Julio è un umile
muratore che vive
nella città di La
Plata, un lavoratore
in più, che fa salti
mortali per arrivare
a fine mese. Nel
1976 fu sequestrato
e “Desaparecido” da
un gruppo
paramilitare guidato
da Etchecolatz e
portato nel
famosissimo “Pozo de
Arana”, campo di
tortura e sterminio
che operava nel
distaccamento di
polizia di Arana,
uno dei 365 campi
dislocati in tutto
il paese. Julio fù
torturato
brutalmente dalle
mani dello stesso
commissario.
L’umile muratore
salva la vita, e si
dedica alla
costruzione di
quelle tre parole
così amate da noi
argentini: Memoria,
Verità e Giustizia,
il momento della
GIUSTIZIA arriva per
Julio in questi mesi,
con il processo e
con esso la
possibilità
d’inchiodare il suo
carnefice alle sue
responsabilità, è
lui lo fa, con gran
coraggio, incarnando
nel suo atto la
volontà e i
sentimenti di
milioni di argentini.
Forse né lui, e
nessuno di noi,
voleva credere che
le fauci nauseabonde
di quella tigre
potessero ancora
aggirarsi per le
strade del potere.
Forse nessuno voleva
ritornare alla paura
di quelle parole
antiche usate in
gergo: “Oltrepassare
i denti della tigre”
ed essere ingoiati
nelle tenebre, forse
non volevamo nemmeno
pensarlo. Nonostante
le centinaia di
violazioni dei
diritti umani, le
torture, gli omicidi
realizzati dalla
polizia argentina in
questi anni di “democrazia”,
puntualmente
denunciate dalle
associazioni di
difesa dei diritti
umani e dalle forze
popolari, non
pensavamo che in
questo momento
potessero realizzare
un atto cosi
provocatorio,
lanciare un vero
avvertimento in
mezzo a tutta questa
campagna per
processare i
militari della
dittatura e
intimorire altri
testimoni.
Invece avevamo
ragione nel dire
insieme a tanti
altri, che il potere
della polizia e
delle forze militari
è intatto, con la
stessa formazione
ideologica della
dittatura. Così come
lanciarono un netto
avvertimento nel
fucilare Dario e
Maxi, la stessa cosa
stanno facendo oggi,
con la loro classica
brutalità e
arroganza.
-
Facciamo
responsabile al
Governo Argentino
della ricomparsa del
compagno Julio Lopez,
-
in perfette
condizioni.
La volontà di queste
righe, è quella di
un appello ulteriore
a tutte le persone
sensibili e alle
forze sociali
d’Italia, di fronte
ai fatti di questi
giorni e non solo,
per mantenere la
nostra
sensibilità e
solidarietà sempre
più attiva, per
Julio, contro
l’impunità, per
ricostruire il
nostro paese sulla
base della giustizia,
e non sulle chiazze
di sangue volute dai
militari e da molti
politici.
Per tutte queste
ragioni Vientos del
Sur aderisce alla
manifestazione di
mercoledì 27
settembre a Buenos
Aires, con la parola
d’ordine:
POR LA APARICIÓN CON
VIDA YA! DE JULIO
LÓPEZ
nell’ambito di una
giornata nazionale
di lotta.
Ni olvido, ni perdon,
juicio y castigo a
los culpables.
Ass. Argentina
Vientos del Sur
Udine, Italia,
25 Settembre
2006