LPG, Caracas,
06/07/2007
196 anniversario
dell’indipendenza
del Venezuela:
celebrazioni di
Napoli e Buenos
Aires
Il 5 luglio,
anniversario
dell’indipendenza
del Venezuela é
stato celebrato non
solo in Venezuela,
ma anche in altre
parti del mondo.
Riportiamo, a titolo
di esempio, le
celebrazioni
realizzate a Napoli
(Italia) ed a Buenos
Aires (Argentina),
delle quali nostri
collaboratori
presenti in loco ci
hanno inviato
articoli e foto.
A Napoli, la
celebrazione é stata
realizzata
attraverso vari
eventi in piú giorni.
Il 5 luglio e’
statos coperto un
busto dedicato a
Simon Bolivar, in un
parco cittadino, con
la presenza di varie
personalitá, tra cui
l’ambasciatore della
Repubblica
Bolivariana del
venezuela in Italia,
Raffaele La Cava ed
il sindaco di Napoli,
Rosa Russo jervolino.
Come documentiamo
attraverso le foto,
non sono mancate le
proteste da parte di
un minusculo gruppo
di simpatizzanti
dell’estrema destra.
Oltre le foto,
intendiamo ricordare
queste giornate
napoletane
attraverso un
articolo inviatoci
da Guido Piccoli,
pubblicato anche nel
locale quotidiano di
Napoli “Il mattino”.
Di seguito
pubblichiamo anche
una rassegna delle
celebrazioni di
Buenos Aires, per
mezzo di uno scritto
inviatoci dai
compagni del
Museo “Che Guevara”,
per l’appunto di
Buenos Aires. Ed un
articolo di Miguel
Lozano, sulle
celebrazioni di
Caracas. Gli ultimi
due articoli sono in
spagnolo.
Foto della
manifestazione di
napoli


napoli
antimperialista con
la rivoluzione
bolivariana

Magaly
Arocha ,
Console
della repubblica
bolivariana del
venezuela a Napoli

Rosa Russo
Jervolino, sindaco
di napoli ed il
console degli usa a
napoli

L'ambasciatore della
repubblica
bolivariana del
venezuela in Italia,
rafael la cava

