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Riceviamo e
pubblichiamo
volentieri questo
comunicato. Il 20
gennaio a Bologna,
nella centrale
Piazza Nettuno, ci
sara' un presidio,
una concentrazione
per dire NO alla
persecuzione dei
comunisti in Italia
e per fermare il
nuovo inquisitore,
il giudice
Giovagnoli. In
Italia la
persecuzione della
borghesia nei
confronti dei
comunisti, degli
antifascisti, degli
anticapitalisti,
delle avanguardie
dei lavoratori, si
fa più ampia e più
dura. Dal veenzuela
la solidarieta' ai
comunisti italiani.
Desde Venezuela,
nuestra solidariedad
a los comunistas
perseguidos y presos
politicos en Italia.
LPG, 12/01/2007 |
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Presidio
il 20.1.2007 dalle
ore 14.00 alle ore
18.00
a Bologna in Piazza
Nettuno
Per dire NO alla
persecuzione dei
comunisti!
Per fermare
l’inquisitore
Giovagnoli
La persecuzione
della borghesia nei
confronti dei
comunisti, degli
antifascisti, degli
anticapitalisti,
delle avanguardie
dei lavoratori, si
fa più ampia e più
dura.
I compagni del (n)PCI,
i compagni dei CARC
hanno subito dal ‘99
ad oggi svariate
inchieste,
perquisizioni, sono
stati pedinati,
controllati,
intercettati. Oggi
il giudice
Giovagnoli della
Procura di Bologna,
con un’inchiesta per
associazione
sovversiva con
finalità di
terrorismo (art. 270
bis del CP) che
conduce dal 2003,
chiede di processare
e arrestare
diversi militanti
comunisti. Questa
persecuzione si
inserisce in un
clima generale di
caccia alle streghe
che va avanti da
anni, che ha portato
a centinaia di
perquisizioni e
decine di arresti:
dai compagni di A
Manca Pro
S’Indipendentzia,
del Campo
Antimperialista, di
Iniziativa Comunista
agli antifascisti
dell’11 marzo, agli
anarchici. Il
continuo controllo e
la schedatura dei
militanti comunisti,
e in genere di tutti
i cittadini che in
qualche maniera si
occupano di politica
o che sono impegnati
nel campo sindacale
e sociale, sono
diventati la norma.
Sono milioni le
persone schedate,
intercettate,
pedinate.
Come, se non di più,
che durante il
ventennio fascista.
La borghesia cerca
di impedire con ogni
mezzo l’attività
politica dei
comunisti e delle
masse popolari. Ci
chiamano terroristi
e vogliono fermare
la nostra attività
politica, vogliono
impedire di
esercitare quella
libertà di azione
conquistata, con la
vita e con il sangue,
dai nostri padri e
dai nostri nonni con
la Resistenza.
Il giudice
Giovagnoli cerca di
fermare il lavoro
dei comunisti;
adesso vorrebbe
arrestare e
processare molti
compagni, tra cui
diversi dirigenti
dei CARC. In questi
giorni si conclude
in Francia il
processo imbastito
dal giudice G. Thiel
contro G. Maj e G.
Czeppel del (n)PCI
per detenzione di
documenti falsi.
Dopo la sua chiusura,
prevista per il 19
gennaio, il giudice
Giovagnoli vorrebbe
estradare ed
arrestare i compagni
(e forse anche il
simpatizzante del (n)PCI,
A. D’Arcangeli) per
poter così istruire
il processo in
Italia. Il processo
contro i militanti
del (n)PCI e contro
i militanti dei CARC
aprirebbe la strada
ad un’ancora più
ampia repressione.
Diciamo NO alla
persecuzione dei
comunisti, NO alla
denigrazione dei
comunisti, NO al
tentativo di
criminalizzare
l’esistenza del
partito comunista e
delle organizzazioni
che al comunismo si
richiamano.
I comunisti, i
sinceri democratici,
i lavoratori, si
schierano a favore
della libertà di
espressione e di
organizzazione dei
comunisti e delle
masse popolari e
denunciano gli
arbitri e i soprusi
che i cosiddetti
stati democratici
perpetuano nei
confronti delle
masse, contro coloro
che si oppongono a
questo regime che
alimenta una guerra
di sterminio delle
masse a tratti
aperta e a tratti
camuffata, un regime
di miseria, guerra,
sfruttamento e morte.
Unirsi e lottare
contro la
persecuzione dei
comunisti, contro lo
smantellamento delle
agibilità politiche
conquistate con la
Resistenza, contro
la repressione.
ORA E SEMPRE
RESISTENZA.
CARC - Comitati
d’appoggio alla
Resistenza - per il
Comunismo
SLL - Sindacato
Lavoratori in Lotta
ASP - Associazione
Solidarietà
Proletaria |