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Gli argomenti di chi è contrario
all’assunzione dei contrattisti
Da un anonimo -
Data: 01/09/2005
Il blocco dell'assunzione dei
contrattisti temporanei?? Cosa sana e giusta!! Ci sono ancora centinaia di
dipendenti Mae che aspettano di essere inquadrati dopo avere sostenuto e
superato con successo il corso-concorso di riqualificazione e dopo avere a
loro volta passato le prove di concorso quando furono assunti.
Sarebbe quindi veramente ingiusto
assumere direttamente i 380 conttrattisti prima di avere inquadrato i
dipendenti in questione che hanno servito lo stato per 20 anni (e in molti
casi rimanendo sempre a Roma a stipendio locale e non estero) restando
sempre allo stesso livello. Ai contrattisti temporanei come requisito a
concorrere non fu richiesta neanche la residenza in loco e in molti casi
conoscevano, si, la lingua locale ma non conoscevano l'italiano. Il bando
di concorso era chiaro: assunzione a tempo determinato e per un periodo
non rinnovabile. Il contratto fu poi comunque rinnovato ma infine
l'amministrazione, una volta tanto, ha fatto una cosa sana e giusta. Alla
scadenza dell'ultimo rinnovo: TUTTI A CASA!
Quindi cosa reclama oggi il
gruppo di 380 privilegiati assunti senza nessuno sforzo e solo per il
merito di conoscere la "via" giusta? L'assunzione nei ruoli sarebbe solo
una scandalosa escamotage dell'Amministrazione e dei politici per fare
entrare, dalla finistra, nei ruoli del Mae, coloro i quali non potevano
con le loro forze superare le ormai dure prove del concorso ufficiale,
dando cosi' seguito al nepotismo che va avanti da SECOLI.
Tra i contrattisti
temporanei molti sono anche CONSORTI DI DIPENDENTI MAE a carico all'estero
(esiste una lista di nomi certi) o amici intimi dei dipendenti dei
Consolati, figli dei dipendenti consolari (contrattisti e non), figli del
corrispondente RAI locale, figli dei responsabili Comites, Cgie o dei
titolari dei Patronati vari o, nel peggiore dei casi, amanti dei capi di
Istituto di cultura, Ice o consoli generali.
Non bastano i dipendenti a
rastrellare denari a destra e a manca, ora dovrebbero anche essere assunti
a forza E SENZA CONCORSO figli, consorti,parenti, amici e amanti per
ingrassare ancora di piu' il malloppo economico famigliare IN BARBA A
MIGLIAIA DI PERSONE ITALIANE DISOCCUPATE ALTRETTANTO QUALIFICATE.
Sarebbe veramente disonesto
assumere queste persone senza fargli sostenere le stesse selezioni di
concorso obbligatorie per accedere alle prove finali per gli impieghi
statali. PERCHE'??? A Toronto, per esempio, si conoscevano i nominativi
dei vincitori della selezione gia' una settimana prima dell'affissione del
bando di concorso (AFFISSO DI VENERDI' POMERIGGIO DIETRO L'ANTA DELLA
PORTA DELL'ENTRATA PRINCIPALE CHE, RIMANENDO SEMPRE APERTA, NON POTEVA
ESSERE NOTATO DA NESSUNO SALVO GLI INTERESSATI PREVENTIVAMENTE AVVERTITI
PER ALTRE VIE IN MODO DA AVERE POCHI PARTECIPANTI AL "CONCORSO" AL FINE DI
FARE APPARIRE TUTTO REGOLARE).
Ci furono proteste scritte
ma tutto fu messo a tecere perche' i candidati conosciuti a priori erano
super raccomandati di ferro e soprattutto col benestare del console
generale che, credendo di assecondare le pressioni politiche italo-locali,
sperava gli venisse assegnato in cambio, l'anno successivo, il comando del
prestigioso Consolato Generale a New York invece, fu esiliato in quel
della Germania dato che gli stessi suoi "amici locali " non tardarono a
capire che questi era pronto ad offrirsi al maggiore offerente pur di
riuscire nei propri intenti.
In altre Rappresentanze non
sono successe cose molto diverse.
