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Nelle
prossime settimane i
proprietari di
imbarcazione sopra i
14 metri di
lunghezza che hanno
trascorso le vacanze
in Sardegna la
scorsa estate con
yacht al seguito
riceveranno
dall’Agenzia
regionale
dell’entrate un
avviso di pagamento
della cosiddetta «tassa
sul lusso».
Istituita con altre
tre con il
maxicollegato alla
finanziaria della
Sardegna nel maggio
2006, l’imposta
finora č stata evasa
da circa il 90% dei
titolari i barche
sopra i 14 metri
attraccate nei porti
turistici sardi fra
il 1 giugno e il 30
settembre scorsi,
periodo in cui il
tributo va pagato
ogni anno. L’importo
varia fra i 1.000 e
i 10.000 euro a
seconda della
lunghezza della
barca. Ne sono
esenti quelle che
hanno partecipato a
competizioni
sportive o che
restino attraccate
nell’isola tutto
l’anno.
Operativa dallo
scorso novembre,
l’Agenzia istituita
dalla Regione
Sardegna, fortemente
voluta dal
presidente Renato
Soru e diretta da
Gianluigi Giuliano,
stima che siano
stati circa 3.000
gli approdi di yacht
«tassabili» in
Sardegna. Il numero
di imbarcazioni
potrebbe essere
inferiore, perchč
alcune potrebbero
aver attraccato in
piů porti sardi.
Soltanto 250
proprietari
risultano essere in
regola con il
pagamento
dell’imposta,
ufficialmente
istituita a tutela
dell’ambiente e per
favorire il
riequilibrio
territoriale fra le
coste e le zone
interne dell’isola.
Una quota del
gettito, infatti, č
destinata allo
sviluppo
dell’entroterra.
La somma finora
incassata si aggira
intorno al milione
700.000 euro, quella
attesa, sempre per
le imbarcazioni,
potrebbe raggiungere
- secondo stime non
ufficiali - i 15
milioni di euro.
Le (scarse) risorse
umane, per ora,
dell’Agenzia
regionale delle
entrate (quattro
persone che potranno
avere rinforzi in
caso di nuovi
concorsi) si sono
concentrate su
un’altra «tassa sul
lusso», quella sulle
seconde case al mare
(entro i 3.000 metri
dalla battigia)
intestate a non
residenti in
Sardegna. L’Agenzia
delle entrate della
Regione sarda,
operativa dal
novembre scorso,
stipulerŕ un
convenzione con
l’Agenzia delle
Entrate per la
riscossione
dell’imposta
regionale sulle
seconde case al mare
intestate a non
residenti nell’isola,
una delle cosiddette
«tasse sul lusso»
istituite con legge
regionale nel maggio
2006 per favorire la
tutela dell’ambiente
e il riequilibrio
territoriale a
vantaggio
dell’entroterra.
La Giunta regionale
- su proposta del
presidente Renato
Soru nelle vesti di
assessore alla
Programmazione e
Bilancio ad interim
- ha autorizzato la
propria Agenzia a
siglare l’intesa che
potrebbe consentire
ai contribuenti di
mettersi in regola
tramite il modello
F24 alle poste, in
banca e per via
telematica. «Inoltre,
se in futuro si
decidesse di
affidare anche
l’esercizio della
riscossione coattiva
alla partecipata
della stessa Agenzia
ministeriale, la
Riscossione spa»,
argomenta Soru, «i
costi per il
servizio
risulterebbe
abbattuti del 25%».
L’Agenzia delle
Entrate ministeriale
potrŕ detrarre un
parte delle somme
riscosse a titolo di
rimborso degli oneri
sostenuti. L’imposta
riscossa verrŕ
versata dall’Agenzia
su un conto corrente
postale aperto dalla
Regione proprio per
il gettito
proveniente dal
tributo sulle
seconde case a meno
di 3.000 metri dal
mare. |