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ROMA - Su proposta del Sottosegretario agli Esteri
Donato di Santo il Centro studi di politica internazionale (Cespi) ha avviato
una serie di incontri sui rapporti dell’Italia con l’america latina. Il primo di
questi seminari - in autunno ve ne saranno altri due sulle sinergie economiche e
culturali - si è svolto oggi a Roma presso la sede dell’Istituto Italo-Latino
Americano (IILA). Titolo: "Il contributo delle autonomie locali e della società
civile italiana nei rapporti con l’America latina".
L’incontro si è aperto con l’indirizzo di saluto di Emilio Izquierdo Mino,
Ambasciatore dell’Ecuador in Italia e Presidente dell’IILA, che ha sottolineato
l’opportunità di questa riflessione, avviata dall’Italia sull’America latina, in
un momento di grande crescita economica e di rafforzamento delle strutture
democratiche di questo continente. Una rinnovata vitalità che vale la pena di
approfondire.
"L’azione dalle società civile e delle autonomie locali
italiane in America latina - ha affermato Claudio Bisogniero, Direttore generale
del Mae per i Paesi delle Americhe - è molto intensa ed è naturalmente
facilitata dalla presenza in tutte queste nazioni di significative comunità di
origine italiana".
Dopo aver evidenziato la necessità di utilizzare al meglio in
questo settore le conoscenze della società civile italiana, che sono motivo di
orgoglio per il nostro Paese, Bisogniero ha segnalato come gli interventi delle
nostre autonomie locali in America latina siano andati aumentando, soprattutto
nei settori economico e commerciale. Nell’ambito delle piccole e medie imprese
vi è spesso - ha spiegato - una maggiore richiesta di iniziative commerciali,
coordinate e favorite dalle autonomie locali, che proviene anche dai settori
imprenditoriali dell’America latina gestiti dalle nostre collettività.
Una realtà aziendale, quest’ultima, spesso già affermata. Una
pluralità di iniziative, quelle portate avanti dalle autonomie locali anche nel
campo culturale, che, secondo Bisogniero, dovranno essere inserite in una
visione di insieme, finalizzata al coordinamento, ma molto rispettosa delle
singole autonomie e competenze.
A tale scopo la Farnesina ha allo studio nuovi meccanismi
volti a migliorare i flussi di informazione sulle attività dagli enti locali nei
Paesi dell’America latina. Efficienti sistemi cognitivi che consentirebbero alla
rete diplomatica-consolare di mettere in campo una migliore azione di supporto.
In questa direzione va anche il programma per la creazione, presso la Farnesina,
di uno "sportello unico", finalizzato alla raccolta dei progetti delle Regioni e
degli enti locali per il Sud America. Per l’immediato futuro, oltre ad una
maggiore collaborazione fra la Direzione generale del Mae per le Americhe e
quella per la Promozione culturale, si prevede un’intensificazione dell’azione
di accompagnamento, da parte della Farnesina, per le varie missioni delle
Regioni in Sud America. Già programmato inoltre, per il febbraio del 2007, il
Forum delle Città, che si terrà a Parigi e consentirà un aperto confronto fra i
rappresentanti delle municipalità europee e dell’America latina.
Il Sottosegretario di Santo, dopo aver espresso
preoccupazione per l’aggravarsi della situazione internazionale, ha spiegato
come la sua decisione di avviare una riflessione pubblica sull’America latina
non rappresenti un’iniziativa isolata, ma sia frutto di una decisione strategica
del governo volta a rilanciare il rapporto del nostro Paese con quel continente.
"Dopo tutto questo lavoro di ascolto, analisi e riflessione portato avanti nei
seminari - ha detto - avremo a fine anno, o al massimo entro gennaio, la
presentazione formale di un documento strategico e programmatico per l’America
latina. Il Sottosegretario ha poi annunciato che fra pochi giorni si recherà in
Perù, Brasile e Bolivia, non prima però di aver partecipato in Spagna ad un
incontro sull’immigrazione in Europa, promosso dal Segretariato
ibero-latinoamericano.
Un’occasione che consentirà di avviare incontri bilaterali
con i rappresentanti della società spagnola e con quelli dei Paesi
d’oltreoceano. Di Santo ha inoltre evidenziato la necessità di promuovere anche
in Italia un dialogo con i rappresentanti degli immigrati latino americani.
Vittorio Tonutti, dell’ufficio cooperazione della Commissione
Europea, ha spiegato come il progetto sperimentale "Europe Aid", approvato due
anni fa dalla Commissione, si prefigga di promuovere la coesione sociale in
America latina, attraverso lo scambio di buone prassi fra le amministrazioni
centrali degli Stati europei e quelle sudamericane. Un’iniziativa di ampio
raggio, nei settori dell’istruzione, della giustizia, della sicurezza e della
salute, che potrebbe essere presto aperta alla collaborazione dei governi locali.
"La sfida più importante per lo sviluppo latino americano -
ha affermato il Direttore del Cespi José Luis Rhi-Sausi - è l’acquisizione di
modelli di inclusione sociale che diano stabilità. Un orizzonte strategico su
cui la cooperazione decentrata e l’azione delle ong italiane potrebbe
svilupparsi" Il Direttore del Cespi, dopo aver evidenziato il prezioso
contributo che regioni, province e comuni italiani potrebbero dare per il
rafforzamento delle istituzioni latino americane a livello locale ed intermedio,
ha auspicato la realizzazione di una cooperazione capace di promuovere,
attraverso il coinvolgimento contemporaneo di più Paesi, l’integrazione latino
americana. "Questo programma di collaborazione fra Italia e Sud America - ha
concluso José Luis Rhi-Sausi - deve anche tener conto delle preziose risorse
umane rappresentate delle comunità immigrate italiane e latino americane".
Fra gli altri interventi, oltre a quello del Capo ufficio
relazioni internazionali della Regione Toscana Fabrizio Pizzanelli che si è
detto favorevole alla costituzione di un tavolo di lavoro sull’America latina
per l’individuazione di obiettivi condivisi, segnaliamo la riflessione di Paolo
Morello, responsabile dell’Agenzia di Cooperazione degli Enti Locali (ACEL) che
ha illustrato l’iniziativa di cooperazione decentrata "100 città, per 100
progetti Italia-Brasile".
Un programma promosso dall’Anci, dall’Upi e dalla Presidenza
della Repubblica brasiliana. Marco Bellardi, Dirigente dei servizi comunitari
della Regione Marche, ha invece parlato del progetto Cosmob. Un’iniziativa
formativa, relativa all’industria del mobile, che la regione ha avviato in
Amazzonia. Laura Ciacci, responsabile per le comunicazione del WWF Italia, ha
ricordato come lo scopo delle iniziative portate avanti dalle nostre Ong nel
mondo, specie in America latina, sia quello di promuovere coesione sociale è di
dare a tutti una “vita possibile”.
Goffredo Morgia-Inform\Eminotizie |