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- Conoscenza, primo
rimedio
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I pericoli della sicurezza Web
possono essere contrastati con vari strumenti, ma soltanto un'adeguata
conoscenza permette di mettere in atto una prevenzione decisiva. Ma
purtroppo si è molto lontani dall'obiettivo.
- Sofien Vannutelli, 24/05/2006
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Gli strumenti di difesa
informatica sono vari (es: antivirus, antispyware, blocco dei pop up,
firewall) e ad ampio spettro, ma non sempre rappresentano la soluzione
definitiva. Alcuni codici maligni, adware o spyware, sono in grado di
bucare facilmente le difese, magari con l'inconsapevole complicità
dell'utente stesso, convinto di effettuare azioni pulite e non
pericolose. Per questo motivo la cultura della sicurezza informatica non
è mai troppa: informazione e conoscenza sono le uniche due vere alleate
in termini di prevenzione. A patto di mettere in atto le conoscenze
apprese.
Gli utenti sprovveduti
Una recente ricerca di SiteAdvisor, mette in luce
come gli utenti Internet siano predisposti, loro malgrado, a infettare
i propri PC con spyware o adware. Addirittura il 97% del campione
preso in considerazione (circa 14 mila utenti) non è in grado di
capire quali siti siano immuni da malfare. Nell'indagine, venivano
messe a confronto pagine Web libere da codice infettante e pagine Web
veicolo di infezione, chiedendo all'utente di scegliere uno dei due.
Quindi, si proponevano vari software scaricabili da siti di file
sharing, chiedendo di indicare quelli liberi da adware e spyware.
Purtroppo i risultati sono stati desolanti.
Chi è la SiteAdvisor?
La SiteAdvisor è una società che è riuscita a
mettere a punto una tecnologia di individuazione di malware,
rendendo disponibili servizi innovativi. Tra cui la possibilità di
verificare immediatamente nei siti richiamati dai motori di ricerca
il loro grado di affidabilità. In sostanza, non segue la strada
degli altri antivirus e prodotti, ma si pone in un'ottica di
consulenza immediata e pratica per l'utente finale. Un approccio
diverso, la cui utilità non è sfuggita a McAfee, colosso informatico,
il quale ne ha rilevato la società poco più di un mese fa.
I risultati dell'indagine
In base alle loro scelte, il 65% dei
partecipanti avrebbe ripetutamente infettato i propri PC con
adware o spyware. Anche gli utenti più attenti, nell'arco di un
mese hanno il 100% di possibilità di finire su un sito pericoloso.
Spesso, banner pubblicitari di inserzionisti noti o presenza di
tematiche istituzionali traggono in inganno i navigatori, che
pensano di essere al sicuro solo per la presenza di questi
indicatori.
Le categorie del pericolo
Le varie categorie di siti pericolosi presi
in considerazione sono quelli dove più facilmente si annidano
adware e spyware.
In queste categorie, gli utenti sono più propensi a individuare
i siti non pericolosi nei siti di smiley (il 75% degli utenti
indica correttamente le pagine immuni), di giochi gratuiti
(68%), di screensaver (62%) e di file sharing (59%). La
percentuale di utenti che coglie nel segno, invece, si abbassa
clamorosamente nei siti dei testi musicali (solo il 28%), forse
perché questo tipo di pagine Web non viene identificata
immediatamente come pericolosa, anche per via della presenza di
sponsor istituzionali che contribuiscono a "garantire" i siti
stessi.
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