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martedì, 21 ottobre 2008 01:21:18
Edito por Asociación Civil "LPG"
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Tutti conoscono gli eccidi nazisti in italia, durante la II Guerra Mondiale. La propagande dei vincitori, gli statunitensi, peró ha del tutto cancellato gli eccidi commessi dagli statunitensi in italia. Pubblichiamo questo interessante articolo che ripropone i principali bombardamenti compiuti dagli alleati in Italia, per portare la loro democrazia. Ovviamente non si tratta di un elenco completo. Per esempio, manca il bombardamento che distrusse completamente la citta' di Foggia. Per tale drammatico avvenimento rimandiamo all'articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno "1943- Quella lunga, tragica estate di Nicola Maascellaro". La propaganda dei vincitori ha volutamente cancellato i migliaia di morti che hanno provocato gli statunitensi e gli alleati per portarci la loro democrazia.

Gianluca Freda, LPG, 08/02/2007

QUANDO LA DEMOCRAZIA LA PORTARONO A NOI

di Gianluca Freda, http://blogghete.blog.dada.net/, gianlucafreda@supereva.it

    Tutti conoscono i nomi dei luoghi degli eccidi nazisti della II Guerra Mondiale:
Marzabotto, S. Anna di Stazzema, Civitella in Val di Chiana, sono diventati sinonimi
della barbarie degli invasori tedeschi. “Invasori” barbari sì, ma anche invitati da
noi, resi feroci dalla sconfitta e dall’incredibile voltafaccia degli italiani, che
passarono dalla parte degli angloamericani dopo solo pochi mesi di bombardamenti. E’
molto grave, però, che la propaganda del dopoguerra abbia invece del tutto cancellato
il ricordo delle stragi e degli orrori angloamericani con una sistematica opera di
disinformazione. Bisogna andarsi a rileggere Moravia o i giornali dell’epoca per
trovare traccia dei massacri compiuti in Italia dagli alleati, così simili a quelli
che vediamo compiere oggi in Iraq e aventi il solo scopo di spargere il terrore tra
una popolazione civile già demoralizzata, che aspettava, anche se viveva nei
territori della Rsi, soltanto la caduta dei nazifascisti. Una tecnica di feroce
guerra psicologica che è sempre stata, ed è ancora, il marchio inconfondibile
dell’imperialismo americano. Ecco una breve rassegna delle stragi compiute dai nostri
“liberatori” ai tempi in cui, generosi com’erano e ancora sono, vennero a “portarci
la democrazia”.

    LA TECNICA DEL MASSACRO

    Per massacrare quanti più civili possibile, gli aerei americani e inglesi,
durante la Seconda Guerra Mondiale, utilizzavano una strategia particolarmente
efficace: bombardamenti composti da tre ondate successive in cui alle bombe
dirompenti seguivano gli spezzoni incendiari e poi, nel terzo passaggio, bombe a
scoppio ritardato per annientare tutti coloro che avevano cercato scampo nei rifugi
antiaerei. Distruggere il morale delle popolazioni nemiche attraverso massacri feroci
e indiscriminati è sempre stata la tecnica preferita dagli americani, dalla
distruzione dell’Italia a quella dell’Iraq. Nei documenti dell’aviazione americana è
rarissimo trovare traccia di disposizioni agli aviatori di risparmiare la popolazione
e i monumenti storici. La guerra americana è sempre stata una guerra terroristica,
cosapevolmente rivolta contro i civili innocenti più che contro le truppe militari.