Omaggio
floreale a tono

le proteste
di un minuscolo
gruppo di estrema
destra
Il ritorno di
Bolìvar nel segno
del Sud di Guido
Piccoli
Simón Bolívar torna
a Napoli. Due secoli
dopo il settembre
del 1805 - quando
l'allora inquieto
giovinetto di
Caracas visitò la
città inerpicandosi
sul Vesuvio, in
compagnia dello
scienziato tedesco
Alexander von
Humboldt - un suo
busto sarà scoperto
alle 18 di domani
nel Parco
Virgiliano, alla
presenza del sindaco
Rosa Russo Iervolino,
del vice ministro
venezuelano per
l'Europa Rodrigo
Chaves,
dell'ambasciatore
Rafael Lacava e
della console a
Napoli Magaly Arocha.
Il bronzo realizzato
dallo scultore Julio
César Briceño
guarderà a Sud.
Certamente, per
ricordare l'utopia
del Libertador di
fare del continente
meridionale
americano una sola
nazione (un
proposito, assunto
proprio durante quel
viaggio italiano,
che Bolívar espresse
solennemente col
famoso giuramento
sul Monte Sacro a
Roma). Ma anche per
unire idealmente i
centri grandi e
piccoli del
Mezzogiorno
italiano, a
cominciare da quelli
del Cilento, come
Marina di Camerota,
Palinuro e Padula,
dove piazze, vie,
cinema e teatri si
chiamano Bolívar,
anche in omaggio
alle centinaia di
migliaia di
emigranti che, nel
corso di tutto il
secolo scorso,
attraversarono
l'Atlantico per
cercare fortuna in
una nazione un po'
italiana già dal
nome (Venezuela sta
infatti per «piccola
Venezia»).
Napoli e Bolívar
sono legati a doppio
filo per la vivace
attività di uno dei
più vecchi ed
efficienti consolati
in Europa (quello
che ora ha sede in
via Depretis fu
inaugurato nel 1856,
allo scopo di
stabilire relazioni
commerciali tra la
repubblica
venezuelana e il
Regno delle Due
Sicilie), ma anche
per la presenza in
città, in un'ala del
Palazzo Reale, di
una Biblioteca
bolivariana, ricca
di centinaia di
volumi di narrativa
e saggistica, donati
sette anni fa dal
precedente console
Gilberto Alcalà. La
posa della statua al
Virgiliano coinvolge
inevitabilmente
anche il Venezuela
odierno, dove da una
decina d'anni si
sperimenta la «democrazia
partecipativa» del
presidente Hugo
Chávez che genera
dubbi, timori, ma
anche molte speranze
in tutto il mondo.
Secondo alcuni
sindacati di base
campani, le
istituzioni locali
dovrebbero seguire
l'esempio
sperimentato a
Londra dal sindaco
Ken Livingstone (e
in via di
definizione al
comune di Firenze)
di accordi, basati
sullo scambio tra
metano e petrolio
venezuelano e
cooperazione
tecnologica e
professionale
europea:
un'eventualità che
alle casse
dell'amministrazione
napoletana
permetterebbe un
sostanzioso
risparmio di spesa
per il carburante
destinato al
trasporto.
In attesa che l'idea
venga presa in
considerazione a
Santa Lucia e
Palazzo San Giacomo,
a margine
dell'evento del
Virgiliano si
terranno due
incontri di
discussione
sull'esperienza
«bolivariana». Il
primo, dal titolo «Simón
Bolívar ed il
socialismo del XXI
secolo», in
programma oggi alle
18 al megastore
Feltrinelli di
piazza dei Martiri,
riunirà tre tra i
più conosciuti
saggisti ed esperti
del nuovo corso
venezuelano: il
giornalista e
scrittore
Maurizio Chierici
(che da una trentina
d'anni racconta le
vicende
internazionali sui
maggiori quotidiani
italiani) col suo
ultimo libro La
scommessa delle
Americhe, pubblicato
da Einaudi; lo
scrittore ed editore
Roberto Massari,
autore di Hugo
Chávez tra Bolívar e
Porto Alegre, e
l'italo-tedesco
Dario Azzellini
con Il Venezuela di
Chávez. Una
rivoluzione del XXI
secolo, pubblicato
dalla casa editrice
Derive Approdi.
Domani mattina,
invece, nell'aula
Magna dell'Orientale,
in via Chiatamone
62-64, discuteranno
delle «Analogie
storiche tra Bolívar
e Garibaldi: vita,
opera e pensiero»
Vito Galeota e Luigi
Mascilli Migliorini,
rispettivamente
ordinari di Lingue e
Letterature
Ispanoamericane e di
Storia Moderna
dell'Orientale, e
Antonio Scocozza,
docente di Lingua e
Istituzioni dei
paesi Ispanici
all'Università di
Salerno. Il
dibattito, che sarà
coordinato dal
vicerettore
dell'orientale,
Augusto Guarino, si
terrà quindi nel
giorno in cui si
celebra il
bicentenario della
nascita dell'«Eroe
dei due mondi»
Giuseppe Garibaldi,
definito in America
Latina, per
l'appunto, il
«Bolívar italiano».
Celebraciones del 5
de julio a Buenos
Aires por Eladio
González
El Museo Ernesto Che
Guevara pudo
concelebrar tan
magna fecha con la
presencia de
Itala Liendo y
Alberto, dos
hermanos
venezolanos.
Propalé los himnos
de la hermana
República
Bolivariana de
Venezuela y el de
Argentina.
Itala nos dejó en
custodia la bandera
azul amarilla roja
con ocho blancas
estrellas, con las
que Alberto nos
fotografió.
Nos obsequió además
