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Nota bene: il
titolo è della
redazione
Gianluca Bifolchi
Leggo su Come Don
Chisciotte, a firma
del nome de plume
Fisher, quella che a
tutt'oggi mi sembra
la più documentata
ed intelligente
analisi del
tradimento ai danni
dei propri militanti
e dei propri
dichiarati principi
da parte dei due
partiti "comunisti"
dell'attuale
coalizione di
governo, RC e PdCI.
Che io abbia qualche
riserva con la
decisione di
affrontare
l'argomento da un
punto di vista
"comunista", con la
conseguenza di
lasciare fuori dal
J'accuse i Verdi (complici
della medesima frode)
e di esagerare, a
mio avviso, i
riferimenti alla
storia del PCI come
guida per il
presente e per il
futuro, non toglie
che il documento sia
di straordinario
interesse, ed invito
a leggerlo.
A titolo di
conclusione posso
soltanto aggiungere
che le prossime,
probabili, elezioni
anticipate, avranno
per me, come unico
motivo di interesse,
la misurazione della
punizione che gli
elettori
infliggeranno al
vergognoso
comportamento della
cosiddetta sinistra
radicale.
Posso solo sperare
che sia devastante,
e che lasci il campo
per ricostruire
qualcosa di
totalmente nuovo,
anche se non
sottovaluterei le
virtù della nostra
videocrazia nello
spacciare nuovamente
con successo, in
occasione della
prossima campagna
elettorale, gli
specchietti e le
perline colorate di
Diliberto e
Bertinotti.
All'obiezione "così
torna Berlusconi",
rispondo, d'accordo
con Fisher, che
questa è la forma di
più preoccupante
qualunquismo che ha
infiltrato il modo
di pensare della
sinistra. In termini
di politiche sociali,
per apprezzare la
differenza tra i due
schieramenti,
occorrerebbe il
microscopio. Sono
ovviamente
preoccupanti le
derive eversive cui
la destra di questo
paese cerca
continuamente di
dare la stura. Ma
siamo sopravvissuti
a Genova e alla CIA
che scorrazza nel
nostro paese per
fare arresti
illegali, davvero
rischiamo più di
questo, vivendo in
un paese dell'Unione
Europea? E se anche
fosse ribadirò la
sostanza di un
celebre articolo di
Piero Gobetti nel
1922, Elogio della
ghigliottina,
secondo cui se il
fascismo era ormai
alle porte e
irresistibile, era
probabilmente perché
gli Italiani se lo
meritavano.
Più seria
l'obiezione che una
democrazia ha
bisogno di una forte
opposizione (vera
carta vincente che
RC e PdCI
verosimilmente si
giocheranno). Ma una
democrazia ha ancora
più bisogno
dell'affidabilità
del patto che lega
eletti ed elettori,
e le burocrazie "comuniste"
del governo Prodi,
hanno dato a questo
riguardo prove di
autentica infamia.
I politici
organicamente legati
al potere possono
vivere di espedienti,
ma forze politiche
che propongono
cambiamenti radicali
per la società
possono contare solo
sulla forza delle
idee, e non possono
permettersi di
apparire poco
credibili a questo
riguardo. Ecco
perché il vuoto di
rappresentanza che
verrà a prodursi con
una perdita di voti
da parte di RC e
PdCI, che io
vivamente auspico,
potrà essere colmato
con la costruzione
di forme di
democrazia
partecipativa, a
partire dal basso,
che in prospettiva
di una nuova
sinistra finalmente
libera da queste
burocrazie avide e
corrotte,
costituiranno una
fonte di
legittimazione
altrettato
importante del voto
alle elezioni.
Pubblicato anche
su:
http://napoli.indymedia.org/node/2674
e
http://achtungbanditen.splinder.com/ |