    LA DISTRUZIONE DI MONTECASSINO

    La mattina del 15 febbraio 1944 uno stormo di bombardieri B-17, su ordine di
Washington, sgancia un grappolo di bombe da 250 kg. l’una sulla storica abbazia di
Montecassino. L’abbazia, la più antica della cristianità, fondata da S. Benedetto nel
529, ne risulterà completamente rasa al suolo. Nell’attacco vengono massacrati
centinaia e centinaia di profughi che nell’abbazia avevano cercato rifugio. Di fronte
all’orrore del mondo, il presidente USA Franklin Delano Roosevelt dichiara: “Il
motivo per cui l’abbazia è stata bombardata è che i tedeschi se ne servivano per
bombardare noi. Era un caposaldo tedesco, con artiglieria e tutto il necessario”. Si
tratta di una volgare menzogna. Nell'abbazia non si trovava - come dichiarò dopo il
bombardamento l'abate Diamare - alcun soldato tedesco, ed i tedeschi avevano escluso
il monumento dalla propria organizzazione difensiva, rinunciando così ad avvalersi di
quello che avrebbe potuto essere un caposaldo di prim'ordine, sulla vetta di uno
scosceso monte che domina la vallata sottostante. I preziosissimi documenti
dell’archivio e della biblioteca dell’abbazia vennero salvati dalla barbarie
americana grazie all’aiuto degli stessi tedeschi, che misero a disposizione un
convoglio di dodici autocarri militari, distolti dall’impiego bellico, per
trasportare i documenti alla Rocca di Spoleto.

    LA BOMBA DI SAN MINIATO AL TEDESCO

    Il 22 luglio 1944 un proiettile americano a scoppio ritardato si abbattè sul
Duomo di San Miniato al Tedesco (Pisa) provocando 56 morti (accertati) e decine di
feriti. L’eccidio venne però attribuito ai tedeschi e nel 1954 sul luogo venne posta
una lapide grondante di retorica che ancora oggi recita:

    QUESTA LAPIDE RICORDA NEI SECOLI
    IL GELIDO ECCIDIO PERPETRATO DAI TEDESCHI
    IL 22 LUGLIO 1944
    DI SESSANTA VITTIME, INERMI, VECCHI, INNOCENTI
    PERFIDAMENTE SOLLECITATI A RIPARARE NELLA CATTEDRALE
    PER RENDERE PIÙ RAPIDO E PIÙ SUPERBO IL MISFATTO.
    NON NECESSITÀ DI GUERRA, MA PURA FEROCIA
    PROPRIA DI UN ESERCITO IMPOTENTE ALLA VITTORIA
    PERCHÈ NEMICO DI OGNI LIBERTÀ, SPINSE GLI ASSASSINI
    A LANCIARE MICIDIALE GRANATA NEL TEMPIO MAGGIORE.
    ITALIANI CHE LEGGETE, PERDONATE MA NON DIMENTICATE !

    RICORDATE CHE SOLO NELLA PACE E NEL LAVORO
    È L'ETERNA CIVILTÀ.

    Si tratta di un vero e proprio stravolgimento della verità. Già la commissione
istituita nell’autunno del ’44 aveva ritrovato, sul luogo dell’esplosione,
un’inconfondibile spoletta americana che firmava la paternità dell’eccidio. Tuttavia
la verità venne tenuta nascosta per decenni dalla propaganda filoamericana. Perfino
il film “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani partecipò a questa vergognosa
operazione di mistificazione storica con la scena della chiesa piena di gente fatta
saltare in aria dai tedeschi.

    IL MASSACRO DI CANICATTI’

    Il 14 luglio 1943 ad un ignoto tenente colonnello americano dell’AMGOT (Governo
Militare Alleato per i Territori Occupati) di stanza a Canicattì venne comunicato che
un folto gruppo di civili era entrato nella locale Saponeria Narbone-Garilli
attraverso un buco nel muro provocato dall’artiglieria americana. I civili, tra cui
c’erano molte donne e bambini, stavano riempiendo alcuni secchielli di sapone liquido
delle fosse. Il colonnello si recò sul posto con due uomini dell’intelligence e
ordinò ai soldati, che avevano fermato una quarantina di persone, di uccidere tutti i
prigionieri. I soldati, agghiacciati dalla prospettiva di massacrare donne e bambini,
rifiutarono di obbedire. Allora il colonnello diede lo stesso ordine agli uomini
dell’intelligence, i quali a loro volta si rifiutarono, impietriti. A questo punto il
tenente colonnello estrasse la propria pistola Colt 45 e iniziò a sparare. Il prof.
Joseph S. Salemi della New York University, figlio di uno dei militari
dell'Intelligence che furono presenti alla strage, racconta: “Egli svuotò il primo
caricatore, e poi ricaricò, ne svuotò un altro e quindi ricaricò di nuovo [...]. Mio
padre ricorda, in particolare, che un bambino di circa dodici o tredici anni
ricevette un colpo di rivoltella direttamente nello stomaco. Il bambino non morì
subito, ma si mise a gridare più volte in dialetto siciliano C'haiu na bodda ntu
stummachu! C'haiu na bodda ntu stummachu! [ cioè “Ho un proiettile nello stomaco”,
NdR]". Alla fine della sparatoria sul terreno rimasero otto vittime.