Comunque l'aver lavorato per
il Governo italiano anche a tempo determinato ha fruttato una congrua
somma mensile ben superiore i 900 e qualche spicciolo di euro euro mensili
percepiti dai dipendenti Mae a Roma nonche' ha garantito un punteggio
utile per eventuali prove per impieghi pubblici.
Gli aspiranti lavoratori
residenti in Italia, ignari di tale possibilita' di partecipare al
concorso, come potrebbero avere la stessa possibilita' di alti guadagni e
nel frattempo maturare anche punteggio preferenziale per concorsi pubblici?
Non sono quindi dei
privilegiati questi signori del contratto a tempo determinato???
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Data:
02/09/2005
Egr. anonimo,
prima di tutto dovrebbe avere il coraggio di firmarsi! Sono uno dei
contrattisti (di Caracas), assunti a tempo determinato con contratto a sei
mesi rinnovabile (Legga il testo del bando del concorso: fin dall'inizio
si diceva che poteva essere rinnovato! Ma non e' questo certo il punto in
questione). Lei non ha nessun diritto di offendere me e tutte quelle
persone che come me sono entrate nella Pubblica Amministrazione grazie ad
una selezione, ad un pubblico concorso. Se lei è a conoscenza di persone
entrate grazie a raccomandazioni faccia una esplicita denuncia alla
Procura della Repubblica, ma non offenda le persone oneste e soprattutto
preparate. Il concorso cui ho partecipato e vinto non era affatto una
passeggiata, una cosa semplice; conteneva numerose prove: dettato in
lingua italiana, traduzione, varie prove pratiche al computer (word,
Excel, Internet); chi ha superato le prove pratiche ha dovuto sostenere un
colloquio.
Egregio
anonimo, le confesso che per me è stato un concorso facile, ma non perchè
fosse facile il concorso, ma perchè ero preparato ed ho dimostrato questa
mia preparazione nel corso dei due anni che ho lavorato al Consdolato
Generale di Caracas. Sono laureato in Scienze Politiche presso
l'Universoità "La Sapienza" di Roma; iscritto al Terzo anno del corso di
Laurea in Economia e Commmercio, sempre alla Sapienza; vari master
post-laurea, tra cui un master in "Operatore della Pubblica
Amministrazione" presso la Libera Università “San PIO V” di Roma; ottime
conoscenze informatiche; numerose esperienze di lavoro; per non dilungarmi
le dico solo che sono stato docente di informatica in numerse scuole
italiane e due anni di pubblico impiego presso il Comune di Lucera
(Foggia); lasciai il posto per trasferirmi in Venezuela per motivi
personali.
Ho partecipato
al Concorso e francamente non conoscevo nessuno! Ma il problema non è di
carattere personale; il problema non e' il contrattista Attilio Folliero,
o tizio, o caio, o sempronio. No, signor anonimo il problema è un altro:
noi stiamo lottando per un diritto o meglio la violazione di un diritto. I
contrattisti entrati a tempo determinato per sei mesi hanno ottenuto in
base allo stesso bando di concorso un rinnovo per altri sei mesi. Al
termine del primo anno di lavoro l'Amministrazione ci ha nuovamente
rinnovato il contratto per altri sei mesi. Se al termine del primo rinnovo
ci avesse allontanati, nessuno di noi avrebbe avuto da ridire. Il fatto è
che ci ha rinnovato il contratto per ulteriori sei mesi. A questo punto è
scattato, sulla base di leggi italiane ed internazionali (leggi tese a
proteggere i lavoratori ed evitare possibili sfruttamenti) il diritto al
contratto a tempo indeterminato, in parole povere al posto fisso.
Un’impresa
privata o pubblica che sia, non può assumere un lavoratore a tempo
determinato a vita; la figuira giuridica del lavoro a tempo determinato
esiste per tuteleare l'impresa (privata o pubblica è indifferente) che in
un determinato momento e per un peridodo di tempo limitato potrebbe aver
bisogno di personale extra; basti pensare al lavoro stagionale: un hotel
di Rimini, ad esempio, che nei mesi estivi per far fronte alla domanda
crescente incrementa il proprio personale attraverso i contratti a tempo
determinato.
