
USA sono stati
pagati da Latortue
agli ex-militari,
smobilitati nel 1995
da Aristide e
responsabili di
gravi crimini contro
gli Haitiani. Parte
di questi fondi
provenivano
direttamente
dall’ONU (2,8M), che
prevedeva il
pagamento contro la
restituzioni delle
armi. Il pagamento è
avvenuto, ma le armi
non sono state rese.
Altri fondi
probabilmente
provenivano
dall’USAID, in
teoria per lo stesso
scopo. Non è chiaro
però da dove
Latortue abbia preso
tutti i soldi
necessari per questi
pagamenti.
(vedere: “Ex
soldiers payed” di
Lynn Duff(31))
- Assoluzione e
liberazione di
criminali:
criminali del
livello di Jodel
Chamblain,
coordinatore dei
paramilitari del
FRAPH (responsabili
del massacro di
5.000 persone
durante la dittatura
Cedras), già
condannati ai lavori
forzati a vita,
riprocessati e
liberati: Chamblain,
che era latitante, è
stato definito da
Latortue
“combattente per la
libertà” ed ora
circola libero per
il Paese.
- Licenziamenti
di massa
(secondo quanto
richiesto dall’FMI).
- Distruzione
delle strutture di
protezione civile:
il personale
addestrato è stato o
ucciso o costretto a
fuggire. Questo ha
provocato la morte
di 2.500 – 3.000
persone nell’autunno
del 2004, quando
l’uragano Jeanne ha
colpito la città di
Gonaives, perché
nessuno ha
provveduto ad
avvisare la
popolazione e ad
organizzare
l’evacuazione.
(Vedere “HAITI:
un’altra calamità
innaturale” di Brian
Concannon)(32).
I principali
rapporti sulla
sistematica
violazione dei
diritti umani sono:
IJDHReport.pdf a
cura dell’Institute
for Justice and
Democracy in Haiti e
CSHRhaitireport.pdf
a cura del Center
for the Study of
Human Rights –
University of Miami
School of Law
(sito
www.aristide-haiti.it)

17
giugno 2005 -
Natalie Luzius, 17
anni, una delle
innumerevoli vittime
del colpo di stato,
assassinata dalla
polizia nazionale
haitiana mentre
proteggeva il figlio
di pochi mesi: il
piccolo si è salvato
(da haitiaction.net)
IL
RUOLO
DELL’INFORMAZIONE
La
disinformazione, a
livello nazionale e
soprattutto
internazionale ha
avuto una notevole
importanza nella
destabilizzazione
del Paese. Le accuse
rivolte al
Presidente
Jean-Bertrand
Aristide ed al suo
governo sono state
molto pesanti,
addirittura
paragonandolo ai
dittatori Duvalier,
(anche i giornali
italiani, salvo
qualche rara
eccezione, hanno
riportato
affermazioni di
questo tenore). La
confusione nel Paese
e la precisa volontà
di delegittimare
Aristide non
consentono di capire
se e cosa vi fosse
di vero.
Aristide è stato
oggetto di un
tentato colpo di
stato, sempre ad
opera di Guy
Philippe (fuggito
poi nella Repubblica
Dominicana), nel
dicembre 2001.
Accuse di
repressione
dell’opposizione
sono successive a
questo fallito
golpe. Secondo chi
ha sostenuto queste
accuse (vedere
anche la risoluzione
del Parlamento
Europeo del
15.01.04, sopra
riportata),
Aristide avrebbe
dovuto ringraziare
chi ha tentato di
estrometterlo e di
ucciderlo?
Quello che è stato
accertato da
organizzazioni
indipendenti e dal
Sig. Louis Joinet,
esperto della
Commissione per i
Diritti Umani
dell’ONU, è la
falsa denuncia di un
massacro che avrebbe
avuto luogo nella
città di Saint Marc
nel febbraio 2004.
Tale denuncia era
stata effettuata
dalla ONG,
finanziata da
Washington,
“National Coalition
for Haitian Rights
–NCHR”. In quei
giorni ci sono stati
a St. Marc scontri
fra fazioni pro e
anti governative,
con alcuni morti da
entrambe le parti,
non un massacro
organizzato dal
governo.
