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Gli italiani che vivono in America Latina sono
obbligati a vedere il programma di Bruno Vespa ogni santo giorno, salvo il
fine di settimana.
Nella fascia che comprende il Venezuela, Uruguay,
Brasile ed Argentina, in piena serata, cioè dopo le 9 di sera, c’è il menú
fisso di “Porta a porta”, senza variante e senza contorno. Perchè?
“Ballarò”, l’altro programma di dibattiti e discussione
socio-politica prodotto dalla RAI, viene trasmesso solo saltuariamente, in
ore pomeridiane, quando pochi possono vederlo. Perchè?
Sarebbe interessante udire dal direttore Magliaro quali
sono i criteri che determinano questa sua scelta arbitraria. Non esiste
nessuna giustificazione logica e valida per imporre d’ufficio la terapia
d’urto di Bruno Vespa fisso. Prendere o lasciare, anche nei periodi
elettorali.
Dopo la grande purga con cui Berlusconi cacciò dalla
RAI Luttazzi, Santoro, Biagi, i comici e tutti quelli che non gliele
mandavano a dire, Magliaro ha applicato un suo personale supplemento di
purga, imponendo agli emigrati Bruno Vespa fisso. Perchè? Non gradisce il
giovane conduttore di “Ballarò” o detesta i contenuti di quella
trasmissione?
Poco importa, gli utenti hanno diritto ad una
informazione variata ed equilibrata, più rispettosa della pluralità delle
opinioni e delle idee.
Siamo indignati dell’apologia continua che Vespa fa
della guerra contro l’Iraq e delle risibili argomentazioni con cui cerca
di giustificare la “esportazione della democrazia” a mano armata. E’
offensiva la sicumera del Vespa, e il tono di saccente superiorità quando
allude ai Paesi del mondo non-industrializzato. Rispettiamo le sue idee,
però non possiamo accettare che ci vengano imposte in questo modo
autoritario.
I soldi dei contribuenti italiani non possono stare al
servizio della partigianeria del direttore Magliaro, che si ricorda della
pluralità, dell’alternanza e della “par conditio” solo quando conviene
alla sua parte politica. |