|
Caro
prof. Cacciatore,
ho letto il tuo
intervento su
Liberazione di oggi
- 19 agosto 2007
- e devo dire che
l'ho apprezzato
moltissimo, almeno
prima di leggere la
parte conclusiva, dopodiché
mi è venuto da
pensare.
E' indispensabile
riportare le notizie
in maniera corretta,
non solo da parte di
pennivendoli fascistoidi
alla Battista, ma a
maggior ragione
anche da parte
nostra, per di più
quando si scrive su
un quotidiano
autodefinentesi "giornale
comunista" come
Liberazione, il
quale di scivoloni,
volendo usare un
eufemismo,
sull'argomento
latinoamerica ne ha
avuti e non di scarsa
gravità; vedi gli
articoli
banalizzanti ed infamanti
di Angela Nocioni su
Cuba prima e sul
Venezuela poi.
Testualmente,
estendi il tuo
elaborato, nella
parte finale, in
questo modo:
"Non sono un
apologeta di Chavez
e non tutto mi
convince della sua
politica: la
simpatia per l'Iran
e la Corea del Nord,
le inutili
amplificazioni della
retorica
rivoluzionaria, il
grave errore tattico
della chiusura della
televisione Rtc (che
andava chiusa
durante il colpo di
stato del 2002
quando appoggiò
spudoratamente i
golpisti), la
forzatura
costituzionale della
rielezione continua,
l'eccessivo spazio
lasciato ai militari
nel governo e nei
gangli vitali dello
Stato. Spero che
questi elementi o
negativi o quanto
meno problematici
vengano corretti e
che si affermino
sempre più invece
forme di democrazia
partecipativa e di
controllo
nell'articolazione
dei poteri. Ma di
qui a parlare di
dittatura e di
analogie con il
regime castrista o
comunque di modello
comunista ce ne
corre."
Mi preme
sottolineare degli
aspetti a tal
proposito:
1. Il governo
rivoluzionario e
socialista non ha
bisogno di apologeti
e/o di difensori di
alcun genere; sa
benissimo difendersi
da solo attraverso
il suo Presidente,
attraverso il suo
pensiero, la sua
favella e con la
propria azione, e
per lo più sa anche
passare al
contrattacco, quando
è il caso;
2. RCTV in realtà -
immagino che quando
scrivi rtc intendi
RCTV - non è stata
mai chiusa o
censurata;
semplicemente non è
stata rinnovata la
licenza per la
trasmissione via
etere, a che mi
risulta RCTV
continua a
trasmettere sul
satellite e in rete;
praticamente,
mutatis mutandis,
ciò che avrebbe
dovuto fare il
governo 'progressista'
italiano per Rete 4
e che, ovviamente,
non ha fatto, come
tante altre cose di
cui ci sarebbe un
disperato bisogno,
vedi la tanto
invocata legge sulla
riduzione
dell'orario di
lavoro di
bertinottiana
memoria (perduta);
3. Mi suona un po'
schizofrenico
affermare che il
governo
rivoluzionario
avrebbe dovuto
chiudere RCTV
immediatamente dopo
il colpo di stato
fallito e
contemporaneamente
sostenere la
necessità di
limitare la presenza
dell'esercito nella
società. Chi avrebbe
dovuto mandare a
chiudere la
televisione, le
carmelitane scalze
forse?
4. In qualsiasi
caso, il potere dei
militari verrà
controbilanciato con
la riforma
costituzionale, se
passerà, con
l'istituzione a
livello
costituzionale delle
Milizie Popolari
Bolivariane, il
popolo in armi,
appunto. La
Rivoluzione
Socialista
Bolivariana è una
rivoluzione, che
come tutte le
rivoluzioni vere,
non può non porsi
l'obbiettivo di
trasformare la
società,
radicalmente,
evitando, nei limiti
delle possibilità,
controproducenti
spargimenti di
sangue. La
Rivoluzione
Socialista in
Venezuela è
certamente una
rivoluzione
pacifica, lo è stata
nei limiti delle
aggressioni anche
armate e violente
dei
controrivoluzionari
e lo sarà fino a
quando la borghesia
imperialista lo
consentirà. Detto
questo non potrà mai
essere una
rivoluzione
disarmata; su questo
punto facendo il
paragone con
Allende, Chavez è
stato chiarissimo
affermando in tempi
non sospetti che non
farà il 'profeta
disarmato';
5. Mi sembra
evidente che il
governo bolivariano
abbia a cuore
soprattutto i popoli
iraniano e coreano,
bersagli del
genocida
imperialismo
principalmente
yankee, così come ha
a cuore le sorti dei
popoli
latinoamericani,
piuttosto che
provare simpatia per
moderati come Lula o
Kirchner;
6. Grazie alla
rivoluzione si sono
aperti notevoli
spazi per molti
imprenditori,
interni ed esteri,
che prima non
avrebbero potuto
godere della
redistribuzione e
diversificazione
dell'economia che
era in mano
all'oligarchia
imperialista. Questo
va precisato,
altrimenti si
rischia di darla ad
intendere che Chavez
sostiene quella
stessa borghesia
internazionale
oligarchica che a
parole dice di voler
combattere.
Ovviamnente non è
così;
7. Su Fidel e Cuba,
Chavez è sempre
stato chiaro, più
chiaro non si può.
Fidel, lo considera
un padre, così come
considera Evo
Morales un fratello.
Grazie a Cuba è
stato sradicato
l'analfabetismo,
grazie a Cuba
contadini poveri
hanno per la prima
volta nella loro
vita, imparato a
riconoscere i medici,
grazie alla
cinquantennale
resistenza della
Revolucion cubana
oggi è possibile
parlare di Venezuela
bolivariano. Se ci
sono analogie di
sostanza con Cuba
socialista, e per
fortuna per le
larghe masse, fino
adesso non sono
poche, una su tutte
è quella di
esprimere governi
popolari autentici,
checchè ne pensino
le nostre borghesie
imperialiste;
8. Sarebbe il caso
di introdurre nelle
nostre Costituzioni
'democratiche' un
paio di principi
evidentemente
imprescindibili volendo
essere realmente
democratici: la
revocabilità del
mandato tramite
referendum popolare,
per esempio, così
come ci ha insegnato
la storia del
movimento operaio
internazionale dalla
Comune di Parigi
alla Rivoluzione
d'Ottobre, e la
necessità del
vincolo del mandato,
se proprio ci si
vuole rizelare, non
si capisce bene
perché, della
possibilità di
essere eletti più
volte dal popolo
sovrano, che in
tutta evidenza è un
falso problema;
9. Il governo
bolivariano sta
dimostrando nei
fatti la propria
coerenza, e la sta
dimostrando a coloro
ai quali - prima
degli altri - deve
dar conto, ovvero
alle masse popolari,
che la necessità
della rivoluzione ce
l'hanno non solo nel
cuore ma anche nella
mente e soltanto ai
borghesi può dare
fastidio il continuo
riferimento alla
necessità della
rivoluzione
socialista,
semplicemente perchè
minaccia i loro
privilegi.
Chiedo venia per la
lunghezza,
ma ho ritenuto improcrastinabili
le suddette
osservazioni,
saluti
antimperialisti,
Ciro Brescia
per il
Circolo Bolivariano
"José Carlos
Mariategui"
Napoli (Italia)
|