Anche
l’organizzazione
“Réporters sans
Frontières”
(RSF) ha avuto un
ruolo non secondario
nel diffondere
informazioni
quantomeno
tendenziose, se non
false(33).
RSF ha attaccato
Aristide per la
morte di due
giornalisti per i
quali non sono mai
stati individuati i
mandanti, ma non ha
mai speso una parola
nel confronti dei
crimini del governo
di Latortue,
dell’assassinio da
parte della polizia
del giornalista
Abdias Jean, del
tentativo di
assassinare il
giornalista Raoul
Saint-Louis
costretto da allora
a vivere nascosto,
delle pesanti
minacce subite dal
fondatore e
direttore di Radio
Solitarité e
dell’Agence
Haitienne de Presse,
Georges Venel
Remarais,
dell’arresto ed
incarcerazione,
durata 3 giorni,
con evidente scopo
intimidatorio, dei
giornalisti Kevin
Pina e Jean
Ristil (34).
Il giornalista
francese Maxime
Vivas e la
giornalista
statunitense Diana
Barahona hanno
recentemente
denunciato i fondi
ricevuti da RSF
dall’Unione Europea:
1.300.000 Euro, dal
National Endowment
for Democracy –
importo ignoto - e
direttamente dalla
CIA – importo
ignoto. (“Per
coprire Rsf, l'Ue si
rifugia nella
burocrazia” (35);
“Les USA financent
Reporters Sans
Frontières” (36);“Intervista
a Maxime Vivas”) (37)
Uno dei due
giornalisti uccisi
di cui parla RSF
era il più noto,
ascoltato ed
indipendente
giornalista
haitiano: Jean
Leopold Dominique,
fondatore di Radio
Haïti Inter.
Dominique è stato
assassinato il 3
aprile 2000, insieme
ad un suo
collaboratore,
Jean-Claude
Louissaint, poco
più di un mese prima
delle elezioni.
Dominique in quel
periodo stava
denunciando le
pesanti intrusioni
dell’Amministrazione
USA nelle elezioni
haitiane.
Successivamente le
campagne di stampa,
in particolare
quella
internazionale,
hanno cercato di
accusare i Lavalas
di questo assassinio
e, di conseguenza,
Aristide. RSF ha
avuto un’importante
ruolo
nell’alimentare
questi “sospetti”.
Secondo chiunque
abbia capacità di
ragionare, chi aveva
realmente interesse
ad assassinare il
giornalista più
ascoltato dalla
popolazione, un mese
prima delle
elezioni? (Vedere
Haiti Progres del 5
aprile 2000)
Non siamo noi,
europei, gli autori
materiali del colpo
di stato o gli
organizzatori
diretti, ma nessun
Paese appartenente
all’Unione Europea
può permettersi di
negare la propria
grave responsabilità
per tutto ciò che è
avvenuto e per le
pesantissime
conseguenze che la
popolazione ha
dovuto subire.
Senza il nostro
boicottaggio
economico, il nostro
appoggio finanziario
e politico alla
opposizione ed a
personaggi come
Apaid e Desroches
con i loro accoliti,
il nostro rifiuto di
fatto, nonostante la
dichiarazione di
Addis Abeba, di
portare aiuto al
governo legittimo
quando Haiti è stata
invasa dai
cosiddetti “ribelli”
mentre sarebbe stato
dovere di qualsiasi
Stato democratico
appoggiare
fortemente il
governo legittimo,
difficilmente il
colpo di stato
avrebbe potuto aver
luogo o, comunque,
sarebbe stato molto
più complicato e,
per gli USA, un’
operazione troppo
scoperta.
Le responsabilità
degli Stati Uniti e
del Canada sono più
pesanti, ma più
evidenti, e sono
state denunciate da
numerosi gruppi per
la difesa dei
diritti umani, sia
negli USA che in
Canada, e da alcuni
coraggiosi
giornalisti:
importantissimo è
stato il ruolo che
ha svolto il
giornalista canadese
Anthony Fenton, che
ha permesso a tanti
suoi connazionali di
capire il ruolo
svolto dal proprio
governo.
La responsabilità
dell’Unione Europea
è un po’ meno
pesante, ma più
subdola e vile,
mascherata da
ipocrite
dichiarazioni.
