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CUBA ED IL WEB:
L’ALTRA INFORMAZIONE
Ovvero l’isola
dimenticata e
blasfemata dai media
occidentali
Aldo Galvagno,
Si Por Cuba/LPG,
02/11/2007
Senza entrare a
riformulare la
storia di Cuba dalla
rivoluzione della
Sierra Maestra ai
giorni nostri,
evidenziamo il fatto
che –limitandoci ad
analizzare la
situazione italiana-
tutti o quasi i
media dedicati
all’informazione,
non parlano di Cuba
oppure descrivono la
stessa, come isola
antidemocratica dove
regna una dittatura
ormai fuori dal
tempo.
Quel che peggiora la
situazione è che la
sostanza di questa
annotazione, viene
condivisa anche da
molte testate
storiche della
sinistra italiana
tranne rarissime
eccezioni.
In questi ultimi
anni, e cioè dal
crollo del muro e lo
scioglimento
dell’idea comunista
in occidente, anche
le sinistre europee
si sono ben guardate
da difendere quanto
era giusto fare al
fianco di Cuba,
limitandosi di
intervenire oppure
non facendolo
affatto, per
dimenticarsi degli
scheletri dentro
l’armadio che, dato
il trend politico,
dovevano in qualche
modo occultare per
farli cadere nel
dimenticatoio.
Si è quindi passati
da una politica di
disinformazione
pilotata dai poteri
classici
dell’imperialismo
che, quanto meno in
passato, vedevano
una certa minima
difesa da parte
dell’informazione di
sinistra ad un
passaggio successivo
–quello attuale-
che non vede più
neppure quella
minuscola dose di
contrapposizione
assicurata
dall’allora Partito
Comunista Italiano,
lasciando spazio
libero alla
manipolazione
mediatica decisa da
Washington ed
accettata come
l’unica verità
possibile.
Ci sono delle
piccole sacche di
controinformazione
che, a volte,
cercano di creare
dei fastidi alle
notizie gestite
dalla bieca
normalità targata
USA, che
rappresentano
l’eccezione alla
regola anche se, in
effetti, la
produzione
controinformativa è
solo di nicchia.
Con lo sforzo
recentemente
realizzato dal
settimanale ‘La
Rinascita’, organo
del PdCI, che vede
la pubblicazione
ogni mese di una
speciale edizione
del Granma
Internacional in
italiano,
direttamente gestita
dall’Avana, si sta
cercando di creare
una contrapposizione
editoriale che possa
aiutare la fornitura
di notizie ed
opinioni che cercano
di spiegare la
realtà di Cuba e
della sua gente.
Poi, c’è lo spazio
web che, fino ad
oggi pur se
controllato, offre
ancora possibilità
di editare notizie
ed informazioni con
una certa
disponibilità.
Per quanto riguarda
il web italiano, i
siti che trattano
l’argomento Cuba
sono migliaia. Si va
da siti amatoriali
che vengono
pubblicati per il
singolo piacere di
pubblicare diari di
viaggio accompagnati
da foto, ad accesi
forum dove sia gli
amanti della cubania
che, purtroppo,
trollers si
scambiano opinioni
spesso al di fuori
dalle righe, per
passare a siti di
associazioni pro e
contro la politica
cubana.
Moda esplosa agli
inizi degli anni
’90, allorquando
l’andare a Cuba, era
considerato un must
per la scoperta di
veri valori, soavi
ed affascinanti
atmosfere, ritmi
caraibici sui quali
ballare e piacevoli
bellezze locali.
La vera Cuba,
bisognosa di valuta
pregiata portata da
un turismo di massa
(non sempre
consapevole), vedeva
in questa
opportunità di
viaggi e vacanze,
una maniera per
sconfiggere il
periodo especial
derivato dal crollo
degli aiuti forniti
dai paesi dell’est
Europa a loro volta
apertisi al mondo
occidentale,
rinnegando l’idea
comunista.
