22_01_Tito_Pulsinelli
martedì, 10 giugno 2008 17:25:53
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Tito Pulsinelli
Sulla realtà italiana

Valencia, 22/01/2008

Nota Nene: il neretto e l'evidenziato è stato inserito dalla redazione, per sotolineare i punti piu' importanti dell'intervento.

Ci sono due approcci al problema: ragioniamo come italiani o come venezuelani?

Nel secondo caso, Bertinotti è venuto qui in veste ufficiale perchè il governo di Caracas ha interesse a infittire i rapporti -non solo politici- con le istituzioni italiani. Quindi non si può attaccare un ospite sottoponendolo ad una mitragliata di critiche, sul suo presente e sul passato.

Se assumo l'ottica italiana, allora dico subito che per me in Parlamento non esiste nessuna sinistra. E che la società italiana può frenare il rullo compressore che sta schiacciandola, solo con l'azione dal basso, autonoma e critica.

Insomma, la controrivoluzione neoliberista ha incorporato l'intera classe dirigente, e non solo quella politica, che ormai sfoggia una spappolata credibilità e zero identità. 

Il problema è che OGNI tipo di governo che si alterna deve sborsare annualmente dai 40 ai 50 miliardi di euro di interessi sul debito al FMI, che è il TERZO al mondo (al primo posto gli USA). Alla fine, restano solo spiccioli e.... nuove tasse.

NESSUN partito -o  politico- parla di questo, tantomeno lo mette in discussione o si azzarda a qualsiasi tipo di obiezione, perchè per tutti è INCONCEPIBILE fare alcunchè al di fuori del quadro neoliberista. Non quello teorico, bensì quello concreto delle misure pratiche da adottare giorno per giorno.

Sia quando si sta al governo, sia quando si sta all'opposizione

In Italia ci sono i salari più bassi dell'Europa occidentale, nessun welfare per i disoccupati, e le condizioni di lavoro peggiori... I problemi dei salariati NON sono nell'agenda della discussione -e quindi del'agitazione- di nessuno...

Credo che -oggi più che mai- opporsi a questo state di cose non sia una questione ideologica o teorica, bensì di possedere una cultura pratica antagonista...

Il sistema politico, il processo decisionale è arrivato sottozero perchè le CLASSI DIRIGENTI sono sostanzialmente omologate ed equivalenti. I politici sono sostanzialmente identici, e gli altri sono totalmente sudditi della ideologia neoliberista.

E questo PROPRIO mentre la recessione e la crisi verticale del dollaro è ormai visibile anche ai ciechi...non in Italia, però, dove continuano imperterriti a discutere se gli angeli e gli arcangeli sono parenti.

Ci si avvicina al collasso, e deve sorgere un movimento radicale che rifiuti la politica. Per intenderci....un "que se vayan a todos!" all'italiana. Perchè?

La gravità della casa ha oltrepassato la sfera economico-politica, siamo all'incrinatura dell'istinto della sopravvivenza. Non si fanno figli, la metà della popolazione appartiene alla Terza età (in Sudamerica è il contrario: ha meno di 25 anni).

Gli emigrati sono indispensabil, però li si odia...

Nei vari governi che si alternano, quelli che hanno il potere reale sono gli uomini di fiducia della finanza internazonale. Attualmente, Dini e Padoa Schioppa, che è stato appena nominato ad un'alta carica dal FMI.

I diktat dell'economia (cioè i Paesi in mano ai banchieri e alla finanza) si stanno pericolosamente imponendo anche sull'istinto biologico... generando una schizofrenia pericolosa e paralizzante che riduce tutto a palude.

Non se ne esce con la politica, ci vuole una opposizione sociale che monti dal basso, articolata attorno ai concreti problemi quotidiani della pauperrima situazione della maggioranza.

Credo che sta avvicinandosi l'estremo rimedio del  "que se vayan todos!"

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