Risulta quindi più
difficile
identificarla e
denunciarla ai
cittadini Europei,
che forse continuano
a credere alla
grande
“democraticità” ed
al troppo volte
sottolineato
“rispetto dei
diritti umani” che
ci viene inculcato
in ogni possibile
occasione. Quanto
riportato in questa
analisi dimostra che
democrazia e diritti
umani sono
utilizzati solo se e
quando fanno comodo
ad una certa parte
dell’Unione Europea.
I responsabili
dell’UE non potevano
non conoscere e
condividere lo scopo
finale del
boicottaggio
economico e del
sostegno
all’opposizione,
cioè un violento
rovesciamento
dell’ordine
costituzionale.
Non potevano non
sapere quali
massacri questo
avrebbe comportato:
esiste il
precedente, neanche
molto lontano nel
tempo, del colpo di
stato del gen.
Cedras, nel 1991,
con i suoi 5.000
cadaveri e le altre
innumerevoli
violenze.
Come si può definire
chi si è reso e ci
ha resi complici di
tale una tale
azione?
L’Unione Europea non
è ovviamente un’
entità astratta: le
decisioni vengono
prese dal Consiglio
dell’Unione
Europea(38), che è
composto dai
ministri degli stati
membri competenti
per settore, quindi
dai Governi degli
Stati dell’Unione
Europea. Queste
decisioni sono quasi
sempre sottoposte
all’approvazione del
Parlamento Europeo.
Spesso le decisioni
vengono prese su
indicazione della
Commissione
Europea (39).
Nel caso specifico
di Haiti, le
Decisioni di
sospendere gli
aiuti, sopra
riportate, hanno
tutte la firma sia
del Consiglio, sia
della Commissione. I
Commissari più
direttamente
coinvolti erano e
sono: il Commissario
Europeo allo
Sviluppo ed
all’aiuto
umanitario, Sig.
Poul Nielson,
fino al 21.11.2004,
poi il suo
successore, Sig.
Louis Michel.
Maggiormente
responsabile era ed
è l’Alto
Rappresentante per
gli affari esteri e
la politica della
sicurezza (dal
1999), nonché
Segretario generale
del Consiglio
dell’Unione Europea,
Sig. Javier
Solana, che ha
ottenuto un secondo
mandato nel 2004.
“Il Sig. Solana
assiste il Consiglio
in questioni di
politica estera
contribuendo alla
formulazione,
preparazione ed
implementazione
delle decisioni
nell’ambito della
politica Europea.
Agisce per conto del
Consiglio conducendo
il dialogo politico
con terze parti” (40)
Il Sig. Solana è
stato Segretario
Generale della NATO
dal Dicembre 1995
all’ottobre 1999
(nel periodo del
nostro
“bombardamento
umanitario” su
Serbia e
Kosovo) (41).
I RISCHI CHE
CORRE IL NUOVO
PRESIDENTE ELETTO,
RENÉ PRÉVAL
Il Presidente
Préval,
eletto il 7 febbraio
2006, ma che ha
potuto insediarsi
solo il 14 maggio,
non si può certo
affermare sia
particolarmente
gradito ai governi
di Stati Uniti,
Canada e UE: la sua
elezione è stata una
sorpresa, in quanto
si è presentato
pochi mesi prima
delle consultazioni
ed è stata oggetto
di brogli che
potrebbero, nel caso
facesse comodo a
“qualcuno” porre
dubbi sulla sua
legittimità (qualche
ricordo delle
elezioni del 2000?):
decine e decine di
migliaia di schede
votate a suo favore
(molte ritrovate
semibruciate con
indicata la
preferenza sotto la
sua foto) sono
scomparse nonostante
i numerosi
“osservatori
internazionali”
dell’OAS e
dell’Unione Europea.
Inoltre nessuno ha
controllato che le
urne fossero vuote
prima che
iniziassero le
operazioni, fatto
che ha determinato
la presenza di un
quantitativo di
schede bianche
assolutamente
inverosimile.
Che cosa stavano
facendo gli
“osservatori” mentre
ciò accadeva?
