persecuzione comunisti
martedì, 21 ottobre 2008 01:21:17
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Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo comunicato. Il 20 gennaio a Bologna, nella centrale Piazza Nettuno, ci sara' un presidio, una concentrazione per dire NO alla persecuzione dei comunisti in Italia e per fermare il nuovo inquisitore, il giudice  Giovagnoli. In Italia la persecuzione della borghesia nei confronti dei comunisti, degli antifascisti, degli anticapitalisti, delle avanguardie dei lavoratori, si fa più ampia e più dura. Dal veenzuela la solidarieta' ai comunisti italiani. Desde Venezuela, nuestra solidariedad a los comunistas perseguidos y presos politicos en Italia.

LPG, 12/01/2007

Presidio
il 20.1.2007 dalle ore 14.00 alle ore 18.00
a Bologna in Piazza Nettuno
Per dire NO alla persecuzione dei comunisti!
Per fermare l’inquisitore Giovagnoli

La persecuzione della borghesia nei confronti dei comunisti, degli antifascisti, degli anticapitalisti, delle avanguardie dei lavoratori, si fa più ampia e più dura.

I compagni del (n)PCI, i compagni dei CARC hanno subito dal ‘99 ad oggi svariate inchieste, perquisizioni, sono stati pedinati, controllati, intercettati. Oggi il giudice Giovagnoli della Procura di Bologna, con un’inchiesta per associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis del CP) che conduce dal 2003, chiede di processare e arrestare  diversi militanti comunisti. Questa persecuzione si inserisce in un clima generale di caccia alle streghe che va avanti da anni, che ha portato a centinaia di perquisizioni e decine di arresti: dai compagni di A Manca Pro S’Indipendentzia, del Campo Antimperialista, di Iniziativa Comunista agli antifascisti dell’11 marzo, agli anarchici. Il continuo controllo e la schedatura dei militanti comunisti, e in genere di tutti i cittadini che in qualche maniera si occupano di politica o che sono impegnati nel campo sindacale e sociale, sono diventati la norma. Sono milioni le persone schedate, intercettate, pedinate.

Come, se non di più, che durante il ventennio fascista.

La borghesia cerca di impedire con ogni mezzo l’attività politica dei comunisti e delle masse popolari. Ci chiamano terroristi e vogliono fermare la nostra attività politica, vogliono impedire di esercitare quella libertà di azione conquistata, con la vita e con il sangue, dai nostri padri e dai nostri nonni con la Resistenza.

Il giudice Giovagnoli cerca di fermare il lavoro dei comunisti; adesso vorrebbe arrestare e processare molti compagni, tra cui diversi dirigenti dei CARC. In questi giorni si conclude in Francia il processo imbastito dal giudice G. Thiel contro G. Maj e G. Czeppel del (n)PCI per detenzione di documenti falsi. Dopo la sua chiusura, prevista per il 19 gennaio, il giudice Giovagnoli vorrebbe estradare ed arrestare i compagni (e forse anche il simpatizzante del (n)PCI, A. D’Arcangeli) per poter così istruire il processo in Italia. Il processo contro i militanti del (n)PCI e contro i militanti dei CARC aprirebbe la strada ad un’ancora più ampia repressione.

Diciamo NO alla persecuzione dei comunisti, NO alla denigrazione dei comunisti, NO al tentativo di criminalizzare l’esistenza del partito comunista e delle organizzazioni che al comunismo si richiamano.

I comunisti, i sinceri democratici, i lavoratori, si schierano a favore della libertà di espressione e di organizzazione dei comunisti e delle masse popolari e denunciano gli arbitri e i soprusi che i cosiddetti stati democratici perpetuano nei confronti delle masse, contro coloro che si oppongono a questo regime che alimenta una guerra di sterminio delle masse a tratti aperta e a tratti camuffata, un regime di miseria, guerra, sfruttamento e morte.

Unirsi e lottare contro la persecuzione dei comunisti, contro lo smantellamento delle agibilità politiche conquistate con la Resistenza, contro la repressione.

ORA E SEMPRE RESISTENZA.

CARC - Comitati d’appoggio alla Resistenza - per il Comunismo
SLL - Sindacato Lavoratori in Lotta
ASP - Associazione Solidarietà Proletaria

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