Se da un lato
la legge tutela l'impresa, dall'altro lato la stessa legge tutela il
lavoratore: se l'impresa ha bisogno di personale extra, può benissimo
ricorrere ai contratti a tempo determinato; ma il ricorso a tale tipo di
contratto non può essere una scusa per evitare l'assunzione di personale a
tempo indeterminato. Infatti, in passato si verificava spesso che le
imprese pur avendo bisogno di personale fisso, ricorrevano ai contratti a
tempo determinato, creando un vero e proprio sfruttamento del lavoratore.
Il legislatore
per evitare lo sfruttamento dei lavoratori ha inteso tipizzare la figura
dei contratti a tempo determinato, dicendo in parole povere: “impresa,
se tu hai bisogno di personale extra, assumi con contratto a tempo
determinato; ma fai attenzione! Non puoi utilizzare tale figura per
sfruttare le persone; se hai bisogno di personale lo devi assumere con
contratto a tempo indeterminato e se pensi di fare il furbo sarai
sanzionato! IO LEGISLATORE prevedo, mediante Legge, che se assumi un
lavoratore con contratto a tempo determinato e poi rinnovi sto contratto,
senza alcuna interruzione, per due volte di seguito, stai dicendo che hai
bisogno di personale a tempo indeterminato; percio' dopo il secondo
rinnovo scatta il diritto al contratto a tempo indeterminato”.
A noi
contrattisti, egregio anonimo, il contratto e' stato rinnovato per ben tre
volte. Che vuoi di piu'? Siamo entrati in base ad un concorso, come
giustamente stabilisce l'art. 97 della Costituzione italiana, ed in base
alle leggi italiane (e comunitarie) antisfruttamento abbiamo acquisito il
diritto al posto fisso. Tra l'altro, egregio anonimo tu ignori anche altre
violazioni commesse dall'Amministrazione del Ministero degli Esteri: oltre
all'ingiusto licenziamento (avendo acquisito il diritto al
contratto a tempo indeterminato, il nostro licenziamento si configura come
ingiusto licenziamento), c'è il mancato versamento dei contributi
previdenziali (totale o parziale) ed in ogni caso andava pagato il
TFR (trattamento di fine rapporto).
Se tu guadagni
un tot (ad esempio 1000) devi pagare i contributi sulla base dei 1000 e
non perchè ti fa comodo, paghi su 100; quindi devi sapere che c'è stata
anche questa mancata contribuzione. Lei signor anonimo è un dipendente del
MAE? Cosa farebbe se scoprisse che non gli vengono versati i contributi
previdenziali o alla fine del contratto (due anni o 30 anni non importa il
tempo trascorso) venisse licenziato senza che l'amministrazione le pagasse
il TFR?
In ogni caso,
non è la sua pur rispettabile opinione, quella che conta, ma quella del
Giudice ed il Giudice in casi simili al nostro (vedasi le assunzioni alle
Poste, dove è successo praticamente quello che è successo a noi) ha dato
ragione al ricorrente, al lavoratore.
Il vero
problema, però, caro anonimo, è la tutela degli italiani residenti
all'estero! Lei evidentemente ignora la situazione dei consolati italiani
all'estro. Se a lei italiano, le nasce un figlio in Italia, dal giorno
stesso della nascita questo suo figlio ha diritto alla trascrizione
dell'atto di nascita; ha diritto al passaporto; ha diritto al codice
fiscale; ha dirritto ad aprire un libretto di risparmio, un conto corrente
bancario... ovviamente oltre ai dirritti ha anche una serie di doveri, ma
qui soffermiamoci a parlare dei diritti. Se lei italiano residente in
Italia si sposa con una straniera, sua moglie avrebbe diritto ad acquisire
la cittadinanza italiana dopo sei mesi...
Se lei
italiano, invece di essere residente in Italia, è sfortunatamente
residente all'estero, sulla carta, ossia sulla base delle leggi
costituzionali e non, avrebbe gli stessi diritti (doveri) di un italiano
reisdente in Italia; ma questo avviene solo sulla carta! Nella realtà se
lei fosse un italiano residente in Venezuela, o Argentina, o Brasile, o
altre parti, suo figlio prima di poter vedere trascritto il proprio atto
di nascita in Italia, prima di avere in mano il passaporto italiano, prima
di avere il codice fiscale... deve attendere anni ed anni! Si informi! E
se sua moglie fosse straniera, sa quanti lustri (periodo di 5 anni!)
debbono passare in alcuni consolati, prima di vedersi riconoscere il
diritto alla cittadinanza? Sa che in alcuni Consolati (del Brasile) si è
arrivati a dare appuntamenti per una ricostruzione di cittadinza a 18
anni? Non le sembra vergognoso che un diritto di cittadinanza acquisito
iure sanguinis, ossia per diritto di nascita, venga riconosciuto ad un
italiano residente all'estero dopo anni (e lei non immagina minimamente i
soldi ed il tempo, le file, le code che sono necessari per farsi
riconoscere sto diritto innato!
