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7 Giugno 2006
«Abbiamo deciso di operare assieme in
queste ultime settimane per mandare a tutti gli italiani il messaggio
delle conseguenze negative sull'unità del Paese, sulla coesione sociale di
queste riforme. E quindi un invito a tutti a votare No». Così il
presidente del Consiglio Romano Prodi riassume davanti ai cronisti
la strategia messa a punto nel vertice con i leader dei partiti
dell'Unione in vista del referendum del 25 giugno.
A chi si chiede se si possa determinare una situazione di “muro contro
muro” con la Cdl il premier risponde che «abbiamo ribadito che le riforme
costituzionali devono essere fatte con l’apporto di maggioranza e
minoranza».
All’incontro con Romano Prodi, tenutosi nella sede dell’Unione a piazza
Santi Apostoli, hanno partecipato il segretario dei Ds Piero Fassino,
Francesco Rutelli (Margherita), Franco Giordano (Prc), Oliviero Diliberto
(Comunisti Italiani), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Marco Pannella
(Rosa nel Pugno) e Clemente Mastella (Udeur).
Il vertice sancisce la totale comunione d’intenti delle diverse anime
della coalizione di governo nel rifiutare la riforma costituzionale
approvata dal precedente esecutivo e nello spendersi per fare sì che il
maggior numero di cittadini si rechi a votare al referendum del 25 giugno
per dire No alla modifica della costituzione voluta dalla Cdl.
A coordinare ed organizzare la campagna referendaria saranno l’esponente
diessino Fabrizio Morri e Renzo Lusetti della Margherita, cui si
affiancherà un uomo di Rifondazione Comunista, che però, come ha spiegato
il segretario Franco Giordano, non è ancora stato individuato.
Come detto la condanna alla “sciagurata” riforma del centrodestra è ferma
e convinta da parte dei tutti. Il segretario della Quercia Piero
Fassino, nei giorni scorsi, aveva ribadito che la vittoria del No sarà
il punto di partenza fondamentale dal quale ripartire, con il dialogo, per
approvare delle riforme costituzionali equilibrate e veramente
migliorative.
Le dichiarazioni dei leader dei leader del centrosinistra confermano le
parole di Prodi e Fassino. Per Oliviero Diliberto «occorre portare
il maggior numero di elettori al voto. In particolare dobbiamo riuscire a
rivolgerci alle perone che hanno votato a destra e spiegare loro che
questo sfascio dell’Italia e la fine dei diritti fondamentali riguarda
tutti i cittadini italiani, non solo gli elettori di centrosinistra».
Franco Giordano parla di «Unione mobilitata per il referendum del
25 giugno, che mette in gioco la tutela democratica del nostro Paese. Se
passasse l'ipotesi delle destre – aggiunge il segretario di Rifondazione –
ci troveremmo nelle condizioni di non avere più tutele sanitarie,
formative e di avere un elemento di differenziazione e un vero e proprio
sfascio in tutto il Paese».
Alfonso Pecoraro Scanio parla di «No contro lo sfascio della
Costituzione, della scuola, della sanità, dell'economia». Per Clemente
Mastella «il No deve essere un forte messaggio a chi, propugnando le
proprie riforme mira ad una frattura dell’unità nazionale». |