    L’ECCIDIO DI ACATE

    La stessa mattina del 14 luglio 1943, vicino al campo di aviazione di Acate,
presso Ragusa, trentasei prigionieri italiani e tedeschi vennero fucilati da un
plotone di soldati americani al comando del capitano John Compton. Altri trentasette
prigionieri italiani vennero uccisi a colpi di mitra dal sergente Horace West. I nomi
dei 73 prigionieri sono rimasti sconosciuti. Responsabili dell’eccidio furono i
soldati americani della 45a divisione di fanteria “Thundebirds”: Cap. John Compton,
Ten. Richard Blanks, Ser. Jim Hair, Ser. Jank Wilson, soldati John Gazzetti, Raymond
Marlowe John Carrol, Ser. Horace West. Tra il settembre e l’ottobre del 1943 la Corte
marziale degli USA processò Compton e West come responsabili dei due eccidi di Acate.
Compton fu assolto perché aveva obbedito agli ordini del Gen. Patton (“…se si
arrendono solo quandi gli sei addosso, ammazzali”). West invece fu condannato alla
pena di morte (poi comminata in ergastolo) per violazione dell’art. 92 del Codice di
Guerra. La pena non fu mai scontata, infatti West ritornò a combattere da volontario
a Omaha Beach. Oggi il suo nome figura tra gli eroi caduti in Normandia nel D-day.

    IL BOMBARDAMENTO DI TREVISO

    Il 7 aprile 1944 (giorno di Venerdì Santo), senza una motivazione strategica
comprensibile, la città di Treviso fu bombardata e pressoché rasa al suolo da aerei
americani. Le vittime civili furono circa 4000, l’80 % dei monumenti e degli edifici
della città fu distrutto. Sulla città vennero sganciate oltre 2000 bombe con l’unico
obiettivo di provocare un massacro, non essendoci nella città obiettivi militari di
rilievo. 

    GORLA

    Il 20 ottobre 1944 i bombardieri angloamericani si resero colpevoli di uno dei
massacri più atroci e inutili perpetrati contro la popolazione civile italiana. Una
formazione di B24 e B27, partita per bombardare le officine Breda e la stazione
ferroviaria di Greco in prossimità di Milano, non riuscendo a colpire gli obiettivi
previsti sganciò comunque le bombe sul quartiere di Gorla, una zona di Milano
altamente popolata e priva di qualsiasi rilevanza militare o strategica. Uno degli
ordigni esplosivi da 500 kg. colpì in pieno la scuola elementare Francesco Crispi
mentre i maestri tentavano di evacuare i bambini dell’istituto nei rifugi. Quei
bambini erano figli di operai, artigiani e impiegati del quartiere che i genitori
avevano fatto rientrare dallo sfollamento convinti che, dopo l’8 settembre, la guerra
fosse finita. La bomba americana distrusse completamente la scuola, uccidendo 184
scolari più altre 18 persone tra insegnanti e inservienti. In totale, quel giorno, le
vittime milanesi furono 614, tutte civili, colpite nei quartieri operai e artigiani
che sono da sempre il  bersaglio favorito delle bombe USA in tutte le guerre
imperiali.

    E' da notare che nei luoghi degli eccidi nazisti i monumenti e le lapidi accusano
più o meno esplicitamente i tedeschi di essere gli autori delle stragi (anche quando
non è vero, come nel caso di San Miniato). Invece, nei rari casi in cui i monumenti
commemorano una strage americana (come nel caso di Gorla), ad essere accusata è
genericamente "la guerra", implacabile entità metafisica ed astorica con la
quale gli americani, evidentemente, non hanno nulla a che fare.

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