Le schede
“scomparse” e le
schede bianche hanno
fatto si che la
maggioranza favore
di Préval,
chiarissima secondo
i sondaggi,
scendesse di poco
sotto la soglia del
50%, percentuale
richiesta per l’
elezione al primo
turno. Solo le forti
proteste degli
Haitiani ed il
deciso intervento
del Governo
Brasiliano (che ha
il comando della
missione ONU), non
intenzionato a
gestire la sicurezza
per una seconda
tornata elettorale
in tali condizioni,
e ben consapevole
della realtà, hanno
permesso di
proclamare
giustamente Préval
Presidente al primo
turno.
Non appena
insediatosi, Préval
ha sottoscritto
l’accordo
Petrocaribe con il
Venezuela (forniture
a condizioni di
particolare favore
di petrolio e gas)
ed ha riaffermato la
volontà di
proseguire la
collaborazione, già
molto stretta, con
Cuba, soprattutto
nel settore
sanitario. Si è inoltre rivolto ai
Paesi dell’America
Latina, quali
Brasile, che ha
accettato, Argentina
e Cile, per ottenere
aiuti allo sviluppo
del proprio Paese.
E’ sua chiara e
giusta intenzione
allentare i rapporti
con USA, Canada ed
Unione Europea.
Il forte debito
nei confronti della
Banca Mondiale e del
FMI, ammontante
a 1,4 miliardi di
dollari USA, la
maggior parte del
quale risalente alle
dittature dei
Duvalier, fondi
usati per opprimere
la popolazione o per
arricchirsi
personalmente,
quindi non
dovuti(42), oltre ai
vincoli già
descritti,
difficilmente
permetteranno a
Préval ed al suo
Paese di liberarsi
dall’oppressione di
tali istituzioni.
Adesso Latortue è
fuggito, tornando
nel suo Paese, la
Florida, per non
dover rispondere
alle pesanti accuse
che saranno
inevitabilmente
avanzate nei suoi
confronti e nei
confronti dei suoi
“ministri”.
Appena insediato il
Parlamento, alcuni
membri hanno già
chiesto conto del
dubbio utilizzo
degli abbondanti
fondi (900 milioni
di dollari) dei
quali ha potuto
disporre il “governo
ad interim”.
Attualmente sono in
corso alcune
inchieste
parlamentari, fra le
quali una relativa
alla “scomparsa” di
6 milioni di dollari
affidati al
ministero degli
esteri.
Colui che era stato
posto come
presidente, Boniface
Alexandre, già
presidente della
corte di cassazione,
ha richiesto, ed
ottenuto, il
pensionamento, forse
sperando di sfuggire
così alle proprie
responsabilità.
Il nuovo Primo
Ministro è il
Sig. Jacques Edouard
Alexis, già
Primo Ministro
durante la
precedente
presidenza del Sig.
Préval (1996-2001):
i membri del Governo
sono frutto di un
compromesso in
quanto il Parlamento
è piuttosto
frammentato, molti
comunque provengono
dai governi di
Aristide. Ci sono
ottime possibilità e
speranze che opererà
bene, in favore del
Paese e non di
interessi stranieri.
Il rischio maggiore
adesso, visti i
giusti orientamenti
del Presidente e,
probabilmente, del
Governo, è che gli
USA, il Canada e
l’UE cerchino
nuovamente di
destabilizzare il
Paese.
I fondi che
attualmente la
Delegazione UE ad
Haiti sta elargendo
a ONG (43) “che operano in difesa
dei diritti umani”,
per un ammontare di
1.600.000 Euro,
hanno come
destinatarie
associazioni per la
maggior parte
fortemente
anti-Lavalas,
come:
-
Société
d'animation et de
communication
sociale (SAKS)
-
Haiti Solidarité
internationale
(HSI)
-
Centre Oecuménique
des Droits de
l'homme (CEDH):
il direttore,
Jean-Claude Bajeux
ha lavorato per il
« governo ad
interim »
-
Initiative de la
société civile
(ISC): parte del
Gruppo dei 184, già
descritti in
precedenza
Commission
Episcopale Nationale
Justice et Paix sur
Cité Soleil
-
Infine
l’italiana AVSI,
strettamente legata
alla Compagnia delle
Opere. Considerate
le sue intromissioni
nella recente
campagna elettorale
in Italia, non c’è
da aspettarsi che
abbia rispetto per
le libere scelte
degli haitiani; sono
piuttosto da temere
indebite
intromissioni nella
politica del Paese.
