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Fuente:
http://www.italianiestero.antoniodipietro.it/cgi-bin/dforum/forum.pl?msg=125
... A tal proposito vi mandiamo la
lettera di risposta al Sindacato CISL e ci auguriamo che venga fatta la
stessa cosa dagli altri colleghi contrattisti temporanei nel mondo.
- Alla cortese attenzione di Roberto
Vagni,
- Segreteria CISL-Esteri
e, p.c.
- On. Ministro per gli Italiani nel
Mondo - Mirko Tremaglia
- On. Ministro per gli Affari Esteri
- Franco Frattini
- Amb. Vincenzo Petrone - Ambasciata
a Brasilia
- Rappresentanti sindacali CGIL/UIL/SICIS-MAE
- Consolato Gen. San Paolo
- Sindacati confederati
- Stampa italiana all'estero
- CGIE
- Contrattisti a tempo determinato
della Rete Consolare Italiana
Egregio Signore,
Analizzando i punti della sua nota
relativa ai contrattisti temporanei della Rete Consolare italiana,
vorremmo fare alcune precisazioni:
- Partendo dal principio che non ci
interessa il conflitto di due gruppi di lavoratori, bensí il buon
andamento dei servizi consolari, nella stragrande maggioranza dei casi i
contrattisti temporanei hanno cittadinanza italiana e non possono quindi
essere considerati stranieri: la parità dei diritti non ci riguarda?
- Visto che la situazione della
finanza pubblica italiana è grave, occorrerebbe tener presente che due
anni di esperienza lavorativa ci permettono di offrire, a costi
ragionevoli, collaborazioni e consulenze al personale di ruolo che si
avvicenda; lo stesso personale proveniente dall'Italia non può, in alcun
modo e con tutta la buona volontà del mondo, svolgere il ruolo di
mediazione culturale, sociale, commerciale ed istituzionale - a volte ad
alto livello - con le realtà locali, tramite contatti istituzionali e
studio delle normative locali, anche per un problema di lingua e realtà
diverse.
- I contrattisti offrono in genere
anche un'ottima gestione dei programmi informatici, tanto è vero che ci è
affidato in diversi casi anche l'aggiornamento dei siti web oppure
un'assistenza per il personale di ruolo; anche le traduzioni, altro
servizio importante nell'attività consolare all'estero, sono sempre
affidate ai contrattisti locali, in ragione delle conoscenze della lingua
locale; per non parlare della ricezione del pubblico che, informato
correttamente, ha la possibilità di sentirsi meno a disagio nella sua
situazione di doppio cittadino .
- Gli stessi lavoratori di livello B2
che in Italia percepiscono 900 € al mese, quanto verrebbero a costare
nella relativa destinazione "agiata"? Se, come Lei dice, essi aspirano a
sedi agiate in Europa ed America Latina, non verrebbero mai volentieri in
Brasile, Argentina, Venezuela o Perù, dato che le condizioni locali si
sono deteriorate negli ultimi anni. Per non parlare di Perù, Bolivia o
altri Paesi in situazioni ancora più difficili. O per sorvolare sulla
situazione dei Consolati, che in genere il personale di ruolo più
informato tende ad evitare per la mole di problemi accumulatisi. In
effetti noi crediamo che sia opportuna una riflessione ancor più generale
sulle vere carenze di Consolati e Ambasciate: in genere manca personale di
ruolo qualificato nell'area amministrativo-contabile, come pure nel
coordinamento dei servizi di anagrafe e cittadinanza o in quello
dell'attività sociale e culturale. Mancano inoltre dirigenti di livello
intermedio. Mentre la grande maggioranza di noi contrattisti è costretta a
lavorare nella sala macchine di barche che spesso fanno acqua da molte
parti e tendono a ricordare la "Regina d'Africa", quel bel film con
Humphrey Bogart e Catherine Epburn.
- Visto che in certe Sedi in
Brasile la c.d. lista d'attesa per il riconsocimento della cittadinanza (diritto
costituzionalmente garantito), può arrivare anche a 18 anni,
quale servizio essenziale vogliamo fornire al nostro connazionale? Con
quali tempi da Paese avanzato? Con quali risposte a domande di servizi che
non possono certo aspettare quelli dei trasferimenti, delle ferie del
personale di ruolo o dei suoi problemi di adattamento che a volte
riscontriamo? E, ci creda, diciamo questo con una certa generosità. Per
una conferma di quanto noi sosteniamo basta rivolgersi ai Capi degli
Uffici Consolari, costretti spesso ad operare in situazioni di emergenza,
non certo sanabili con fantomatiche liste straordinari e tempi di
trasferimento e cambiamenti a rotazione, nei quali le capacità possono
perdersi insieme alla memoria storica.
Abbiamo cercato di analizzare i
problemi con obbiettività e senso di giustizia. Ci auguriamo che lo stesso
avvenga da parte Sua e del Sindacato che rappresenta.
Siamo assai dispiaciuti e preoccupati
per i messaggi perentori e per i veti che leggiamo nelle ultime
comunicazioni sindacali dato che, siamo pronti ad affrontare un nuovo
concorso, non siamo interessati a competere su sedi agiate, nè temiamo che
la cosiddetta piramide abbia a soffrirne.
Sull'insieme di queste considerazioni
e non su valutazioni astratte o difese corporative si misura, secondo noi,
l'interesse nazionale oltre che l'efficienza, l'efficacia della gestione e
quant'altro si può avere come obiettivo.
Basterebbe rilevare, come afferma il
presidente del COMITES di Monaco di Baviera, quello che fanno altri Paesi
europei. Oltre che la realtá brasiliana con minori pregiudizi. Ben venga
allora il personale di ruolo, se tenderà considerarsi partner di questa
impresa che, ci creda, non è per niente facile. Distinti saluti,
I Contrattisti a
Tempo Determinato del Consolato Generale d'Italia a Porto Alegre - Brasile |