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Roberto Cotroneo
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Elezioni 2006,
l'ombra dei brogli
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Enrico Deaglio,
direttore di
Diario ha girato
un film sulla notte
seguente le elezioni
italiane e che
uscira' il prossimo
24 novembre. Si
ipotizza che ci sia
stato un tentativo
di manipolare le
elezioni a suo
favore, da parte del
governo Berlusconi,
ossia un tentativo
di colpo di stato.
Roberto Cotroneo,
L'unità,
LPG, 20/11/2006 |
Tutto in una notte.
Il vero o il falso,
i dubbi, le certezze,
le dimostrazioni
scientifiche, e poi
i programmi ai
computer, il lavoro
al Viminale, gli
sguardi tesi dei
leader della
sinistra, e di
quello del
centrodestra. E poi
Berlusconi, e Prodi,
e quel pasticciaccio
brutto delle
elezioni di aprile.
Quando vinse il
centrosinistra, ma
per pochissimo.
Quando in un giorno
soltanto si passò da
cinque punti
percentuali di
differenza a quei
risicati 25mila voti.
Da una vittoria
netta di Prodi,
annunciata, ribadita,
e riconfermata, ogni
giorno della
campagna elettorale
da tutti i
sondaggisti, alla
vittoria per una
manciata di schede,
che ha cambiato il
destino del governo
di Prodi, e
soprattutto della
stabilità politica
nel nostro Paese.
Che cosa è successo
se lo è chiesto
Enrico Deaglio,
direttore di
«Diario».
Che sul
pasticciaccio brutto
di piazza del
Viminale ha girato
un film, intitolato:
"Uccidete la
democrazia.
Memorandum sulle
elezioni di aprile",
che sarà allegato
alla rivista in Dvd
il prossimo 24
novembre. E prima di
lui se lo sono
chiesti tre
giornalisti,
nascosti dietro lo
pseudonimo di
«Agente italiano»
che hanno scritto un
libro di
fantapolitica,
chiamiamola così,
con nomi di maniera,
per sostenere che al
Viminale quella
notte si consumò il
delitto perfetto.
Ovvero si spostarono
i voti delle schede
bianche in direzione
non tanto della Casa
delle Libertà, ma in
direzione esclusiva
di Forza Italia.
Fantapolitica,
volumi che non hanno
autori, dicerie,
voci. Ma non solo:
anche notizie,
dettagli e storie
molto limpide che
qui vanno raccontate.
Che cosa è successo?
Deaglio non ha
nessuna intenzione
di anticipare tutti
i contenuti del suo
dvd, denominato "docu-thriller"
prima del 24
novembre, ma già sul
numero di "Diario"
di oggi spiega una
cosa: «c'è un tabù,
le elezioni sono il
modo per attuare la
democrazia in un
paese democratico.
Alterare i risultati
delle elezioni è un
modo per negare la
democrazia. Il tabù
in questo modo è
infranto».
Procediamo con
ordine, e vediamo
cosa può essere
accaduto.
10 aprile. Ore 15.00
cominciano gli exit
polls e poi nelle
ore a seguire le
proiezioni
elettorali. Il
centrosinistra parte
subito con una
vittoria netta, ma
con il passare delle
ore questa vittoria
netta si assottiglia
in un modo costante.
Per semplificare,
ogni ora che passa
il centro sinistra
scende di 0,5 e il
centro destra sale
di 0,5. I dati
ufficiali del
ministero
dell'Interno, non
ancora resi noti
fino ad oggi, dicono
una cosa. Le schede
bianche delle ultime
politiche sono state
400 mila. Un dato
molto basso, di
solito, in tutte le
consultazioni
elettorali sono
molte di più. Quante
di più? Nel 2001
erano 1.600.000.
Quattro volte di più.
Si potrebbe dire che
nelle ultime
elezioni, lo scontro
radicale tra i due
schieramenti ha
convinto gli
astensionisti più
indefessi, e ha
fatto diminuire il
dato delle schede
bianche? Difficile
che sia accaduto
fino a questo punto.
Ma le vie degli
elettori sono
infinite.
Peccato però che a
questo dato
fortemente anomalo,
se ne aggiunga un
altro, che sfiora la
fantascienza. I dati
delle schede bianche,
da che mondo e
mondo, non sono mai
omogenei se li si
considera regione
per regione. Per cui
se a Milano nel 2001
si astennero il 6
per cento degli
elettori, a Napoli
si arrivò al 10, e a
Torino al 3, etc.
etc. Tutto questo
dipende dal fatto
che l'Italia è un
paese molto diverso
regione per regione,
pochissimo omogeneo.
Cosa succede nelle
elezioni del 2006?