L’Unione Europea,
fra l’altro, dovrà
spiegarci le ragioni
di questa scelta.
Almeno le altre
associazioni,
sebbene
anti-Lavalas, sono
locali, non europee.
E’ opportuno
ricordare che la
destra cattolica e
soprattutto lo Stato
Vaticano, hanno
sempre appoggiato le
peggiori dittature
in America Latina.
Il Vaticano è il
primo Stato e, quasi
certamente anche
l’unico, ad essersi
affrettato a
riconoscere come
legittima la
dittatura di Cedras,
nel 1991.
Facendo seguito
all’analisi sopra
riportata, la
scrivente si appella
alla responsabilità
di ogni cittadina/o
europea/o affinché
si adoperi perché
non abbiano luogo
un’altra
destabilizzazione ed
un altro colpo di
stato o, quantomeno,
che l’Unione Europea
questa volta non se
ne renda
pesantemente
complice. Il rischio
c’è e non è da
sottovalutare.
Nel sito dell’UE
http://europa.eu/debateeurope/index_it.htm
la Commissione
Europea si rivolge a
tutti i cittadini
per richiedere “come
dovrebbe essere
l’UE” dopo il
rifiuto della
maggioranza dei
francesi e degli
olandesi di
accettare la
Costituzione Europea
proposta.
Se cominciassimo con
il rispetto per le
scelte delle altre
popolazioni?
Se cessassimo di
renderci
responsabili di
crimini come quello
compiuto ad Haiti?
In quali altri Paesi
stiamo attuando
azioni dello stesso
tipo, senza che i
cittadini europei ne
sappiano nulla?
PERCHE’ LO ABBIAMO
FATTO?
La domanda più
ovvia che possa
porsi un cittadino
europeo è “cosa ha a
che fare l’UE con
Haiti?”
Risposte certe
potrebbero fornirle
solo i responsabili
di tale azione:
sottomissione agli
USA, scambio di
favori, neo
imperialismo (molti
Paesi appartenenti
all’UE sono ex
potenze coloniali),
la vicinanza ed i
legami con Cuba,
l’insieme dei
fattori?
Un’ipotesi
decisamente
credibile è che
Jean-Bertrand
Aristide, come
descrive Noam
Chomsky, avesse
cercato, per ben due
volte:
“di dare il
potere ai poveri”,
secondo un modello
‘populista’ che
avrebbe potuto
divenire un esempio
per altri paesi.
Questa possibilità
suscitò forti timori
a Washington, dal
momento che il
modello USA di
“democrazia”, non
prevede l’esistenza
di movimenti
popolari che si
prefiggano la
“giustizia economica
e sociale, la
partecipazione
politica e la
trasparenza negli
affari di governo”.
(da “Il pericolo
Aristide” ) (44)
Inoltre Aristide,
applicando questo
modello di
democrazia con
successo, stava
anche riuscendo a
sistemare le
disastrate finanze
del Paese, prima del
nostro vero e
proprio “embargo”
(come riporta anche
l’articolo del
Boston Globe,
ripreso più sopra).
Quello che il
Sig. Chomsky
ovviamente non
scrive, occupandosi
di analisi che
riguardano la
politica USA, è che
anche l’Unione
Europea non è
disponibile ad
accettare questo
modello di
democrazia,
esattamente come gli
USA ed il Canada: un
modello di sviluppo
per tutti i Paesi
poveri, che
prescinda dalle
politiche
iper-liberiste e dal
controllo
finanziario della
Banca Mondiale e del
Fondo Monetario
Internazionale non
può essere
accettato, né dagli
USA, né dall’Unione
Europea. Aristide
quindi doveva
scomparire.