La genuinità di una
popolazione allegra
e disponibile che si
trovava ad
affrontare una massa
di turisti dollarosi
alla ricerca di
emozioni facili, è
stata spesso
fraintesa e si è
trovata nella
condizione di subire
facili e gratuiti
giudizi, frutto
anche di
manipolazioni
mediatiche
appositamente create
per far risuonare la
grancassa del facile
moralismo pronto a
colpire la politica
cubana tacciandola
come opportunista e
puttaniera.
Tutto sommato, nel
parlare bene o male
di Cuba, si è
generato un
movimento di
informazioni –spesso
arbitrarie e falsate-
che ha acquisito una
sua decisa presenza
in internet.
Moltissimi di questi
siti con il passar
del tempo, si sono
persi tra le nebbie
del dimenticatoio
perdendo di
conseguenza,
l’utenza che li
visitava.
Quelli rimasti,
invece, hanno
fidelizzato nel
tempo una certa
affiliazione di
visitatori che
rappresenta il
zoccolo duro degli
amanti di Cuba e che
cercano di essere
sempre aggiornati di
notizie provenienti
dall’isola caraibica.
Ovviamente anche in
questo settore
esistono delle macro
e micro differenze
che sono dettate
dall’affidabilità
delle notizie, al
loro aggiornamento,
ai contributi
informativi che
vengono pubblicati.
La voce della rete,
però, può essere
fortificata da
alleanze senza
frontiere che
talvolta, legano
siti amici di Cuba,
lontani
geograficamente tra
loro ma uniti dallo
stesso senso di
valori solidali e
politici.
Gli scambi
interattivi di
notizie ed
iniziative, varcano
i limiti della
distanza per
rafforzare l’idea di
partecipare alla
distribuzione della
verità su Cuba. Ecco
quindi Italia,
Argentina, Brasile,
Spagna, USA, Messico
e Cuba, interagire
tra loro
scambiandosi
contributi, idee,
argomentazioni e
suggerimenti da far
esplodere
all’esterno di
quella stantia e
falsa verità targata
Stati Uniti.
Newsgroup, forum,
newsletters e siti
web vengono percorsi
dalla coerenza delle
idee al fianco di
Cuba, di Fidel e
Raul, della storia e
della Revolucion
Cubana per
dimostrare i valori
(ed anche gli errori
con un limpido senso
critico) e i
risultati raggiunti
e raggiungibili da
uno status politico
e sociale che
resiste ad un
ingiusto ed
anacronistico blocco
economico, allo
strangolamento
mediatico ed alle
ingiustizie che dal
1959, segnano questo
Stato Sovrano.
La storia dei cinque
eroi, il caso di
Posada Carrilles
assassino
dell’italiano Fabio
Di Celmo, il
terrorismo contro
Cuba, il bloqueo ed
altro, possono
trovare voce
all’interno di spazi
che di virtuale
hanno poco.
Spesso è
l’abnegazione ed il
sacrificio di
persone che si
dedicano anima e
corpo a questa
specie di missione,
ad animare il
desiderio di far
conoscere al mondo
della rete, quale
sia la reale verità
pur andando incontro
a spendere ore e
soldi, per dire ciò
che c’è da dire e
produrre uno sforzo
per mostrare la vera
identità di questo
popolo che, dalla
fine della
dominazione spagnola,
orgogliosamente
cerca di mantenere
intatto il proprio
senso di
appartenenza alla
propria patria che
mai ha venduto ad
alcun offerente.
Basterebbe solo
questo senso di
dignità per far
capire quanto sia
importante Cuba nel
panorama mondiale,
tralasciando
l’ideologia
socialista che ha
fatto di Cuba il
peggior nemico degli
USA, il Davide che
ha sconfitto
l’enorme Golia e
tutti i suoi alleati.
Per Cuba, per amore
della giustizia,
esiste questa
controinformazione
che sempre lotterà
al fianco di questo
faro che illumina il
sud del mondo.
Aldo Galvagno
www.siporcuba.it |