Contrattisti e consolati
martedì, 21 ottobre 2008 01:21:25
Edito por Asociación Civil "LPG"
Responsable: Attilio Folliero

Principal Arriba Contrattisti e consolati Le Leggi Discriminazioni Ragioni avverse Spreco denaro pubblico Denuncia alla UE Comunicato SAL-MAE Bafile sui Contrattisti giustizia negata
de 26/05/2006
Page Rank Check
Free counter and web stats

Principal
Arriba

DOSSIER PATRIAGRANDE

Petrodolares Dossier
  Emigración Ceseiv
Dossier Haití
Indígenas
de América

Música y canciones

DEBATE ABIERTO
promovido por
La Patria Grande
Diario Vea
Grupos sociales
Con
Adán Chávez
G. García Ponce
R. Hernández
Contrattisti
questione contrattisti e riforma dei Consolati

Documento distribuito a Caracas a politici italiani, sindacalisti, membri di organizzazioni, giornalisti ed a semplici cittadini italiani presenti al VI FORUM SOCIAL MUNDIAL (gennaio 2006) e successivamente ad alcuni politici italiani arrivati a Caracas in occasione delle elezioni politiche 2006. Il documento è servito per informare sulla questione dei contrattisti e della situazione dei consolati.

di Attilio Folliero, 22/01/2006
Data pubblicazione in La Patria Grande: 26/05/06

A A seguito della legge che ha concesso il diritto di voto agli italiani residenti all'estero, l'art. 2 della Legge 104/2004 ha previsto l'assunzione di personale straordinario per l'espletamento delle funzioni di rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero, ossia per l'aggiornamento delle liste AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero.

Sulla base di questa Legge, in tutti i Consolati italiani vennero assunti, tramite concorso pubblico e con contratto temporaneo a sei mesi, 384 contrattisti locali. Allo scadere del primo periodo, tali contratti vennero rinnovati di sei mesi, in sei mesi, per ben tre volte, senza alcuna interruzione. Il motivo del rinnovo era dovuto al fatto che l'aggiornamento dell'AIRE non è un lavoro che ha un termine, essendo necessario un aggiornamento continuo degli italiani residenti all'estero ed il personale di ruolo a disposizione dei consolati, oberato da tanto lavoro, non poteva e non può svolgere tale ulteriore mansione. A dimostrazione di ciò c'è il fatto che in tutti i Consolati, tali contrattisti oltre a svolgere il lavoro per cui erano stati assunti, vennero impiegati nei vari uffici, per svolgere le normali mansioni di un Consolato, a sostegno degli impiegati di ruolo.

Di fatto, in base al decreto legislativo 368/2001, che ha recepito una direttiva comunitaria, per tali contrattisti è maturato il diritto all'assunzione a tempo indeterminato.

In considerazione della penuria di personale in forza presso i vari consolati italiani e sulla base del fatto che i contrattisti assunti localmente avevano maturato il diritto al contratto a tempo indeterminato, l'allora Ministro degli Esteri, Frattini, preparò un progetto di legge per l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i contrattisti assunti temporalmente. Con tale provvedimento, non solo si intendeva sanare una situazione acquisita di diritto (il contratto a tempo indeterminato), ma anche si intendeva far fronte - sia pure in maniera molto parziale - alla notroria penuria di personale esistente presso tutti i consolati italiani. Inoltre, c'e' da dire che tale provvedimento aveva un impatto economico modesto: il costo del personale assunto localmente è circa un quinto dell'equivalente costo per l'eventuale invio all'estero di un numero pari di personale dipendente del Ministero degli Esteri (MAE).

