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Il governo
reprime le proteste degli indigeni e dei contadini con metodi che
rasentano la violazione dei diritti umani. Tali repressioni lasciano un
saldo di un morto, oltre 100 feriti, 30 arreesti ed alcuni indigeni
“desaparecidos”.
- Attilio Folliero, 19/05/2006
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Da quattro giorni si vivono
momenti di forte tensione in Colombia: gli indigeni ed i contadini sono
mobilitati per la difesa della sovranità nazionale e contro il Trattato di
Libero Commemrcio (TLC) che il Governo colombiano di Alvaro Uribe ha
firmato con Gli Stati Uniti. Le dure repressioni della polizia hanno
determinato la morte di un contadino indigeno, oltre 100 feriti, trenta
arresti ed alcuni indigeni “desaparecidos”, di cui non si hanno notizie ma
che probabilmente sono stati arrestati.
Le manifestazioni di protesta
delle popolazioni contadine ed indigene sono concentrate soprattutto nelle
zone di Cauca, Valle, Meta e Nariño. I metodi di repressione della
polizia, verso popolazioni inermi che protestano civilmente e
pacificamente sono a dir poco di carattere sproporzionato e sicuramente
rasentano la violazione dei diritti umani: le forze di polizia hanno
disperso i manifestanti lanciando gas lacrimogeni dagli elicotteri! La
popolazione è rimasta letteralmente terrorizzata dai metodi così inusuali
utrilizzati dalle forze di repressione. La notizia di queste
manifestazioni, così duramente represse nell’indifferenza generale dei
media colombiani ed internazioni, sono a noi giunte grazie alla
segnalazione di una Associazione di Contadini, la Asociacion Nacional de
Usuarios Campesionos, che chiede alle istituzione internazionali di
vigilare sui metodi inumani utilizzati da parte del Governo di Uribe, per
la repressione di popolazioni inermi.
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Da Caracas, 19/05/2006
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Attilio Follietro
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