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Un illegale giro d'affari e ricezione di tangenti
E' quello contro cui si
solleva l'AINEE dinanzi alle dichiarazioni del Console Italiano a Cordoba,
Nicola Di Tullio, che ammette di aver preso tangenti al fine di accelerare
le pratiche di cittadinanza
Torino –
Si sono già fatte sentire le prime polemiche alla notizia, apparsa in
questi giorni sul giornale argentino La Voz del Interior, riguardante le
tangenti che, per ammissione del Console Italiano a Cordoba, Nicola Di
Tullio, il Consolato argentino avrebbe preso al fine di accelerare le
pratiche di cittadinanza di chi ne avesse fatto richiesta. Nonostante
l'affermazione che le somme accettate sarebbero state destinate al locale
Istituto Italiano di Cultura, per la programmazione di eventi culturali,
le polemiche non sono mancate.
I primi
ad esprimersi in merito alla questione sono stati i membri dell'AINEE,
l'Associazione Italiani Nati all'Estero "Esperanza", presieduta da
Francisco Antonio Sposato, che ha rivolto una lettera aperta al
Dipartimento della Pubblica Sicurezza e al Capo della Polizia dello Stato
Giovanni De Gennaro – oltre che ai Ministeri degli Affari Esteri,
dell'Interno e degli Italiani nel Mondo - per denunciare questa "violazione
delle attuali leggi di cittadinanza, e altre leggi, comprese le posteriori
circolari d'adempimento amministrativo, che servono per regolarizzare la
situazione anagrafica dei cittadini italiani nati all'estero".
Ma, al di
là di definire questi fatti quale "un illegale giro d'affari e ricezione
di tangenti", l'AINEE sostiene che "le dichiarazioni del Console Generale
Nicola Di Tullio siano solo la punta dell'iceberg", confermando così la
situazione "che abbiamo denunciato, in varie occasioni, d'associazione
illecita per delinquere".
Per
questo "questa Associazione fa una pubblica denuncia, e, di fronte alla
gravità del tema che ci occupa, si augura che intervenga immediatamente la
DIGOS in tutta questa faccenda"; inoltre "offriamo e mettiamo a sua
disposizione tutta la documentazione che abbiamo in nostro possesso, che
possa servire di prova, per far chiarezza fino in fondo. E' nostro
sospetto che vi possano essere coinvolti funzionari del Ministero degli
Affari Esteri, Funzionari del Ministero dell'Interno, Funzionari del
Pubblico Ministero di diversi comuni, Personale consolare, studi
d'avvocati, con sede in Argentina, Spagna e Italia, Gestori, membri del
CGIE, e naturalmente altre persone che non siamo in grado d'identificare.
Sarà giustizia".
Fuente: News
ITALIA PRESS
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30 maggio 2003
CORDOBA, RICHIESTE DI
DENARO PER ACCELERARE LE PRATICHE PER LA CITTADINANZA?
Cordoba, Collegio Montserrat
E’ apparsa la notizia sul giornale argentino La Voz del Interior di
presunte tangenti al Consolato Italiano di Cordoba. Secondo La Voz, il
Console della sede, Nicola Di Tullio, avrebbe ammesso di aver accettato
denaro per accelerare alcune pratiche di cittadinanza, in modo da poter
destinare maggiori somme al locale Istituto Italiano di Cultura per la
programmazione di eventi culturali.
Tutto sarebbe cominciato da una
segnalazione anonima al telegiornale di una tv locale, secondo la quale il
Console avrebbe chiesto a un´azienda due mila dollari a favore
dell´Istituto Italiano di Cultura. Il Console avrebbe ammesso al giornale
argentino la pratica, sostenendo che ci sono persone con molte risorse
economiche che per non fare code in Consolato offrono denaro pur di
ottenere il passaporto italiano in tempi rapidi. E per spiegare la
situazione dalla quale deriva l´accettazione di denaro, Di Tullio ha
parlato delle circa 30 mila domande di cittadinanza giunte al suo
consolato, che non si riesce ad evadere. Per questo è stato impostato il
criterio delle priorità, a seconda della posizione in cui si trovano i
richiedenti: problemi legali, clandestinità, possesso di contratti di
lavoro, situazioni di necessità sanitarie.
Dall´intervista
concessa dal Console a La Voz del Interior emerge inoltre un particolare
importante: il Ministero degli Esteri italiano sapeva, ma solo in un
secondo momento sarebbe intervenuto per sospendere l´"idea" del Console.
"Mi preoccupo di diffondere la cultura del mio Paese" - sono le parole
attribuite dal giornale a Di Tullio - "specialmente in un momento di crisi.
Non prendo denari da chi non se lo possa permettere. Chi ha risorse
economiche a disposizione può godere di questo vantaggio". Definendo il
suo come "interesse nazionale", il Console ha lasciato molto perplesso il
giornalista che ha realizzato l´intervista |