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4 operai morti,
bruciati vivi, altri
3 in condizioni
gravissime con
ustioni sul 90% del
corpo; altri, più "fortunati"
se la sono cavata
solo con qualche
bruciatura.
Nella fabbrica il
padrone, con la
complicità dei
sindacati
confederali, aveva
imposto turni di
lavoro di 12 ore.
Alcuni degli operai
uccisi lavoravano
con 4 ore di
straordinario alle
spalle.
Nella fabbrica, in
smobilitazione e
destinata a chiudere
a settembre, si
risparmia sulla
manutenzione e sulla
sicurezza. Spremendo
dai 200 operai
rimasti la
produzione che fino
a luglio era fatta
da 385, la
multinazionale
ThyssenKrupp
incrementa i propri
profitti con turni
anche di 16 ore.
Questo ennesimo
"incidente" ha
colpito l'opinione
pubblica per le
modalità con cui è
avvenuta: operai
bruciati vivi come
se fossimo ancora
nell'800.
Questa, invece, è la
"modernità" del
capitalismo.
Da sempre per il
capitale gli
investimenti devono
servire ad aumentare
i profitti e ciò che
non rende è capitale
"morto". Muoiano
quindi gli operai
pur di non spendere
qualche euro in più
in prevenzione e
sicurezza. Ora tutti
piangono lacrime di
coccodrillo. I
padroni, definendo
questa ennesima
strage un "fatale
incidente"; i
politici borghesi
parlando di "piaga
inaccettabile" ma
dimenticando di dire
che nel 2006,
mettendo
nell'indulto
l'omicidio colposo
per cause di lavoro,
hanno garantito
l'impunità ai
padroni e ai loro
dirigenti; i
sindacati
confederali che
accettano come
legittimo il
profitto e a questo
subordinano ogni
piattaforma
sindacale e ogni
legge sul lavoro,
siglando in ogni
accordo il
peggioramento delle
condizioni di lavoro.
Come sempre succede
in questi casi,
finito il clamore e
la protesta operaia,
i padroni se la
caveranno con un
risarcimento pagato
dalle assicurazioni.
I dirigenti della
Thyssenkrupp,
recidivi e già
condannati 4 anni fa
per incendio colposo,
allora se la
cavarono con due
patteggiamenti.
Portare a casa un
salario nella guerra
quotidiana fra
capitale e lavoro è
sempre più rischioso.
Nel 2006, sono stati
1.302 i lavoratori
morti per arricchire
i loro padroni, 28
in più del 2005 e
nel 2007 si prevede
un nuovo "record".
Anche le malattie
professionali non
tabellate sono in
aumento, dal 71% del
2002 all'83% del
2006.
Dietro ai morti sul
lavoro c'è la
brutalità e la
violenza del sistema
capitalista.
Protetti dalle leggi
che tutelano la
proprietà privata
dei mezzi di
produzione, in nome
del libero mercato e
del profitto, i
capitalisti hanno
impunità e licenza
di uccidere.
Negli ultimi anni la
condizione operaia è
peggiorata
costantemente.
L'aumento dello
sfruttamento e il
peggioramento delle
condizioni di vita e
di lavoro sono la
causa principale
dell'aumento degli
infortuni e dei
morti sul lavoro.
Con il ricatto del
posto di lavoro e la
riduzione dei salari
reali, subordinati
alla produttività, i
padroni ci
costringono a
lavorare sempre di
più e sempre peggio.
ECCO COSA SONO
GLI OPERAI NEL
SISTEMA CAPITALISTA:
CARNE DA MACELLO.
Solo in una società
socialista dove si
produce per
soddisfare i bisogni
degli esseri umani e
non per il profitto,
eliminando lo
sfruttamento
dell'uomo sull'uomo,
è possibile mettere
i lavoratori e la
vita umana al primo
posto creando le
condizioni per
mettere al bando i
morti sul lavoro e
di lavoro.
SOLIDARIETÀ
PROLETARIA AI
LAVORATORI MORTI E
FERITI E AI LORO
FAMILIARI.
RICORDIAMO I NOSTRI
COMPAGNI ASSASSINATI
DAL CAPITALISMO
ORGANIZZANDO
ASSEMBLEE, FERMATE
DI PROTESTA NELLE
FABBRICHE E NEI
LUOGHI DI LAVORO.
COSTRUIAMO UN
COORDINAMENTO
NAZIONALE DEGLI
OPERAI, DEI
PROLETARI E DEI
LAVORATORI COMUNISTI
PER COMINCIARE AD
ORGANIZZARE
UNITARIAMENTE LA
LOTTA CONTRO LO
SFRUTTAMENTO
CAPITALISTA E PER IL
SOCIALISMO.
Coordinamento
Lavoratori Comunisti
lavoratoricomunisti@yahoo.it
La nostra
associazione "LPG"
di Caracas si unisce
alla solidarietà
proletaria ai
lavoratori morti e
feriti, aderisce e
fa proprio il
Comunicato dei
lavoratori comunisti. |