Tale provvedimento venne bloccato dall'ostruzionismo dei sindacati italiani! I sindacati, tutti, hanno difeso egoisticamente le posizioni di privilegio dei loro iscritti, ossia i dipendenti del MAE, dimenticando le reali esigenze delle collettività italiane all'estero e dei diritti acquisiti dai contrattisti. Ossia, i sindacati hanno ritenuto che l'assunzione a tempo indeterminato di 384 cittadini italiani, reperiti all'estero mediante concorso pubblico e che per due anni hanno svolto un lavoro egregio ed apprezzato dalle varie collettività italiane (basta leggere i numerosi arrticoli di solidarietà apparsi nei vari giornali italiani pubblicati all'estero) avrebbe comportato una diminuzione del personale dipendete del MAE inviato all'estero. In sostanza cosa significa questo? In base al D.P.R 18/1967, i dipendenti del  MAE inviati all'estero, hanno diritto - giustamente - a tutta  una serie di benefici che per farla in breve si sostanzia in rimborsi e stipendi mensili di migliaia di Euro (fino a 10.000 euro e più al mese, secondo le varie qualifiche). In parole povere, l'assuzione di personale all'estero, comporta - secondo i sindacati - una riduzione del personale viaggiante e quindi la perdita di numerosi privilegi da parte dei dipendenti del MAE, ossia dei propri iscritti.

Sostituire progressivamente, nei Consolati Italiani, il personale viaggiante del MAE, almeno per i posti fino al livello B2 od anche B3, con personale assunto localmente (di fatto tutti cittadini italiani), tramite conocorsi pubblici seri e di pari difficoltà a quelli svolti in Italia, con commissioni esterne, provenienti da Roma e con stipendi equivalenti a quelli di un impiegato di pari livello del MAE, adeguandoli evidentemente ai costi della vita locale, in più o in meno secondo le differenti realtà, genererebbe dei vantaggi enormi:

  • Per lo Stato italiano, un risparmio non indifferente. Dato che il costo di un impiegato assunto localmente può arrivare ad essere anche cinque/sei volte inferiore a quello di un impiegato inviato da Roma, è intuitivo il risparmio che genererebbe una tale sostituzione;
  • Per la collettività italiana residente all'estero, consolati efficienti. I Consolati italiani hanno una notoria carenza di personale, che finisce per ripercuotersi sui servizi espletati, generando il fenomeno degli appuntamenti ad anni di distanza per l'ottenimento, ad esempio di una trascrizione di una atto di nascita, o un passaporto, o una ricostruzione di cittadinanza. In tutti i Consolati e particolarmente in quelli dell'America Latina, dal Messico alla terra del Fuoco, per ottenere un diritto sancito dalla Costituzione italiana occore aspettare anni! Ciò crea una vera disuguaglinza di fatto tra cittadini italiani residenti all'estero e cittadini italiani residenti in Italia. In sostanza, il risparmio generato dalla sostituzione di personale viaggiante del MAE con personale assunto localmente, determinerebbe la possibilità di assumere ulteriore personale (sempre localmente), fino a coprire integralmente il fabbisogno di ogni Consolato, ed eliminando di fatto i disservizi esistenti oggi presso ogni Consolato.

Ovviamnte, noi riteniamo che i posti di responsabilità, ossia i posti di Capo Ufficio, rimarrebbero a carico del personale viaggiante del MAE.

Chiediamo pertanto una riforma strutturale del Ministero degli Esteri, atta a favorire la collettività italiana residente all'estero e la immediata riassunzione dei contrattisti locali che hanno maturato, ex legge, il diritto all'assunzione a tempo indeterminato. Ricordiamo, a tale proposito, che di fronte al licenziamento senza giusta causa, operato dal MAE, i contrattisti locali non hanno potuto fare altro che adire le vie legali ed attualemnte sono in corso presso il Tribunale di Roma, competetente per giurisdizione, i vari giudizi.

Attilio Folliero
Add to Google Reader or Homepage
http://www.wikio.it
Add to Technorati Favorites

LPG NUKE

Sitios Amigos

Intercambio Link

Colaboradores

MigliorBlog.itEURO-TOPLISTClassifica di siti - Iscrivete il vostro!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
 News & Journalism - Top Blogs Philippines
Blogalaxia
TopOfBlogs
PoliticsTop BlogsBlogRankers.com
Politics blogs
BlogPolitics BlogsRussian America Top. Рейтинг ресурсов Русской Америки.
Free Gifts Top 100
My BlogCatalog BlogRank素材RANKINGClassement des sites Francophones