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Il 25 e 26 giugno i cittadini italiani saranno chiamati
alle urne per esprimersi sulla riforma costituzionale, approvata dalla
maggioranza di centrodestra del precedente parlamento.
Il referendum, previsto dalla Costituzione, consegna al popolo sovrano la
possibilità di confermare o meno la riforma di importanti articoli della
nostra Carta.
CGIL, CISL, UIL respingono
unitariamente, con il NO nel referendum confermativo, la riforma della
Parte II della Costituzione, approvata dal Parlamento il 16 novembre 2005.
Con questa scelta CGIL CISL
UIL riaffermano come irrinunciabili il valore dell’unità nazionale,
fondata sui principi dell’uguaglianza e della solidarietà tra tutti i
cittadini, nonché il modello e i valori della democrazia partecipativa
della Costituzione vigente, la sua natura parlamentare, con il pluralismo
e l’equilibrio dei poteri che le sono propri, aspetti fortemente
compromessi da questa riforma.
Le modifiche costituzionali da
abrogare con il referendum, per la loro vastità, intaccano anche i
Principi fondamentali e la Parte I della Costituzione, relativa ai
“diritti e doveri dei cittadini”.
Gli ambiti di un sostanziale
indebolimento, qualora la riforma fosse confermata dal referendum,
riguardano i rapporti sociali e i rapporti politici. |