Il Prof. Peter
Hallward
dell’Università di
Middlesex (Gran
Bretagna) ,
recatosi ad Haiti
nell’aprile del 2006
a parlare con la
popolazione dei
quartieri più
disagiati, quella
che ha subito le
peggiori repressioni
e che ha continuato
e continua a
richiedere il
ritorno di
Jean-Bertrand
Aristide, ha scritto
in merito un
interessante
articolo(45), dal
quale si riporta qui
una frase, una
semplice
dichiarazione
rilasciata da queste
persone, che può
spiegare da sola
perché Aristide è
stato estromesso per
ben due volte con
violenti golpe
organizzati da
potenze straniere e
perché ora le stesse
potenze si oppongano
al suo rientro,
anche come semplice
cittadino:
“Aristide ci ha
aiutati a
costituirci come
partecipanti attivi
nella politica
nazionale, a
comprendere la
misura della nostra
forza”
Permettere alle
popolazioni più
povere di ogni
Paese, cioè la
stragrande
maggioranza, di
prendere coscienza
della propria forza
significa non essere
più in grado di
controllarle.
NOTE
1. Ramsey Clark, ex
ministro della
giustizia degli
Stati Uniti durante
la presidenza
Johnson, aveva
richiesto, nel 1991,
l’impeachment del
presidente Bush
(padre) con l’accusa
di crimini di guerra
e crimini contro
l’umanità, commessi
durante la prima
guerra contro l’Iraq,
per l’uso di “armi
non convenzionali” e
per lo sterminio di
migliaia di persone,
civili e militari,
in fuga lungo le due
maggiori strade che
uniscono Iraq e
Kuwait (http://deoxy.org/wc/warcrime.htm)
fondatore
dell’International
Action Center (www.iacenter.org),
una delle
associazioni più
attive
nell’organizzazione
delle numerose
manifestazioni di
protesta che hanno
luogo negli Stati
Uniti contro gli
interventi USA negli
altri Paesi, non
solo in Iraq.
2.
http://www.aristide-haiti.it/analisi_ramsey_clark.htm
3.
http://www.haitiprogres.com
- archivio
4.
http://www.aristide-haiti.it/analisi_brian_concannon.htm
5. Brian Concannon
Jr. dirige l' "Istituto
per la Giustizia e
la Democrazia ad
Haiti” (www.ijdh.org).
Ha vissuto ad Haiti
dal 1995 al 2004,
lavorando per il
Bureau des Avocats
Internationaux, un
gruppo di avvocati
fondato dai governi
costituzionali di
Haiti per
l'assistenza
giudiziaria nei
tribunali del paese
alle vittime di
crimini contro i
diritti umani. L’
Istituto per la
Giustizia e la
Democrazia ad Haiti
ed il Bureau des
Avocats
Internationaux, con
sede a Port-au-Prince,
continuano ad
operare in stretta
collaborazione per
la difesa dei
prigionieri politici
e per la denuncia
dei crimini commessi
durante gli anni del
“governo ad interim”.
6.
http://www.aristide-haiti.it/destabilizzazione_haiti.htm
7.
http://www.delhti.cec.eu.int/fr/ue_et_haiti/documents/programmes_indics/index.htm
“PIN National 8ème
FED - Annexe II”
8.
http://europa.eu.int/eur-lex/pri/it/oj/dat/2001/l_048/l_04820010217it00310032.pdf
9.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:22000A1215(01):IT:HTML
10.
www.aristide-haiti.it
- “LA GRAVE
RESPONSABILITA'
DELL'UNIONE EUROPEA“
– Allegati
11.
http://ec.europa.eu/comm/europeaid/projects/edf_2001_en.htm
12.
www.aristide-haiti.it
“LA GRAVE
RESPONSABILITA’
DELL’UNIONE EUROPEA
– Allegati – Rapport
Annuel 2002”
13.
http://www.delhti.cec.eu.int/fr/autres_documents.htm
14.
http://ec.europa.eu/comm/europeaid/general/index_it.htm
15.
http://haitisupport.gn.apc.org/184%20ec.htm
16.
http://ec.europa.eu/comm/europeaid/projects/eidhr/pdf/report-isc-activity_fr.pdf
17.
http://ec.europa.eu/comm/europeaid/reports/aidco_2001_annual_report_it.pdf
18. Paul Farmer:
medico ed
antropologo, è co-fondatore,
di “Partners in
Health” costituita
nel 1987 (http://www.pih.org/index.html).
Lavora ad Haiti da
oltre 20 anni, dove
dirige un ospedale
nella zona rurale
del Paese, dove si
cura ogni tipo di
malattia ma
soprattutto l’AIDS.