Secondo i dati del
Viminale, non solo
le schede bianche
sono soltanto
400.000, ma la
percentuale delle
bianche, in tutte le
regioni italiane,
per la prima volta
nella storia, è
costante, tra l'1 e
il 2 per cento in
tutte le città e in
tutte le regioni.
Questo numero è
ancora più clamoroso
delle 800mila schede
in meno del 2001.
Perché numericamente
è una probabilità
quasi impossibile,
ed è più facile
vincere al
superenalotto,
piuttosto che si
verifichi una
eventualità di
questo genere.
Allora? Deaglio nel
suo film, girato
assieme a Beppe
Cremagnani, parla
con tecnici,
politici,
giornalisti, esperti
di informatica, e
cerca di trasformare
la fantapolitica in
politica vera e
propria. Certo,
Fassino quella notte
era molto teso.
Pisanu sembra abbia
avuto uno scontro
durissimo con
Berlusconi. Il
motivo? Si dice che
Berlusconi volesse
invalidare le
elezioni, e chi li
conosce bene dice
che tra Pisanu e
Berlusconi da quella
notte di aprile c'è
il gelo totale.
Ma è difficile
capire cosa sia
successo. Facile
capire invece perché
è proprio sulle
schede bianche che
si gioca la partita.
Quando le prefetture
passano,
elettronicamente, i
voti al Viminale, le
schede bianche
diventano un dato di
nessun interesse,
perché non entrano
nel conteggio della
suddivisione dei
seggi. A quel punto
basta inventare un
piccolo software
capace di deviare i
dati delle schede
bianche a un
raggruppamento
politico, in modo
automatico, e il
gioco è fatto. Nel
film di Deaglio
Clint Curtis,
esperto informatico
americano, candidato
per i democratici,
ex repubblicano, lo
mostra in pratica.
In mezz'ora scrive
il programma, e fa
vedere come funziona.
Utilizza anche un
margine di casualità
il suo programma,
nel senso che le
sequenze numeriche
delle schede, hanno
delle pause, poi
accelerano, e non si
comportano in modo
uniforme. Dando la
sensazione di un
conteggio realistico
e in progress. E il
risultato è assai
verosimile.
Deaglio assicura che
il finale del suo
film sarà molto
sorprendente e
adesso non intende
rivelarlo, e c'è da
chiedersi se sarà un
fuoco di paglia o
una bomba politica
dalle conseguenze
imprevedibili?
L'americano Curtis
sostiene che quel
genere di broglio è
come il delitto
perfetto. E
soprattutto si sa
molto bene che è
pressoché
impossibile
ricontare tutte le
schede, anche se si
volesse. Solo che le
previsioni degli
exit polls hanno
sbagliato soltanto
due dati. Due soli,
in quella benedetta
notte. Il primo è il
dato delle schede
bianche: se ne
aspettavano
1.200.000. Il
secondo è il dato di
Forza Italia,
inferiore al
risultato. Secondo
Deaglio lo scontro
di quella notte tra
Pisanu e Berlusconi
concerneva
esattamente questo
argomento, e questi
dati. Quella notte,
Marco Minniti,
entrando agitato e
scuro in volto al
Viminale, disse: "ci
stanno rubando le
elezioni". Ma a
questo punto bisogna
chiedersi due cose,
che una risposta non
ce l'hanno, o se ce
l'hanno entrano
veramente nella
fantapolitica più
bizzarra. Perché, se
il programma
funzionava così bene,
non ha funzionato
anche per i 25 mila
voti che hanno fatto
la differenza? E
dunque: perché non
si poteva finire
l'opera? Seconda
domanda: perché
Berlusconi ha
continuato a
ripetere per giorni
e giorni che voleva
che si ricontassero
tutte le schede? La
seconda domanda può
avere una risposta
più facile. La
miglior difesa è
l'attacco. E va bene.
Ma la prima rimane
un mistero della
Repubblica, che
forse Deaglio ci
svelerà il prossimo
24 novembre. O forse
non verrà mai
svelato da nessuno.
Come nessuno potrà
mai dire che queste
non siano altro che
congetture.
Fantapolitica, roba
buona per i
dietrologi, da
aggiungersi ai tanti
misteri della notte
della Repubblica,
che non a caso apre
la sua storia del
dopoguerra con un
ipotetico broglio
sul Referendum
Istituzionale.
Mistero o no,
fantasia o no,
rimane certo il
fatto che il
programma per
alterare i dati è un
giochetto da ragazzi
e soprattutto che
nelle elezioni del
2006 quelli che
hanno lasciato in
bianco la scheda
erano pochissimi, e
in perfetto
equilibrio, come una
magia elettorale che
non è mai riuscita
in nessun paese
normale. Sempre che
l'Italia si possa
considerare un paese
normale...
Pubblicato il:
03.11.06
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