Sa di chi è la
colpa? Un consolato come quello di Caracas che deve servire un bacino di
cittadini, pari ad esempio alla citta di Bari, o Bologna, si trova ad
operare con circa 25 impiegati. Lei riesce ad immaginare l’Ufficio
anagrafe del Comune di Bari o di Bologna con soli 25 dipendenti? Il numero
dei dipendenti dei consolati dovrebbe essere incrementato enormemente. Sa
quanto guadagna un dipendente del Ministero degli Esteri che va
all'estero? Si legga una delle prime lettere apparse in questo stesso
gruppo di discussione.
Per risolvere
il problema degli uffici consolari (e dei diritti costituzionali degli
italiani residenti all'estero) bisognerebbe ridurre enormemente il numero
del personale viaggiante ed assumere in loco (tramite concorsi pubblici e
seri; tutti noi contrattisti siamo daccordo a concorsi seri); con lo
stipendio di un solo impiegato di ruolo si potrebbero assumere, allo
stesso stipendio del personale MAE che lavora in Italia, o secondo
parametri ben precisi, in base al costo della vita locale, anche 10
impiegati.
Il Ministero
dovrebbe impiegare personale proveniente dall'Italia (al soldo attuale)
solo per carichi di responsabilità, diciamo i responsabili dei vari
uffici. Che senso ha mandare all'estero un centralinista o un usciere (che
magari non sa neppure la lingua), o un autista che neppure conosce le
strade della città dove va a lavorare? Non le sembra altamente immorale,
ingiusto sperperare il denaro pubblico a danno degli italiani residenti
all'estero? Mandare all’estero un autista, un usciere, un centralinista od
un semplice impiegato per fargli guadagnare magari un milione di euro in
dieci anni è immorale e vergognoso! Di qui il recente giusto rimprovero
del Ministro degli Esteri britannico. Tutto questo alle spalle degli
italiani residenti all'estero, degli emigrati, dei 25/30 milioni di
emigrati grazie ai quali è stato possibile il boom italiano.
Se lei anonimo
non lne fosse a conoscenza, deve sapere che lo sviluppo dell'Italia (ed il
suo posto di lavoro) è stato possibile anche grazie agli emigrati, alle
rimesse degli emigrati. Il sogno di milioni di italiani è stato quello di
andare all’estero a guadagnare il necessario per comprarsi la casa in
italia; milioni di italiani si sono spaccarti le spalle, per mantenere le
famiglie rimaste in Italia e/o costruirsi la casetta in Italia. Milioni di
italiani hanno contribuito in questo modo allo sviluppo dell’Italia,
perche’ se lei lo ignorasse “costruirsi” la casa ha significato lavoro per
gli italiani in Italia, guadagni per le fabbriche italiane… Dovrebbero
essere approfonditi di più questi argomenti.
E per contro
come ringrazia lo Statu italiano, o meglio tutti i governi che si sono
succeduti? Offrendo loro servizi consolari da Paesi del terzo mondo!
I politici ed i sindacati (tutti) per proteggere i dipendenti viaggianti
del Ministero degli esteri e fargli guadagnare una barca di soldi, fanno
in modo che i servizi offerti dai consolati siano veramente scadenti.
Se io fossi un politico italiano mi vergognerei. Dovrebbero veramente
vergognarsi questi politici (e dipendenti viaggianti del MAE) che
inconsapevolmente o consapevolmente calpestano i diritti costituzionali
degli italiani all’estero.
Questo è il
vero problema. Non sono i contrattisti il vero problema; non è il
contrattista Attlio Folliero il problema. Lei, caro anonimo dovrebbe
vergognarsi doppiamente, o meglio un milione di volte: per non avere il
coraggio di firmarsi, per dire delle scemenze, per appoggiare sto sistema
che calpesta i diritti degli italiani ...
Attilio Folliero |