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Immaginiamo quali possano essere i motivi per restringere il servizio al pubblico residente in Italia, ma ciò è discriminatorio nei confronti dei residenti all'estero, in quanto trattandosi di servizio pubblico va diretto a tutti i cittadini, senza discriminazioni. Ricordiamo che l'Art. 3 della Costituzione italiana dice: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Il fatto di avere la condizione di residente all'estero non significa che venga meno la pari dignità e l'uguaglianza davanti alla legge; ovviamente il residente all'estero non può essere discriminato nella fruizione dei servizi pubblici, la dove tecnicamente possibile. Con l'avvento di Internet e l'abbattimento delle frontiere tecnologiche era ipotizzabile che le trasmissioni RAI potessero finalmente arrivare anche agli italiani residenti all'estero. Invece, se tecnicamente è possibile, la RAI lo vieta agli italiani residenti all'estero.
Tra i penalizzati vi sono anche quei funzionari dello Stato che vanno all'estero a servire il loro paese: funzionari consolari, delle ambasciate, degli uffici ICE, degli Isituti di Cultura, insegnanti ecc...
La Associazione di italo-venezuelani "La Patria Grande", legalmente costituita e registrata in Venezuela, chiede alla RAI ed alle massime istituzioni italiane un immediato intervento, affinchè anche i cittadini italiani residenti all'estero possano usufruire del servizio pubblico RAI via Internet. Si spera anche che qualche parlamentare, soprattutto tra quelli eletti all'estero, faccia una urgente interpellanza al Ministro competente. Invita, inoltre tutte le altre associzioni di italiani, ovunque nel mondo, a fare la stessa richiesta.