dos excelentes
publicaciones con
las respectivas
historias de Simón
Bolívar y Francisco
de Miranda y un
ejemplar de la
revista Panorma de
Maracaibo dedicada
al "Viejo Zulia"
dedicada al
aniversario del
poeta Udón Pérez,
que expresara:
"Mía cuando ríes,
mía cuando lloras,
mía cuando luchas,
mía cuando oras, mía
a toda ora Maracaibo
mía. Que ladre y
que muerda la torpe
jauría mientras yo
te llamo con voces
del alma mía a boca
llena, Maracaibo
mía".
Itala nos entregó un
ejemplar del diario
"Panorama" al que
representa de fecha
1º de Diciembre de
2004 Número
Especial por sus 90
Años.
Irene le entregó un
ejemplar del libro
"Julio A. Mella y
Tina Modotti contra
el fascismo" de Adys
Cupull y Froilán
González (cubanos).
Recordé a la
venezolana amiga
mía, cuyo padre el
Doctor Alberto
Granado años ha
arribó a Venezuela,
acompañado de otro
joven casi médico
Ernesto Guevara de
la Serna, más tarde
apodado "Che".
Fué una tarde de
fraternidad
americana y adelanto
de lo que será la
visita al Museo de
Alta Gracia, Córdoba
donde repetirán la
experiencia para
llevarse material
informativo y de
imágenes para la
publicación por los
cuarenta años de la
caída del Che en
Bolivia.
Horas después Sônia
Fardin historiadora
brasileña (Curadoría
de Acervos de
Imagens) nos visitó
para compartir la
celebración
venezolana con lo
que repetimos los
himnos agregando el
brasileño.
Aprovechó Sônia y me
otorgó una roja
estrella de cinco
puntas con las
letras blancas "P T"
Campinas (Sao Paulo)
es su ciudad y allí
trabajó en
museología de
Inmigración por lo
que la orienté a
nuestro museo
capitalino de esa
especialidad en la
calle Antártida
Argentina.
A los colegas de
todos los museos les
ofrezco los datos de
la hermana
brasileña, para
tejer redes socio
culturales, que
superen la lentitud
y escozores
políticos del
Mercosur, que por
ejemplo papa moscas
(antigua expresión
referida al que
pierde tiempo)
demorando la entrada
de Venezuela al
grupo.
Sônia Fardin -
Historiadora,
Campinas, Sao Paulo,
Brasil,
soniafardin@hotmail.com
Itala Liendo,
periodista
venezolana de
"Panorama"
italaliendo@panodi.com
Eladio Gonzalez,
fundador del Museo
Che Guevara,
museocheguevara@fibertel.com.ar
Venezolanos celebran
196 aniversario de
independencia Por
Miguel Lozano
Caracas, 5 jul (PL)
Con un desfile
cívico militar,
acorde con su nueva
doctrina defensiva y
actos protocolares,
Venezuela conmemora
hoy el 196
aniversario de la
firma del Acta de
Independencia, que
abrió paso a la
soberanía nacional.
El 5 de julio de
1811, el Congreso
Constituyente
anunció al pueblo la
Independencia de
Venezuela, seguida
de una demostración
popular que recorrió
las calles de
Caracas en señal de
júbilo.
Caracas, Cumaná,
Barinas, Margarita,
Mérida, Barcelona y
Trujillo fueron las
siete provincias
integradas en la
"Confederación
Americana de
Venezuela en el
Continente
Meridional", a las
que luego se
sumarían Guayana,
Coro y Maracaibo.
A 196 años de
aquella fecha,
Venezuela vive un
momento de
transformaciones
encabezadas por el
presidente Hugo
Chávez, empeñado en
retomar aquellos
principios
originarios con su
denominada
Revolución
Bolivariana.
Al mismo tiempo,
Chávez expresa que
en las condiciones
actuales la única
forma de hacer valer
los principios del
Libertador Simón
Bolívar es mediante
el socialismo,
basado en los
clásicos pero con
componentes propios
de la historia y las
condiciones del
país.
Frente a esta
posición, que busca
mejor distribución
de la renta
petrolera y justicia
social, el proceso y
su proyección
integracionista
regional enfrenta la
hostilidad de
Estados Unidos, a
quien Chávez acusa
de liderar una
campaña
internacional anti-venezolana.
Pese a los
obstáculos, la fecha
se celebra por una
Venezuela con un
auge económico de 14
trimestres
consecutivos y una
política social que,
por primera vez en
la historia, ha
llevado a millones
de personas
excluidas a
disfrutar de los
beneficios de la
riqueza petrolera.
En el aspecto
militar, la
actualidad está
marcada por una
doctrina defensiva
conocida como guerra
de resistencia de
todo el pueblo,
expresión de la
alianza
cívico-militar, cuyo
propósito es
garantizar que la
independencia
declarada 196 años
atrás no será
mancillada.
Nota
El 1er. Museo
Histórico
Suramericano
"Ernesto Che
Guevara", la Escuela
de Solidaridad con
Cuba "Chaubloqueo" y
el Centro de
Registro de Donantes
Voluntarios de
Células Madre Irene
Perpiñal y Eladio
González -
directores calle
Rojas 129 local
(Caballito) Capital
- AC1405-Buenos
Aires-República
Argentina telefax:
4-903-3285 email:
museocheguevara@fibertel.com.ar -
http://museocheguevaraargentina.blogspot.com/