Vedere anche :
“Intervista a Paul
Farmer” (http://fermi.univr.it/iperstoria/conversazioni5.htm)
Farmer ha scritto il
libro “The Uses of
Haiti”, edito da
Common Courage Press.
19.
http://www.aristide-haiti.it/chi_ha_destituito_aristide.htm
20. Il film di
Nicolas Rossier (www.aristidethefilm.com)
è un documento di
particolare
interesse per
chiunque voglia
sapere cosa sia
realmente accaduto
ad Haiti. E’ stato
proiettato in
numerose sale negli
Stati Uniti ed in
Canada oltre che in
Brasile, Argentina,
Ecuador e Sud Africa.
E’ stato inoltre
proiettato al
film-festival per i
diritti umani di
Parigi il 22.03.06
ed ha vinto la 14°
edizione del Pan-african
film festival
tenutosi a Los
Angeles . E’
disponibile in
inglese, francese e
spagnolo.
21.
http://www.europarl.europa.eu/omk/sipade3?PUBREF=-//EP//NONSGML+TA+P5-TA-2004-
0035+0+DOC+PDF+V0//IT&L=IT&LEVEL=5&NAV=S&LSTDOC=Y
22. www.aristide-haiti
- “LA GRAVE
RESPONSABILITA'
DELL'UNIONE EUROPEA“
– Allegati
23. Constant è stato
arrestato negli
Stati Uniti il 5
luglio 2006 per
frode, ma rimane
intoccabile per i
crimini commessi ad
Haiti.
24.
http://www.aristide-haiti.it/atto_accusa.htm
25.
http://ec.europa.eu/comm/development/body/country/country_home_en.cfm?CID=ht&lng=en&type=ho
me&status=new
26.
http://europa.eu.int/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/05/366&format=HTML&aged=0&langua
ge=EN&guiLanguage=en
27.
http://www.delhti.cec.eu.int/fr/presse/conclusion_Conference_Hait.htm
28.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2005/l_285/l_28520051028it00450048.pdf
29.
http://www.margueritelaurent.com/campaigns/campaignone/human_rights_reports/downloads/lancet.pdf
30. http://www.aristide-haiti.it/violenta_repressione.htm;
http://www.aristide-haiti.it/massacro_bambini.htm
31.
http://www.aristide-haiti.it/exsoldiers.htm
32.
http://www.aristide-haiti.it/calamita.htm
33.
http://www.rsf.org//IMG/pdf/RapportRSF_Haiti_fr.pdf
34. Jean Ristil è
stato nuovamente
arrestato meno di
due mesi dopo e
torturato dalla
polizia per
impedirgli di
pubblicare le foto
relative agli
assassinii ed alle
torture dei
poliziotti, oltre
alle uccisioni ad
opera della Minustah
(missione ONU). Le
foto sono state
pubblicate, Ristil
ha rilasciato
recentemente
un’intervista (http://upsidedownworld.org/main/content/view/409/1/)
e continua la sua
opera di
documentazione
soprattutto a Cité
Soleil.
35.
http://www.zmag.org/Italy/allard-uecubaburocrazia.htm
36.
http://www.legrandsoir.info/article.php3?id_article=2160
37.
http://www.metrofrance.com/site/home.php?sec=contenu&Idarbo=21&Idarbo1=138&content=1&id=573
98&resec=liste_complete&vi=0
38.
http://www.consilium.europa.eu/showPage.asp?id=243&lang=it&mode=g
39.
http://ec.europa.eu/index_it.htm
40.
http://www.consilium.europa.eu/cms3_applications/applications/solana/index.asp?lang=IT&cmsid=246#
- archives
41.
http://www.consilium.europa.eu/cms3_applications/applications/solana/cv.asp?cmsid=246&lang=IT
42.
http://www.jubileeusa.org/jubilee.cgi?path=/press_room&page=release051206.html
43.
http://www.delhti.cec.eu.int/fr/presse/signature_contrat_droit_homme.htm
44.
http://www.aristide-haiti.it/il_pericolo_aristide.htm
45.
http://www.radicalphilosophy.com/default.asp?channel_id=2187&editorial_id=22053
Alma Giraudo
ricercatrice
indipendente -
Selvas.org |