|
A Lucera c’è una fabbrica occupata...
La Metalsifa di Lucera è un’azienda come tante.
Figlia dei fondi della Cassa del Mezzogiorno negli anni Settanta, prodotto
tipico del capitalismo assistito italiano, per vent’anni dipendente dalle
forme più diversificate del finanziamento pubblico.
Con un organico di 150 operai ridotto a 47 non appena
agli imprenditori è venuta a mancare la stampella dello Stato.
Un’azienda come tante, dove alla cassaintegrazione
per gli operai corrispondevano gli straordinari degli impiegati. Salvata
dai suoi stessi dipendenti” e dalle polizze assicurative durante due
“alluvioni. Ed infine formalmente chiusa nel luglio del 2007.
Il 29 settembre 2007 i dirigenti della Metalsifa sono
giunti ad un accordo con le rappresentanze di base dei lavoratori. Un
accordo che prevedeva il passaggio della gestione produttiva agli ex-dipendenti
riuniti in Cooperativa. Qualche tempo dopo, la direzione è tornata a
battere cassa: ha chiesto alla Cooperativa un affitto di stabilimenti e
macchinari di 180mila euro annui (che richiederebbe garanzie sui beni
personali dei lavoratori stessi). E ha rotto le trattative, rifiutandosi
di trovare punti di convergenza con gli operai.
Da qualche giorno gli operai della Metalsifa hanno
occupato la fabbrica.
In lotta per il rispetto degli accordi. Per un
diritto sacrosanto, sancito dalla logica prima che dalla carta bollata. In
lotta, nel silenzio imbarazzato delle istituzioni, dei partiti della (fu)
sinistra per la propria dignità, individuale e di categoria. Per il
proprio presente e per l’avvenire.
Il pronto intervento dei carabinieri ha tentato di
“ristabilire l’ordine”.
Ma quale ordine?
L’ordine del furto, del raggiro, dell’appropriazione
indebita.
L’ordine del profitto basato sul ricatto, sulla
disperazione, sulla fame. L’ordine del caos.
Come disoccupati, studenti, precari, impiegati
dell’immenso ventaglio contrattuale delle leggi capestro, siamo solidali
con la lotta dei lavoratori della Metalsifa.
E chiediamo che sempre più categorie di cittadini e
lavoratori facciano sentire la loro voce.
Contro l’idea padronale di un futuro fatto di terra
bruciata, accordi non rispettati e strapotere dirigenziale.
Riprendiamoci il nostro futuro.
Kollettivo di Lettere -
http://kollettivodilettere.blogspot.com/
Laboratorio politico Jacob - via Mario Pagano, 38 –
Foggia -
www.agitproponline.com |