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A seguito della legge che ha
concesso il diritto di voto agli italiani residenti all'estero, l'art. 2
della Legge 104/2004 ha previsto l'assunzione di personale straordinario
per l'espletamento delle funzioni di rilevazione dei cittadini
italiani residenti all'estero, ossia per l'aggiornamento
delle liste AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero.
Sulla base di questa Legge,
in tutti i Consolati italiani vennero assunti, tramite concorso pubblico e
con contratto temporaneo a sei mesi, 384 contrattisti locali. Allo scadere
del primo periodo, tali contratti vennero rinnovati di sei mesi, in sei
mesi, per ben tre volte, senza alcuna interruzione. Il motivo del rinnovo
era dovuto al fatto che l'aggiornamento dell'AIRE non è un lavoro che ha
un termine, essendo necessario un aggiornamento continuo degli italiani
residenti all'estero ed il personale di ruolo a disposizione dei
consolati, oberato da tanto lavoro, non poteva e non può svolgere tale
ulteriore mansione. A dimostrazione di ciò c'è il fatto che in tutti i
Consolati, tali contrattisti oltre a svolgere il lavoro per cui erano
stati assunti, vennero impiegati nei vari uffici, per svolgere le normali
mansioni di un Consolato, a sostegno degli impiegati di ruolo.
Di fatto, in base al decreto
legislativo 368/2001, che ha recepito una direttiva
comunitaria, per tali contrattisti è maturato il diritto all'assunzione a
tempo indeterminato.
In considerazione della
penuria di personale in forza presso i vari consolati italiani e sulla
base del fatto che i contrattisti assunti localmente avevano maturato il
diritto al contratto a tempo indeterminato, l'allora Ministro degli
Esteri, Frattini, preparò un progetto di legge per l'assunzione a tempo
indeterminato di tutti i contrattisti assunti temporalmente. Con tale
provvedimento, non solo si intendeva sanare una situazione acquisita di
diritto (il contratto a tempo indeterminato), ma anche si intendeva far
fronte - sia pure in maniera molto parziale - alla notroria penuria di
personale esistente presso tutti i consolati italiani. Inoltre, c'e' da
dire che tale provvedimento aveva un impatto economico modesto: il costo
del personale assunto localmente è circa un quinto dell'equivalente costo
per l'eventuale invio all'estero di un numero pari di personale dipendente
del Ministero degli Esteri (MAE).
Tale provvedimento venne
bloccato dall'ostruzionismo dei sindacati italiani! I sindacati, tutti,
hanno difeso egoisticamente le posizioni di privilegio dei loro iscritti,
ossia i dipendenti del MAE, dimenticando le reali esigenze delle
collettività italiane all'estero e dei diritti acquisiti dai contrattisti.
Ossia, i sindacati hanno ritenuto che l'assunzione a tempo
indeterminato di 384 cittadini italiani, reperiti all'estero mediante
concorso pubblico e che per due anni hanno svolto un lavoro egregio ed
apprezzato dalle varie collettività italiane (basta leggere i numerosi
arrticoli di solidarietà apparsi nei vari giornali italiani pubblicati
all'estero) avrebbe comportato una diminuzione del personale dipendete del
MAE inviato all'estero. In sostanza cosa significa questo? In base al
D.P.R 18/1967, i dipendenti del MAE inviati all'estero, hanno diritto -
giustamente - a tutta una serie di benefici che per farla in breve si
sostanzia in rimborsi e stipendi mensili di migliaia di Euro (fino a
10.000 euro e più al mese, secondo le varie qualifiche). In parole povere,
l'assuzione di personale all'estero, comporta - secondo i sindacati - una
riduzione del personale viaggiante e quindi la perdita di numerosi
privilegi da parte dei dipendenti del MAE, ossia dei propri iscritti.
Sostituire progressivamente,
nei Consolati Italiani, il personale viaggiante del MAE, almeno per i
posti fino al livello B2 od anche B3, con personale assunto localmente (di
fatto tutti cittadini italiani), tramite conocorsi pubblici seri e di pari
difficoltà a quelli svolti in Italia, con commissioni esterne, provenienti
da Roma e con stipendi equivalenti a quelli di un impiegato di pari
livello del MAE, adeguandoli evidentemente ai costi della vita locale, in
più o in meno secondo le differenti realtà, genererebbe dei vantaggi
enormi:
-
Per lo Stato italiano, un
risparmio non indifferente. Dato che il costo di un impiegato assunto
localmente può arrivare ad essere anche cinque/sei volte inferiore a
quello di un impiegato inviato da Roma, è intuitivo il risparmio che
genererebbe una tale sostituzione;
-
Per la collettività
italiana residente all'estero, consolati
efficienti. I Consolati italiani hanno una notoria carenza di personale,
che finisce per ripercuotersi sui servizi espletati, generando il
fenomeno degli appuntamenti ad anni di distanza per l'ottenimento, ad
esempio di una trascrizione di una atto di nascita, o un passaporto, o
una ricostruzione di cittadinanza. In tutti i Consolati e
particolarmente in quelli dell'America Latina, dal Messico alla terra
del Fuoco, per ottenere un diritto sancito dalla Costituzione italiana
occore aspettare anni! Ciò crea una vera disuguaglinza di fatto tra
cittadini italiani residenti all'estero e cittadini italiani residenti
in Italia. In sostanza, il risparmio generato dalla sostituzione di
personale viaggiante del MAE con personale assunto localmente,
determinerebbe la possibilità di assumere ulteriore personale (sempre
localmente), fino a coprire integralmente il fabbisogno di ogni
Consolato, ed eliminando di fatto i disservizi esistenti oggi presso
ogni Consolato.
Ovviamnte, noi riteniamo che
i posti di responsabilità, ossia i posti di Capo Ufficio, rimarrebbero a
carico del personale viaggiante del MAE.
Chiediamo pertanto una
riforma strutturale del Ministero degli Esteri, atta a favorire la
collettività italiana residente all'estero e la immediata riassunzione dei
contrattisti locali che hanno maturato, ex legge, il diritto
all'assunzione a tempo indeterminato. Ricordiamo, a tale proposito, che di
fronte al licenziamento senza giusta causa, operato dal MAE, i
contrattisti locali non hanno potuto fare altro che adire le vie legali ed
attualemnte sono in corso presso il Tribunale di Roma, competetente per
giurisdizione, i vari giudizi.
- Attilio Folliero
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